L’Anno Vecchio uscente, l’Anno Nuovo entra come un ladro nella casa del ladro
1043 1042 1041…
Contando all’indietro e partendo circa dal numero mille,
cantando i nomi del migliaio di lavoratori morti ammazzati per il benessere di pochi benestanti,
l’Anno Vecchio si congeda fra mille maledizioni.
L’Anno Nuovo, armato di piede di porco e vestito come diabolik,
fra qualche ora farà irruzione nelle case dei maiali ingioiellati,
che saranno altrove a fare i loro porci comodi.
Dove?
Nelle feste a cui noi non saremo mai ammessi,
i dirigenti della Thyssenkrupp di Torino coi padroni delle tante altre thyssenkrupp sparse in Italia, coi politici che ne fanno le veci,
e i vescovi che ne sposano le graziose rampolle, coi principi che rivendicano un regno da cui sono fuggiti,
stappano spumanti vendemmiati dalle lacrime delle vedove dei loro operai,
e si rimpinzano di tartine fatte cogli anulari, gli indici, e i medi, i cotechini delle mani e gli stinchi dei piedi persi da migliaia di infortunati sul lavoro.
L’Anno Nuovo come un ladro entrerà nelle case dei ladri,
che sono i padroni quando si fanno predoni di esistenze e ricchezze,
mi spiego meglio:
+90%
i profitti delle grandi imprese industriali in dieci anni
+5%
I redditi di un dipendente in dieci anni
93%
dei condannati (per infortuni sul lavoro) in primo grado non va in carcere
Mario Almerighi, magistrato
150 mila
I processi (per infortuni sul lavoro) che ogni anno vanno in prescrizione
Ministero Giustizia
Chi è il delinquente fra un Rom con due salsicce nascoste sotto il cappotto beccato appena fuori un supermercato,
e il SUV da 100mila sacchi che si lancia ubriaco contro una proletaria fiat punto facendo una strage?
Il mio augurio:
Che il Nuovo Anno si faccia ladro ed entri nella casa del ladro,
e depredi il padrone predone di quelle ricchezze che sono il potere usurpato col sangue.
Se non proprio che si faccia assassino…
Che depredi il potere a chi si sente legittimata da un cilicio benedetto dal vaticano, a discriminare i gay al pari del nazismo.
Che scippi il potere a quello che, pur essendo stato eletto per un attuare un programma di sinistra, consideri il precariato poi così non tanto male.
Che saccheggi il potere da chi si è arrogato il possesso di parole come Libertà,
e ha più condannati nel suo partito di una casa circondariale,
e Popolo, mentre considera i suoi elettori dei telespettatori, e i telespettatori ha sempre detto dei bambini di 5 anni.
Ma l’Anno Vecchio, sentendo tutto questo
andandosene ammette:
“tutto sommato, sino a quando ci saranno più operai in fila ai gazebo di Berlusconi che al funerale delle vittime di Torino, non c’è da nulla stupirsi se un principe dei sottaceti richieda indietro il regno ad un popolo che non ha mai smesso le sue vesti di suddito.”
Ma il mio augurio lo rinnovo lo stesso,
che il Nuovo Anno vestito da ladro entri nella casa del ladro:
ps.
questo post e questa canzone sono dedicati,
con dolcezza, a Nunzia ,
che mi aveva scritto da quest’altra parte.
Vik alias guerrila radio.
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