Maggio 2006

La Mafia quotidiana nel ricatto del datore di lavoro

Ho pensato molto a cosa voglia dire oggi mafia, in questo mese di spine, fiorito nel sangue di tragici fatti che puntualmente ci si presentano in veste di anniversari da commemorare.
Un solo giorno l’anno per alcuni, tutto l’anno per altri.

La mafia, quella che esplodeva bombe e lupare non esiste più.
Ha smesso i colori sanguinosi delle stragi e si è dedicata a nuovi affari, vestendosi in doppiopetto e frequentando locali alla moda, fiore all’occhiello di quella rinascita culturale che molti auspicavano come segno tangibile di rinascita.

La mafia, quella violenta dei morti ammazzati e delle sirene che strepitano giorno e notte non esiste più.
Ma una cosa non è venuta meno, il poter essere ricattabili.
Al Sud come al Nord.
Essere costretti al ricatto, da padrini e datori di lavoro.
Io non ci vedo differenza.
Se cosa nostra è definita sui libri un’associazione contro lo stato, penso che non lo siano da meno certe nuove realtà del mondo del lavoro, che pur legittimate dallo stato finiscono per minare alla base i diritti leciti di un’altro stato, più piccolo ma ugualmente dignitoso: lo stato dei lavoratori.

Solo che oggi di lavoratori veri non ce ne sono più.
Mascherati sotto mille diciture, precari nei diritti come nel lavoro.
Il concetto non cambia, resti ricattabile.

Oggi sono andata al sindacato, ho chiesto se è legittimo il fatto che la mia agenzia interinale si permetta di dirmi che le ferie che maturo non me le retribuisca.
Se è Legittimo il fatto che eventuali giorni di ferie mi vengono tolti dalla busta paga e pagati poi alla fine, al termine del rapporto.
Mi è stato detto di no.
Non è.
Ma mi è anche stato detto che non c’è molto da fare.
Perchè se il sindacato interviene mi “brucio”.
In altre parole perdo la possibilità di poter trovare ancora lavoro.

Ecco, io oggi mi sono sentita ricattabile.
Non da un’organizzazione sovversiva e illegale di stampo mafioso, ma da un mercato del lavoro che pur non essendo illegale usa metodi mafiosi per controllare a suo piacimento i lavoratori e i loro diritti.


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Marte   pro-guerrillaradio

 

–commenti_fine–

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Giovanni Falcone: cercando di non dimenticare

“Il nostro,come disse Sciascia,
è un paese senza memoria e verità,
ed io per questo cerco di non dimenticare”
(P.P.P.)
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“La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine.
Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”
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“Non sono Robin Hood, né un kamikaze e tantomeno un trappista. Sono, semplicemente, un servitore dello Stato in terra infidelium”
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“La mafia si caratterizza per la sua rapidità nell’adeguare valori arcaici alle esigenze del presente, per la sua abilità nel confondersi con la società civile, per l’uso dell’intimidazione e della violenza, per il numero e la statura criminale dei suoi adepti, per la sua capacità ad essere sempre diversa e sempre uguale a se stessa”
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(Giovanni Falcone)
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“Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni.
Questa è la base di tutta la moralità umana.”
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(J. F. Kennedy; citazione che ripeteva spesso Giovanni Falcone)
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NON DIMENTICHIAMO:
 
Strage di Capaci
Giovanni Falcone, magistrato
Francesca Morvillo magistrato, moglie di Giovanni Falcone
Antonio Montinari, agente di polizia facente parte della scorta di Giovanni Falcone
Rocco Di Cillo, agente di polizia facente parte della scorta di Giovanni Falcone
Vito Schifani,  agente di polizia facente parte della scorta di Giovanni Falcone
 

Chi ha ucciso Falcone e Borsellino.
La mafia.
e chi altri???

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Gary McKinnon scopre i segreti Nasa sugli UFO, rischia Guantanamo

GARY MCKINNON, ACCUSATO DAGLI STATI UNITI DI AVER CAUSATO 700 MILA DOLLARI DI DANNI, LOTTA CONTRO L’ESTRADIZIONE NEGLI USA
«Ho scoperto i segreti degli Ufo
violando i computer della Nasa»
«Esiste una forma di energia extraterrestre inesauribile»
 www.stampa.it

 

 

 
LONDRA. Con la frangetta scura e gli occhi a mandorla, ha l’aria vagamente stranita di Mister Spock. Il che non stona più di tanto, visto che Gary McKinnon, lo hacker che gli Stati Uniti accusano di aver causato 700 mila dollari di danni ai loro computer militari e della Nasa, dice di avere passato due anni a cercare di straforo prove dell’esistenza degli UFO e della tecnologia aliena. E di averle trovate: testimonianze fanno riferimento all’anti-gravità, a una fonte di energia di origine extraterrestre.


Per i suoi sostenitori, McKinnon è piuttosto una sorta di ciber-Mulder, una specie di cercatore solitario di verità tra gli X-Files degli alti comandi americani, Pentagono incluso. Ex parrucchiere inglese, entrava nei loro sistemi dalla sua casa in un quartiere a Nord di Londra, ma sostiene di non avere mai agito da vandalo. Un pubblico ministero Usa ha definito la sua impresa «il più grande scasso elettronico di computer militari di tutti i tempi» e ha chiesto di processarlo davanti a un tribunale della Virginia. Ma il suo avvocato ribatte che l’estradizione esporrebbe McKinnon al rischio della detenzione a Guantanamo Bay e a qualcosa come sessant’anni di reclusione. La sua sorte sarà decisa a Londra dopodomani.

Mica per niente il suo nome online era «Solo». Ancor prima che lo identificassero e lo arrestassero nel 2002, la sua ossessione da hacker gli era costata la fidanzata e il lavoro. Gli Stati Uniti lo accusano fra l’altro di avere alterato e cancellato files di una base aeronavale rendendo così inoperabili sistemi di importanza critica e, un’altra volta, di avere disabilitato un’intera rete di 2 mila computer militari. Già in un’intervista rilasciata l’anno scorso, McKinnon si era difeso dicendo di non avere causato danni. Oggi, alla vigilia dell’udienza, torna a parlare con il programma «Click» della BBC per spiegare come ha fatto e che cosa ha trovato.

A chi gli chiede perché è accusato di essersi intrufolato nei sistemi dell’esercito, della Marina, dell’aeronautica, del Pentagono e della Nasa, McKinnon risponde: «Ero in cerca di tecnologia soppressa, definita con un’espressione ridicola “tecnologia degli UFO”. Credo che sia il segreto meglio conservato del mondo, una cosa molto importante: i pensionati non possono pagare le bollette del riscaldamento, si invadono Paesi per assegnare all’Occidente appalti per il petrolio, e nel frattempo parti segrete del governo tengono lì questa tecnologia soppressa che darebbe energia gratis». Ovviamente, ancora ieri, la Nasa ha smentito tutto.

Alla domanda se abbia trovato quello che cercava, McKinnon risponde: «Sì. C’era un gruppo chiamato “Progetto Rivelazione”. Hanno pubblicato un libro con 400 testimoni esperti tra cui controllori del traffico, operatori di radar militari, fino ai tizi responsabili se lanciare o meno missili nucleari. Gente molto credibile e molto fidata, e tutti dicevano sì, la tecnologia UFO esiste, c’è l’anti-gravità, c’è energia liberamente disponibile ed è di origine extraterrestre, e abbiamo catturato astronavi e le abbiamo smontate per esaminarle». A chiedergli che cosa abbia scoperto all’interno della Nasa, McKinnon tira fuori la storia delle fotografie. «Una di queste persone era un’esperta fotografica della Nasa, la quale ha detto che nell’edificio numero 8 del Johnson Space Centre cancellavano regolarmente le immagini degli UFO dalle immagini satellite ad alta risoluzione. Ha detto che c’erano cartelle denominate “filtrate” e “non filtrate”, “lavorate” e “crude”, qualcosa del genere».

Ma McKinnon non è riuscito a scaricare nessuna di queste immagini sul suo computer: «Ho estratto una foto da una cartella, e tenendo a mente che era una connessione internet molto lenta, a 56k, all’epoca del dial-up, ho abbassato la risoluzione. Ciò che è comparso sul mio schermo era straordinario. Era il culmine di tutti i miei sforzi. Era l’immagine di qualcosa che non poteva essere prodotto da mani umane. Si trovava sopra l’emisfero terrestre. Assomigliava un po’ a un satellite. Era a forma di sigaro e aveva cupole geodesiche sopra, sotto, e a entrambe le estremità, e malgrado fosse a bassa risoluzione, l’immagine era molto ravvicinata. Questa cosa era sospesa nello spazio, e non aveva giunture, nessuno dei segni della normale fabbricazione umana».

McKinnon spiega che la sua connessione è saltata proprio quando stava cercando di scaricare l’immagine. Di fronte all’obiezione che avrebbe potuto trattarsi di un modello, risponde: «Non lo so. Per me, era più che una coincidenza». Lo hacker riconosce che «l’accesso non autorizzato» ai computer altrui «è contro la legge ed è sbagliato», ma vuole essere processato qui, «nel mio Paese, secondo la legge contro l’abuso dei computer, e voglio che gli americani forniscano le prove se vogliono estradarmi, perché so di non avere provocato danni». E conclude: «Per via di quello che cercavo, penso di essere stato moralmente nel giusto. Adesso sono pentito, ma credo che la tecnologia dell’energia libera debba essere resa disponibile a tutti».

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Massimo D’Alema vice del Presidente…

“Quelle telefonate, diversamente da quelle di Piero Fassino subito pubblicate dal “Giornale” berlusconiano, restano al momento segrete. Ma, secondo le denunce degli stessi Ds, Berlusconi sarebbe in possesso del “dischetto” completo delle intercettazioni disposte dai magistrati milanesi. In questo caso, noi non sappiamo che cosa contengano quelle conversazioni, ma Berlusconi sì. Quale uso ne viene o ne può essere fatto, visto che il Giornale ha improvvisamente interrotto la pubblicazione dei testi appena finito con quelli di Fassino? Non sarebbe il caso di renderne noto il contenuto, per dissipare ogni sospetto di ricatti? Finchè ciò non avverrà, intorno a Massimo D’Alema permarrà un fumus oggettivamente ricattatorio. “

Dalla rivista Micromega

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Francesco Rutelli ministro dei Beni Vaticani

rutelli-radicale:

“In un campo come i rapporti fra coniugi, la loro scelta di procreare, è opportuno che lo Stato intervenga il meno possibile. Bisogna evitare il più retrivo proibizionismo con la pretesa di trasferire nella legge dello Stato quanto previsto dalla teologia morale cattolica… Va consentita la possibilità di inseminazione omologa ed eterologa su donna sposata e non” (proposta di legge di Francesco Rutelli, Massimo Teodori, Domenico Modugno e altri deputati del Partito radicale, 29 dicembre 1988).

“Rilanciamo la nostra proposta accolta ieri da Signorile e da altri compagni socialisti per un miglioramento della legge sull’aborto e… per andare con un fronte laico compatto allo scontro con le forze clericali. In caso contrario la divisione non potrà che portare a una clamorosa rivincita delle forze sconfitte dal referendum sul divorzio” (Francesco Rutelli, segretario del Partito radicale, Ansa, 7 febbraio 1981).

“I vescovi della Cei sono riuniti a Roma per decidere sui referendum sull’aborto… E’ necessario ricordare che questa riunione, in quanto tale, equivale alla denuncia unilaterale del Concordato, essendo l’ennesima ingerenza della gerarchia vaticana sugli appuntamenti politici e istituzionali del Paese” (Francesco Rutelli, segretario del Partito radicale, Ansa, 17 marzo 1981).

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rutelli-clericale:

 Si è detto spaventato dall’idea di affrontare “con logiche troppo semplicistiche materie come l’eterologa, la clonazione, la ricerca sugli embrioni e sulle staminali”. E soprattutto “con quattro quesiti un po’ rozzi che liquidano un tema troppo rilevante e impegnativo”.

 “Il referendum è legittimo, ma è legittima anche l’astensione”. L’intento, svela il leader della Margherita, è “far fallire il referendum” perché “occorre riflettere” sulla necessità di dare “dei limiti” all’uomo che “non è onnipotente”.

“Il sì fa un macello”
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“Chi vota no involontariamente aiuta la battaglia del sì. L’astensione è l’atto più efficace e produttivo”
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«No alla socialdemocrazia perché si è esaurita. Il mondo è cambiato e le risposte politiche della metà del secolo scorso non sono più possibili. E no all’egualitarismo, perché una società di uguali è povera, finta, retta da poteri oscuri che si basano sulla sopraffazione».
 
” In entrambi gli schieramenti è troppo forte il condizionamento di alcune posizioni radicali… Stiamo invecchiando ed è arrivato il momento di scommettere sulla famiglia, sulla ripresa della natalità, su una riorganizzazione del welfare su base familiare e generazionale».”
 
“Per tre anni ho tirato la carretta, ho mangiato pane e cicoria per consegnare a Romano Prodi un centrosinistra capace di vincere.”
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il neonato governo è invecchiato prematuramente

Un governo appena sfornato dovrebbe essere come un dolce appetitoso e croccante,
invitante,
e non la solita torta salata da spartire.
 
Penso di non essere l’unico
e ne ho già testimonianza,
ad essere rimasto basito dinnanzi a certe facce,
certi ceffi che dovrebbe risollevare i destini della tanto vituperata Italia.
 
Governo che da neonato ha già movenze da vecchio,
conservativismo
doppiopetto in naftalina,
inciucio,
clericato
la solita logica della partitocrazia a scapito della meritocrazia.
 
E caro Romano che ne è della promessa fatta di un terzo di donne nel tuo governo???
Pure la borsetta gli hanno scippato alle poverette,
borsetta con tutte il portafoglio dentro.
 
Forse possiamo esercitarci a sperare in un ministro delle politiche sociali che è stato cassintegrato della fiat,
in un ministro dei trasporti con gli attributi adatti,
o di un ambientalista che in quanto tale
per la prima volta in Europa diviene ministro dell’ambiente,
ma come ogni altra volta
anche i destini di questo governo come quelli precedenti
saranno tutti affidati  al fatto che il suo ministro dell’economia non si riveli una Schiappa…
 
 
Intanto l’esito del sondaggio:
.
 
A quale legge ritieni il nuovo governo Prodi debba immediatamente mettere mano?
[223 risposte]
 
una nuova legge sul conflitto d’interessi [28.3%]

la Biagi sulla riforma del mercato del lavoro [27.4%]

ritiro immediato delle truppe dall’Iraq [17.9%]

la depenalizzazione del falso in bilancio [8.1%]

la Moratti sulla scuola [6.3%]

la Bossi-Fini sull’immigrazione [3.6%]

una legge che tuteli le coppie di fatto (pacs) [2.7%]

La gasparri sulle Telecomunicazioni [2.2%]

depenalizzazione del consumo di droghe leggere [2.2%]

sulla fecondazione assistita [1.3%]

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verrà fatto circolare in ambienti Unione,
un microscopico ausilio a chi ha già comunque deciso cosa fare immediatamente oggi
(e cosa NON fare neanche domani).
 
Chiuso un sondaggio,
se ne apre già un altro qui a fianco, in clima col sentire odierno.
.
guerrilla radio

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Dall’estero: La fine del Padrino Berlusconi

LA FINE PER IL PADRINO

«Fine della corsa per il padrino»

con un titolo che gioca con l’arresto di Bernardo Provenzano, «The Independent» dedica un lungo articolo alla fine dell’era del Cavaliere dopo le elezioni del 9 e 10 aprile e alla cattura del “capo dei capi”.

«Il fatto che un’era sia finita – scrive il quotidiano britannico – è stata sottolineata dalla straordinaria notizia, appena sette minuti dopo che la sconfitta di Berlusconi è apparsa certa, che il mafioso più ricercato della Sicilia…era stato arrestato».

 Si è trattato della «più strana delle coincidenze», secondo «The Independent».

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La vignetta di Liberazione accusata da Israele è antisemita???

‘Antisemitismo oltraggioso’, titolava ieri il quotidiano israeliano Yediot Ahronot,
e oggi l’ambasaciatore d’Israele in Italia,  Ehud Gol
rincarava la dose.
 
Potete giudicare voi se questa vignetta di Liberazione è un oltraggio
o un realistico richiamo al dramma odierno vissuto da ogni palestinese.
 
Da parte nostra viene da dire,
che se Israele (inteso come esercito occupante e governo emanante)
vuole evitare comparazioni col nazismo,
dovrebbe semplicemente evitare di adottare tecniche naziste
per opprimere e genocidare la popolazione civile palestinese.
 
guerrilla radio

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In morte di cane

In un mondo animato di uomini-inumani
c’è chi sceglie la compagnia affettiva di amici animali.
E quando questi ci vengono a mancare,
il dolore struggente che accompagna la loro assenza,
ci fa rendere conto di quanto istintivamente ci erano più simili
e solidali
di tanti altri esseri umani.
Ringrazio coloro che mi hanno concesso conforto.
Vik
———————————————————-
 

Il mio cane,
meglio:
Io, il Suo uomo

 
.
 
Muoversi all’alba nella macchia
come un ladro sulle cui spalle pende un tiepido bottino
e una pala per cercare un angolo dove seppellirlo.
 
Nel bosco dietro casa,
c’è un nuovo sepolcro fresco di allestitura,
un manto erboso che ho ferito a fondo
la brina ha fatto spazio ad un tepore martirio.
 
Hanno rapito l’anima di un mio parente quadrupede,
confiscato, costretto alla migrazione
in un luogo che si auspica migliore di questo.
Ho deposto il suo involucro di peli
nello stomaco della madre terra;
da dove nuova  vita poi fuoriesce
mutuata in consolatorio verde vegetale.
 
Ti ho chiuso esternamente la tomba con una enorme pietra,
degna di un faraone egizio (anubis non è poi così lontano dalla tua specie)
e dentro, sotto il mento,
ho poggiato della carne fresca e un succulento osso,
casomai tu ti svegliassi e ti venga fame.
Un circolo di incensi ha condotto al termine la liturgia pagana.

Sequestriamo queste bestiole
senza pietà dalla mammella materna
e  loro a noi si adattano
ci adottano, con tutti i nostri deprecabili difetti e le imperfezioni  dell’umanità bipede,
l’arroganza di crederci i padroni del pianeta.
Gli  fornivo i miei avanzi come sostentamento,
Ne ho fatto un tritarifiuti a quattro zampe,
in cambio di fedele vigilanza, compagnia notturna,
ululati alla luna, scaldaletto ai piedi, amicizia empatica,
di tutti quei sentimenti 
che gli esseri umani si stanno progressivamente spossessando.
 
Quale debito che non ho potuto risarcire;
perdona quando ti ho ignorato, o inutilmente sgridato,
indaffarato in faccende che dal tuo punto di vista
erano assolutamente inutili,
avevi ragione.
 
Dicevano che avevi 105 anni,
ma per ne dimostravi appena 15.
Mi guardavi negli occhi e nell’anima-animale,
quell’istinto primordiale che ci lega alla natura e che noi rinneghiamo.
 
Ti ho sepolto sotto una collinetta muschiosa,
all’ombra di un grande albero che ti rinfreschi l’estate,
ti protegga dalle interperie invernali,
a fianco  due ceppi, in cui ho visto le tue ciotole,
anche se so che ora non ti servono,
corri libero in altre ben più distese radure.
laggiù ci ritroveremo,
e parleremo la stessa lingua.
 
Andandomene,
questa volta
ti ho salutato io con la coda.

bauuu to Trip e
Teo.

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Giorgio Napolitano for president anche per Indro Montanelli

“Io rimango un uomo di destra che nella destra attuale, quella del Polo, vede un pericolo per la libertà e la democrazia molto più grosso di quello rappresentato dall’attuale sinistra. (…) A me un ministero degli interni – che comprende anche la direzione generale della Polizia, i servizi segreti eccetera – in mano all’ex comunista Napolitano non fa nessuna paura; se lo vedessi in mano a un Previti, mi trasferirei a Lugano.

E’ chiaro questo? Mi pare che per tutte le persone ragionevoli dovrebbero esserlo.”

Indro Montanelli

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9 maggio: Peppino Impastato vivo nel ricordo

“Un mare di gente
a flutti disordinati
s’è riversato nelle piazze,
nelle strade e nei sobborghi.
È tutto un gran vociare
che gela il sangue,
come uno scricchiolio di ossa rotte.
Non si può volere e pensare
nel frastuono assordante;
nell’odore di calc’è aria di festa.  ”    

(Peppino Impastato)           

 

Chi ciriveddu puntutu e chi lingua taglienti c’avia. Una testa china ri pinseri trasparenti comu ‘u brillanti, e na vucca china ri paroli pi tutti, chi tagghiavanu carni e ossa e ca nun’ammucciavanu nenti.
Era minutu Pippinu, ma rintra ‘o pettu ci batteva un cori ri liuni curaggiusu, e comu un liuni passiavi pi strati a testa ritta, taliannu a tutti ‘ntà l’occhi.

Parrava e parrava Pippinu, cuntava a tutti li sò paisani ca un c’è cosa chiù tinta ca pistarisi a propria dignità sutta li peri, ca un c’è cosa chiù tinta ri scantarisi ra genti c’amminazza, genti senza cugghiuna, ca pi supricchiaria, ri notti, mentri nuddu viri nenti, t’abbrucia a machina o ti runa focu a la campagna.
Pippinu cuntava a tutti ca scantarisi l’avissi fattu vinciri sempri, siddu nuddu avissi rittu nenti, si c’avissi ratu raggiuni a ‘sti ‘nfami, e parrannu e parrannu lu ripitia in cuntinuazioni ca un c’è cosa chiù tinta ca pistarisi ‘a propria dignità sutta li peri.

Chi ciriveddu puntutu e chi lingua taglienti c’avia. Una testa china ri pinseri trasparenti comu ‘u brillanti, e una vucca china ri paroli pi tutti, chi tagghiavanu carni e ossa e ca nun’ammucciavanu nenti.
“Pippinu st’attentu, Pippinu zittuti e porta rispettu, Pippinu st’accura”, ci dicevanu, ma Pippinu faceva nomi e cugnomi, e a tutti ‘sti “signori” ci dicia chiaramenti ca iddu un si scatava, picchì crireva ‘ntà libertà, crireva alla giustizia e crireva o’ rispettu ma chiddu veru.

Poi na matina a Pippinu ‘u truvaru mortu, vicinu li binari ra ferrovia. Satò ntà l’aria pezza pezza. Rissiru ca s’avia livatu ‘a vita picchì Pippinu avia la testa malata. Rissiru ca la bumma la stava mittennu iddu pi fari satari ntà l’aria un trenu c’avia passari. Ma lu sapevanu tutti ca a Pippinu l’ammazzaru, e tutti sapianu ca fù ‘a mafia.

‘U ficiru satari ntà l’aria a Pippinu, picchì iddu un si scantava e ogni parola ca diceva era peggiu ri na bumma. Ammazzaru cu scuru, luntanu ri tutti, tintannu ri sfardarici la dignità. Ma un c’arrinisceru, e Pippinu ancora oggi parra cu tutti e a tutti spiega ca un c’è cosa chiù tinta ca pistarisi a propria dignità sutta i peri.

 

9 Maggio 1978. Alle ore 1,40 il macchinista del treno sulla tratta Trapani-Palermo, Gaetano Sdegno, transitando in località “Feudo”, nel territorio di Cinisi, avvertendo uno scossone, ferma la locomotiva e constata che il binario  è tranciato. Si mette subito in comunicazione col dirigente della stazione ferroviaria che, alle 3,45 chiama per telefono i carabinieri.
Questi accorrono sul posto: dal loro sopralluogo risulta che il binario è stato divelto per un tratto di circa 40 centimetri e che nel raggio di circa 300 metri sono sparsi resti umani. La persona deceduta in seguito all’esplosione viene identificata in Giuseppe Impastato.
Oltre ai carabinieri sul posto accorrono molti curiosi, mentre i compagni di Impastato vengono tenuti a distanza. I resti vengono raccolti frettolosamente e il tratto di binario tranciato dall’esplosione viene subito riparato. Si cancellano così importantissime prove.

La pista seguita dai carabinieri, dalla polizia e dalla Digos è quella dell’attentato terroristico. A Roma, in via Caetani, nello stesso giorno viene trovato il corpo senza vita di Aldo Moro; il clima è tale per cui la prima cosa a cui pensano le forze dell’ordine è che le “teste calde” non possano che essere affiliate alle Brigate Rosse.
I carabinieri perquisiscono le case della zia, Fara Bartolotta, dove Peppino Impastato abitava, della madre, Felicia Bartolotta, e dei compagni di Peppino e requisiscono vari materiali: i libri di Peppino, numeri di “Lotta continua”, il libro di Erich Fromm “Anatomia della distruttività umana”. In casa della zia trovano la lettera in cui Peppino parla dei suoi propositi di suicidio, scritta mesi prima.

Sui muri di Cinisi appare un manifesto, ad opera di Salvo Vitale, uno dei più attivi collaboratori di Peppino a Radio Aut, e di Gino Scasso, dirigente di Democrazia proletaria di Partinico: “Peppino Impastato è stato assassinato. Il lungo passato di militante rivoluzionario è stato strumentalizzato dagli assassini e dalle “forze dell’ordine” per partorire l’assurda ipotesi di un attentato terroristico. Non è così! L’omicidio ha un nome chiaro: MAFIA. Mentre ci stringiamo intorno al corpo straziato di Peppino, formuliamo una sola promessa: continuare la battaglia contro i suoi assassini. Democrazia proletaria”.

 

Biografia di un rivoluzionario di paese
Giuseppe Impastato, per tutti Peppino, nacque a Cinisi, paese in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa (il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso con una autobomba nel 1963). Ancora ragazzo, rompe i rapporti con il padre, che lo caccia via di casa, e avvia un’attività politico-culturale antimafiosa.
Nel 1965 fonda il giornalino “L’Idea socialista” e aderisce al Psiup. Dal 1968 in poi partecipa, con ruolo dirigente, alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati. Nel 1975 costituisce il gruppo “Musica e cultura”, che svolge attività culturali (cineforum, musica, teatro, dibattiti ecc.); nel 1976 fonda “Radio Aut”, radio privata autofinanziata, con cui denuncia quotidianamente i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, e in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell’aeroporto. Il programma più seguito era “Onda pazza”, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici.
Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia.
Gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo al Consiglio comunale. Stampa, forze dell’ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l’attentatore sarebbe rimasto vittima e, dopo la scoperta di una lettera scritta molti mesi prima, di suicidio.

Grazie all’attività del fratello Giovanni e della madre Felicia Bartolotta Impastato, che rompono pubblicamente con la parentela mafiosa, dei compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione di Palermo, nato nel 1977 e che nel 1980 si sarebbe intitolato a Giuseppe Impastato, viene individuata la matrice mafiosa del delitto e sulla base della documentazione raccolta e delle denunce presentate viene riaperta l’inchiesta giudiziaria.
Il 9 maggio del 1979 il Centro siciliano di documentazione organizza, con Democrazia proletaria, la prima manifestazione nazionale contro la mafia della storia d’Italia, a cui parteciparono 2000 persone provenienti da tutto il Paese. Nel maggio del 1984 l’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, sulla base delle indicazioni del Consigliere Istruttore Rocco Chinnici, che aveva avviato il lavoro del primo pool antimafia ed era stato assassinato nel luglio del 1983, emette una sentenza, firmata dal Consigliere Istruttore Antonino Caponnetto, in cui si riconosce la matrice mafiosa del delitto, attribuito però ad ignoti. Il Centro Impastato pubblica nel 1986 la storia di vita della madre di Giuseppe Impastato, nel volume La mafia in casa mia, e il dossier Notissimi ignoti, indicando come mandante del delitto il boss Gaetano Badalamenti, nel frattempo condannato a 45 anni di reclusione per traffico di droga dalla Corte di New York, nel processo alla “Pizza Connection”.

Nel maggio del 1992 il Tribunale di Palermo decide l’archiviazione del “caso Impastato”, ribadendo la matrice mafiosa del delitto ma escludendo la possibilità di individuare i colpevoli e ipotizzando la possibile responsabilità dei mafiosi di Cinisi alleati dei “corleonesi”. Nel maggio del 1994 il Centro Impastato presenta un’istanza per la riapertura dell’inchiesta, accompagnata da una petizione popolare, chiedendo che venga interrogato sul delitto Impastato il nuovo collaboratore della giustizia Salvatore Palazzolo, affiliato alla mafia di Cinisi. Nel marzo del 1996 la madre, il fratello e il Centro Impastato presentano un esposto in cui chiedono di indagare su episodi non chiariti, riguardanti in particolare il comportamento dei carabinieri subito dopo il delitto. Nel giugno del 1996, in seguito alle dichiarazioni di Salvatore Palazzolo, che indica in Badalamenti il mandante dell’omicidio assieme al suo vice Vito Palazzolo, l’inchiesta viene formalmente riaperta. Nel novembre del 1997 viene emesso un ordine di cattura per Badalamenti, incriminato come mandante del delitto. Il 10 marzo 1999 si svolge l’udienza preliminare del processo contro Vito Palazzolo, mentre la posizione di Badalamenti viene stralciata. I familiari, il Centro Impastato, Rifondazione comunista, il Comune di Cinisi e l’Ordine dei giornalisti chiedono di costituirsi parte civile e la loro richiesta viene accolta. Il 23 novembre 1999 Gaetano Badalamenti rinuncia alla udienza preliminare e chiede il giudizio immediato. Nell’udienza del 26 gennaio 2000 la difesa di Vito Palazzolo chiede che si proceda con il rito abbreviato, mentre il processo contro Gaetano Badalamenti si svolgerà con il rito normale e in video-conferenza. Il 4 maggio, nel procedimento contro Palazzolo, e il 21 settembre, nel processo contro Badalamenti, vengono respinte le richieste di costituzione di parte civile del Centro Impastato, di Rifondazione comunista e dell’Ordine dei giornalisti.
Nel 1998 presso la Commissione parlamentare antimafia si è costituito un Comitato sul caso Impastato e il 6 Dicembre 2000 è stata approvata una relazione sulle responsabilità di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini.
Il 5 marzo 2001 la Corte d’assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole e lo ha condannato a 30 anni di reclusione. L’11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti è stato condannato all’ergastolo.

– www.centroimpastato.it

– www.peppinoimpastato.com

9 maggio: Peppino Impastato vivo nel ricordo Leggi l'articolo »

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