Febbraio 2007

Per quale virtuoso motivo Marco Follini è corso in soccorso all’Unione

“Gli stessi dell’Udc dicono che Marco Follini, con la sua mossa anti-berlusconiana, ha stipulato un’assicurazione a vita con l’opposizione: più che per se stesso, per la poltrona della moglie, Elisabetta Spitz, alla direzione dell’Agenzia del Demanio, carica che verrà confermata anche con un governo ‘de sinistra’…” (dal sito Dagospia, 15 novembre 2005)

“Consiglio dei Ministri n. 36 del 2 febbraio 2007. La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica: il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi alle ore 9,25 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Romano Prodi. Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Enrico Letta. (…) Il Consiglio ha inoltre adottato le seguenti deliberazioni: (…) su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Padoa Schioppa: rinnovo per un triennio dell’incarico di Direttore dell’Agenzia del demanio conferito all’architetto Elisabetta Spitz… ” (dal sito del governo italiano, 2 febbraio 2007) (15 febbraio 2007)


da www.corriere.it

“Continuerò a fare il senatore. Non ho chiesto niente in cambio a Prodi, queste sono operazioni che si fanno a vantaggio zero e, semmai, pagando qualche prezzo. Fanno parte di una responsabilità che ci si assume” (Follini, 24 febbraio 2007)

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Concorso di colpa per l’omicidio Prodi

Nel trafugare il cadavere del primo governo Prodi,
l’assassino ha lasciato troppi indizi,
ed è facile risalire alla sua identità,
alle sue diverse identità.

Oltre ai due dilettanti allo sbaraglio Franco Turigliatto e Fernando Rossi
su cui ci siamo pronunciati ieri,
è bene ricordare che tramite questa porcata di legge elettorale,
le liste dei candidati eletti sono state stilate dai segretari dei partiti,
quindi colpevoli di aver messo al senato i due vergognosi irriducibili sono rispettivamente Bertinotti e Diliberto.

Secondariamente,
continuo a non comprendere,
e se lo chiede pure Prodi,
perchè Massimo D’Alema con i suoi aut aut degli ultimi giorni abbia voluto vincolare l’intero governo all’approvazione del suo decreto (sebbene importante).

Oltre a questo,
una chiusura sempre più evidente alle istanze della base elettorale del ministro degli esteri e da diverse altre componenti del governo non ha certo giovato alla compattezza della maggioranza.

Un esempio su tutti,
Padoa-Schioppa che dichiara
“la decisione è già stata presa, La TAV si farà”
strafottendosene di un movimento di protesta composto da migliaia di cittadini,
alla maniera del peggior berlusconi nella precedente legislatura.

Colpevoli  i membri di una sorta triangolo delle bermuda senatoriale,
metafore di poteri forti che dal governo prodi non si sentivano rappresentati,
e vale dire:

Cossiga——–> U.S.A.
Andreotti—–> Chiesa
Pininfarina—> Industria

La loro astensione, nonostante gli ultimi due avevano garantito il voto,
è stata decisiva.

Infine,
non possiamo scordarci di quest’uomo,
fissate questo volto,
pardon,
questa faccia di cxxo:
sergio de gregorio foto image

Sergio De Gregorio,
uno dei tanti traditori della politica italiani,
eletto senatore nella file dell’Italia dei Valori
(Di Pietro colpevole!)
è passato immediatamente all’opposizione
e sistematicamente vota contro il governo nella cui coalizione è stato eletto.
eiene di pietro video download iene scarica

Se lo incontrate per strada,
salutatemelo affettuosamente.

Vik alias guerrillaradio

Sergio De Gregorio,
uno dei tanti traditori della politica italiani,
eletto senatore nella file dell’Italia dei Valori
(Di Pietro colpevole!)
è passato immediatamente all’opposizione
e sistematicamente vota contro il governo nella cui coalizione è stato eletto.
eiene di pietro video download iene scarica

Se lo incontrate per strada,
salutatemelo affettuosamente.

Vik alias guerrillaradio

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Il dilettantismo genetico di una sinistra dalla tafazziana indole

Tafazzi si è palesato ancora una volta in aula,
l’autolesionismo della sinistra italiana pare un elemento imprescindibile anche nel dna di questo governo Prodi.
 
Dilettantismo a 360°,
dilettanti allo sbaraglio i senatori Franco Turigliatto di Rifondazione e Fernando Rossi del gruppo Verdi/Pdc,
sia chiaro io nei loro panni avrei fatto lo stesso,
ma proprio per questo non potrei mai fare politica che significa sostanzialmente compromesso.
 
Dilettante in generale tutto il governo,
che non ho ancora compreso perchè deve tragicamente sprofondare in crisi
se il senato mette in minoranza un suo ministro.
Tradizionalmente,
D’Alema avrebbe dovuto semplicemente dimettersi,
e Prodi voltare pagina,
così come accadeva al precedente governo Berlusconi che se non erro cambiava un ministro ogni due mesi….
 
Anche se mi rendo ben conto che decapitato D’Alema,
che più di ogni altro è il politico che ha perso il contatto con la base del suo elettorato,
vuol dire trovarsi il suo ingombrante corpo mozzato pericolosamente libero di sbattare in giro per la coalizione.
 
A passi di lumaca questo governo stava raggiungendo qualche micro-obbiettivo,
speriamo ora  non arrivino pugnalate alle spalle.
Pardon, dal centro.
 
g.r.

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Iran: sondando la guerra che avanza

In colpevole ritardo chiudiamo il nostro sondaggio:
 
Quale fra questi paesi può venir considerato fautore di terrorismo?
[1116 risposte]
 
con questo risultato:
 
Israele [28.9%]

Palestina [28.4%]

Usa [21.8%]

Iran [12.2%]

Cecenia [4.3%]

Iraq [1.9%]

Russia [1.3%]

Afghanistan [0.9%]

Nord Corea [0.4%]

 
Come giusto commento a questo esito,
copia-incolliamo quanto ci scrisse a suo tempo TaliB:
 
“Afghanistan allo 0.8%, Palestina in pole position. E’ bello che uno le idee preconcette se le fa su quello che sa che esiste, anche sapendone veramente poco, poi grattando grattando. L’Afghanistan è difficile sapere indove si colloca sul mappamondo. Povera italia!”
 
Chiuso un sondaggio, se ne apre un altro.
 
Alla vigilia della scadenza posta dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu per la sospensione dell’arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran,
mentre la BBC svela un dossier USA  che intenderebbe colpire centrali nucleari e infrastrutture militari iraniane,
e si verificano massicce mobilitazioni aereo-navali nel Golfo Persico,
contemporaneamente in Iraq licenza di uccidere a presunti agenti iraniani.
 
Qui chiediamo:
 
Gli USA attaccheranno l’Iran durante quest’anno?
 
(x la risposta a destra nel sondaggio)

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WHO IS HANDALA??? (Naji Al-Ali)

Who is this!
Naji: A boy!
Editor: I know it’s a boy.
Naji: His name is Hanzalah!
Editor: Why he has his back turned on people?
Naji: (Silence)….Since he flee from Palestine; he’s been looking back towards it ever since.
Naji: …and because people have turned their backs on Palestine, it might have appeared to you as if he has his back tuned on people.
Editor: A great idea…but we have to explain it to the reader…
[Naji introducing Handala to the readers for the first time]
Hadala: Dear reader,
Allow me to introduce my self
My Name is Hanzalah
My Fathers name isn’t really important!
My mothers’ name is Nakbah (Catastrophe)
My shoe size! I don’t know it because I’m always bare-footed.

My nationality!
I’m not a Palestinian
Not Kuwaiti
not Lebanese
not Egyptian
I’m an Arab!

Hadala continues: I meet up by chance with the cartoonist Naji… he was angry hating his job, because he’s unable to pencil in and he explained to me the reason…

Every time he drew a caricature, a leader, a ministry, or an embassy must complain about the caricature he made….and he told me he will go find his self a new job from now on.

And after I comforted him and I introduced my self to him properly
…..I told him I’m going to draw the caricatures on his behalf every day

“Fu quando nacque il personaggio di Handala. E finalmente ho introdotto Handala ai lettori: “Sono Handala, dall’accampamento di Ain al-Helwa. Do la mia parola d’onore che rimarrò leale alla causa”. Quella era la promessa che avevo fatto a me stesso. Il giovane, scalzo Handala era un simbolo della mia infanzia. Aveva l’età che avevo io quando lasciai la Palestina e, in un certo senso, ho quell’età ancora oggi. Anche se tutto questo è accaduto 35 anni fa, i particolari di quel periodo della mia vita sono ancora assolutamente presenti nella mia mente. Sento di poter ricordare e percepire ogni cespuglio, ogni pietra, ogni casa ed ogni albero che ho incontrato quando ero un bambino in Palestina. Il personaggio di Handala era una specie di icona che ha protetto la mia anima dal cadere ogni volta che rallentavo o stavo ignorando il mio dovere. Quel bambino era come una spruzzata di acqua fresca sulla fronte, mi risvegliava l’attenzione preservandomi dall’errore e dall’indecisione. Era l’ago della bussola, costantemente puntato verso la Palestina. La Palestina non soltanto in termini geografici, ma la Palestina nel suo senso umanitario – il simbolo di una causa giusta, che fosse in Egitto, in Vietnam o in Sud Africa”.

“I Am from Ain al-Helwa” di Naji al-Ali, da Al-Aharam Weekly

 


Naji sapeva bene che allontanandosi dal campo profughi, dal quotidiano vivere della sua gente, avrebbe corso il rischio di fare la fine degli uomini sotto il sole di Kanafani, di perdere la memoria, l’identità, l’urgenza della lotta, di trasformarsi, come tanti, in un “tanabel”, un piccolo uomo ripiegato su sé stesso, tutto intento ai propri affari(13).

Naji non aveva letto Il tamburo di latta di Günther Grass: in quel suo primo romanzo, pubblicato nel 1959, il grande scrittore tedesco racconta vent’anni di storia del proprio paese, da Weimar alla caduta del nazismo, con gli occhi di Oskar, un bambino che a tre anni smette volontariamente di crescere, esprimendo in questo modo insolito tutta la sua ripugnanza verso il mondo degli adulti, il suo disgusto per il perbenismo, la falsità e la grettezza di quella borghesia, codarda e indifferente, che aveva consentito l’avvento del nazismo(14).

Come il piccolo Oskar di Grass, anche il piccolo Handala uscito dalla matita di Naji è voce narrante, è testimone della storia, è la coscienza del suo autore, è l’autore stesso che rifiuta di crescere per conservare quanto più vivido e doloroso il ricordo del giorno in cui, a dieci anni, scacciato dalla sua casa, privato di ogni cosa, fu costretto a vivere in una tenda nel campo profughi di Ain al-Helwa, lontano dalla Palestina.

E se Oskar esprime la propria rabbiosa protesta picchiando incessantemente sul suo tamburo di latta ed emettendo un urlo lacerante che manda in frantumi ogni vetro, così Handala, scalzo, lacero e spelacchiato, non mostra mai il viso, volta le spalle al lettore e non distoglie invece mai lo sguardo dalle vicissitudini della sua gente.

Nessuno vorrebbe avere tra i piedi dei bambini come Oskar e Handala!

Al-Handal è un’erba selvatica comune in Medioriente, molto spinosa e dai frutti di sapore amaro; e Handala è un bambino che conosce l’amarezza dell’esilio, della negazione, dell’abbandono, del tradimento… Naji lo presentò al suo popolo in un momento in cui, a livello internazionale, i palestinesi non erano ancora riusciti a imporre una propria presenza politica, e d’altra parte nessuno mostrava il minimo interesse al problema dell’espropriazione della Palestina… Naturale che Handala voltasse le spalle al mondo intero! Tuttavia, nemmeno in seguito ebbe alcun buon motivo per mostrarsi: non nel giugno del 1967, quando gli Israeliani, dopo aver annientato al suolo l’aviazione egiziana e sbaragliato quella giordana, inghiottirono quel che restava della Palestina cacciandone quanti più abitanti potevano, arrivando persino a lanciare bombe incendiarie sulle colonne dei profughi in fuga(15); non nel “settembre nero” del 1970, quando il presidente americano Nixon e Hussein di Giordania, sovrano di un paese arabo, si accordarono per farla finita con gli ingombranti fedayin palestinesi che ad Amman avevano il loro quartier generale: la ferocia dei soldati giordani fu tale che alcuni guerriglieri palestinesi, pur di non cadere nelle loro mani, preferirono riparare in… Israele!(16)

Che sguardo avrà avuto Handala in quel momento?

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Una parata di colori contro l’acromatopsia militare

Bando ai corvacci di stato
e alle loro catastrofistiche previsioni ,
il 17 febbraio 2007 di Vicenza verrà ricordato
 per un gran giorno di festa in cui si sono celebrati i colori della pace
a discapito di chi vorrebbe far calzare alla città una mimetica di guerra.
 
 
 cartoni animati cartone animato raoul servais download scarica
 
ps.
messaggio per i manifestanti a Vicenza,
affinchè i colori delle rivoluzioni mai si confondano con quelli imposti dalla moda,
per cui
compagni di manifestazione,
l’unica kefiah che simbolizza la lotta di liberazione del popolo palestinese
e  più generalmente solidarizza  con la lotta di ogni popolo oppresso,
è quella di colore bianco e nero.
 
Le kefiah viola o blu non vogliono dire un caxxo,
mentre quelle rosse sono spesso usate dai membri  del Fronte Popolare
ma ricordano pure ai palestinesi il loro settembre nero…
 
 
guerrilla radio

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No! Dal Molin: a poche ore dall’insurrezione pacifista (guerrillaradio in marcia)

Si alternano le bandiere dei governi
ma non cambiano i colori della pace.
 
L’appoggio al governo Prodi
da parte del movimento pacifista è condizionato
dal rispetto incondizionato dall’art. 11 della nostra costituzione.
 
Per cui:
 
OK ritiro delle truppe dall’Iraq    KO l’aumento delle spese militari,
                                                in contraddizione con quanto
                                                detto in campagna elettorale
 
OK la missione in Libano             KO il consenso alla costruzione
                                                  della  base usa a Vicenza 
 
Su quest’ultimo knock out
si concentra una manifestazione che assume sempre più i connotati
di quel referendum popolare che l’amministrazione comunale vicentina non ha voluto concedere.
 
Un referendum ora non solo per suoi cittadini,
ma per l’Italia tutta,
contro questa ennesima militarizzazione del territorio,
ancor più sapendo essere funzionale 
a quella follia della “guerra al terrorismo”
che se da una parte (quella oltre il mediterraneo) ha prodotto centinaia di migliaia di innocenti uccisi
dall’altra (la nostra) ha reso il mondo un posto molto meno sicuro.
 
A Vicenza io ci vado come protagonista di un’insurrezione pacifista
(come “istigato” da don Bizzotto)
nel segno della richiesta a questo governo di un passo indietro,
verso un cambiamento in cui le scelte che contano vengano fatte col consenso
della comunità coinvolta.
 
Duole dirlo,
ma Berlusconi era un antagonista riconoscibile,
questo governo a volte è come un gioco di ombre cinesi.
 
Ps.
Sconcertano le dichiarazioni di Amato,
come improvvisamente travestito da Pisanu
a evocare lo spettro di incidenti certi.
 
Forse conosce già quale magliette indosseranno
polizia e carabinieri
sotto la divisa di ordinanza….
 
il blog di Vittorio Arrigoni
               alias guerrilla radio
manifestazione vicenza  in diretta canale scarica vedi  franca rame dario fo
———————————————–
 
approfondimenti:
   – Il 17 febbraio l’Italia che protesta al varco 
   – Dai rubinetti di Vicenza sgocciola sangue
 
vedi video:      

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Berlusconi salvato da un essere mentalmente disturbato.

“La magistratura è una malattia della nostra democrazia, dobbiamo assolutamente cambiare l’ordine giudiziario, non lascerò la politica finché un cittadino non potrà andare davanti a un giudice che sia veramente imparziale. (Silvio Berlusconi, Matrix, Canale 5, 10 marzo 2006) “
 
 
“Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perché lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana. (Silvio Berlusconi, la Repubblica, 5 settembre 2003)”
 
Alcuni esempi di citazioni alquanto eloquenti,
sul comune pensiero berlusconiano degli ultimi anni ai danni della magistratura italiana.
 
E verso un magistrato in particolare,
Ilda Boccassini,
la giudice con “logica golpista” (sempre silvio dixit) che solo per aver fatto il suo dovere
da Silvio Berlusconi si era vista togliere la scorta perchè essere “solo uno status symbol” usato “impropriamente, magari sgommando”.
A lei, Ilda la rossa,
che si era esposta senza timore contro la mafia in Sicilia.
 
Oggi la Boccassini,
mai doma,
ha sgominato un’organizzazione di matrice terroristica, le “nuove BR”,
che fra gli obbiettivi di possibili attentati,
avevano anche la casa milanese di Berlusconi.
 
Silvio ha solo da ringraziare
che qualche malintenzionato con la pistola in mano non abbia fatto
quello che lui aveva invitato a fare
rendendo il migliore magistrato italiano così vulnerabile…
 
Vik alias guerrilla radio.

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Vogliamo l’ossessionato Ruini candidato

Esercizi di Esorcismi:
la penna di Serra contro un Vaticano che continua a ritenere
il suolo italiano come suo protettorato: 

G.R.

“Neanche il più sagace degli archivisti sarebbe in grado di riassumere l’interminabile polemica dei vescovi italiani contro i Pacs e contro l’eutanasia. È un disco inceppato, un cane che si morde la coda, un umore stagnante, con i titoli del giornale di oggi identici a quelli di ieri e a quelli di domani. Ma poiché siamo in democrazia, una maniera logica (e di reciproca soddisfazione) per aiutare i vescovi e noi tutti a uscire da questa ossessione ci sarebbe. Il cardinal Ruini si candidi, si faccia eleggere, e una volta in Parlamento provi a raccogliere la maggioranza necessaria per legiferare secondo i suoi propositi. È questa, nella Repubblica italiana, la sola via tecnicamente possibile, e politicamente lecita, per fare e disfare le leggi dello Stato. Sia che l’onorevole Ruini riuscisse nel suo proposito, sia che uscisse battuto, potremmo finalmente uscire dalla detestabile ambiguità di un potere extraparlamentare che tenta di condizionare (ahimè, con un certo successo) i lavori delle Camere. Le regole del gioco, in materia di leggi, sono queste, non altre. Se la Chiesa vuole fare politica, la faccia alla luce del sole, con i comizi, i faccioni sui cartelloni e tutto il resto. Come chiunque. Come noi tutti.”

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Ehud Olmert scava la fossa per una terza Intifada

 
comic Israeli digging under Al-Aqsa Mosque in occupied Jerusalem
Sassaiole e scontri,
decine di arresti, 
dal venerdì di preghiera sino ad oggi,
quando migliaia di palestinesi hanno iniziato a protestare contro i lavori archeologici alla porta dei Mugrabi ,
sotto la Spianata delle Moschee.
Lavori considerati una violazione alla santità dei luoghi sacri al mondo musulmano poiché si teme che possano danneggiare la vicina moschea di Al Aqsa;
autorizzati dal governo israeliano nonostante il parere contrario della comunità musulmana di Gerusalemme, e lo sdegno del mondo islamico tutto.
Nonostante anche il parere contrario di Amir Peretz, ministro della Difesa israeliano, che in una lettera al premier Olmert sollecita l’interruzione dei lavori.
 
Ma Ehud Olmert,
al pari del suo predecessore criminale primo ministro Ariel Sharon,
al posto dei piedi calza dei cingoli,
e come Sharon nel 2000 “passeggiò” sulla spianata delle Moschee scatenando la seconda intifada,
e centinaia di morti,
lui, Olmert,
procede come un carro armato sui luoghi sacri cercando di farne scoppiare una terza.
 
Vittorio alias
guerrilla radio

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Unità Nazionale contro la guerra civile foraggiata da Israele

Scontri fra Fatah e Hamas minacciano la Palestina
pictures fatha fateh fatha hamas fighting
Morti e feriti a decine, dopo giorni di scontri interpalestinesi
fra miliziani di Hamas e di Fatah, fanno temere la guerra civile.

Noi continuiamo a ritenerla improbabile,
nonostante gli sforzi israeliani e statunitensi affiche sia guerra civile.

Un governo di unità nazionale pare l’unica risorsa
per risolvere le controversie in maniera pacifica e democratica.
E dopo questo,
una decisa riforma degli apparati di sicurezza palestinesi,
che devono appartenere alla nazione,
e non andare a rimpinguare le milizie di l’una o l’altra fazione.

Unità nazionale  per ribadire a Israele la necessità di avere uno stato indipendente.
(Proprio per questo sino  ad oggi, in prossimità di ogni accordo fra Haniyeh  e ABu Mazen,
casualmente si verificavano operazioni militari israeliane
atte a vanificare ogni passo in avanti fatto)

Parlare di nuove elezioni,
senza il consenso di tutti i partiti in gioco,
non è altro che presupporre un colpo di stato.

Come è chiaro che l’appoggio ad Abu Mazen e l’embargo sugli aiuti umanitari posto in essere dalla comunità internazionale nei confronti della Palestina, dopo la vittoria elettorale di Hamas, sono una strategia che  riduce la popolazione alla fame e incentiva gli scontri interni,
per il massimo godimento della foia voyeuristica del governo di tel aviv.

Molti in questi giorni si chiedono,
e anche in questo Blog mi provocano,
” i palestinesi si stanno scannando fra di loro come bestie…colpa sempre di israele??”
ebbene qui vorrei ribadire come Israele spinge la Palestina verso la guerra civile.
Ciò è facilmente dimostrabile prendendo spunto dall’ultimo grave episodio di guerriglia interna palestinese a Gaza
quando miliziani di hamas hanno attaccato quelli di fatah  impossessandosi di un loro un carico di armi proveniente dall’Egitto.

Ora in una Palestina
dove l’80 percento della popolazione è sotto la soglia di povertà,
e gli ospedali sono stracolmi di pazienti senza possibilità di cure,
Israele non permette il sopraggiungere di medicinali,
ne di fondi per pagare gli stipendi agli statali,
ma bensì favorisce e foraggia l’approvvigionamento di armi per le milizie sotto il controllo di Abu Mazen.

Questo è criminale e insieme stupido.
Perchè l’emoraggia di una possibile guerra civile palestinese
avrà logiche ripercussioni di odio e violenza sui vicini israeliani ora divertiti a guardare.

Vittorio alias guerrilla radio.

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Hrant Dink ucciso ancora: Ankara lupo grigio d’Europa.

Vergogna, Rancore e Scandalo,
ancora in Turchia, per questo video che mostra Ognun Samast,
il 17enne reo confesso killer dello scrittore e giornalista turco armeno Hrant Dink, ripreso in posa dietro ad una bandiera turca ed accanto ad alcuni dirigenti di polizia di Samsun, quasi fosse un “eroe nazionale”:
VIDEO ASSASSINO OGNUN SAMAST FLAG BANDIERA TURKISH TURCA DOWNLOAD IMAGE KILLER
 
 
Secondo quando riferiscono le televisioni turche, .
la scena sarebbe stata filmata subito dopo la cattura del giovane assassino…
 
Se questa è la risposta del governo Turco
all’ Europa che chiedeva giustizia
e provvedimenti seri per soffocare i suoi interni impeti fascisti,
dobbiamo constatare come Ankara si è comportata da lupo che non perde il pelo,
pelo grigio.
 
I dietrologi che accusavano l’omicidio di Dink
come incentivato da “alte sfere” fra le autorità turche
dopo oggi non sono poi così dietrologi.
 
Vittorio alias guerrillaradio
 
 

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Il 17 febbraio l’Italia che protesta al varco fra Vicenza e Reggio Calabria

Il 17 febbraio prossimo si mette in marcia Italia che cambia.
Al bivio fra Vicenza e Reggio Calabria
palcoscenici di una rivolta pacifica
l’Italia che rinnega la violenza.
 
Che non può più del piombo,
sia quello incrociato delle guerre fra clan,sia quello trasportato dagli incrociatori da guerra americani.
 
 
Un’Italia in contromano
dalla deriva conformista dell’indifferenza,
dal senso unico pericolosamente imboccato dal nostro parlamento.
Che siano i politici servili e sudditi di un potenza terrorista e bellica
che siano i politici collusi col sistema della mafia.
 
I Dalemiani dalle manie di protagonismo militarista,
i cofondatori di forza italia (Dell’Utri) condannati a nove anni per mafia
e i Cuffaro democristiani indagati per concorso in associazione mafiosa.
 
Non vi resta dunque che scegliere quale strada intraprendere,
noi siamo già in cammino.
 
Vittorio alias guerrilla radio.
download manifestazione scarica vedi video reggio calabria 17 febbraio
 

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