Marzo 2007

Il video della liberazione di Daniele Mastrogiacomo: Gino Strada magnifico!

Voci: Eccolo! Assalamu Aleikum!

Gino Strada: “Benvenuto! Benvenuto Daniele! Ce l’abbiamo fatta, è stata durissima!” Daniele Mastrogiacomo: “Durissima! Ce l’abbiamo fatta, è finita, meno male che sono qua. Bravo, bravo, veramente bravo..senti, m’avrebbero ammazzato, Dadullah lo sai com’è..” Strada: “Sì, lo so, ci ho parlato anche personalmente”

Gina Portella (al telefono): “Ettore (Sequi, l’ambasciatore italiano a Kabul, ndr), è qui..Aspetta che lo bacio che mi ha rotto le palle per quattro giorni..benvenuto!”

Portella passa il telefono a Mastrogiacomo: “E’ l’ambasciatore italiano..ha fatto davvero tantissimo”

Mastrogiacomo (al telefono): “Mamma mia non sai com’è stata, è stata terribile.. ora sto bene, sì, tutto a posto…Ti ringrazio tantissimo di tutto quello che hai fatto, veramente sei stato fantastico..grazie, grazie mille..Gino lo so, lo so, è stato magnifico”.

Strada (al telefono): “Luisella, Ezio..ho qui un amico tuo col turbante, te lo passo”

Mastrogiacomo (al telefono): “Pronto…pronto direttore..ciao, grazie di tutto quello che avete fatto, veramente..ti ringrazio molto…pronto..(gli passano la moglie Luisella, Mastrogiacomo si commuove).

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Daniele Mastrogiacomo libero e la necessità di un dialogo coi talebani (magari al circo…)

Anche da queste parti regnava ottimismo sulle sorti del giornalista Mastrogiacomo arrestato dai Talebani, liberato oggi.
Fondamentalmente per l’intermediazione di Emergency di Gino Strada che gode di un credito di rispettabilità fra le popolazioni pashtun.
Secondariamente, perchè un esecutivo di centrosinistra ha una leggerissima asintonia verso quella sudditanza sodomita del precedente governo Berlusconi nei riguardi degli USA,
governatori unici dell’Afghanistan sia chiaro,
e fortemente reticenti quando si tratta di concessioni ai talebani,
che siano pagamenti di riscatti o scambio di prigionieri.
 
La libertà d’informazione ha un suo costo,
e bene farebbe Prodi and Co. se sarà prevista in ogni finanziaria un fondo occultato per questo tipo di evenienza,
piuttosto che lasciare che i servizi segreti deviati (tre parole inscindibili fra loro)
stipendino a nostre spese i Renato Farina di turno.
 
A dire il vero ancora meglio sarebbe se
facessimo venire meno le ragioni per cui Matrogiacomo è stato rapito.
 
Questa liberazione indica come coi talebani è possibile trattare,
e in una conferenza di pace è necessaria la loro presenza.
Ai vari politici di lungo corso Mastella Follini Capezzone Storace Bertolini Matteoli Volontè
che si oppongono fermamente  Guerrilla radio verrebbe da chiedere in quale scuola hanno imparato a fare il loro mestiere,
ricordando loro cosa disse Yitzhak Rabin incontrando Arafat,
nonostante le feroci critiche e minacce di morte da parte di gruppi fascisti israeliani:
“non ci si concilia col proprio amico,
ma col proprio nemico”.
 
ps.
x festeggiare l’avvenuta liberazione di Daniele
(speriamo non ci siano checkpoints yankee sulla strada che conduce all’aeroporto di Kabul…)
un breve documentario denso di speranza e commozione,
una via di fuga per gli orfani di guerra afgani,
il piccolo circo itinerante di Kabul:

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RICORDO DI RACHEL: quarto anniversario

In Memoriam

~ Rachel Corrie ~

1979 – 2003

Tempo di mesto memoriale,
di compassionevole ricordo.
Con passione,
mi ricordo.

Quando la rozza gesta umana
si veste di angelico aulico,
e profusa di empatia e intima comprensione
giunge al passo più tragico,
l’immolazione.

Il sacrificio della propria vita,
affinché dal proprio sangue versato
possa tornare a germogliare l’arbusto dello speranza,
primo innesto di una pace che ha radici antiche,
nonostante le affilate cesoie di un odio tirannico
come quello dell’esercito israeliano.

Rachel Corrie non è dunque morta invano,
se è vero e io l’ho potuto proprio in Palestina verificare,
che il suo esempio, il suo straordinario altruismo,
spinto ad un livello estremo,
ha sospinto molti altri, uomini e donne,
da diversi angoli del mondo
dopo di Lei,
ha ripercorrere quelle stesse vie di empatia e umana comprensione
 che sono l’unica chiave d’accesso
verso l’evacuazione da ogni conflitto.

Vittorio alias guerrilla radio,
che si alternano spesso.

ps.
Joe Carr,
fraterno alleato di guerrilla radio,
mi ha inviato il suo ricordo di Rachel,
collegandolo ad un altro martire della pace ultimamente scomparso:
Tom Fox, ucciso in Iraq da uno dei gruppi di guerriglieri di cui è dubbia la provenienza.
Joe ha conosciuto sia Rachel che Tom,
sono stati giorni duri per lui,
ma il suo invito è il mio medesimo,
a ripercorrere l’esempio di chi ha dato la vita inseguendo con determinazione
ogni lotta per la pace, la giustizia,
la libertà.

così sia,
e da queste parti così è.
g.r
.

Per la PACE
in ricordo di
RACHEL CORRIE


.

le ultime lettere di Rachel ai genitori

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A Nassiriya i nostri eroi spararono su civili e ambulanza

Nel minilocale (non mono,mini) in cui Guerrilla radio consuma le sue notti
grazie al cielo non vi sono televisioni.
Però di ciò di oltraggioso alla dignità umana
che passa dal tubo catodico a volte sono avvertito,
come in questi giorni che mi hanno avvisato esser proiettato un documentario sui nostri valorosi eroi di Nassirirya.

Per tutti quelli che non si fanno abbindolare da nuove versioni della storia
scritte con la penna fallace di un misto di patriottismo fascista,
ripostiamo un post dell’anno passato ricco di collegamenti utili
a ridare veridicità intorno  alla missione di occupazione dei nostri soldati in una guerra illegale e abominevole.

vik alias guerrilla radio

 

 

Proseguono le scottanti rivelazioni
sulla nostra “missione di pace” a Nassirya.

Qualcuno credo ancora alla favola dei militari italiani impegnati in una missione umanitaria in Iraq?

Quando si dice sparare sull’ambulanza…
e sono stati pure premiati i nostri serial killer in mimetica.

Uccidiamo civili indifesi e il giorno versiamo lacrime da coccodrillo
se i nostri assassini su licenzia del centrodestra
vengono a loro volta abbattuti dalla resistenza irachena.

Li eleviamo al rango di eroi.

Ma se i nostri soldati di occupazione sono eroi
allora come li definiamo quei figli di un Iraq distrutto che ogni giorno
devo scampare fra un attentato e i proiettili dei loro liberatori???



dal corriere della sera: 

La battaglia dei ponti nell’agosto 2004. La versione dei militari: abbiamo fermato un’autobomba. Almeno 5 le vittime

A Nassiriya sparammo su civili e ambulanza

Soldato sotto inchiesta: eseguii un ordine. L’esercito lo premiò per l’operazione

ROMA — «Sparai contro il mezzo perché

così mi fu ordinato dal maresciallo Stival. Se mi fossi accorto che si trattava di un’ambulanza mai e poi mai avrei sparato e avrei chiesto spiegazioni al superiore». È il 25 gennaio scorso. Davanti ai magistrati della procura militare il caporalmaggiore Raffaele Allocca ammette che a Nassiriya, durante la battaglia dei Ponti della notte tra il 5 e il 6 agosto del 2004, i soldati italiani fecero fuoco contro i civili. Conferma la versione sempre negata dalle Forze Armate e dall’allora ministro degli Esteri Franco Frattini che in Parlamento dichiarò: «Non è vero che si trattava di un mezzo di soccorso, era un’autobomba».

L’ENCOMIO — Il sottufficiale, in Iraq con il reggimento Lagunari «Serenissima» di Venezia, è accusato dalla procura di «uso aggravato delle armi contro ambulanze e contro il personale addetto». Ma l’Esercito lo ha di fatto già assolto e premiato. Il 28 agosto 2004 il generale Corrado Dalzini gli ha consegnato un encomio per aver «contribuito in maniera determinante al successo dell’operazione». I suoi avvocati Mario De Caprio e Barbara Da Ronch hanno consegnato il documento al pubblico ministero. La versione dei militari è stata ribadita più volte: «Si trattava di un’autobomba. Abbiamo lanciato segnali luminosi e cercato di fermarla ma non ci siamo riusciti e abbiamo sparato. Se non l’avessimo bloccata, ci sarebbe stata una strage». Le vittime furono almeno quattro persone. Tra loro una donna incinta e un signore anziano. Non furono gli unici civili uccisi dai soldati italiani durante quella battaglia. È lo stesso Allocca ad ammetterlo. «Ricordo che dopo l’episodio dell’autovettura colpita ed esplosa — ha fatto mettere a verbale — un autobus passeggeri effettuò la stessa manovra venendo verso di noi e non fermandosi alle nostre intimazioni. I commilitoni del dispositivo spararono davanti al mezzo che si fermò davanti ai nostri carri. Un carro si avvicinò e fece scendere dall’autobus due persone, un signore con un bambino. Successivamente il maresciallo Stival seppe che a bordo del mezzo era morto il conducente. Anche io sentii questa comunicazione».

IL RAPIMENTO — Il 22 agosto 2004, dieci giorni dopo averlo sequestrato nella zona a sud di Nassiriya, i miliziani dell’Esercito del Mahdi rilasciarono il giornalista statunitense Micah Garen. E pubblicamente affermarono: «È un messaggio di pace. Lo abbiamo liberato anche perché ha fatto chiarezza sull’operato dei militari italiani». Era stato proprio Garen, dopo la battaglia dei Ponti, ad accusare i soldati impegnati nella missione «Antica Babilonia» di aver fatto esplodere non un’autobomba, ma un’ambulanza. E aveva filmato il mezzo. Qualche settimana fa la Procura militare ha ottenuto una proroga delle indagini. I magistrati devono infatti accertare non soltanto il rispetto delle regole d’ingaggio visto che i soldati italiani sono in Iraq in missione di pace, ma soprattutto ricostruire la catena di comando. Come hanno sottolineato i difensori del caporalmaggiore e ha ribadito lui stesso durante l’interrogatorio, l’ordine di sparare arrivò dai superiori. E dunque è presumibile che dovranno essere convocati non soltanto il maresciallo Stival, ma anche il capitano Guaschino. «Fu lui — ha spiegato Allocca — a farci assumere la posizione sul terreno. Ci fu assegnata la parte sinistra del ponte, dovevamo osservarlo e avvisare se qualcuno provava ad attraversarlo».

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Prodino bis è meglio di un Berlusconi poker

Il governo Prodi ha partorito il suo gemello,
o meglio ha resuscitato se stesso, fasciato in testa e ricucito con 12 punti,
dopo la mazzata della sfiducia di settimana scorsa.
 
Nessun rimpasto fra i ministri, l’unica novità nella maggioranza è l’innesto del disinterressato Follini.
 
Sorbirsi un Marco Follini in più avendo già diluito
all’interno del proprio governo un Mastella non è gravoso compito;
distinguere fra i due è infatti come saper riconoscere due acque minerali,
se non fosse per la trasparenza ovviamente…
 
La deriva centrista è alle porte,
ma chiara è la nostra missione,
resistere resistere resistere a ben altre derive,
fasciste et xenofobe.
 
Un Prodi tris, persino un Prodi poker sarà sempre meglio di un Berlusconi bis.
 
Anche solo perchè il centrosinistra ha meno coppole appoggiate sugli scranni del parlamento:
l’ultima del deputato regionale di Forza Italia Giovanni Mercadante,
arrestato per associazione mafiosa a Palermo.
 
Resistere ma sino a quando?
un governo dalla risicata maggioranza al senato pare una bomba ad orologeria,
e reputo la questione TAV ancor prima dell’inizio della costruzione della base di Vicenza il suo detonatore.
 
Terra a terra,
quando i cittadini della Val di Susa si sdraieranno davanti alle scavatrici e il ministro Amato manderà i celerini,
da che parte della barricate si schiereranno Verdi Rifondazione e  Comunisti Italiani?
 
Dubito che prenderanno una posizione alla Pasolini.
 

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Franco Turigliatto deportato nel gulag dell’isolamento politico per il suo pacifismo.

Franco Turigliatto “allontanato” per due anni da rifondazione.
Non è chiaro se dovrà recarsi di sua spontanea volontà in Siberia…
Come la nostra coinquilina di vedute Tisbe,
anche a noi questa manovra del partito di Bertinotti sa di ostracismo stalinista.
 
Da questa pagine abbia criticato fortemente l’operato dilettantistico di Turigliatto e Rossi,
per il loro comportamento incoerente come politici membri di un partito vincolato al compromesso di dover tenere in piedi una coalizione,
ma questa espulsione ci pare eccessiva per chi alla fine è stato coerentemente sino in fondo con i suoi valori di pace
e cioè contro ogni guerra senza se  e senza ma.
 

Fra gli altri,
Gino Strada (Emergency)
Noam Chomsky (linguista),
Ken Loach (regista),
Tariq Alì (scrittore),
George Galloway (Deputato Respect).
 
la pensano come noi,
e hanno firmato un appello contro la sua espulsione. 
 
leggi tutti i firmatari

Franco Turigliatto deportato nel gulag dell’isolamento politico per il suo pacifismo. Leggi l'articolo »

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