Anche da queste parti regnava ottimismo sulle sorti del giornalista Mastrogiacomo arrestato dai Talebani, liberato oggi.
Fondamentalmente per l’intermediazione di Emergency di Gino Strada che gode di un credito di rispettabilità fra le popolazioni pashtun.
Secondariamente, perchè un esecutivo di centrosinistra ha una leggerissima asintonia verso quella sudditanza sodomita del precedente governo Berlusconi nei riguardi degli USA,
governatori unici dell’Afghanistan sia chiaro,
e fortemente reticenti quando si tratta di concessioni ai talebani,
che siano pagamenti di riscatti o scambio di prigionieri.
La libertà d’informazione ha un suo costo,
e bene farebbe Prodi and Co. se sarà prevista in ogni finanziaria un fondo occultato per questo tipo di evenienza,
piuttosto che lasciare che i servizi segreti deviati (tre parole inscindibili fra loro)
stipendino a nostre spese i Renato Farina di turno.
A dire il vero ancora meglio sarebbe se
facessimo venire meno le ragioni per cui Matrogiacomo è stato rapito.
Questa liberazione indica come coi talebani è possibile trattare,
e in una conferenza di pace è necessaria la loro presenza.
Ai vari politici di lungo corso Mastella Follini Capezzone Storace Bertolini Matteoli Volontè
che si oppongono fermamente Guerrilla radio verrebbe da chiedere in quale scuola hanno imparato a fare il loro mestiere,
ricordando loro cosa disse Yitzhak Rabin incontrando Arafat,
nonostante le feroci critiche e minacce di morte da parte di gruppi fascisti israeliani:
“non ci si concilia col proprio amico,
ma col proprio nemico”.
ps.
x festeggiare l’avvenuta liberazione di Daniele
(speriamo non ci siano checkpoints yankee sulla strada che conduce all’aeroporto di Kabul…)
un breve documentario denso di speranza e commozione,
una via di fuga per gli orfani di guerra afgani,
il piccolo circo itinerante di Kabul: