Ottobre 2005

everbody must get stoned, by Joe Carr

Joe Carr è un antico amico di Guerrilla radio.
Un giovane alleato contro l’ingiustizia, il genocidio perpetrato
dallo stato d’Israele nei confronti dei civili della Palestina.
 
Joe è rimasto seriamente ferito durante la sua missione
di interposizione civile nel proteggere bambini palestinesi dal fuoco degli israeliani,
in occasione di una manifestazione contro il muro dell’apartheid in Palestina.
 
Ho tradotto la sua storia,
certo di rivederlo presto guarito e forte
ancora a mettere i bastoni fra le ruote
della macchina della morte israeliana
 
.

 
Ferito durante una dimostrazione anti.muro a Bil’in.
 
15 Ottobre 2005
 
Continuo ad avere problemi di respirazione, ma mi dicono che l’emoraggia interna si è arrestata.
Scrivo da un ospedale palestinese a Ramallah, sono stato ferito mentre stavo proteggendo un bambino palestinese dai proiettili  israeliani venerdì durante una dimostrazione anti-muro a Bil’in.
 
A differenza della maggior parte delle proteste negli stati uniti, gli abitanti del villaggio di Bil’in sono incredibilmente creativi e ci hanno dato di questo un’ottima dimostrazione.
L’ultima settimana,
i dimostranti hanno vestito i colori della bandiera palestinese con scritte sopra come “Speranza”, “Pace, “Libertà” in Arabo, Inglese a Ebraico,  e marciato con dei serpenti di plastica avvolti al  collo per dimostrare quanto il muro di Israele serpenteggia attorno alla Palestina e strangola ogni possibilità per un cambiamento positivo. Io ho sempre fatto molti pupazzi e partecipato a diverse situazioni di teatro di strada negli USA, ma questa è stata la mia prima volta in Palestina, e devo confessare,
ho imparato molti trucchi artistici.
 
Appena dopo le preghiere pomeridiane, un folto gruppo di palestinesi di Bil’in in costume, accompagnati da pacifisti israeliani e internazionali dell’ international solidarity movement, si sono avvicinati  nella zona in cui il muro è in costruzione cantando in coro.
 
Come sempre,   i soldati israeliano aspettavano sul luogo del muro formando una linea per bloccarci mentre  marciavamo pacificamente.  In una situazione di stallo, eventualmente un piccolo gruppo avrebbe potuto provare a sorpassare la linea degli scavi.
I soldati si sono mossi rapidamente per spingere bruscamente i dimostranti non violenti indietro sulla strada.
I soldati picchiavano, calciavano e ferivano le persone spingendole addosso a cactus coperti di acunei.
 
Io sono stato continuamente spinto contro le rocce, ed ho ricevuto una brutta contusione quando un soldato mi ha colpito con la canna della sua pistola. Speravo fosse la mia sola ferita del giorno.
 
Subito dopo, i soldati hanno iniziato a spingere indietro la gente ammassata verso il villaggio di Bil’in. I ragazzi palestinesi mettevano grosse pietre al centro della strada per cercare di fermare le jepps israeliane, e incominciavano a tirare pietre con le fionde per difendere il proprio villaggio dall’avanzata delle mezzi militari.
 
I soldati sparavano lacrimogeni , proiettili ricoperti di gomma, e un nuovo proiettile sperimentale che contiene agenti chimici ed esplode all’impatto, causa una grossa contusione ed emorragie interne. Parecchi ragazzi sono stati feriti da queste e altre armi.
 
Improvvisamente, abbiamo avuto notizie che i soldati avevano portato via 4  uomini apparentemente palestinesi  su delle jeep. Alcuni di noi attivisti è allora sceso sotto la collina per accertarsi che  i soldati non li maltrattassero. Abbiamo scoperto che non erano palestinesi… ma erano agenti speciali che venivano evacuati.
Agenti israeliani delle forze speciali che pianificavano provocazioni allo scopo di provocare i ragazzi a tirare pietre.
 
Scesi dalla collina, io e un altro pacifista allora ci interponevamo fra i soldati che sparavano e i ragazzi. Urlavamo ai soldati per fermarli e fisicamente ostruivamo il tiro delle loro pistole  (una foto a proposito  è apparsa sul quotidiano di Gerusalemme Al QUds)
I soldati hanno iniziato a spngerci fuori dall’area.  Mentre un soldato israeliano  tenendomi da dietro e mi spingeva avanti bruscamente, una grossa pietra partita da una fionda dei ragazzi mi colpiva sotto le costole. Io effettivamente ero diventavo uno scudo umano per il soldato  che avrebbe a malapena sentito la pietra attraverso il suo giubbotto antiproiettile.
 
Il soldato mi ha spinto rapidamente via e io sono corso lontano dalla zona per non esser colpito da altre pietre.
I ragazzi palestinesi sono arrivati subito da me per scusarsi e aiutarmi a risalire la collina, ma io ho insistito che restassero e continuassero a difendere il loro villaggio.  Ho trovato subito i paramedici  che mi hanno curato la ferita fresca,  e più tardi mi hanno portato all’ospedale di Ramallah.
 
I raggi x hanno determinato che le mie costole non erano rotte così mi hanno prescritto un antinfiammatorio e  sono tornato all’appartemento dell’ism per riposare.
 
Avvertivo un insopportabile dolore, a malapena riuscivo a respirare, e non potevo sedermi,  ero anche troppo debole per restare in piedi.
 
Dopo circa sei ore di angoscia, sono tornato in ospedale e ho domandato loro di ricoverarmi e sedarmi. Dopato di tramadole, ho dormito come un bambino. Il mattino seguente, gli ultrasuoni hanno localizzato una rottura nella mia milza e una emorragia interna. I medici pensavano che potesse guarire da sè, ma dopo un giorno di continua emorragia mi hanno operato e salvato da una certa morte.
I chirurghi palestinesi sono stati abili nel riparare la mia milza anziché rimuoverla, e emorragia si è fermata.
Sperano che io sia fuori per sabato prossimo, così ora sono seduto con alcuni films, il mio computer, e diverse visite fra palestinesi e internazionali.
La cura medica è stata eccellente,  le infermiere sono amabili e molto presenti,
Il dottore è stato ottimo e sempre franco con me, ha anche contattato i miei genitori.
Il sistema ospedaliero palestinese  è principalmente pubblico e questo ospedale è conosciuto specialmente per fornire una cura gratuita ai feriti con  lesioni relative a scontri coi soldati israeliani. È denominato l’ospedale dei martyrs di Al-Aqsa e si specializza nei traumi.
 
Io affermo che  i palestinesi hanno completamente il diritto di resistere all’occupazione coloniale israeliana.
 I Palestinesi hanno il diritto  fare molto più del lanciare sassi  ai soldati che commettono il genocidio coloniale e devono farlo se vogliono sopravvivere.
I ragazzi con i sassi sono appena un fiammifero per i militari israeliani equipaggiati   con le armi americane più micidiali, così è mia responsabilità  contribuire nel proteggere i ragazzi  mentre  simbolicamente resistono a questo modo. Il mio unico rammarico, è che ora non è quel soldato coloniale che si trova in questo letto di’ospedale.

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+ martelli contro l’ingranaggio della guerra

Qui si inaugura oggi una nuova rubrica:
“el guerrilleros del mes”
“l’uomo del mese” per guerrilla radio.
 
 

E l’uomo di ottobre per guerrilla radio è
Turi Vaccaro,  pacifista imprigionato,
 condannato dal tribunale olandese di Breda
per aver   messo fuori uso due bombardieri F-16.
 
 
Mettimo via per un attimo la falce
e usiamo di più il martello!
 
Intendo dire che bisogna a volte
antemporre alle fine ideologia la disperata azione,
anche con la consapevolezza di doverne poi pagare le spese sulle propria pelle.
 
Ci vuole molto coraggio e un pò d’incoscienza,
la stessa che ha permesso a Turi,
la mattina del 10 agosto scorso,
di recarsi da solo nella base di Woensdrecht, nell’anniversario della distruzione di Nagasaki, e tentare di disarmare a martellate due F16 USA della base Nato che, a detta dei pacifisti europei, ospita 20 testate atomiche (ciascuna della capacità distruttiva di 14 hiroshime).

 
guerrilla radio firma l’appello insieme ad ALex Zanotelli.

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SCARICA E VEDI LA VIDEO-INCHIESTA SUL FOSFORO BIANCO RAINEWS24

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SCARICA QUI L’INCHIESTA DI RAI NEWS 24


La strage nascosta
di Sigfrido Ranucci
“Ho sentito io l’ordine di fare attenzione perché veniva usato il fosforo bianco su Fallujah . Nel gergo militare viene chiamato Willy Pete. Il fosforo brucia i corpi, addirittura li scioglie”.
È questa la tremenda testimonianza di Jeff Englehart, veterano della guerra in Iraq. “Ho visto i corpi bruciati di donne e bambini- ha aggiunto l’ex militare statunitense-il fosforo esplode e forma una nuvola, chi si trova nel raggio di 150 metri è spacciato”.
Testimoni hanno visto “una pioggia di sostanze incendiarie di vario colore che, quando colpivano, bruciavano le persone e anche quelli che non erano colpiti avevano difficoltà a respirare”, racconta Mohamad Tareq al-Deraji, direttore del centro studi per i diritti umani di Fallujah.

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ROSA PARKS e Il dito medio della Santachè

Siamo animali.
(chi più chi meno)
 

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L’evoluzione dell’uomo  nei secoli
e specie negli ultimi decenni,
ha portato ad un crescente sviluppo della comunicazione,
dei meccanismi che regolano il linguaggio.
 
Il telegrafo, il telefono, il telefax, ed ora è l’era di internet.
 
Ma nel gesto,
nel linguaggio corporeo,
prerogativa del mondo animale,
ancora oggi l’uomo esprime un modo di pensare inequivoco.
.

 
La signora Rosa Parks  (Rest in Peace)
che si rifiuta di cedere il suo posto ad un bianco su un autobus
nella società razzista americana del 1955
compie un gesto rivoluzionario.
 
E la rivoluzione puntualmente si manifesta,
annullando i privilegi razziali dei bianchi a scapito dei neri segregati.
 
Il gesto della parlamentare di An Daniela Santachè,
che sventola il suo dito medio rivolta agli studenti in protesta
per comunicare loro l’avvenuta approvazione della riforma moratti,
invece non ha nulla di rivoluzionario, è solo un retaggio fascista,
che non rimarra nella storia,
ma forse nel racconto futuro di questi giorni in qui l’italia,
come scriveva Montanelli,
si stava inoculando sottopelle il vaccino per la malattia di questa nuova destra.
.
guerrilla radio

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Un budda in Valtellina. Cosa ci faccio qui?

Cosa ci fa un Budda beone e sorridente sulle montagne della Valtellina???

Ce l’hanno portato un gruppo di alpinisti esperti: Jacopo Merizzi, Luca Maspes, Mario Scarpa e Giovanna Novella,
issandolo su in spalla sino alla cima del Pizzo Badile a quota  3308 metri d’altezza. Il manufatto in ceramica, 130 cm di altezza per venti chili di peso, se ne sta lì
come a ridicolizzare le decine di croci cristiane che li  attorno sono da tempo spuntate.
E’ infatti a denunciare la continua apparizione di simboli religiosi che deturpano l’incontaminato ambiente della montagna il significato del gesto provocatorio dei 4 alpinisti.
 
“la smisurata fioritura di croci e lapidi, con il ritiro dei ghiacciai, sono le grandi piaghe che stanno dilagando sulle nostre alte montagne”.
“Sarebbe giusto passare sulle montagne leggeri come ombre – sostengono – lasciarle nude e cariche della loro essenza primaria, di roccia, neve e cielo. Chiunque salga al Badile, ha invece l’impressione di seguire una via crucis: lapidi, cippi mortuari, croci, statue religiose”.
 
E bravi i nostri montanari!
che almeno laddove ci si avvicina alla purezza del cielo e nella più pura natura che equivale  alla casa di Dio
non si sia costretti a ricordarci la stoltezza dell’uomo coi suoi macabri simboli.
guerrilla radio

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ASPETTANDO I BARBARI

Che aspettiamo, raccolti nella piazza?

Oggi arrivano i barbari.
Perché mai tanta inerzia no Senato?
E perché i senatori siedono e non fan leggi?

Oggi arrivano i barbari.
Che leggi devon fare i senatori?
Quando verranno le faranno i barbari.
Perché l’imperatore s’è levato
così per tempo e sta, solenne, in trono,
alla porta maggiore, incoronato?

Oggi arrivano i barbari
L’imperatore aspetta di ricevere
il loro capo. E anzi ha già disposto
l’offerta d’una pergamena. E là
gli ha scritto molti titoli ed epiteti.
Perché i nostri due consoli e i pretori
sono usciti stamani in toga rossa?
Perché i bracciali con tante ametiste,
gli anelli con gli splendidi smeraldi luccicanti?
Perché brandire le preziose mazze
coi bei caselli tutti d’oro e argento?

Oggi arrivano i barbari,
e questa roba fa impressione ai barbari.
Perché i valenti oratori non vengono
a snocciolare i loro discorsi, come sempre?

Oggi arrivano i barbari:
sdegnano la retorica e le arringhe.
Perché d’un tratto questo smarrimento
ansioso? (I volti come si son fatti serii)
Perché rapidamente le strade e piazze
si svuotano, e ritornano tutti a casa perplessi?

S’è fatta notte, e i barbari non sono più venuti.
Taluni sono giunti dai confini,
han detto che di barbari non ce ne sono più.
E adesso, senza barbari, cosa sarà di noi?
Era una soluzione, quella gente.

 

(Costantino Kavafis )


-guerrillaradio sa esserre il contributo di Diego Cugia a RockPolitik-

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Comune di Casario, ho assistito alla demolizione

“Il 4 novembre ho assistito alla demolizione di tre campi Rom, situati nel comune di Casoria, nella provincia di Napoli. In questi campi c’erano circa quattrocento persone.
Alle 8.00 del mattino sono arrivate, scortate dalla Polizia, scavatrici, ruspe, cingolati per demolire il tutto.
Sembrava un esercito in assetto di guerra che spianava tutto. Unica sorpresa: il campo era stato abbandonato dai Rom lungo la notte. Infatti la sera prima, un notevole contingente di Polizia aveva ammonito tutti ad andarsene. E se ne erano andati, scappando da tutte le parti: chi verso la stazione ferroviaria (Piazza Garibaldi), chi verso centri sociali ove poter passare la notte.

Non si era mai visto a Napoli un’azione del genere: buttare fuori con la forza persone dal proprio habitat senza offrire loro prima un altro luogo ove andare. Mi ricordava certe scene viste nei regimi militari. Mi ricordava soprattutto le demolizioni che avevo visto delle baraccopoli di Nairobi. Mai mi sarei aspettato che avrei assistito a simili scene nella mia Italia.

Era da alcuni mesi che accompagnavo, insieme al professore Marco Nieli, da vicino, l’avventura di questi Rom: gente buona, semplice, attiva, gente che non ha mai partecipato ad una guerra, gente che era scappata dalla Romania per trovare un po’ di dignità. Ero stato, con Marco, ospite dei Rom di Casoria: un’ospitalità calorosa e aperta.
Con loro ho potuto vedere la realtà del campo. Devo confessare che non avevo mai visto in Italia, una situazione così degradata. Mi faceva venire in mente certi angoli di Korogocho, la baraccopoli di Nairobi, dove sono vissuto per 12 anni. Questo sia per la sua posizione, sia per le condizioni del campo. Infatti l’accampamento Rom di Casoria è posto sotto un immenso arco con piloni enormi della tangenziale di Napoli. Ma le condizioni igieniche e ambientali del campo non sono meno agghiaccianti. Baracche accatastate una sopra l’altra in piccolissimi spazi. Senza acqua potabile. Stretto tra due ferrovie (un ragazzo è morto qualche mese fa sotto un treno). Enormi topi che passeggiavano tranquillamente.

La gente ci ha accolto con tanto calore e tanti caffè. Avevano invitato tutti a venire l’11 aprile davanti al Comune di Casoria per parlare con gli esponenti del Comune. Quel giorno buona parte della comunità venne in piazza a urlare, gridare, battere i tamburi, per chiedere l’acqua potabile nel campo, un bus per portare i bambini a scuola ed infine un luogo alternativo ove i Rom potessero costruire il loro campo.

E’ incredibile che in Campania non ci sia ancora una legge quadro per i Rom. Furono solo promesse. Dopo tante insistenze… arrivarono i poliziotti, le ruspe……e via! Via tutti quelli che sporcano le nostre città. La cosa più incredibile fu che il comune di Casoria è stato commissariato per infiltrazioni mafiose! Come ultimo gesto il sindaco uscente aveva firmato l’ordinanza dello sgombero.

Grave, molto grave che si dia effetto immediato ad un’ordinanza di un sindaco “scaduto”! Il prefetto l’ha immediatamente resa effettiva! E’ proprio vero che sono sempre i poveri a pagare. Ma ho visto un gruppo di fuggiaschi fuori dalla stazione Gianturco: donne incinte, bambini che piangevano…Ora vivono nella diaspora della quasi totale indifferenza delle istituzioni e dei cittadini. E’ questa l’Italia democratica? E’ così che trattiamo i Rom? Non è forse così che trattiamo anche gli immigrati chiudendoli nei CPT, veri lager? I poveri a Nord come a Sud, a Napoli come a Nairobi, non contano! Eppure sono volti!”
Alex Zanotelli

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lista impero berlusconi ( e come sopravviverne)

Questo è un breve elenco, certamente incompleto, di tante nostre piccole azioni quotidiane con le quali, anche inconsapevolmente,versiamo soldi in cassa di Silvio Berlusconi:


1. Noleggiando una videocassetta da Blockbuster, di sua proprietà;
2. Guardando i canali Mediaset alla TV: Publitalia, concessionaria di pubblicità,fattura centinaia di miliardi l’anno;
3. Telefonando con Blu, di cui detiene una quota;
4. Facendo la spesa da Panorama, alla Standa,alla Rinascente, di sua proprietà;
5. Comprando qualunque prodotto di cui viene fatta la pubblicità sui canali Mediaset; (vedi punto 2)
6. Comprando una pubblicazione di Mondadori, Elemond, Einaudi, Sperling&Kupfer, Grijalbo, Le Monnier, Pianeta scuola, Edizioni Frassinelli, Electa Napoli, Riccardo Ricciardi editore, editrice Poseidona, tutte di sua proprietà; 
7. Andando al cinema a vedere film distribuiti da Medusa e Cinema 5, di sua proprietà;
8. Navigando in internet con Jumpy, di sua proprietà;
9. Avendo un conto alla banca Mediolanum, di sua proprietà;
10. Comprando i seguenti giornali e periodici: Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, Il Foglio di Giuliano Ferrara, Panorama, Cucina Moderna, Donna moderna, Donna in forma, EBT, Education, interni, Sale&pepe, Superclassifica, Starbene, Focus, Marieclaire, Men’s health, Grazia,Sorrisi e canzoni TV, Chi, Ciack, Cosmopolitan, Autooggi, Casa viva, Cose di casa, Confidenze, PCPROFESSIONALE, Panorama travel, Tutto, Week.it, Zerouno e chissà quali altri;

11. Andando allo stadio a vedere le partite di calcio del Milan.
12. Facendo la spesa all’Esselunga. Questa va spiegata: Esselunga è di proprietà della famiglia milanese Capriotti, da sempre molto vicina al cavaliere e principale finanziatrice della sua recente campagna elettorale con una cifra che da sola è vicina a quanto speso dall’Ulivo in tutta Italia. Si può quindi dire che la campagna elettorale di Silvio l’abbiamo già pagata andando a fare la spesa. 
13. Facendo pensioni integrative ed investimenti vita con Mediolanum S.p.a. e Mediolanum Vita S.p.a., di sua proprietà. Fra l’altro questa voce è destinata ad aumentare, man mano che la sanità sarà sempre più (da lui) privatizzata e gestita con criteri aziendali.
14. Investendo in borsa in titoli di società di sua proprietà. 
15. Semplicemente esistendo, in quanto con una parte delle tasse gli paghiamo:
a) lo stipendio, (e che stipendio), da presidente del consiglio,
b) il finanziamento pubblico a Forza Italia;
c) la costruzione dello scudo spaziale, (a cui Berlusconi, e quindi l’Italia intera, ha aderito in luglio, anche se nessuno lo ha detto) visto che Silvio è proprietario anche di aziende di elettronica
industriale, – vedi la famigerata rivista elettorale al capitolo “Costruire un impero” (sic) -. Si tratta, fra l’altro, di cifre inimmaginabili.
Queste voci sono inevitabili, anche volendo esercitare una volontà contraria. Inevitabile à anche pagare lo stipendio ai suoi diretti dipendenti quali La Loggia, Pisanu, Bonaiuti, Frattini, Vito (arisic!), Giovanardi, Tremonti, etc ed a 146 parlamentari leghisti che, alla faccia di Roma ladrona, si beccano i quattrini pur lavorando per un altro stato.

Concludiamo dicendo che è impresa ardua chiarire tutti gli interessi di Silvio Berlusconi, a causa delle incredibili ramificazioni societarie del suo “impero”, (provate solo a visitare il sito della Mondadori), delle società con sede all’estero, (di cui non paga le tasse in Italia..), di quelle intestate ai figli, al fratello, alla moglie, ad amici, ad amici di amici etc, oltre agli interessi non direttamente comprensibili. Quindi sono bene accetti i contributi di chi riesce a reperire informazioni o a trovare errori in quanto scritto sopra.

 

E allora? boicottiamo le aziende di Berlusconi? forse è un pò troppo complicato… forse potremmo accordarci per non comprare anche solo uno dei suoi prodotti, per vedere quanti siamo e quanto siamo in grado di fargli del male..

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l’abbraccio strappato dal seno materno.

Di ritorno da una nottata brava,
di brividi e brindisi con amici antichi e immutevoli,
a festeggiare soprattutto Francesco e Daniela.
 
Che come artisti con la creta stanno modellando il meglio della vita per il loro primo pargolo, Andrea, opera d’arte fatta carne che si muove oggi in mezzo ai sentieri imprevisti del mondo.
La protezione e gli insegnamenti dei loro genitori saranno certa guida e scudo contro ogni possibile avvesità.
L’abbraccio consololatorio di un genitore, ristoro essenziale e focolare del cuore.
 
Non così in Palestina.

 

Un bimbo palestinese, Nour,
nato in una prigione israeliana su territorio occupato palestinese
è stato strappato dal seno matermo.
 
Nour che non ha mai visto giocattoli, detiene il record come il più giovane detenuto nelle carceri israeliane, ha un anno e mezzo…
 
La madre,  Manal è talassemica e non riceve alcuna cura dalla prigione.
 
Una campagna internazionale ha denunciato l’ennesima macchia di cui si è sporcata la lercia coscienza del genocida Sharon.
 
chi sta allatando Noor?
chi ci dice che al posto del latte non mescolino odio e resa per i bimbi desaparecidi delle madri palestinesi ingiustamente recluse?
 
questa è la mail di Ariel Sharon…
facciamo ci sentire.
 
guerrilla radio

 

esempio di lettera:
 
Prime Minister,

I am writing because I am deeply concerned about the continued imprisonment of Manal Ghanem who was arrested in May, 2003 and soon after gave birth to a son, Nour. Both are currently being held in Hasharon-Tilmond Prison.

I urge you to immediately and unconditionally release Manal Ghanem who suffers from thalassemia and Nour Ghanem who is only one and a half years old.

Until their release, I also ask that you ensure that all prisoners are given prompt, regular and unrestricted access to family, lawyers and doctors, and are not subjected to torture and/or other ill-treatment by members of the Israeli prison services.

Thank you for your attention into this very important matter.

Sincerely,
.

 

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David Costa, deputato regionale, indagato per concorso esterno i

Arrestato Costa, deputato UDC

Quando condannarono Dell’Utri a 9 anni di carcere per associazione mafiosa, due giorni prima della sentenza il presidente della Camera Casini sentì il bisogno di telefonare a Dell’Utri per esternargli la propria stima. Non pago, avvertì i giornalisti. -Ho telefonato a Dell’Utri per dirgli che lo stimo.- E loro:-Ma bravo!-

Così la notizia venne pubblicata. Il Corriere della Sera titolò: “ Casini: stimo Dell’Utri “.
Una cosa talmente aberrante che se ne accorse perfino Francesco Cossiga. Disse Cossiga:-Ma come è venuto in mente alla terza carica dello Stato di telefonare a uno che, lo si voglia o no, è un imputato di gravi reati in attesa di sentenza e domani potrà essere un pregiudicato?- Casini evitò di rispondere. E’ in politica, questo è il suo mestiere.

Casini è dell’UDC.

Salvatore Cuffaro, presidente della regione Sicilia, indagato per rivelazione di segreti d’ufficio con favoreggiamento alla mafia.
Antonio Borzacchelli, ex deputato regionale, in carcere da febbraio, arrestato per concussione nell’ambito di un’indagine su mafia e politica.
David Costa, deputato regionale, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Arrestato ieri. Ebbe il sostegno elettorale delle cosche trapanesi in cambio di favori.
Nino D’Amico, ex consigliere provinciale di Palermo, indagato per turbativa d’asta a favore di un’impresa vicina a Provenzano.
Leonardo D’Arrigo, consigliere comunale a Palermo, indagato per favoreggiamento alla mafia.
Salvo Iacono, consigliere provinciale ad Agrigento, arrestato nell’inchiesta su mafia e appalti.
Rosario Incardona, consigliere comunale di Palma di Montichiaro, arrestato ad aprile per associazione a delinquere finalizzata all’estorsione.
Vincenzo Lo Giudice, ex deputato regionale, arrestato per mafia a marzo.
Carmelo Lo Monte, assessore regionale, indagato a Messina per associazione a delinquere e truffa.
Domenico Miceli, ex assessore a Palermo, arrestato a marzo per concorso in associazione mafiosa.

SONO TUTTI POLITICI DELL’UDC. Quando sospesero Satyricon, l’allora segretario dell’UDC Casini disse al congresso del suo partito:-L’Italia non le assomiglia affatto, signor Luttazzi.- Casini, sono contento di non assomigliare a questa sua Italia.

Casini, il cattolico mentolato, secondo i pm era “ignaro dell’effettivo grado di compromissione di Davide Costa con l’associazione mafiosa”.

Io propongo una MIA RIFORMA ELETTORALE: l’obbligo di indicare sui manifesti elettorali, accanto al nome del candidato, eventuali condanne. Es: Vito Bonsignore, UDC, 2 anni, corruzione. Gli elettori devono saperlo, a chi va il loro voto; e perché certa gente si candida ( per evitare la galera ). Io non voglio mandare in galera nessuno, ma almeno devono vergognarsi di quello che fanno. Basta coi parlamentari condannati per reati gravissimi che fanno leggi per evitare i processi!

Non fate troppo rumore, ho l’emicrania

By Daniele Luttazzi at 16 Nov 2005 – 12:32

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primarie e referendum: Italia, Brasile, Iraq

Guerrilla radio voterà per Bertinotti alle primarie.
Guerrilla radio non hai MAI votato per il partito di Bertinotti alle elezioni passate.
Guerrilla radio NON voterà per  Fausto Bertinotti alle prossime elezioni nazionali.
 
Ma logica vuole,
che il buon Fausto sia l’unico reale avversario  a ostacolare la predestinata vittoria prodiana delle primarie,
e guerrilla radio crede che Bertinotti potrebbe arrivare a sfiorare un clamoroso trentapercento di preferenze.
 
Quanto vi convince Romano Prodi come leader dell’unione???
questo il significato delle primarie di domani.
 
Preferendo Bertinotti,
si invia  un chiaro messaggio diretto al leader ex-democristiano Romano,
 su quale sia la linea politica da tenere nel  guidare una coalizione di centrosinistra,
certamente non alla Blair ma più verso la spagna di  Zapatero.
 
-I cpt devono essere chiusi, come ha dimostrato la scioccante inchiesta di Gatti
-I soldati italiani vanno IMMEDIATAMENTE ritirati dall’Iraq
-farsi una canna non è come tirare di coca!
-la costituzione non è intoccabile, i suoi valori certamente sì.
-abbandono del precariato e riforma fiscale progressiva attenta alle classi sociali più deboli
-investire su fonti di energia alternative!
-antritrust effettiva  e stop al controllo dell’informazione
-stato laico, via i buttiglioni dal parlamento, insieme a tutti i pregiudicati
-gli immigrati sono una ricchezza, devono esser aiutati a integrarsi, non ostacolati
-diritti alle coppie di fatto e liberta di ricerca scientifica.
 
è così difficile stilare un programma?
.
.
 

Nel frattempo in Brasile si fanno referendum ben più seri,
si decide fra la vita e la morte.
La possibilità di disarmare quei bambini che comprano le pistole
e non quelle giocattolo
e a guardie e ladri ci giocano sì ma con i poliziotti veri.
.
.
 
 

.
Anche l’Iraq è al voto,
da qualche ora,
un referendum che se passasse sarebbe un disastro per la maggior parte della popolazione irachena.
Significherebbe innanzitutto la fine della possibilità un iraq unito,
e con l’introduzione della sharia si avrebbe in pratica l’embrione di uno stato teocratico,
quando invece sotto Saddam Hussein, l’iraq era un esempio di paese laico fra gli arabi.
 
povere donne irachene…
 
Sebbene sotto un feroce regime, nell’iraq di Saddam
le donne erano riuscite dopo anni di lotte a  conquistare importanti diritti,
questa nuova Costituzione benedetta dagli stati uniti  legalizza la discriminazione delle donne, le disumanizza.
 
Donne che erano libere di divenire scienziato, dottoressa,
giudice, libere di andare dove volevano,  di divorziare,
ora dopo l’invasione usa e l’approvazione di questa costituzione, rischiano la lapidazione se accusate di adulterio…
 
Altro che studiare, costrette ben chiuse in casa, coperte e vittime senza possibilità di difesa da parte di ogni violenza domestica. Senza parlare della perdita di altri immumerevoli diritti civili.
 
Bell’esempio di  democrazia si è deciso di esportare in iraq.
 
guerrilla radio.
 …..
guerrilla radio sta con le donne che resistono: OWFI

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Afghanistan e Nassiryaa: proiettili italiani vaganti.

Pare che ci sia un problema di calibraggio,
nelle armi in dotazione ai soldati italiani di stanza in Iraq e Afghanistan.
 
Perchè a quanto appare  i nostri eroici pacificatori,
fanno centro ovunque tranne che sul nemico.
 
Mentre procede una inchiesta della Procura militare nei confronti dei militari italiani a Nassirya per la violazione di quella norma del codice penale militare di guerra (art. 191)  che vieta di sparare contro le ambulanze, ora ci si spara pure da sè, nelle camerate.
 
Come è morto il  caporal maggiore capo Michele Sanfilippo ???
Dubito che  ci sarà mia dato di saperlo,
 
Portiamoli subito a casa,
impediamo che continuino a rappresentare un pericolo per sè e per i civili che li circondano.
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guerrilla radio

Afghanistan e Nassiryaa: proiettili italiani vaganti. Leggi l'articolo »

Pakistan: money for nothing

Il Pakistan chiede aiuto:

 «Abbiamo bisogno in modo impellente di medicinali, tende ed elicotteri per raggiungere persone in regioni lontane e tagliate fuori dal mondo», Ha pronunciato il suo presidente-dittatore Musharraf,
e a noi fa pensare,
quanti miliardi di dollari il Pakistan investe nella corsa agli armamenti.
Soldi che potrebbero essere confluiti nella sanità, servizio quasi inesistente in un paese del terzo mondo che possiede però l’atomica.
Niente ambulanze, ma centinaia di carri armati.
La calamità naturale che ha colpito il kasmir non è sorprendente, la regione è nel centro di una zona ad alta attività sismica.
Allora possibile che  si pensi innanzittutto a riempire i magazzini di armi piuttosto che di tende da campo, medicinali, provviste di emergenza???

 
Il pakistan chiede aiuto,
speriamo che questo aiuto arrivi da più parti e presto ma,
speriamo che successivamente ci siano pressioni internazionali affinchè questo paese si occupi più della sua povera gente,
piuttosto che asservire gli interessi di pochi generali tanto amici dei nemici della pace.
 
ps.
Dove sono i nostri valorosi soldati che anche Prodi vorrebbe mantenere di stanza in Afghanistan?
Sono giusto a due passi, non li si potrebbe mandare a mollare i mitra e rimboccarsi le maniche?
sarebbe ancora forse l’ultima opportunità per le nostre truppe di riscattarsi. 
guerrilla radio

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Quanto è costata la riga di coca che si è pippato ieri Sir lapo

Da agnello ad agnello,
è la cocaina che regna, che segna lo stile della famiglia industriale piemontese.
allora chissennefrega.
 
Vergogna, vergogna
 a tutti i telegiornali che stasera hanno aperto con come prima notizia  Lapo intossicato dalla polvere bianca, snobbando le decina di migliaia di corpi di innocenti,
che lentamente, disperatamente, vengono estratti dalle macerie del kashmir per destinarli a più degna sepoltura.
 
E senza tregua, di seguito speciali su speciali, porta a porta,
ma chi se ne importa.
I capricci e i giochini pericolosi di questi miseri miliardari,
continuamente rimbalzano in primo piano su ogni teleschermo, quasi fossere anch’essi un reality,
mentre la notizia,
dell’ennesimo operaio suicidato perchè non riusciva  più a tirare la fine del mese,
o della continua strage quotidiana,
una riga nelle ultime pagine di un qualche giornale locale
un riga a pagamento, nello spazio destinato ai necrologi.
Quanto è costata la riga coca che si è pippato ieri sera Sir lapo?
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guerrilla radio
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If you want to hang out,
You’ve got to take her out COCAINE
If you want to get down
Down on the ground COCAINE
She don’t lie,
She don’t lie,
She don’t lie
cocaine.
If you got bad news,
You want to kick them blues
cocaine
When your day is done,
And you want to run,
cocaine,
She don’t lie,
She don’t lie,
She don’t lie
cocaine.
-Eric Clapton
 .

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soldati sparano ad un ambulanza a Nassiriya (Micah Garen)

10.10.2005

il governo reticente

 

di Domenico Gallo  È ritornato il fantasma dell’ambulanza di Nassiriya. Nell’agosto del 2004, mentre gli americani cercavano di avere ragione dei miliziani di Moqtada Al Sadr, asserragliati nella città santa di Najaf, anche a Nassiriya si sono verificati degli scontri che hanno visto coinvolti i militari italiani del reggimento Lagunari Serenissima, schierati in difesa dei tre ponti sull’Eufrate.
Nel corso di tali scontri, avvenuti nella notte fra il 5 ed il 6 agosto, secondo la versione ufficiale, i militari italiani che presidiavano il Ponte Charlie, avrebbero bloccato un’autobomba diretta contro di loro, facendola esplodere.
Tuttavia nei giorni immediatamente successivi è stato trasmesso dal Tg3 delle 19 e poi dal Tg2 delle 20 un filmato girato dal giornalista americano Micah Garen, che in quel periodo si trovava a Nassiriya ospite del contingente italiano, in cui veniva intervistato il conducente di un’ambulanza (e mostrato il veicolo semidistrutto), il quale sosteneva che i militari italiani avevano sparato contro l’ambulanza che trasportava una donna partoriente all’Ospedale di Nassiriya, provocando la morte della donna e di altre persone.
Sulla vicenda è calato un silenzio tombale in quanto le notizie divulgate da Garen sono state totalmente ignorate dalla stampa ed il fatto è stata cancellato come se non fosse mai accaduto.
Soltanto l’Unità ha informato i suoi lettori ed ha ripreso le fonti ospedaliere di Nassiriya, che confermavano che un’ambulanza, con sette persone a bordo, era stata colpita dal fuoco italiano, che aveva provocato la morte di più persone, ed ha cercato di ottenere riscontri dagli ambienti militari italiani, trovandosi di fronte allo stesso muro di gomma che abbiamo conosciuto nella vicenda di Ustica.
Il 27 agosto del 2004 vi è stata una seduta delle Commissioni Riunite Esteri e Difesa della Camera e del Senato per ascoltare le comunicazioni del Governo in ordine agli eventi iracheni ed in particolare in ordine alla drammatica vicenda del rapimento e dell’uccisone del giornalista italiano Enzo Baldoni. Nel corso della seduta i deputati Cento (Verdi) e Deiana (Prc) hanno chiesto chiarimenti sull’episodio dell’ambulanza.
Nell’occasione il Ministro degli esteri Frattini ha respinto, con indignazione, ogni addebito, dichiarando che la notizia era completamente falsa. Testualmente: «È sbagliato ed ingiusto asserire che i nostri militari hanno sparato contro un’ambulanza con una donna incinta a bordo. Semplicemente non è vero».
Secondo Frattini la falsità della notizia sarebbe stata dimostrata dagli atti e dalle smentite. Gli atti sarebbero una inchiesta del reggimento lagunari Serenissima (cioè quel reggimento che – in ipotesi – avrebbe colpito l’ambulanza) che avrebbe smascherato la falsità del filmato che Garen ha inviato alla Rai, scoprendo che la persona indicata come autista dell’ambulanza non era altri che l’interprete dello stesso Garen.
Le smentite sarebbero venute dagli stessi giornalisti della Rai che «hanno smentito questa notizia falsa, che offende ingiustamente i nostri militari». Quindi Frattini ha aggiunto che il «giorno successivo il giornalista veniva contattato dagli addetti stampa del nostro contingente per chiarire i termini della smentita che il giornalista ha accettato».
In sostanza Frattini, guardandosi bene dal fornire una ricostruzione dei fatti, ha negato che l’evento si sarebbe verificato, appoggiando questa sua «verità» su tre argomenti: una presunta inchiesta dei lagunari, la smentita della Rai ed un presunto riconoscimento dell’errore da parte dello stesso Garen. In realtà si trattava di argomentazioni del tutto inconsistenti, a cominciare da quello principale della Rai. Una approfondita ricostruzione pubblicata sul sito dell’Associazione articolo21, ha chiarito che nessuna smentita è stata mai fatta dal Tg2 e dal Tg3 in merito alla notizia in sé. È stato precisato che il giornalista Rai in servizio a Nassiriya (Agostino Mauriello) ha riversato al Tg2 e al Tg3 le immagini girate da Garen con l’intervista all’autista dell’ambulanza, il commento del generale Dalzini e il testo del servizio. Il riversamento è iniziato attorno alle 18.40-18.45 ed è finito oltre le 19.00, quando il Tg3 era ormai in onda.
Il Tg3 ha avuto quindi tempi strettissimi per montare. Nella concitazione, al posto dell’autista che dava la sua testimonianza è stato messa l’immagine dell’interprete. Questo errore è stato subito segnalato da Mauriello ed il Tg3 si affrettato a mettere sull’avviso il Tg2, che stava montando il servizio per l’edizione delle 20.30. Il Tg2 ha quindi mandato le immagini corrette: a parlare era l’autista dell’ambulanza.
La Rai, pertanto, non solo non ha smentito, ma ha raccolto nuova documentazione poiché il Tg3, nei giorni successivi alla trasmissione, ha mandato in onda un altro servizio, sempre da Nassiriya, in cui a parlare era un medico iracheno in servizio all’ospedale italiano, che confermava la versione dell’autista dell’ambulanza.
Infine, per quanto riguarda Garen, costui non ha smentito un bel niente, anzi dalle e-mail che lo stesso giornalista americano ha inviato ai suoi interlocutori (pubblicate dall’Unità del 18 agosto 2004) risulta esattamente il contrario, in quanto Garen insiste nella sua tesi.
L’inconsistenza delle argomentazioni di Frattini non ha fatto da velo alla boria con cui è stato smentito un fatto realmente accaduto. Evidentemente il Ministro degli Esteri, ed il suo sodale Ministro della Difesa, si sono fidati troppo della loro autorità, confidando che il potere consenta anche di forgiare la verità a proprio piacimento. Non dicevano forse gli antichi: Auctoritas facit veritatem? Ma hanno commesso un errore, si sono dimenticati dei giudici.
Dalla interrogazione presentata oggi da alcuni deputati dell’opposizione emerge che la Procura militare ha aperto un’inchiesta nei confronti di militari italiani per la violazione di quella norma del codice penale militare di guerra (art. 191) che vieta di sparare contro le ambulanze.
Se c’è un’azione disonorevole al massimo, anche secondo l’etica militare, è quella di sparare contro le ambulanze. Ma è più vile (per un soldato) sparare su un’ambulanza o (per un uomo politico) trincerarsi dietro la propria autorità per negare di aver sparato sull’ambulanza, mentendo spudoratamente al Parlamento ed al popolo italiano?
Ai lettori l’ardua sentenza.

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