Cosa ci fa un Budda beone e sorridente sulle montagne della Valtellina???
Ce l’hanno portato un gruppo di alpinisti esperti: Jacopo Merizzi, Luca Maspes, Mario Scarpa e Giovanna Novella,
issandolo su in spalla sino alla cima del Pizzo Badile a quota 3308 metri d’altezza. Il manufatto in ceramica, 130 cm di altezza per venti chili di peso, se ne sta lì
come a ridicolizzare le decine di croci cristiane che li attorno sono da tempo spuntate.
E’ infatti a denunciare la continua apparizione di simboli religiosi che deturpano l’incontaminato ambiente della montagna il significato del gesto provocatorio dei 4 alpinisti.
“la smisurata fioritura di croci e lapidi, con il ritiro dei ghiacciai, sono le grandi piaghe che stanno dilagando sulle nostre alte montagne”.
“Sarebbe giusto passare sulle montagne leggeri come ombre – sostengono – lasciarle nude e cariche della loro essenza primaria, di roccia, neve e cielo. Chiunque salga al Badile, ha invece l’impressione di seguire una via crucis: lapidi, cippi mortuari, croci, statue religiose”.
E bravi i nostri montanari!
che almeno laddove ci si avvicina alla purezza del cielo e nella più pura natura che equivale alla casa di Dio
non si sia costretti a ricordarci la stoltezza dell’uomo coi suoi macabri simboli.
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