rutelli-radicale:
“In un campo come i rapporti fra coniugi, la loro scelta di procreare, è opportuno che lo Stato intervenga il meno possibile. Bisogna evitare il più retrivo proibizionismo con la pretesa di trasferire nella legge dello Stato quanto previsto dalla teologia morale cattolica… Va consentita la possibilità di inseminazione omologa ed eterologa su donna sposata e non” (proposta di legge di Francesco Rutelli, Massimo Teodori, Domenico Modugno e altri deputati del Partito radicale, 29 dicembre 1988).
“Rilanciamo la nostra proposta accolta ieri da Signorile e da altri compagni socialisti per un miglioramento della legge sull’aborto e… per andare con un fronte laico compatto allo scontro con le forze clericali. In caso contrario la divisione non potrà che portare a una clamorosa rivincita delle forze sconfitte dal referendum sul divorzio” (Francesco Rutelli, segretario del Partito radicale, Ansa, 7 febbraio 1981).
“I vescovi della Cei sono riuniti a Roma per decidere sui referendum sull’aborto… E’ necessario ricordare che questa riunione, in quanto tale, equivale alla denuncia unilaterale del Concordato, essendo l’ennesima ingerenza della gerarchia vaticana sugli appuntamenti politici e istituzionali del Paese” (Francesco Rutelli, segretario del Partito radicale, Ansa, 17 marzo 1981).
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rutelli-clericale:
Si è detto spaventato dall’idea di affrontare “con logiche troppo semplicistiche materie come l’eterologa, la clonazione, la ricerca sugli embrioni e sulle staminali”. E soprattutto “con quattro quesiti un po’ rozzi che liquidano un tema troppo rilevante e impegnativo”.
“Il referendum è legittimo, ma è legittima anche l’astensione”. L’intento, svela il leader della Margherita, è “far fallire il referendum” perché “occorre riflettere” sulla necessità di dare “dei limiti” all’uomo che “non è onnipotente”.
“Il sì fa un macello”
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“Chi vota no involontariamente aiuta la battaglia del sì. L’astensione è l’atto più efficace e produttivo”
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«No alla socialdemocrazia perché si è esaurita. Il mondo è cambiato e le risposte politiche della metà del secolo scorso non sono più possibili. E no all’egualitarismo, perché una società di uguali è povera, finta, retta da poteri oscuri che si basano sulla sopraffazione».
” In entrambi gli schieramenti è troppo forte il condizionamento di alcune posizioni radicali… Stiamo invecchiando ed è arrivato il momento di scommettere sulla famiglia, sulla ripresa della natalità, su una riorganizzazione del welfare su base familiare e generazionale».”
“Per tre anni ho tirato la carretta, ho mangiato pane e cicoria per consegnare a Romano Prodi un centrosinistra capace di vincere.”
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