“Diventato presidente, Putin non ha saputo estirpare il colonello del kgb che vive in lui, e pertanto insiste nel voler raddrizzare i propri connazionali amanti della libertà.”
(Anna Politkovskaya)
putin cartoons
Vladimir Putin ha stravinto le legislative, con il 64,1% dei voti.
Ora potrà tranquillamente smontare a suo piacimento la costituzione per ottenere un terzo mandato.
Le elezioni per la Duma russa «non si sono svolte in modo corretto e non hanno rispettato molti degli impegni presi a livello di Osce e di Consiglio d’Europa né gli standard democratici», dichiarano nella loro dichiarazione finale gli osservatori internazionali dell’Ocse.
“Un funerale per la democrazia”, “le elezioni le più sporche della storia della Russia moderna”,
secondo Garry Kasparov, il principale oppositore di Putin.
Emittenti televisive occupate, censura, omicidi di giornalisti non allineati, diritti civili vincolati, il genocidio ceceno,
ed ora una elezione falsata dove i media erano tutti concentrati attorno al partito di Putin, e agli oppositori non restava che la piazza, dove le manifestazioni sono state regolarmente violentemente sciolte dalla polizia. E gli oppositori politici intimiditi o arrestati.
In una Cecenia distrutta dall’esercito russo il 99% avrebbe votato, e il 99% del 99% avrebbe votato per Putin.
Mentre Sarkosy già si congratula,
il resto d’Europa balbetta chiedendo chiarimenti sul voto.
Chiudere gli occhi per terrore che ci chiudano il gas.
Consoliamoci con le buone notizie che giungono dal Venezuela, Chavez ha perso il suo referendum e accetta la sconfitta.
Messaggio rivolto a quei media (molti italiani) che avrebbero giurato che in caso di sconfitta il bolivariano avrebbe fatto scendere i carri armati nelle strade:
Udite udite, in Venezuela c’è una democrazia se non ve n’eravate accorti.