Bandiere a mezz’asta per la morte dell’ennesimo soldato italiano caduto in guerra,
in guerra i soldati muoiono, che vi crediate, non basta dichiararsi dalla parte dei buoni,
per ottenere l’immunità dai nemici.
Ci risiamo, riparte la giostra della retorica, e tutti i maggiori media si concentrano sulla figura del maresciallo capo Daniele Paladini (pace all’anima sua)
per dipingerne una effige da Eroe, salvatore di uomini, se non addirittura, pacifista.
Tramite gli schermi televisivi ora consociamo il suo volto, la sua biografia,
dei bambini rimasti uccisi nell’attentato chi se ne frega,
non sapremo mai le loro storie ne quelle delle loro famiglie,
Addirittura ancora oggi il Giornale di Berlusconi non sa dire se sono 3 o 4 le povere vittime innocenti:
“comprese tre o quattro bambini”
Su questo blog ci stringiamo nel cordoglio del ricordo di questi anonimi angeli morti.
Se uno decide di andare a fare la guerra deve mettere in conto la possibilità di tornare in un sacco di plastica,
per tutti quei civili uccisi in Afghanistan dopo l’11 settembre,
la guerra non è stata una scelta.
Se i soldati italiani fossero rimasti a casa quei bambini uccisi ieri starebbero ancora giocando per strada.
Se nel 2002 George Bush e la Nato (thanx to Berlusconi and Prodi) non avessero attaccato l’Afghanistan,
15 000 civili afgani uscirebbero ora dalle tombe laddove le nostre bombe li hanno sepolti.
promemoria:
Perchè siamo andati in Afghanistan?
Certo, “per catturare i terroristi responsabili dell’attentato del 11 settembre”…
che sono 19, 15 dall’Arabia Saudita, 4 provengono rispettivamente dagli Emirati Arabi Uniti (2), dal Libano (1) e dall’Egitto (1).
Logicamente i responsabili andrebbero quindi ricercati in Arabia Saudita,
invece noi attacchiamo l’Afghanistan (zero terroristi coinvolti).
Qualcuno potrebbe eccepire che in Afghanistan c’erano della basi di addestramento per il terrorismo,
ma è noto che Al-Qaeda è stata creata dagli stessi americani in funzione antisovietica,
e terrorismi e basi ci sono dovunque in Occidente.
Allora perchè siamo andati in Afghanistan?
le vere ragioni andati
“Non siamo andati in Afghanistan per catturare Osama ma perché i talebani rinviavano all’infinito la costruzione di un oleodotto che avrebbe trasportato il petrolio del Caspio.”
“E la gente dei Paesi che ricevono le nostre bombe si arrabbia. Gli afgani non avevano niente a che fare con quanto è successo al nostro Paese l’11 settembre. L’Arabia Saudita invece sì. Quando siamo andati in Afghanistan, al nostro capo delle operazioni militari è stato chiesto quanto tempo ci sarebbe voluto per trovare Osama bin Laden. E il generale, piuttosto sorpreso, ha risposto che non era quello il motivo per cui eravamo lì”.
“Ah no? E qual è la storia allora? Ci hanno così spiegato che i talebani sono gente molto molto cattiva, che tratta molto male le donne. A loro non interessano sicuramente i diritti delle donne, mentre noi in fatto di diritti delle donne siamo molto forti; e dobbiamo essere con Bush su questa cosa perché sta togliendo quei sacchi di patate dalla testa delle donne”.
“Beh, no, la storia non è proprio così. La storia vera è che questa è una stretta imperiale sulle risorse energetiche. Fino a oggi la nostra principale fonte di petrolio importato è stato il Golfo Persico. Siamo andati là, in Afghanistan, non per prendere Osama e infliggergli la nostra vendetta. Ci siamo andati in parte perché i talebani stavano diventando troppo inaffidabili. E poi perché la Unocal, la compagnia californiana, aveva stipulato un accordo con loro per un oleodotto che trasportasse il petrolio del Caspio, la riserva petrolifera più ricca al mondo. Con l’oleodotto volevano fare arrivare il petrolio in Pakistan, a Karachi, passando dall’Afghanistan, e da lì mandarlo via mare in Cina”.
(Gore Vidal)
Sull’impegno degli italiani in Afghanistan si rasenta il ridicolo, a noi hanno affidato la riforma della giustizia, costo 50 milioni di euro.
“un fallimento – dice il senatore afgano Mohamad Awranq – di cui l’Italia si dovrebbe vergognare: cinque anni di lavoro e non abbiamo nemmeno il codice penale”.
Ritiriamo i nostri soldati e i nostri giuristi e al massimo spediamo Mastella.
Ritiriamoci subito, in futuro gli attentati non caleranno certo, semplicemente perchè la guerra è persa,
i talebani hanno maggiore consensi fra la popolazione locale rispetto agli alleati che bombardano i loro villaggi da 10 mila metri di quota.
La morte di un soldato è triste ma è nel corso delle cose
quelle 15 mila tombe di vittime civili sono il peso che dovrebbe schiacciare al suolo la nostra coscienza.