2008

15 May 2008: Remembering the Nakba, 60 years later يوم النكبة

Il 15 maggio sui cieli della Palestina occupata
si sono levati 21945mila palloncini neri,
ogni palloncino ha simboleggiato un giorno dei 60 anni di Nakba,
la catastrofe palestinese.
 
Contemporaneamente nasceva lo stato d’Israele,
e nasceva sulla base della violenza
sistematica e feroce, dell’espulsione della popolazione indigena,
della pulizia etnica: 750.000 Palestinesi venivano cacciati dalle
loro case e circa 400 villaggi venivano distrutti.
Una vera e propria pulizia etnica,
e questo lo dice Ilan Pappe, famoso storico israeliano.
 
Giovedì nel campo profughi di Aydah, Betlemme Occupata,
è stata issata la chiave del Al Alwada,
del ritorno.
A ricordare che più di 5 milioni e mezzo di profughi palestinesi nel mondo attendono di ritornare nella loro terra,
ritorno che gli è riconosciuto per diritto dalla risoluzione numero 194 dell’ONU.
 
Non potrà mai esserci pace fra Israele e Palestina se non verrà esaudito questo sacrosanto diritto.
Una parte dei profughi dovrà poter tornare in Palestina,
e a tutti gli altri Israele e la comunità internazionale dovranno garantire un equo risarcimento,
una terra, una casa e soprattutto quei diritti umani e civili che per 60 anni gli sono stati negati.
 
Nel settembre scorso nel campo profughi di Beddawi,
ho incontrato vecchi che tenevano fra le rugose mani,
ancora dopo sessant’anni,
quelle chiavi che aprivano case che ora non ci sono più.
 
Israele laggiù ha edificato e continua ad ampliare il suo impero di sopraffazione.
 
Non lasciamo che questa profonda ingiustizia si protragga ancora nel tempo.
 
Vik alias guerrilla radio
vittorio arrigoni in palestina
 
leggi anche:
-non chiedetemi di festeggiare la Nakba

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E’ arrivato il gioco dell’estate: il nazismo. (+mente locale mp3 e vignetta di Vauro sui ROM)

Alza le casse. Le voci urlanti sono autentiche:

 

 

Vauro l’ha anticipato, il gioco della prossima estate: Nazismo.

Non sorprendiamoci se da domani le stelle nere da appuntare al petto dei Rom,
verranno vendute come simpatici gadget insieme ai numeri de Il Giornale e della Padania.
Feltri magari ci proporrà in più una raccolta punti per aggiudicarsi una miniatura di Auschwiz,
o un forno a gas modello Mauthausen.
 
Rispondo ai vari commenti sui generis:
Chi se ne fotte se sostenendo la causa di Rom Rumeni o chi meno aggrada la pubblica opinione
non torneremo mai in parlamento,
esiliati dal governo vita natural durante,
preferisco la condizione di eterno panda a rischio di estinzione
che rischiare di svegliarmi una mattina e recatomi a specchiarmi in bagno, stropicciati gli occhi scoprire che nel mio letto ha dormito Adolf Hitler.
 
Vik  alias guerrilla radio.
 
leggi anche:
-Razzismo italiano.

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RAZZISMO ITALIANO: l’ignoranza che circonda i campi Rom come filo spinato

Il risultato delle ronde? Napoli, Bombe al campo Rom.
Gli “zingari” pare si siano tramutati nei capri espiatori di ogni male del nostro paese,
l’impoverimento generale, la percezione d’insicurezza.
Il clima di criminalizzazione e disumanizzazione verso Rom, Rumeni e stranieri in generale, messo in atto a scopo elettorale da parte di politici e media asserviti a quest’ultimi, ha dato come frutto il via libera a questi atti di folle imbarbarimento.
Scene da Pogrom nel mio paese, molotov che incendiano baracche con dentro bimbi, per poco non morivano arsi vivi.
 
Ma a Napoli non hanno altri contro i quali prendersela?
Contro la camorra che ha fatto centinaia di morti no?
Nel Paese della Mafia, della Camorra e della ’Ndrangheta, il primo nemico delle sicurezza non è il crimine organizzato, bensì la gente che prova a fuggire dalla povertà.

Attenzione, il clima di nazismo non riguarda però solo la città partenopea,
ma anche Novara, Genova  qualche ora fa a Milano.
 
Dall’antifascismo alle pulizie etniche,
Italia dove vai?
Ti guida un governo orribilmente fascista che fomenta,
in scia Veltroni e il suo vomitevole governo di ombrosa vergogna benedice.
 
Riposto a beneficio di chi ignora chi sono veramente gli “zingari”nel nostro Paese:

Negli anni ’80 era marocchino, negli anni ’90 albanese,
adesso è romeno,
l’uomo nero, il cattivo da issare sulla gogna mediatica che ha sostituito la gogna nella pubblica piazza.
 
Non è la cittadinanza che crea il delinquente,
ma l’humus di miseria e degrado violento che avvolge una baraccopoli.
Altrimenti con lo stesso metro io potrei affermare che a Erba i paesani la notte amano andare a sgozzare donne e bambini.
 
C’è molta ignoranza attorno ai Rom e al mondo romanò.
Innanzitutto i romeni non sono Rom, (che sono una minoranza etnico-linguistica con e usi e costumi a sè stanti)
anche se è vero che molti Rom in Italia hanno cittadinanza romena, altri sono macedoni, kosovari, serbi, in fuga dalla guerra in ex-Jugoslavia.
Ma la maggioranza dei gitani è nostra concittadina,
proprio così, il 70% dei Rom presenti nel nostro paese sono italiani.
 
Falso parlare di invasione di zingari,
la loro presenza si attesta intorno allo 0.2% della popolazione totale,
mentre in Europa sono ben il 2% (dodici milioni).
 
Le origini dei popoli rom e sinti sono antichissime, è dimostrato che provengano dal Nord dell’India,
e in Italia arrivarono all’inizio del 1400.
Con l’arrivo dei primi Rom in Italia vi sono le prime testimonianze di espulsione e di persecuzione, come decreti che concedevano l’impunità a chi “uccidesse gli Zingari” (un caso relativo a Massimiliano I nel 1500). La discriminazione ha oppresso i Rom in Italia per tutta la loro storia.
Questa continua persecuzione è stata la causa scatenante della loro indipendenza e l’essere inclini all’autoesclusione.
 
Per i nazisti i rom erano “ariani decaduti” meritevoli di uno sterminio totale. In questo scenario venne perpetrato il Porajmos: l’olocausto dei rom che costò la vita a circa cinquecentomila zingari sterminati dal fanatismo e dalla folle sete di conoscenza di numerosi pseudo-scienziati del terzo reich.
Proporzionatamente, l’olocausto Rom fu ben peggiore di quello ebreo,
in quanto la metà della loro popolazione di allora fu sterminata.
 
L’Europa però all’indomani della fine della seconda guerra mondiale pensò di “risarcire” ebrei e Rom in maniera differente,
agli ebrei fu concesso uno stato e armato un esercito,
ai Rom la croce rossa avrà donato qualche pannolino e carne in scatola.
 
I Rom  non hanno mai fatto la guerra ad altri popoli, non hanno mai avuto un esercito, Moni Ovada conferirebbe loro il premio nobel per la pace.
Andrebbero aiutati, i loro delinquenti come i nostri arrestati e incarcerati.
Le espulsioni sono inutili, mera propaganda politica,
le frontiere sono aperte, il romeno-rom espulso oggi domani può tornare
tranquillamente guidando da Bucarest a Milano senza mai togliere il passaporto dalla tasca.
 
Che cosa chiedono i Rom?
Lo status di minoranza etnico-linguistica. Con l’inserimento delle minoranze rom e sinte nell’articolo 1 della legge del 1999, anche queste minoranze avrebbero pari diritti e dignità. La loro lingua verrebbe tutelata e si potrebbe effettuare un effettivo monitoraggio di come i Rom e Sinti vengono presentati nei mezzi di comunicazione di massa.
Ci si adeguerebbe finalmente alla normativa europea che prevede questo riconoscimento e si potrebbe prevenire e contrastare in maniera più efficace la discriminazione e il razzismo.
 
Un loro sacrosanto diritto come sancito dall’articolo 6 della costituzione.
 
In definitiva lo Stato dovrebbe stanziare fondi,
investire soldi per l’integrazione (non assimilazione) e tutelare queste popolazioni.
Solo sconfitto l’humus, quel degrado violento in cui sono costretti a vivere,
i Rom sconfiggerebbero la violenza al loro interno.
 
Ma i governi di destra e di sinistra che si avvicendano negli anni preferiscono affrontare la questione
con la politica del caterpillar,
vale a dire la draga populista che rade al suolo i campi  e acchiappa i voti.
 
E in futuro cambierà poco,
per come la pensa sui Rom Walter Veltroni gli consigliamo di aggiungere al suo personalissimo Pantheon pure Adolf Hitler.
 
 il gagè Vik  
statistiche rom percentuali crimini zingari stupri
Ps.
il sito più gitano del web:
http://sucardrom.blogspot.com/

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Marco Travaglio contro Schifani e i mafiosi che vogliono assassinare Lirio Abbate

Secondo Lucariello degli Almamegretta,
così uccideranno Roberto Saviano:

“Saviano devi morire”   hanno minacciato delle scritte sui muri di Casal di Principe, unanime lo sdegno.

Coloro che scorrono questo blog sanno quale militanza antimafia scorre nelle nostre vene. E quanto della Gomorra di Saviano ci siamo nutriti per capire e forgiare le armi del nostra rabbia contro la criminalità organizzata.
 
Però ora vorrei sapere,
perchè Roberto Saviano erano tutti pronti a candidarlo,
dal Pd a An,
mentre Lirio Abbate nessuno se lo fila,
sebbene in comune a Saviano ha le minacce di morte,
e una vita blindata.
 
Forse perchè Abbate ha sempre mirato parecchio in alto,
non accontentandosi dei nomi dei mafiosi,
ma pure degli amici dei mafiosi e i loro protettori.  Abbate  scrive che non ha “bisogno di attendere una sentenza o la parola della Cassazione o un’inchiesta giudiziaria perché penso che, prima della responsabilità penale, sempre eventuale, ci sia una responsabilità sociale e politica accertabile. Se il deputato, il consigliere regionale, l’assessore, il primario, il professore universitario se ne vanno in giro con il mafioso è un fatto. Si conoscono, passeggiano sottobraccio, si baciano quando s’incontrano. È soltanto accuratezza non rinviare ai tempi di una sentenza quel racconto. È il mio lavoro dirlo ora, subito. Non sono una testa calda, non sono un estremista, sono un cronista e credo che il mio impegno sia stretto in poche parole: raccontare quel che posso documentare”.
 
L’altro giorno Marco Travaglio questo ha compiuto,
ha portato dinnanzi all’opinione pubblica il fatto che il pres. del senato Schifani ha avuto rapporti con persone poi condannate per mafia. Che Negli anni Ottanta è stato socio con Enrico La Loggia della società di brookeraggio assicurativo Siculabrokers assieme al futuro boss di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell’imprenditore Benny D’Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.  (vedi il video)
Penso sia importante conoscere questi fatti, proprio perchè come dice Abbate, “prima della responsabilità penale, sempre eventuale, sussiste una responsabilità sociale e politica accertabile.”
 
Proprio dal libro di Lirio Abbate e Peter Gomez, i Complici ,
Travaglio, oggi querelato da Schifani,
aveva estrapolato il racconto di quei fatti.
 
Ora,
è chiaro che accusare Travaglio è come accusare Abbate,
e a mio parere,
schierarsi a fianco di quei mafiosi che lo vogliono uccidere.
 
Mi sorprende che questi non abbiano dato a Totò Riina almeno un sottosegretariato.schifani mafioso
g.r.
 
ps. Scusate se stanotte ho un pò di nausea.
 
Vomito su Fazio, l’ignavo che si scusa, un servo più che un giornalista.
Fortuna che Enzo Biagi è altrove, non ha potuto assistere al suo indegno mea culpa,
si sarebbe sentito tradito.
 Vomito su Luciano Violante, che chiama “pettegolezzo” ciò che ha scritto un giornalista che la mafia vuole uccidere, ovvero Lirio Abbate, il cui frammento di libro è stato citato da Travaglio.
 Vomito sulla Finocchiaro, e pensare che una volta quasi mi piaceva,
fanno il governo ombra perchè si vergognano a mostrare alla luce del sole che in questo paese non esiste una opposizione.
 
Dopo aver vomitato, riprendo fiato e mi congratulo vivamente con L’Associazione nazionale dei familiari delle vittime della mafia, che si è così espressa: “La più sincera solidarietà a Marco Travaglio incoraggiandolo ad andare avanti nella propria attivita’ d’informazione”.   “Travaglio incarna l’espressione piu’ nobile del giornalismo libero da ogni servilismo nei confronti del potere politico. Inoltre, essendo membri della nostra associazione alcuni familiari di giornalisti uccisi dalla mafia e morti in nome della liberta’ di stampa, non possiamo tacere di fronte alle annunciate sanzioni, che corrispondono ad una vera e propria censura, da parte della televisione di Stato nei confronti di chi ha svolto in maniera impeccabile e corretta il proprio dovere di giornalista”.
 
Peppino avrebbe fatto lo stesso dalla sua radio AUT.

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In ricorrenza del 60° anniversario della Nakba, la catastrofe palestinese, e in concomitanza con la mobilitazione per il boicottaggio della fiera del libro di Torino: Free Palestine, Palestina Libera

“Tracce d’Esproprio Collettivo”: 

Circa la nostra adesione al boicottaggio della fiera del libro di Torino,
abbia già palesato in due post le ragioni delle nostre motiviazioni :
 
– Non chiedetemi di festeggiare la Nakba, la catastrofe palestinese.
e
-Giusto il boicottaggio della fiera.
 
Dopo che la terza carica dello stato ci ha definiti peggio degli assassini neofascisti di Verona,
mi attendo che la manifestazione di sabato sarà molto partecipata, colorata e rumorosa.
Spero inoltre di non assistere a roghi di bandiere,col vento che tira nel nostro paese quel fuoco ti si rivolta sempre indietro.
Ad uso e consumo di stampa e tv in visibilio pro-Israele.
 
La sera prima, ovvero venerdì 9,in ricorrenza del  60° anniversario della Nakba,
la “catastrofe” palestinese,
e in concomitanza con la mobilitazione per il boicottaggio della fiera del libro di Torino, sarò a Magenta per introdurre la presentazione dei cortometraggi degli amici di A-films, impegnati in una breve tournee in Italia:
 
Venerdì 9 Maggio ore 21. 00

c/o Puntorosso IDEAL MAGENTA

Viale Piemonte n. 10

Magenta

“Attivisti del collettivo anarchico a-films presentano  i loro cortometraggi sulla situazione del campo profughi palestinese di Naher Al-Bared (Nord del Libano), recentemente raso al suolo dall’esercito libanese”
 
Guerrilla Radio e A-Films ringraziano il brother Sub  e gli Insonni della ragione per aver organizzato l’evento.
 
Vittorio alias g.r

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Gianfranco Fini Fascista: gli assassini neonazisti di Verona? Peggio quelli che bruciano le bandiere d’Israele (c’ho un rigurgito antifascista, video)

Per quelli che…
il fascismo è morto e sepolto da decenni,
andate a vedere che succede nei boschi di Bolzano,
ditelo ai gay di Roma,
ai  parenti delle vittime della Fosse Ardetine,
ma soprattutto andate a dirlo agli amici e ai familiari del povero Nicola Tommasoli, R.I.P.
 
Il fascismo è vivo e vegeto,
e semina violenza e intolleranza dai municipi governati dalla Lega e An sin sù dagli scranni più alti del nostro parlamento.
 
Avete sentito cosa ha osato dire la terza carica dello Stato Gianfranco Fini?
 
– gli assassini neonazisti di Verona?
Sono «molto più gravi» le contestazioni della sinistra radicale contro la Fiera del libro di Torino.-
(dal corriere.it)
 
Dichiarazione gravissima,
fascistissima,
contestare è peggio che uccidere brutalmente per Fini.
 
Queste sono prove generali di un regime purissimo.
Con la sinistra fuori dal parlamento,
si criminalizzano le piazze in movimento,
anticamera di una repressione che si annuncia dura, durissima,
oggi con le parole, domani coi fatti.
 
Ci si indigna per due stupidi che bruciano una bandiera,
e si soprassiede su chi infame ammazza come un cane un ragazzo.
 
Fini,
Io, fiero contestatore della fiera di Torino,
sarei peggio di quelle merde di skinheads che probabilmente ti hanno pure votato?
 
A te, Gianfranco Fini, fascista appena uscito dalla lavatrice,
dedichiamo il pezzo in sottofondo.
 
ps.
L’ho notato solo io come Fini e in generale la destra parlino sempre e solo di naziskin e neonazisti?, non citando mai la parola fascismo o neofascisti?
Idem Alemanno oggi, visitando la Sinagoga, all’Altare della Patria e le Fosse Ardeatine ha così dichiarato:
”Nella destra italiana non c’è nessuno spazio per la difesa del totalitarismo”.
“Vogliamo che i giovani di Roma abbiano sempre memoria di quello che è accaduto in questa città quando era occupata dal totalitarismo.”
 
Totalitarismo? Se ti sente un partigiano ti domanda che caxxo stai dicendo,
In Italia si chiama Fascismo, costa così tanta fatica chiamare le cose per cosa sono?
 
Ps2,
Per quei veneti che si domandano come è potuto accadere,
ricordiamo chi  si è portato in comune il sindaco Tosi:
Andrea Miglioranzi, ex skinhead ora Fiamma Tricolore.
Quello che diceva: “Fascista? Per me è un termine molto caro”.
Proprio a lui, Tosi nel 2006 osò affidare la direzione dell’istituto veronese per la Storia della Resistenza,.
Scoppiato lo scandalo, non solo cittadino, Miglioranzi si fece da parte.
Giusto per citare un altro dettaglio, Miglioranzi, capogruppo in Comune della lista Tosi, è il primo in Italia ad essersi fatto tre mesi per istigazione all’odio razziale.
Gianfranco Fini saluto romano
guerrilla radio antifascista.

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Non chiedetemi di festeggiare la nakba, la catastrofe palestinese (risposta a Diego Ianiro e a Nazione Indiana)

Giorni addietro Diego Ianiro mi ha chiesto
un parere sulla sua lettera-appello pubblicata su Nazione Indiana.
Questa la mia risposta.
 
Vik
giusto boicottaggio fiera del libro di torino
 

 
1948 2008 nakba naqba image
Caro Diego,
chi ti scrive in Palestina ci ha lasciato una parte del cuore,
e pure un bel pezzo di fegato.
Perchè ci vuole coraggio, una sorta di cosciente incoscienza,
per schierarsi dinnanzi immobile, al terzo esercito più potente del mondo. Armati e animati solo dalla passione per quei quattro sconci ideali che sono l’unica bandiera in cui vorrei venire avvolto da morto, la mia unica patria.
 
Per il nostro attivismo nel campo dei diritti umani,
pacifista e non violento, io insieme agli amici di quell’angelo Rachel Corrie siamo stato omaggiati dai soldati israeliani di manganellate e gas lacrimogeni cancerogeni, proiettili rivestiti di gomma e proiettili investiti di missione omicida.
Qualcuno di noi non è tornato a casa, e mi riferisco a Tom, oltre che a Rachel.
Diversi altri a casa sono tornati parecchio conciati, come Brian, grazie ai gentili omaggi dei soldati israeliani.
Voglio dire che di sangue ne è stato versato, e mescolato insieme a quello palestinese nell’odierna carneficina denominata occupazione militare.
 
Durante i miei mesi di convivenza con le donne e con gli uomini della Palestina ho appreso più di una lezione su  cosa significa dignità umana, fratellanza, eroismo umile;  lezioni che da noi solo gli ultimi partigiani sopravvissuti potrebbero ancora tramandare, se ancora qualcuno avesse voglia di starli a sentire.
Ho continuato a tornare in Palestina finché Israele non ha deciso che ero divenuto un personaggio scomodo,
che con tutti i gravi crimini contro l’umanità di cui ero stato  testimone vigile
sarei  teoricamente “pericoloso” per il suo progetto sionista di occupazione, ed è per questo che  sono stato arrestato, torturato,
e ingiustamente processato a Tel Aviv.
Le cicatrici di quei drammatici avvenimenti sono ben più visibili nel mio animo,
di quelli che mi sono rimasti impressi sulla carne viva.
Ma sono NULLA rispetto alla quotidianità di dolore e disumana sofferenza che subiscono le donne e gli uomini della Palestina,
Nulla rispetto al dolore della madre di Tamer Abu Shaira, bambino di dieci anni ucciso martedì con un colpo alla testa.
Nulla rispetto al pena della madre di Said al-Aidi, di 2 anni morto lo stesso giorno per mancanza di farmaci in quella prigione a cielo aperto che è Gaza. 
Nulla rispetto al sofferenza delle madri dei 5 morti  e dei bambini seriamente feriti durante l’ultimo bombardamento a Rafah,
Niente rispetto al dolore delle madre di Tasbih al-Khayyat, studentessa rapita lunedì insieme ad altri 15 palestinesi,
e questo solo per rimare agli ultimi giorni.
 
Nulla rispetto al futuro dolore di quella madre quando scoprirà che proprio oggi un suo figlio si è offerto per il martirio,
il desiderio folle di divenire una bomba a due gambe, non avendo più alcuna speranza su cui camminare.
 
Vengo alla disamina dell’appello contenuto nella tua lettera Diego,
che ti dico già non posso decisamente accettare.
 
tu dici:
1- Accettando Israele come paese ospite
 
Credo che a questo punto sia chiaro a tutti che l’ospitata di Israele alla fiera del libro di Torino sia una celebrazione del sessantesimo anniversario della sua nascita.
E io ti rispondo che non ho potuto, non posso, non potrò mai festeggiare la nakba.
 
Non chiedetemi di festeggiare la catastrofe palestinese.
 
Ho ancora ben impresso, nella mente, quella notte di qualche anno fa a Tulkarem, era metà maggio.
Allarmati da colpi sordi, di esplosioni, ci siamo issati sul tetto dell’ospedale della mezza luna rossa che faceva allora da nostra base operativa. Con nostra vivida sorpresa di non si trattava di una battaglia in corso,
ma di fuochi artificiali.
Nella colonia israeliana di Sal’it, a pochi chilometri in linea d’aria, stavano festeggiando l’anniversario della nascita d’Israele.
Poco dopo, nella città palestinese si manifestò una incursione di mezzi militari israeliani, tank e jeep blindate, facendo calare il panico nella popolazione locale.
Sentimmo i primi spari, e poi distintamente, l’invito che i soldati facevano dai microfoni ai palestinesi, in arabo e in inglese:
 
“People of Tulkarem,  say happy birthday to Israel,
curfew! curfew! curfew!
 
(tr: gente di Tulkarem, augurate buon compleanno a Israele,
coprifuoco! coprifuoco! coprifuoco!)
 
Quasi immediatamente gli uomini di Tulkarem uscirono dalle loro case e temerari si riversarono nelle strade al grido di:
“Allah akbar! Allah akbar! Allah akbar!”
 
E noi dietro loro.
 
L’indomani, mestamente, amici arabi mi accompagnarono all’obitorio della città,
per vedere i corpi maciullati che i soldati si erano lasciati dietro i loro festeggiamenti.
Mi mostravano i cadaveri freschi di giornata con l’esortazione a prendere nota eppoi riferire, una volta tornato in Italia,
cosa che ho assunto come missione e sto svolgendo anche in questo preciso istante.
 
Non chiedetemi di festeggiare tutto questo.
 
Diego,
successivamente tu scrivi:
 
2- Motivando e proponendo “nel nome della letteratura”, come da appello, l’inclusione di tutte le voci e le penne nate, cresciute o residenti in Israele…
 
e poi ipotizzi un titolo provvisorio per il nuovo evento:
“Israele sessant’anni dopo: affinità/divergenze tra lo Stato Ebraico e noi [ebrei]”)
 
Come è possibile che tu ti sia scordato del milione di arabi-israeliani e quindi non ebrei che vivono a tutti gli effetti sebbene discriminati nello stato d’Israele?
Le loro vite nello stato d’Israele non hanno voce in capitolo?
 
Riguardo al titolo ti dico di più Diego,
io mi ritrovo nelle parole del Patriarca Latino di Gerusalemme, Michael Sabbah, quando invita Israele a rinunciare al suo carattere di Stato Ebraico, proprio perchè il 25% della sua popolazione non è ebreo.
 
Ma il punto più controverso del tuo appello, a mio modestissimo parere,
sta in quell’invito a “esclusivamente-  tutte le voci e le penne nate, cresciute o residenti in Israele.”
per un “dibattito/confronto sul tema della democrazia israeliana “.
 
Ciò significa escludere quei soggetti che di fatto sono le prime vittime dell’assenza di democrazia in Israele,
vale a dire gli arabi-israeliani e i palestinesi sotto occupazione.
 
Come se nel Sudafrica dell’apartheid venisse organizzato un dibattito sul razzismo senza invitare nessun rappresentante della comunità nera.
 
Discutere della democrazia di uno Stato che in questo preciso momento sta occupando e costantemente colonizzando  un altro popolo senza invitare una pari delegazione del popolo occupato non mi pare abbia molto senso.
 
Ti posso dimostrare con un semplice quesito che è indispensabile l’apporto dei palestinesi anche solo per riuscire a identificare Israele fisicamente, giuridicamente, e quindi democraticamente.
 
Cosa significa Israele?
Cosa è Israele?
Quali sono i suoi confini, e quali i suoi cittadini sopra cui esercitare la sua sovranità?
 
Per ogni estenuo promotore di pace,
che non può esistere senza giustizia e legalità,
Israele si configura in quello stato a partire dal  suo riconoscimento nelle leggi internazionali,
dalla comunità internazionale che lo inserisce entro i confini prima del  ’67.
Tutto il resto è Legalmente Giustizialmente e Pacificamente territorio palestinese.
E se qualcosa dovrà essere tolto, qualcos’altro dovrà essere aggiunto.
 
E chi sono gli israeliani?
e quali israeliani tu vorresti invitare?
 
Mal, mia cara amica che che sta ultimando il suo primo libro,
è puroperfettamente palestinese, ogni cellula del suo minuscolo e grazioso corpo e ogni molecole del suo spirito appartengono alla Palestina,
ma, essendo nata e cresciuta a Gerusalemme Est, secondo le autorità israeliane è cittadina d’Israele ( sebbene cittadina di serie z).
Tant’è che per viaggiare, quando glielo permettono, ha con sè un passaporto israeliano.
Lei rientra fra gli scrittori da invitare?
 
Come si denota,
invitare solo cittadini israeliani ebrei è troppo controverso,
e tendenzialmente favorevole alla politica attuale del governo israeliano,
che fa della unilateralità il suo piglio tirannico.
 
.
Come ho già scritto sul mio blog nei confronti della fiera del libro di Torino la mia scelta l’ho già fatta.
Quale formula più limpidamente pacifista e non violenta di dissenso,
per costringere Israele a mollare la sua morsa mortale che soffoca la Palestina,
se non il boicottaggio?
Nella mia esperienza di vita ho sempre cercato di sostenere la causa palestinese,questione morale del nostro tempo, nei modi e nei canoni consentiti dal mio pacifismo.
E per sapere ogni volta quale azione fosse la più giusta da intraprendere ho adottato un sistema semplicissimo.
Semplicemente, ho sempre chiesto a quei palestinesi che condividevano i miei ideali cosa fosse meglio fare per sostenere la loro lotta di resistenza.
E difatti il mio appoggio al boicottaggio della fiera di Torino è condizionato oltre che dall’Unione Generale degli Scrittori Palestinesi dalle parole del Primo Poeta palestinese Makhumd Darwish,
che un paio di anni fa ebbi la fortuna d’incontrare:
«Se mi invitassero a Torino rifiuterei». «L’edizione di quest’anno è ipocrita e mi dispiace, amo l’Italia. La nascita d’Israele per noi è la Nabka, la catastrofe. Non ho niente da dire ai suoi cantori».
 
In Palestina mi trovai a fare da scudo umano per proteggere i civili palestinesi,
perchè era questo quello che i palestinesi mi avevo chiesto di fare per aiutarli.
Non mi sono mai permesso di imporre ai palestinesi la mia soluzione per la loro sopravvivenza,
il mio è sempre stato un agire di supporto, di rispetto.
 
Da allora a oggi per me nulla è cambiato.

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Giusto il boicottaggio della fiera del libro di Torino (con un invito alla segnalazione)

“In Palestina sta avvenendo la nuova apartheid del nostro secolo”
(Nelson Mandela)
boycott israel boicottaggio israle
 

 
 
Mandela pronunciò anche quest’altra di frase:
“la Palestina è la questione morale del nostro tempo”.
 
In virtù del nostro passionale e compassionevole coinvolgimento a questa tragica questione,
comunichiamo tramite questo post il nostro pieno appoggio a chi sostiene il boicottaggio della fiera del libro di Torino.
 
Fiera che quest’anno avrebbe dovuto avere come ospite l’Egitto,
ma pressioni dell’ambasciata israeliana hanno convinto gli enti locali di Torino e del Piemonte a modificare il programma,
e a decidere di ospitare Israele per onorare il 60° anniversario della sua nascita.
Peccato che la festa d’Israele coincide con la nakba, la tragedia palestinese, quando quell’anno migliaia di palestinesi furono espulsi dai loro villaggi,  diversi uccisi, le loro donne stuprate dai coloni.
 
Da queste pagine e nelle mie esperienze di vita ho sempre cercato di sostenere la causa palestinese,
(questione morale del nostro tempo appunto)
e per sapere ogni volta quale azione fosse la più giusta da intraprendere ho adottato un sistema semplicissimo.
Semplicemente, ho sempre chiesto ai palestinesi cosa era meglio fare per sostenere la loro lotta di resistenza.
E difatti il mio appoggio al boicottaggio della fiera di Torino è condizionato oltre che dall’Unione Generale degli Scrittori Palestinesi dalle parole del  Poeta, massimo esponente della lirica palestinese Makhumd Darwish: «Se mi invitassero a Torino rifiuterei». «L’edizione di quest’anno è ipocrita e mi dispiace, amo l’Italia. La nascita d’Israele per noi è la Nabka, la catastrofe. Non ho niente da dire ai suoi cantori».
 
Molti le voci italiane di dissenso a questo boicottaggio,
alcune davvero fuoriluogo, come chi ciancia di antisemitismo ignorando che essere antisemiti e contemporaneamente stare dalla parte dei palestinesi è impossibile.(Le parole sono importanti).
A quelli invece che asseriscono che antisemitismo e  antisionismo sono sinonimi, rimando alla bella : “Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana” di Mauro Manno
 
Eccomi qui allora ancora a difendere le ragioni di un boicottaggio, dopo poco tempo dall’ultima volta, quando mi scontrai con un caro amico circa una mostra di arte moderna israeliana sempre a Torino (da quelle parti sono recidivi).
La storia insegna ma non ha alunni.
E Mandela e il Mahatma Gandhi sono al momento impossibilitati a concedere ripetizioni.
Ma c’è la storia specifica del SudAfrica a indicarci la strada per costringere Israele razzista e colonialista e giungere ad un compromesso.
Non boicottare allora quel regime di apartheid fu considerato un pò come esserne complici,
cosa cambia oggi?
 
Gli oppositori del boicottaggio argomentano che gli scrittori non sono responsabili delle politiche dei loro governi,
e in particolare Abraham Yehoshua, Amos Oz e David Grossman si sono spesso schierati contro  Tel Aviv.
A queste opposizioni vorrei ribattere ricordando che i “pacifisti” Yehoshua Oz e Grossman, erano a favore dell’ultima guerra in Libano, della “pulizia etnica contro i palestinesi del ’48” (come l’ha definita storico israeliano Ilan Pappe) e soprattutto sono da sempre contrari al ritorno dei profughi palestinesi, diritto sancito dalla comunità internazionale.
 
Come suggerisce il grande poeta israeliano  Aharon Shabtai (lui veramente dissidente dalle politiche del suo governo),
queste manifestazioni culturali sono solo “occasioni di propaganda, in cui Israele si mette in mostra come uno Stato con una cultura, dei poeti, ma nascondendo che in questo momento sta compiendo dei terribili crimini contro l’umanità”.
 
A riprova di questo in un articolo apparso nell’agosto scorso sul quotidiano israeliano Ha’aretz Dan Orian, un ex funzionario del ministero degli esteri israeliano, ha descritto la cooperazione tra governo e scrittori come basata su un mutuo interesse: questi ultimi «cercano la massima esposizione all’estero per il loro lavoro e il ministero vuole usarli, per mostrare la faccia attraente, sana d’Israele». 

 
Mi preme inoltre ricordare ,
che complici di quel boicottaggio internazionale e totale contro il Sudafrica segregazionista che portò attraverso negoziati alla democrazia a-razziale e alla sconfitta dell’apartheid  furono proprio i suoi più grandi scrittori (bianchi)  come Nadine Gordimer, Breyten Breytenbach, John Coetzee, André Brink che pagarono questa loro forte presa di posizione con l’esilio e con il carcere, oltre a vedere i loro libri banditi nel loro paese d’origine.
“Non che andassero in giro per le fiere letterarie all’estero su iniziativa del ministero della cultura di Pretoria per presentare la faccia buona – e perfino critica – del regime di apartheid. “
come ha scritto recentemente Maurizio Matteuzzi in un lodevole intervento su Il Manifesto.
 
Come stragrande maggioranza dei palestinesi, non credo che la miglior risposta all’occupazione israeliana siano gli attentati, i “kamikaze” e missili su Sderot.
Il boicottaggio è pacifista, non violento, la migliore risposta umanamente accettabile,
all’imbarbarimento di un conflitto che rende disumano ogni gesto.
 
Il boicottaggio può essere l’ultima speranza, e noi speriamo.
italian boycott israel
Riprendendo ancora le parole del poeta israeliano Aharon Shabtai:
“Io spero nell’aiuto degli europei, che i discendenti di Voltaire e Rousseau aiutino Israele, perché Israele non finirà l’occupazione fin quando l’Europa non gli dirà “basta”. Solo una pressione da parte dei paesi civili e democratici può cambiare la situazione e riportarci la felicità. La situazione attuale – in cui a dettar legge è l’esercito – non può essere cambiata dall’interno. Per i valori di cui è portatrice, l’Europa non può continuare a collaborare con Israele.”
 
Vittorio Arrigoni alias guerrilla radio
 
Qui di seguito, riporterò mano a mano la lista dei bloggers che sostengono il boicottaggio alla fiera del libro di Torino,
(ogni segnalazione è ben accetta)
blogger contro l’apartheid d’israele
 
-Arack
-Cloro
-Vichi
-Kelebek
-Marte
-Pistorius
-Terpix
-Korvo
-Mario
-Damiano
-ActhungBanditen
-Hajester
-James
-Cri
-Insonni
-Sub
-Ann
-Alex
-Cadmous
-Biagio

Giusto il boicottaggio della fiera del libro di Torino (con un invito alla segnalazione) Leggi l'articolo »

1 maggio 2008: le morti bianche sono omicidi bianchi (+ 12 dicembre di Pier Paolo Pasolini e il collettivo di Lotta Continua)

Le immagini in bianco e nero alla fine di questo video sono tratte da “12 Dicembre”,  documentario nato dalla collaborazione di Pier Paolo Pasolini e il collettivo di Lotta continua.
Correva il 1972 e l’affresco della realtà operaia di quegli anni mostra Carrara, dove si muore “inavvertitamente” schiacciati dai massi di marmo bianco sino alla Montecatini Edison, la Pirelli e la Fiat di Torino. Le facce degli operai in assemblea mostrano preoccupazione ma anche una lucida consapevolezza: non si muore solo di fumi nocivi ma anche di alienazione dopo otto ore passate a ripetere lo stesso movimento.
concerto primo maggio in diretta da roma rai tre
Cosa è cambiato dal ’72?
Poco o nulla a giudicare dalla strage in corso:
Dall’inizio dell’anno a oggi, 1 maggio 2008,
per lavoro, ci sono stati:
349 morti
349502 infortuni
8737 invalidi.
 
Una cosa in realtà si è modificata dagli anni 70 a oggi,
allora, quando si moriva sul lavoro, si parlava di “omicidi bianchi”,
e non di morti bianche, espressione odierna profondamente ideologica, e pertanto da demolire. 
Essendo le morti bianche, tradizionalmente, le morti in culla di neonati, per le quali nessuno era responsabile, tragiche fatalità. Laddove invece la responsabilità, nel caso delle morti da lavoro, c’è sempre, ed è individuabile.
(Ragion per cui da oggi chiamiamo queste morti col loro vero nome, omicidi bianchi.)
Di Queste responsabilità, dei motivi di queste morti dobbiamo tutti divenire consapevoli, come ci sollecita Marco Rovelli nel suo ultimo libro “Lavorare Uccide”:
 
“…consapevoli del fatto che le morti sul lavoro sono sempre “sovradeterminate” da cause interne al modello di sviluppo del nostro paese: la frammentazione del processo produttivo e dell’organizzazione del lavoro, la catena infinita di appalti e subappalti, la condizione precaria dei lavoratori e la loro conseguente ricattabilità, l’abbassamento del costo del lavoro, la preminenza abnorme della cosiddetta “microimpresa” nel tessuto produttivo italiano. “
 
” Bisogna non stancarsi di parlare di morti sul lavoro, e non come vuota ritualità, come enumerazione di tragiche fatalità: questo, quanto ai mass media, significa mantenere alta l’attenzione sulla vicenda, impegnarsi a dar conto come vanno avanti i procedimenti giudiziari. Non dimenticarsi delle morti il giorno dopo, lasciando nel vago ogni responsabilità. Fare di ogni morte sul lavoro quel che, per una serie forse casuale di eventi, il sistema mediatico ha fatto (e in alcuni casi ha dovuto fare) per la ThyssenKrupp.”
 
C’è una cosa fortemente di sinistra
che ci ha lasciato in eredità lo sventurato governo Prodi,
e dobbiamo rendergliene onore,
il testo unico sulla sicurezza nei posti di Lavoro, che entra in vigore oggi, primo maggio 2008.
Un nuovo Decreto che pone la legislazione italiana all’avanguardia in Europa e contribuirà alla riduzione degli infortuni obbligando le aziende a quella responsabilizzazione che oggi evadono.
 
Bene,ora, io vorrei che tutti gli operai che hanno votato centrodestra,
sapessero che così com’è questo testo una volta applicato salverà delle vite umane,
a meno che non venga modificato, come ha dichiarato di voler fare, il senatore Maurizio Sacconi  del governo dell’Imprenditore e Industriale Silvio Berlusconi.
Questi qua non hanno problemi a sporcarsi le mani del rosso sangue degli omicidi bianchi, l’hanno sempre fatto.
 
Buon primo maggio combattivo.
 
guerrilla radio
concerto 1 maggio online
vedi un frammento di “12 dicembre”

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Gianni Alemanno nuovo sindaco di Roma.I fascisti romani ringraziano in coro Rutelli e Veltroni

Gianni Alemanno nuovo sindaco di Roma.I fascisti romani ringraziano in coro Rutelli e Veltroni
28/04/2008
 

I nuovi figli della Lupa:

 

“questa è la storia di un piccolo fascista che ammazzò quel bastardo comunista”

Gianni Alemanno: 53,7% 
Francesco Rutelli: 46,3%
veltroni piange
 
Valeva davvero la pena di candidare
er marchettaro del Vaticano?
 
Dai primi riscontri sui flussi elettorali pare che gli elettori della Sinistra radicale non si siano mossi in massa per andare a votare Rutelli e Veltroni,
per coloro che li hanno defenestrati dal parlamento.
 
Che altro dire?
Walter Santo Subito!
 
 
ps.
se qualcuno non ha ancora prenotato per il mare questa estate,
consigliamo vivamente Massa, andate a Massa!
 
ps.2 Se Roma piange Vicenza se la ride,
ci uniamo idealmente ai brindisi che si levano fra gli amici del No Dal Molin,
“Se sarò sindaco promuoverò in consiglio comunale una delibera di segno opposto a quella che ha dato il via libera al progetto”.
speriamo…
foto alemanno saluto romano video cantano duce duce
 
ps.3
remember:

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Video Shock: Waterbording, campagna di amnesty international contro la tortura (Riad Hamad R.I.P)

Negli Usa mentre il boia ha ripreso tranquillamente il suo mestiere,
sapete quale discussione è stata centrale nella campagna elettorale per le primarie?
 
Se il Waterbording sia o no  da considerarsi una tortura,
e più in generale se sia lecito o no torturare i prigionieri “sospetti” di terrorismo.
 
Cos’è il waterboarding?
Il «waterboarding» (o annegamento simulato) è una tortura  utilizzata negli interrogatori contro i presunti terroristi di Al Qaeda.
 
L’acqua che scende dall’alto è limpida. Un fiotto compatto. Inesorabile. Entra nella gola, stimola la faringe e il prigioniero ha la netta sensazione di annegare. A questo punto, non gli resta che implorare pietà. «Il terrore di morire – spiegano gli esperti – porta quasi immediatamente a chiedere che il trattamento abbia termine»
 
George Bush ha dichiarato non solo di sapere di queste torture,
ma persino di appoggiarle convintamente.
E i candidati alla sua successione che dicono?
Durante le primarie dei repubblicani nessuna sorpresa, anche se è orripilante, che tre favoriti alla nomination repubblicana (Giuliani, l’ex governatore del Massachusetts Mitt Romney e l’ex senatore e attore – non a caso nella serie Law and Order – Fred Thompson), si siano dichiarati favorevoli, a volte entusiasti degli «interrogatori estremi»
Il candidato alla fine uscito vincente, John McCain è invece (moderatamente) contro il waterboarding e per la chiusura di Guantanamo.
Sapete perchè?
McCain, un falco rapace in generale, ma contrario alla tortura, è l’unico del branco ad averla subìta di persona quando era prigioniero di guerra in Vietnam.
 
E fra i democratici?
La senatrice di New York Hillary Clinton, (vergognati) dopo essersi dichiarata contraria alla tortura, ha aggiunto: «Nel caso dovessimo interrogare un detenuto al corrente di un attacco imminente a milioni di americani, allora la decisione di derogare dai criteri internazionali deve essere presa dal presidente. E il presidente dovrebbe risponderne» (ancora una volta è McCain a stonare nel coro: «Il waterboarding è tortura, punto»).
 
Obama dice: “Nessun governo dovrebbe permettere il ricorso alla tortura, incluse le cosiddette tecniche di interrogatori rafforzate, come il ‘waterboarding, le temperature estreme, gli schiaffi in testa”.
Anche per questo sarà improbabile vederlo come prossimo presidente degli Stati Uniti d’America.
 
Mentre questi si occupano di esportare la loro personalissima democrazia all’estero, noi dobbiamo ringraziare Dio che ci ha concesso di vivere nel Paese che ha dato i natali a Cesare Beccaria, 
il quale già tre secoli fa aveva le idee chiare su pena di morte e tortura.
 
guerrilla radio
 
Il sito della campagna Unsubscribe
 
————-
ps.
Riad Hamad, ci ha lasciato. R.I.P.
Non l’ho mai conosciuto personalmente ma gli sono grato per tutto il suo lavoro in favore di un progetto umanitario che stiamo organizzando per Gaza.
Gli sono grato per tutto il lavoro fatto per lenire la sofferenza in Palestina.
 
Riad forse si è suicidato,
travolto dall’insopportabile oppressione di uno stato che si dice democratico e poi si fa tiranno verso i suoi cittadini anticonformisti,
e magari coi tratti somatici non caucasici.
 
Ma più probabilmente, Riad è stato suicidato.
 
La FBI gli stava addosso pedinandolo, monitorando i suoi amici e la sua famiglia, violando la sua privacy e i suoi diritti civili.
Qui sotto potete leggere una sua mail spedita qualche anno fa al generale John Ashcroft, redattore di quella legge (patriot act) che prevede la legalizzazione della violazione dei diritti umani verso gli stranieri, o i “sospetti”.
Leggetela e vi farete una idea di chi era Riad,
R.I.P.
 
il suo sito:
http://www.pcwf.org/
 
Harvest peace, Riad.

SHUKRAN for your work and support
Salamat
 
 
Fri, 30 Jul 2004 20:23:28 -0700 (PDT)
To Attorney General John Ashcroft
Ref: Harassment of my children, monitoring my friends and family, intrusion on my privacy and civil rights.
 
Mr. Attorney General John Ashcroft,

My neighbor came up to me few weeks ago and informed me that an agent from the Federal Bureau of Investigation called him again regarding some information about my activities and other personal matters.  Mr. Frank R. specifically told me that the agent inquired about the kind of car that I drive since your agents cannot find any records of car ownership for me in Travis county or the state Texas.  I was surprised to hear that from him since not even my closest friends know that I do not own a car or any property, fixed or mobile in the state of Texas or the United States.  It was my choice at the age of forty to give up all material things and devote my life to something meaningful besides racking up dollars in my bank account.  For your information I do not own a car, a house, a yacht and my bank accounts have less than one hundred dollars in them.  Your agents should know the car that I drive, since it has more than 20 bumper stickers in support of the people of Palestine, against the occupation of Palestine, against the war in Iraq and one that states ” A village in Texas is missing its idiot,” and I think he now lives on 1600 Pennsylvania Avenue in Washington, D.C. 

If you can not identify the car and for your convenience, I have written  “I am an Arab, Ana Arabi” in large characters (In Arabic and English) on the rear window even a visually impaired person can see, unless they are blind in the mind and the heart like you and the rest of the administration that your represent are.  I keep 300 dollars out of my paycheck, fifty percent of the rest goes to my two children for their college education and the other fifty percent goes to families and children that I sponsor in Palestine.  Now, you know that piece. Anything else you want to know? Oh yes, I forgot, my personal attire.

I own five shirts. One light pink shirt that I have had for over three years.  I use it often to show my feminine side because I know how much you and the rest of this administration hate gays. One dark pink shirt that I have had for over three years.  One blue George W. dumb-ass look style shirt with a hole under the armpit.  One puke green shirt ala Tom Ridge’s face with a stained collar.  A chicken poop yellow shirt, ala Ashcroft’s face to wear to work on sunny days.  Also, I have six pairs of socks, all with holes in them so that would not allow me to take off my shoes at doctor’s offices or during romantic encounters.  Imagine. The socks go under two pair of shoes that share much with you in character and substance.  They are both old and worn out and have no soles just like you have no soul.   Five sets of underwear made in China since this administration “outsourced” so many jobs to China because the schools in the United States graduate only football players, baseball players, cheerleaders, dancers and cash register operates or McDonalad’s and Randall’s (A regional grocery store chain in the Southwest). All undergarments have holes in them set to let gas out when I see on television the images of Bush, yourself, Ridge, Rumsfeld or any of the other geniuses that God has blessed this country with to take it down into moral and financial bankruptcy. 

Other personal belongings include a large Palestinian flag, a large Iraqi flag, a small Palestinian flag to hang from left side back window of the car that I drive and do not own.  A small Iraqi flag to hang from the right back window of the car that I drive and do not own.  A membership card in the Law Library of the State of Texas.  A membership card in the Public Library in Austin, Texas.  A membership card in the University of Texas System libraries.  Five pieces of paper indicating that I have completed the requirements for seven college degrees.  A piece of paper indicating that I have completed a proficiency test in the Japanese language at a college level.  49,598 deception dollars to distribute to my friends, colleagues, passers by at events against the war in Iraq or in support of the people of Palestine and to expose your lies about who is to blame for the September 11th, 2001 events.

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25 aprile 2008, i partigiani, i loro ideali camminano ancora sulle nostre gambe e parlano con le nostre voci

Che il sangue dei nostri nonni non sia mai scorso invano.
Vogliono riscrivere la storia?
Dovranno usare come inchiostro
il sangue dei partigiani che ancora scorre nelle nostre vene.
Dovranno prima rimetterci al muro,
o venire a cercarci lassù in montagna,
dove fa ombra quel bel fior.
 
E verranno fuori dalle tombe i partigiani morti ammazzati.
I loro ideali cammineranno sulle nostre gambe.
 
Vik alias guerrillaradio.
 
ps.
fanculo al sindaco di Alghero Marco Tedde,
Bella Ciao la si è cantata lo stesso.
 
————————————————-
 
il contributo al 25 aprile del blog fratellastro incestuoso di guerrillaradio:
 

” E voi, imparate che occorre vedere e non guardare in aria; occorre agire e non parlare. Questo mostro stava, una volta, per governare il mondo!
I popoli lo spensero, ma ora non cantiamo vittoria troppo presto:
il grembo da cui nacque è ancor fecondo. “

(Bertold Brecht)

25 aprile 2008, i partigiani, i loro ideali camminano ancora sulle nostre gambe e parlano con le nostre voci Leggi l'articolo »

25 aprile 2008, ovvero L-DAY, Liberation Day (contro i fascismi di Gustavo Selva, Letizia Moratti, Marco Tedde, e i rigurgiti di questa destra revisionista)

Non andrò domani a Torino.
Mi spiace per Beppe Grillo ma il 25 aprile per me sarà sempre un L-Day,
prima ancora che un V-Day,
L-Day, Liberation Day.
 
Specie oggi che la destra più rozza,
razzista e becera d’Europa è tornato al governo del nostro Paese,
e propone di abolirlo il 25 aprile (Gustavo Selva, PDL),
lo boicotta (Letizia Moratti)
e addirittura con un sindaco di Forza Italia, tale Marco Tedde,
ad Alghero vieta l’esecuzione di “Bella ciao” dalle canzoni previste per le celebrazioni di domani.
 
Andrò a onorare gli ultimi partigiani sopravissuti e il ricordo della Resistenza a Milano,
e solo dopo cercherò un banchetto dei “Grillini” per sottoscrivere le 3 proposte di referendum,
che sommariamente condivido. (abolizione dell’ordine dei giornalisti, abolizione dei finanziamenti pubblici di un miliardo di euro all’anno all’editoria, abolizione della legge Gasparri e del duopolio Partiti-Mediaset.)
 
Sarà un 25 aprile schiumante di rabbia,
di patriottico orgoglio in difesa di quegli ideali fondanti la nostra costituzione e democrazia.
 
Non c’è niente da ridere se i primi difensori di quei valori partigiani
non hanno rappresentanza politica in parlamento,
e una parte di responsabilità ce l’hanno anche coloro hanno invitato all’astensionismo,
come Beppe Grillo. (Chi pensava che l’esercito dei suoi estimatori fosse politicamente trasversale si sbagliava di grosso, giacché a destra non si è astenuto proprio nessuno)
 
Un invito di Beppe Grillo all’astensionismo per me, incomprensibile.
Andate a rileggere il  programma della sinistra arcobaleno,
e ditemi se molti paragrafi non coincidono con la battaglie portate avanti da Beppe Grillo.
Di quale colore erano se non arcobaleno le giunte che si sono battute maggiormente contro la privatizzazione dell’acqua?
E quali oggi sono contro il nucleare e a favore delle fonti di energia alternative?
Non era lo stesso Beppe Grillo a difendere Pecoraro Scanio sulla questione monnezza?
Soprattutto,
qualcuno può spiegarmi perchè Rita Borsellino andava bene quando si candidava per le regionali nel 2006 e non più quando si è candidata alle politiche?
 
Continuerò a sostenere e promuovere le iniziative di Beppe Grillo, che continuo a stimare,
a cui va riconosciuto l’enorme merito di aver risvegliato coscienza civile e politica (e antipolitica) in migliaia di persone che erano poco avvezze a politica e senso di giustizia.
Le proposte di legge popolari inoltre sono quanto di meglio auspicabile in Italia per scavalcare una casta sempre più arroccata in difesa dei suoi privilegi.
Mi auguro solo che la scelta delle date per i futuri eventi saranno più felici (oltre che le scelte elettorali…)
dato che giornate come domani devono rimane principalmente dedicate alla difesa della memoria storica,
con una destra sempre più revisionista, che minaccia di voler riscrivere la storia.
 
Auguro a tutti voi un 25 aprile che non sia solo commemorazione rituale,
ma incentivo ad adottare il carattere della Resistenza nella pratica di tutti i nostri giorni,
che il sangue dei nostri nonni non sia mai scorso invano.
 
Vik alias guerrilla radio

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Eli questo mondo va cambiato
.

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Animali in via di estinzione si preparano a riconquistare l’habitat appena perso

Devo ammetterlo,
in questi giorni girando con la mia kefiah da lavoro,
mi sono sentito un pò come un panda,
tanto che ora in questa stanza,
non mi sorprenderei se trovassi nascosto nell’armadio o sotto il letto,
uno studioso occhialuto che spia le mie abitudini,
cercando la ragione del rischio estinzione della nostra specie.
 
E chi dobbiamo ringraziare per questo nuovo osceno scenario politico?
 
Tempo fa Veltroni, espresse l’intenzione di voler far luce sulla morte di Pasolini, in modo che si scoprissero i reali esecutori e i mandanti del suo omicidio.
Io non so con precisione chi sono stati gli assassini di Pasolini,
ma per l’omicidio della sinistra italiana tutti gli indizi conducono al leader del PD,
che non ha davvero alibi.
 
La decisione di correre da solo si è rivelata assolutamente fallimentare per Veltroni, anche se un motivo di lietezza si respirava dalle parti del loft del PD dopo l’esito delle elezioni,
dove anche Mussollini falli negli anni 20,
Walter è riuscito,
far fuori socialisti e comunisti dal parlamento.
 
Già precedentemente il traghettamento del pd verso la destra e il centro, con candidature scandalo  come i falchi di confindustria Calearo, Colaninno e Ichino (sorvolando sui generali guerrafondai  e omofobi e i lecchini razzisti del vaticano)
avevano completamente assorbito quel poco di sinistra residua dei ds,
eppure, martellando sulla necessita del voto utile,
Veltroni è riuscito a calamitare su di sè almeno un terzo dei voti volatilizzati della Sinistra Arcobaleno.
 
Mi viene da sorridere tutte le volte che sento persone dichiararsi di  “sinistra”  e contemporaneamente elettori del PD.
Ma come, non hanno mai sentito Marini o l’ex ministro Fioroni dichiarare apertamente che il partito si deve ispirare alla democrazia cristiana? Non hanno mai dato un’occhiatina dove è schierato il PD in Europa ?
Sono fuori dal gruppo socialista , quindi fuori dall’emisfero della sinistra.
Gli stessi colonnelli dell’ex-margherita premono affinché Veltroni li iscriva fra i popolari,
lo stesso eurogruppo di Fini e Berlusconi per intenderci…
 
Se Veltroni è il mandate e l’esecutore principe dell’omicidio della sinistra italiana, certo nello specifico dell’agonia della SA come complici ha trovato i suoi leaders inetti,
che hanno perso il contatto con l’uomo qualunque, con i movimenti soprattutto, preferendo recarsi  a “porta a porta”,
piuttosto che piazza a piazza.
 
Indimenticabile Bertinotti che difende a spada tratta Giuliano Ferrara bersaglio di prodotti ortofruttiferi, mica proiettili, (ah, unica nota lieta di questa elezione, Giulianone ha preso più pomodori che voti)
Mussi che si schiera con Papa Nazi contro le  legittime contestazioni dei docenti della Sapienza, ed entrambi contro chi invita al boicottaggio della fiera del libro di Torino,
come se questa fosse una battaglia violenta e non una resistenza non violenta.
 
Patetica la scelta dei candidati e del leader per queste elezioni,
con metodi più da forza italia,
che da sinistra partecipativa.
 
Soprattutto, per quanto mi riguarda,
imperdonabile Bertinotti che nella passata legislatura ha deciso di sedersi sul lussuoso scranno da presidente della Camera piuttosto che scendere nell’arena politica per combattere per i nostri diritti,
una volta tanto che si governava e si poteva portare a casa qualcosa ,
la prossima volta che succederà avremmo i capelli bianchi, chi avrà ancora i capelli.
 
Su cosa devono fare loro,
Paul Ginsborg  propone una soluzione, la migliore a mio avviso.
 
Su cosa dobbiamo fare noi,
credo si possa sintetizzare con la parola opposizione, intellettuale e sentimentale,
laddove sentimenti e idee che partono dal basso possono circolare ancora liberamente,
come i movimenti, internet e le piazze,
e per queste ultime dovremo essere pronti ad una repressione durissima
come si evince dalle ultime dichiarazioni di Cossiga.
 
Sebbene sconsolato come tanti di voi, di noi,
io non voglio ancora credere che l’Italia sia svoltata d’improvviso verso il partito più xenofobo e populista d’Europa,
considero l’exploit della lega soprattutto un voto di protesta,
ma questo lo scopriremo presto.
 
Intanto noi continuiamo a riconoscerci per strada e a tenderci una mano,
solo con il reciproco sostegno riusciremo a  fuoriuscire da questa gabbia di desolazione in cui siamo caduti,
non siamo soli,
impariamo dagli animali a noi più simili:

 

ps.Perchè durante tutta la campagna  elettorale Walter ha evitato di dire il nome del suo avversario???
 
g.r.

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Dalla sinistra arcobaleno sconfitta la rivincita di una sinistra tempesta più combattiva

Hermanos, coraggio,
fuoriusciamo dall’agone della depressione,
con le ossa rotte come dopo un battibecco con Tyson,
ma nello spirito non ancora completamente vinti.
 
Del resto riconosciamolo non eravamo troppo in forma,
e schivare fendenti che arrivano dal centro e dalla destra
in maniche di kashmir e con lo stesso sigarazzo in bocca  da 15 anni non è certo agevole.
 
E’ giunto il momento di rimettersi in forma,
rassodare i muscoli,
scendere in strada per allenarsi con l’uomo qualunque,
piuttosto che accordare sofismi coi liutai dei palazzi del potere.
 
Essere di meno richiede di essere più massicci,
scattanti, schivare, incassare e restituire.
Più i razzismi e i pregiudizi si fanno numerosi,
più noi dobbiamo saperci fare trovare combattivi.
 
Anche se la nostra tribù è a rischio di sparizione,
duole ammetterlo.
 
Siamo una specie in via di estinzione, 
ma certo non ci faremo rinchiudere nelle riserve vero?
Ne tanto meno attenderemo lassisti la venuta dello sciacallo padano a cacciarci,
combatteremo come abbiamo sempre fatto,
da domani con ancor più grinta,
con la consapevolezza di essere gli unici tenutari del dna della nostra specie,
la pace, la solidarietà, la giustizia sociale, quell’ antifascismo più ampliamente inteso come lotta contro forma di pregiudizio, discriminazione.
 
Siamo una specie in via di estinzione, dicevo,
proliferiamo difficilmente perchè l’Italia è ormai ridotta a terreno fertile per i particolarismi,
i localismi, gli egoismi che aspirano tutti  all’imitazione di un uomo solo che appare dai suoi schermi tv bello come un dio greco e generoso come un santo moderno.
Ma che in realtà, ripassato lo schermo con uno strofinaccio netto,
è solo un brutto nano avaro e malvagio come uno gnomo mefisto.
 
 
Non gettiamo la spugna prima di aver sentito il rintocco dell’ultimo round,
l’incontro finale si combatte fuori dai ring ufficiali.
 
Non abbiamo una adeguata rappresentanza nell’arena politica, è vero,
ma non è che quella appena spazzata via ci calzasse a pennello,
ora siamo orfani,
quindi più cattivi, temibili.
 
Ci riconosceremo per strada anche più facilmente, credo,
saremmo infatti gli ultimi di questa disgraziata Italietta a camminare danzando 
piuttosto che eseguendo una cadenza militare.
contro quei fascisti della lega
 
“Fluttuare come una farfalla, pungere come un’ape”
(M. A.)
 
Vittorio alias guerrilla radio

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Il vincitore morale delle elezioni del 2008: La morte de….

“Cher freres,
hanno vinto le elezioni i fascisti leghisti,
mi vergogno del mio paese,
mi dispiace.
 
votre Vik”
 
(sms agli amici senegalesi, ore 19.35)
hanno vinto i mafiosi e i fascisti e i razzisti
 
I was wondering how all of you felt. And now I know! I feel the same way about Sarkozy, the little putz. Greta
 
(short mail dalla Francia, ore 21.45)
 
 
“Mi dispiace anche io per le elecioni però
Allah Akbar”
 
(sms by Baba, ore 15.05)
 
 
“Allah Akbar ma
Berlusconi Mafioso!
 
salama”
 
(Sms di riposta a Baba, ore 15.19)

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Silvio Berlusconi ha vinto le elezioni 2008. (la nuova credibilità italiana all’estero: berlusconi buffone, berlusconi ossessionato,berlusconi mafioso, berlusconi fascista, berlusconi comico, berlusconi deprimente, berlusconi come mussolini, ecc.)

A poche ore dal voto rifletto sulla campagna elettorale appena trascorsa, che ho seguito parecchio distratto, non trovando alcunchè di allettante nell’osservare Silvio Berlusconi muoversi da padrone nei suoi salotti televisivi servito dai suoi principali maggiordomi. Il primo, l’insetto viscido di rai uno, che ha in Berlusconi il suo editore per un contratto milionario, il secondo, su canale 5 che l’ha come vero e proprio datore di lavoro. Riflettete con me, ieri durante “l’intervista” di Mentana a Veltroni si è registrato un altissimo audience, quandunque  è scattata la pubblicità. In quel preciso istante, la popolarità di Veltroni stava riempiendo di bei soldoni la tasche  del suo rivale. Le cose sono due, o Berlusconi è geniale o il nostro paese è popolato da una manica di coglioni.

E a sfogliare i giornali stranieri è facile farsi un opinione:

The Economist, 10 aprile 2008: “Il ritorno del buffone”.

“I maggiori rischi per Silvio Berlusconi arrivano da se stesso. Per dieci settimane di campagna elettorale, il magnate italiano è riuscito a tenere per sè le battute di spirito”:

Berlusconi “è stato sobrio e sembra probabile che diventi Primo Ministro per la terza volta in 14 anni”: fino a qualche giorno fa Berlusconi si era limitato a “battute stupide o sessiste che non potevano danneggiarlo” ma martedì “un lato più sinistro è emerso quando Berlusconi ha dichiarato che i magistrati dovrebbero fare dei controlli sulla sanità mentale”.

Leggi l’articolo in orginale da “The Economist”

rilultati elettorali regione per regione alle ore 15 16 18 19 20 21

Le Monde, 10 Aprile 2008

“Quello relativo ai magistrati non era mai stato aperto durante la campagna elettorale ed è ritornato alla ribalta martedì, il giorno precedente se l’era presa con i comunisti di sempre, sua altra ossessione che si credeva guarita”.

affluenza urne alle ore percentuale votanti provincia

The Times, 9 Aprile 2008 : “Silvio Berlusconi vuole riabilitare nei libri di storia gli uomini di destra collegati alla Mafia”

Tra “gli eroi dimenticati della destra” ricorda il quotidiano inglese quotando Marcello Dell’Utri vi sarebbe anche “Vittorio Mangano, stalliere di Berlusconi, che è stato condannato per un omicidio di mafia e morì di cancro in prigione nel 2000. L’accusa sostenne che Mangano aveva agito come ponte tra Cosa Nostra in Sicilia e le attività malavitose nell’Italia settentrionale”.

The Times non perde l’occasione per ricordare come anche Dell’Utri “sia stato condannato in primo grado per le sue connessioni con la Mafia ma abbia presentato appello contro la sentenza a nove anni di reclusione. Continua ad essere un senatore, gestisce il network dei club di Forza Italia ed è uno dei consiglieri più vicini a Berlusconi”.

leggi l’articolo originale da “The Times”

prima dichiarazione vittoria berlusconi

DailY Telegraph, 8 aprile 2008: “Berlusconi pronto per un altro comico turno al potere”

“Gli stranieri trovano difficile da comprendere il successo di Berlusconi ma (in Italia) è amato per due ragioni” è la conclusione alla quale giunge Malcolm Moore, corrispondente in Italia per il quotidiano inglese Daily Telegraph.

“Innanzitutto è un infaticabile showman, non riesce a resistere alla battuta di spirito”: il giornalista inglese fa alcuni esempi e si domanda “riuscite ad immaginare un altro leader europeo comportarsi nello stesso modo?”.

“Il suo secondo talento è la capacità di fare promesse sull’orlo della credibilità. Decenni alla guida del maggiore network televisivo italiano gli hanno insegnato a vendere sogni”.

berlusconi vince le elezioni

Financial Times, 8 Aprile 2008: “Deprimente la prospettiva di un nuovo governo Berlusconi”

 “L’Italia ha bisongo di riforme, e la prospettiva di un nuovo inefficace governo guidato da Silvio Berlusconi e composto dalla stessa casta di politici che continuano a ritardare le sfide che il paese non può più evitare è profondamente deprimente”.

Leggi l’articolo originale dal “Financial Times”

 

Washington Post, 6 aprile 2008: Berlusconi come Mussolini?

“‘Il passato non è morto’ scrisse Faulkner. ‘Non è neanche passato’. Non stava parlando dell’Italia ma mentre l’Italia si avvicina alle elezioni per il sessantaduesimo governo dalla Seconda Guerra Mondiale, potrebbe averlo fatto. L’ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, l’uomo più ricco del paese e il primo ministro rimasto in carica più a lungo dalla caduta del dittatore fascista Bemito Mussolini è ancora in lizza”.

“Berlusconi aveva solo 8 anni quando i partigiani appesero il Duce in Piazza Loreto, ma dal tono del dibattito viene da pensare che Mussolini fosse stato un suo camerata. Almeno in spirito”.

Leggi l’articolo originale dal “Washington Post”

reazione risultati veltronie ancora, impietosamente:

The Wall Street Journal, 4 aprile 2008: Air Silvio

“E’ difficile per un politico far esplodere una crisi seria prima di aver ricevuto il mandato ma è ciò che Silvio Berlusconi è riuscito a fare con Alitalia”.

Leggi l’articolo originale da “The Wall Street Journal”

“Financial Times”, 17 marzo 2008:”Berlusconi, un sinistro clown”

“The Observer”: 16 marzo 2008: “il re delle gaffe incanta di nuovo l’Italia”

r(Tutto materiale estrapolato a piene mani dall’ottimo blog Visti da lontano, andate a visitare.)

In pratica, da settimana prossima, se vi capita di viaggiare all’estero, dite di essere svizzeri…

ps. Dato che Guerrilla radio è parecchio influenzato, (forse perchè sta sviluppando gli anticorpi per il virus che da lunedì ammalerà l’Italia) che qualcuno rolli per me un bel joint stordente ben oltre la modica quantità prevista da Giovanardi, (ma neanche la mastodinca inalata da Nanni Moretti, non esageriamo!), che questo incubo cessi presto brothers…

Silvio Berlusconi ha vinto le elezioni 2008. (la nuova credibilità italiana all’estero: berlusconi buffone, berlusconi ossessionato,berlusconi mafioso, berlusconi fascista, berlusconi comico, berlusconi deprimente, berlusconi come mussolini, ecc.) Leggi l'articolo »

Messaggio per gli elettori del PD di Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, votate al senato per la Sinistra Arcobaleno (Voto Utile o Voto Disgiunto)

Si fa un gran parlare di voto utile o voto disgiunto, l’argomento è ampio e complesso,
cercheremo allora di focalizzare la questione solo sui gli elettori del PD, perchè e dove dovrebbero votare Sinistra Arcobaleno per favorire loro stessi e svantaggiare Berlusconi.
 
Ovviamente ci riferiamo solo al senato, dove i partiti piccoli (UDC e Sinistra Arcobaleno) devono raggiungere la soglia dell’8%, altrimenti vedono i loro seggi convolare soprattutto verso il PDL di Berlusconi (nelle regioni da noi trattate).
 
Per tutti gli altri elettori rimandiamo all’ottima analisi di Noise Amerika, da cui abbiamo estrapolato dati e spiegazioni.
 
 
Lombardia= stando agli ultimi sondaggi, questo lo scenario che si prospetta:
Partito
Voti assoluti
Percentuale voto

totale
Percentuale voti

validi (solo partiti sopra soglia)
Numero seggi
PdL
3.085.509
53,14
65,17
31
PD
1.649.100
28,40
34,83
16
SA
443.977
7,65
0
0
UDC
304.677
5,25
0
0
Come si vede, la Sinistra Arcobaleno fallisce la soglia dell’8% di poco.Siccome a quel punto solo PdL e PD partecipano alla ripartizione dei seggi, il 53,14% dei voti totali del PdL diventa il 65,17% dei voti validi (quelli dei partiti che superano l’8%). Con tale percentuale il premio diventa irrilevante e il PdL prende ben 31 seggi.

E’ necessario allora che la Sinistra Arcobaleno sorpassi la soglia dell’8%.

Infatti supponendo che ce la faccia, che 22000 voti (lo 0,38% del totale) passino dal PD alla SA. La nuova situazione sarebbe la seguente:

Partito
Voti assoluti
Percentuale voto

totale
Percentuale voti

validi (solo partiti sopra soglia)
Numero seggi
PdL
3.085.509
53,14
59,58
28
PD
1.627.100
28,02
31,42
15
SA
465.977
8,02
9,00
4
UDC
304.677
5,25
0
0

In questo caso, che auspichiamo,
 Il PD perde un seggio ma ne fa perdere ben 3 al PdL. In questa elezione 3 seggi possono determinare se ci sarà o meno maggioranza al Senato. Mi pare quindi ovvio che il PD debba dirottare parte dei propri voti su Sinistra Arcobaleno: il sacrificio di un seggio vale bene la possibilità di ridurre di 3 seggi il bottino del PdL. Si noti inoltre che in questa regione non c’è rischio di perdere il premio se troppi elettori PD votano SA, è chiaro che comunque il primo partito sarà il PdL.
 
Emilia Romagna= e’ scontato che il premio vada al PD. Il voto utile consiste nell’aiutare la Sinistra Arcobaleno, che passerà quasi certamente la soglia dell’8%, a portare via seggi al PdL. . Attenzione per gli elettori del PD , se usano in troppi il voto strategico allora il PD rischia di perdere il premio (questo invece non accade in Lombardia). Dato però che la distanza tra i due schieramenti fu nel 2006 (ed è secondo la media sondaggi) superiore al 10% non ci dovrebbero essere problemi a spostare un congruo numero di voti verso SA. Un pezzo recentemente apparso su l’Unità è un bell’esempio di come il PD si stia muovendo. Dice ufficialmente di non usare il voto disgiunto (non vuole che troppi elettori lo pratichino) ma segnala che personalità influenti e con credibilità nell’elettorato del centrosinistra, come Gianfranco Pasquino e Mauro Zani, useranno questa opzione.

Toscana= situazione identica che in Emilia-Romagna: Sinistra Arcobaleno sicuramente sopra la soglia dell’8%, premio sicuro al PD. Una parte degli elettori del PD dovrebbe votare (senza esagerare) per la Sinistra Arcobaleno in modo da togliere seggi al PDL di Berlusconi.
 
Spero di essere stato comprensibile,
Elettori del PD dirottate parte dei vostri voti sulla Sinistra Arcobaleno in Lombardia Emilia Romagna e Toscana, ne va del vostro bene!
 
Soprattutto per gli elettori in Lombardia dove la situazione è più incerta, ed è necessario che la Sinistra Arcobaleno superi la famigerata soglia,
un ulteriore approfondimento qui.

Messaggio per gli elettori del PD di Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, votate al senato per la Sinistra Arcobaleno (Voto Utile o Voto Disgiunto) Leggi l'articolo »

Io non voto: rivolete la mafia e il fascismo al potere? (chi era il mafioso Vittorio Mangano e Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi mafiosi)

Quest post è dedicato a tutti quanti hanno deciso di asternersi dal voto di domenica.

 

 io non voto perchè nessuno mi rappresenta rappresentare candidati
Mentre l’ANPI invita ad andare «Alle urne per onorare chi ha combattuto», cioè a riservare il proprio voto a quelle forze politiche per le quali l’Antifascismo e la Resistenza costituiscono un patrimonio irrinunciabile,
gli astensionisti dovrebbero prendere coscienza che sosteranno indirettamente la elezione di un governo che vuole portare il fascimo come ideale da far studiare ai nostri ragazzi nei libri di scuola:
 
-Se il Pdl vincerà le elezioni rivedrà i testi di storia.

“I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione. La Sinistra ha ancora in mano le università e le case editrici. E’ anche un luogo comune che la cultura sia a sinistra, ma non tanto poi comune se si considera come stanno le cose. Sono dappertutto e impediscono che ci possano essere delle novita’ che non arrivino dalla loro parte”.

 (Marcello Dell’Utri, vedi l’osceno video)

 

E se questo anocra non vi basta, cari ignavi non votanti, dovrete accollarvi anche la responsabilità di favorire la salita al potere di chi sputa sulla tomba di Falcone e Borsellino, individui meschini come questo Marcello dell’Utri, che eleva al rango di eroe un mafioso come Vittorio Mangano:

“Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all’ergastolo, e’ morto per causa mia”, ha dichiarato il senatore Marcello Dell’Utri in un’intervista rilasciata a Klaus Davi nell’ambito del programma Klauscondicio, contenitore di approfondimento politico in onda su YouTube. Dell’Utri ha rivelato: “Mangano era ammalato di cancro quando e’ entrato in carcere ed e’ stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il Presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. E’ un eroe, a modo suo”.

(da repubblica.it)

Nei video, Marco Travaglio in dettaglio ci illustra le origini mafiose delle fortune di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, oltre chi era il mafioso Vittorio Mangano:

vedi anche l’ultima intervista a Paolo Borsellino

ps. se avete ancora dubbi su chi votare e appartenete alla circoscrizione Lombardia 1, ricordiamo che capolista al senato un partito propone questa persona.

guerrilla radio

approfondimenti:
 
-consigli elettorali #7
-consigli elettorali #6
-consigli elettorali #5
-consigli elettorali #4
-consigli elettorali #3
-consigli elettorali #2
-consigli elettorali #1

Io non voto: rivolete la mafia e il fascismo al potere? (chi era il mafioso Vittorio Mangano e Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi mafiosi) Leggi l'articolo »

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