Dalla sinistra arcobaleno sconfitta la rivincita di una sinistra tempesta più combattiva

Hermanos, coraggio,
fuoriusciamo dall’agone della depressione,
con le ossa rotte come dopo un battibecco con Tyson,
ma nello spirito non ancora completamente vinti.
 
Del resto riconosciamolo non eravamo troppo in forma,
e schivare fendenti che arrivano dal centro e dalla destra
in maniche di kashmir e con lo stesso sigarazzo in bocca  da 15 anni non è certo agevole.
 
E’ giunto il momento di rimettersi in forma,
rassodare i muscoli,
scendere in strada per allenarsi con l’uomo qualunque,
piuttosto che accordare sofismi coi liutai dei palazzi del potere.
 
Essere di meno richiede di essere più massicci,
scattanti, schivare, incassare e restituire.
Più i razzismi e i pregiudizi si fanno numerosi,
più noi dobbiamo saperci fare trovare combattivi.
 
Anche se la nostra tribù è a rischio di sparizione,
duole ammetterlo.
 
Siamo una specie in via di estinzione, 
ma certo non ci faremo rinchiudere nelle riserve vero?
Ne tanto meno attenderemo lassisti la venuta dello sciacallo padano a cacciarci,
combatteremo come abbiamo sempre fatto,
da domani con ancor più grinta,
con la consapevolezza di essere gli unici tenutari del dna della nostra specie,
la pace, la solidarietà, la giustizia sociale, quell’ antifascismo più ampliamente inteso come lotta contro forma di pregiudizio, discriminazione.
 
Siamo una specie in via di estinzione, dicevo,
proliferiamo difficilmente perchè l’Italia è ormai ridotta a terreno fertile per i particolarismi,
i localismi, gli egoismi che aspirano tutti  all’imitazione di un uomo solo che appare dai suoi schermi tv bello come un dio greco e generoso come un santo moderno.
Ma che in realtà, ripassato lo schermo con uno strofinaccio netto,
è solo un brutto nano avaro e malvagio come uno gnomo mefisto.
 
 
Non gettiamo la spugna prima di aver sentito il rintocco dell’ultimo round,
l’incontro finale si combatte fuori dai ring ufficiali.
 
Non abbiamo una adeguata rappresentanza nell’arena politica, è vero,
ma non è che quella appena spazzata via ci calzasse a pennello,
ora siamo orfani,
quindi più cattivi, temibili.
 
Ci riconosceremo per strada anche più facilmente, credo,
saremmo infatti gli ultimi di questa disgraziata Italietta a camminare danzando 
piuttosto che eseguendo una cadenza militare.
contro quei fascisti della lega
 
“Fluttuare come una farfalla, pungere come un’ape”
(M. A.)
 
Vittorio alias guerrilla radio

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