Il mantra dei primo maggio contro i colori dello sfruttamento.

Angelo Politi, 57 anni, morto schiacciato da una lastra di cemento.
Adriano Paolini, 58 anni, morto cadendo dall’alto in un cantiere edile
Luigi Careddu, 29 anni, morto folgorato dall’alta tensione
Nexhat Brika, 48 anni,  morto in un cantiere cadendo da un ponteggio alto tre metri.
Mario Zanier 49 anni, morto mentre stava eseguendo dei lavori con uno escavatore.
Luigi Cuomo, 40 anni, morto e schiacciato dal camion che guidava
Stefan Dumea, clandestino rumeno, morto folgorato.
Giovanni e Pasquale Colucci, morti a causa dell’esplosione di una bombola
Rosario Rinaldi, 22 anni morto precipitando dall’alto di un cantiere edile
Donato Vaccaro, 59 anni morto colpito alla testa dalla pompa del cemento di una betoniera.
E.M., 40 anni, morto  investito da un rullo di feltro che lo ha schiacciato.
Michele Grauso 55 anni, morto cadendo da un’impalcatura. 
Claudio Camaiani 43 anni, morto schiacciato da una lastra di cemento che si èsganciata da una gru.
Victor Rotari di 48 anni, morto travolto da un treno mentre era impegnato in lavori di sistemazione della linea ferroviaria…
 

 
A ora, , sono 346 i morti sul lavoro dall’inizio dell’anno
e 344526 gli infortuni, 8663 invalidi.
 
I Nomi dei lavoratori defunti sono il mantra del nostro primo maggio,
a salmodiare requiem sui caduti di questa guerra anonima.
Sono le morte bianche, spesso figlie del lavoro nero,
il colori dello sfruttamento.
 
A differenza dei soldati italiani caduti in disonore alla nostra costituzione,
precisamente in contrasto all’art 11 (l’Italia ripudia la guerra)
i lavoratori precari in precarie condizioni onorano sino alla fine l’articolo primo del testo dei nostri padri fondatori:
Art. 1. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
 
Ma a differenza dei nostri soldati elevati al rango di eroi
per i caduti lavoratori non ci saranno minuti di silenzio (salvo oggi?)
ne corone di fiori inviati alle famiglie dalle più alte cariche istituzionali,
forse neanche il patetico trafiletto su di un giornale locale.
 
3-4 morti quotidianamente uccisi da un serial killer chiamato lavoro,
e la polizia non interviene per la cattura di questo mostro.
Non mi sorprende per niente allora se le vittime predestinate si organizzano,
e alcuni di loro da sindacalisti scelgono la via delle brigate rosse.
Per quanto anacronistico, impopolare, e certamente deprecabile,
la percezione in alcuni casi  dei brigatisti pare quella della legittima difesa.
 
Al Montezuma di Confindustria che non perde occasione per spronare a gran voce
governo e imprenditori a tagliare i costi del lavoro, che ovviamente non sono quelli della concorrenza ma quelli sulla sicurezza,
si dovrebbe rispondere speditamente istituendo una patente a punti che accrediti o penalizzi le aziende che rispettano o meno le norme sulla sicurezza.
 
Solo così  la vita di un operaio assumerebbe un poco più d’importanza
del ciclo funzionale di un macchinario prima o poi da dismettere.
 
Già proposta tempo fa dai sindacati, la patente a punti per le imprese è ancora lettera morta, per la gioia di ogni becchino mai disoccupato.
 
Consentiteci di riprendere il nostro mantra,
nella speranza che per il prossimo di primo maggio
ci sia una tregua all’odierna carneficina
dei lavoratori asseragliati nei pericolosi fortini delle nostre fabbriche
come nelle trincee esplosive dei cantieri edili.
il blog di vittorio arrigoni
 
Vik alias guerrillaradio
 
 
Giuseppe Vitaliano, 63 anni, morto in un cantiere edile cadendo da un trabattello,
Massimo Raffaele Pisacane, 22 anni,morto a seguito del crollo di un balcone di cemento,
Mario Mattedi, 55 anni,  morto schiacciato da una ruspa
Salim Bedoui, 19 anni, schiacciato da un nastro trasportatore
Igor Versanti, 31 anni, morto sotto un’escavatrice
Patrizio Bibbiani, 47 anni, camionista, morto in incidente stradale
Francesco Pillitteri, 29 anni, morto folgorato da una scarica elettrica
Mircea Spiridon, 32 anni, morto sotto le macerie di un palazzo in costruzione
Enrico Songia, 51 anni, morto cadendo da un trabello.
continua il mantra…

Torna in alto