Le immagini in bianco e nero alla fine di questo video sono tratte da “12 Dicembre”, documentario nato dalla collaborazione di Pier Paolo Pasolini e il collettivo di Lotta continua.
Correva il 1972 e l’affresco della realtà operaia di quegli anni mostra Carrara, dove si muore “inavvertitamente” schiacciati dai massi di marmo bianco sino alla Montecatini Edison, la Pirelli e la Fiat di Torino. Le facce degli operai in assemblea mostrano preoccupazione ma anche una lucida consapevolezza: non si muore solo di fumi nocivi ma anche di alienazione dopo otto ore passate a ripetere lo stesso movimento.
concerto primo maggio in diretta da roma rai tre
Cosa è cambiato dal ’72?
Poco o nulla a giudicare dalla strage in corso:
Dall’inizio dell’anno a oggi, 1 maggio 2008,
per lavoro, ci sono stati:
349 morti
349502 infortuni
8737 invalidi.
Una cosa in realtà si è modificata dagli anni 70 a oggi,
allora, quando si moriva sul lavoro, si parlava di “omicidi bianchi”,
e non di morti bianche, espressione odierna profondamente ideologica, e pertanto da demolire.
Essendo le morti bianche, tradizionalmente, le morti in culla di neonati, per le quali nessuno era responsabile, tragiche fatalità. Laddove invece la responsabilità, nel caso delle morti da lavoro, c’è sempre, ed è individuabile.
(Ragion per cui da oggi chiamiamo queste morti col loro vero nome, omicidi bianchi.)
Di Queste responsabilità, dei motivi di queste morti dobbiamo tutti divenire consapevoli, come ci sollecita Marco Rovelli nel suo ultimo libro “Lavorare Uccide”:
“…consapevoli del fatto che le morti sul lavoro sono sempre “sovradeterminate” da cause interne al modello di sviluppo del nostro paese: la frammentazione del processo produttivo e dell’organizzazione del lavoro, la catena infinita di appalti e subappalti, la condizione precaria dei lavoratori e la loro conseguente ricattabilità, l’abbassamento del costo del lavoro, la preminenza abnorme della cosiddetta “microimpresa” nel tessuto produttivo italiano. “
” Bisogna non stancarsi di parlare di morti sul lavoro, e non come vuota ritualità, come enumerazione di tragiche fatalità: questo, quanto ai mass media, significa mantenere alta l’attenzione sulla vicenda, impegnarsi a dar conto come vanno avanti i procedimenti giudiziari. Non dimenticarsi delle morti il giorno dopo, lasciando nel vago ogni responsabilità. Fare di ogni morte sul lavoro quel che, per una serie forse casuale di eventi, il sistema mediatico ha fatto (e in alcuni casi ha dovuto fare) per la ThyssenKrupp.”
C’è una cosa fortemente di sinistra
che ci ha lasciato in eredità lo sventurato governo Prodi,
e dobbiamo rendergliene onore,
il testo unico sulla sicurezza nei posti di Lavoro, che entra in vigore oggi, primo maggio 2008.
Un nuovo Decreto che pone la legislazione italiana all’avanguardia in Europa e contribuirà alla riduzione degli infortuni obbligando le aziende a quella responsabilizzazione che oggi evadono.
Bene,ora, io vorrei che tutti gli operai che hanno votato centrodestra,
sapessero che così com’è questo testo una volta applicato salverà delle vite umane,
a meno che non venga modificato, come ha dichiarato di voler fare, il senatore Maurizio Sacconi del governo dell’Imprenditore e Industriale Silvio Berlusconi.
Questi qua non hanno problemi a sporcarsi le mani del rosso sangue degli omicidi bianchi, l’hanno sempre fatto.
Buon primo maggio combattivo.
guerrilla radio
concerto 1 maggio online
vedi un frammento di “12 dicembre”