Secondo Lucariello degli Almamegretta,
così uccideranno Roberto Saviano:
“Saviano devi morire” hanno minacciato delle scritte sui muri di Casal di Principe, unanime lo sdegno.
Coloro che scorrono questo blog sanno quale militanza antimafia scorre nelle nostre vene. E quanto della Gomorra di Saviano ci siamo nutriti per capire e forgiare le armi del nostra rabbia contro la criminalità organizzata.
Però ora vorrei sapere,
perchè Roberto Saviano erano tutti pronti a candidarlo,
dal Pd a An,
mentre Lirio Abbate nessuno se lo fila,
sebbene in comune a Saviano ha le minacce di morte,
e una vita blindata.
Forse perchè Abbate ha sempre mirato parecchio in alto,
non accontentandosi dei nomi dei mafiosi,
ma pure degli amici dei mafiosi e i loro protettori. Abbate scrive che non ha “bisogno di attendere una sentenza o la parola della Cassazione o un’inchiesta giudiziaria perché penso che, prima della responsabilità penale, sempre eventuale, ci sia una responsabilità sociale e politica accertabile. Se il deputato, il consigliere regionale, l’assessore, il primario, il professore universitario se ne vanno in giro con il mafioso è un fatto. Si conoscono, passeggiano sottobraccio, si baciano quando s’incontrano. È soltanto accuratezza non rinviare ai tempi di una sentenza quel racconto. È il mio lavoro dirlo ora, subito. Non sono una testa calda, non sono un estremista, sono un cronista e credo che il mio impegno sia stretto in poche parole: raccontare quel che posso documentare”.
L’altro giorno Marco Travaglio questo ha compiuto,
ha portato dinnanzi all’opinione pubblica il fatto che il pres. del senato Schifani ha avuto rapporti con persone poi condannate per mafia. Che Negli anni Ottanta è stato socio con Enrico La Loggia della società di brookeraggio assicurativo Siculabrokers assieme al futuro boss di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell’imprenditore Benny D’Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. (vedi il video)
Penso sia importante conoscere questi fatti, proprio perchè come dice Abbate, “prima della responsabilità penale, sempre eventuale, sussiste una responsabilità sociale e politica accertabile.”
Proprio dal libro di Lirio Abbate e Peter Gomez, i Complici ,
Travaglio, oggi querelato da Schifani,
aveva estrapolato il racconto di quei fatti.
Ora,
è chiaro che accusare Travaglio è come accusare Abbate,
e a mio parere,
schierarsi a fianco di quei mafiosi che lo vogliono uccidere.
Mi sorprende che questi non abbiano dato a Totò Riina almeno un sottosegretariato.schifani mafioso
g.r.
ps. Scusate se stanotte ho un pò di nausea.
Vomito su Fazio, l’ignavo che si scusa, un servo più che un giornalista.
Fortuna che Enzo Biagi è altrove, non ha potuto assistere al suo indegno mea culpa,
si sarebbe sentito tradito.
Vomito su Luciano Violante, che chiama “pettegolezzo” ciò che ha scritto un giornalista che la mafia vuole uccidere, ovvero Lirio Abbate, il cui frammento di libro è stato citato da Travaglio.
Vomito sulla Finocchiaro, e pensare che una volta quasi mi piaceva,
fanno il governo ombra perchè si vergognano a mostrare alla luce del sole che in questo paese non esiste una opposizione.
Dopo aver vomitato, riprendo fiato e mi congratulo vivamente con L’Associazione nazionale dei familiari delle vittime della mafia, che si è così espressa: “La più sincera solidarietà a Marco Travaglio incoraggiandolo ad andare avanti nella propria attivita’ d’informazione”. “Travaglio incarna l’espressione piu’ nobile del giornalismo libero da ogni servilismo nei confronti del potere politico. Inoltre, essendo membri della nostra associazione alcuni familiari di giornalisti uccisi dalla mafia e morti in nome della liberta’ di stampa, non possiamo tacere di fronte alle annunciate sanzioni, che corrispondono ad una vera e propria censura, da parte della televisione di Stato nei confronti di chi ha svolto in maniera impeccabile e corretta il proprio dovere di giornalista”.
Peppino avrebbe fatto lo stesso dalla sua radio AUT.