Israele nazista: il terrorismo israeliano avrebbe fatto scuola anche ai tempi di Adolf Hitler.
Dhib Bardana, 11 anni;
Omar Hussein Bardana, 14 anni;
Ali Munire Druna, 8 anni;
Mohammad Naim Hammuda, 7 anni. Al momento dei funerali, i soldati israeliani hanno ucciso Hafeth as-Sakani, 12 anni.
Nella foto il neonato, Muhammed Al-Bura’i, 6 mesi.
israel is nazi
Il terrorismo israeliano colpisce ancora Gaza: 28 morti nelle ultime 36 ore. 65 i feriti.
Uccisi 4 bambini che giocavano a calcio sulla spiaggia.
Il più giovane assassinato dai raid israeliani è un infante di appena sei mesi. (vedi il video)
Coloro che si illudevano che Annapolis non fosse una farsa come la pensano dopo questa giornata di sangue?
Quando da queste pagine paragoniamo Israele al nazismo è ovvio che non ci riferiamo alla totalità degli israeliani,
che difatti ultimamente si sono opposti al governo Olmert in un recente sondaggio proposto dal quotidiano Haaretz. Il 64% degli israeliani interpellati, infatti, ritiene che Israele dovrebbe negoziare con Hamas.
Ma Olmert degno di erede di quel criminale sanguinario di Sharon conosce una sola parola: genocidio.
Ed io a questa faccia che mostra Israele col suo governo, col suo esercito e coi suoi coloni riconosco solo un paragone possibile: Nazismo.
E se mi prendete per pazzo estremista vi invito a ricordare quello che fu l”eccidio delle Fosse Ardeatine.
Allora i nazisti tedeschi massacrarono per rappresaglia 335 civili italiani.
Dieci ogni nazista precedentemente ucciso da un attacco eseguito dai partigiani.
Oggi Israele dice di attaccare Gaza per rappresaglia contro che è successo ieri a Sderot:
1 civile israeliano ucciso.
Ad ora il rapporto è 1 a 28, ma il bilancio è fatalmente destinato a impennarsi ulteriormente ai danni dei palestinesi.
I nazisti in confronto erano dei pivelli.
Il governo USA sul Kosovo e il resto del mondo (con video di risposta di Manu Chao)
Alla vigilia delle elezioni presidenziali USA (prossimo novembre)
riflettiamo se non sia davvero il caso di allargare l’elettorato statunitense,
permettendo il voto ad ogni abitante del mondo intero.
Se un presidente americano ritiene di governare in ogni angolo del pianeta
non vedo perchè allora debba sceglierlo un contadinotto del Nebraska o un mormone dello Utah.
Gli eventi di questi ultimi giorni sono significativi.
La dichiarazione unilaterale di indipendendenza del Kosovo che rischia di scoperchiare un nuovo vaso di pandora in un territorio ancora intriso del sangue delle ultime guerre,
è stata promossa e incentivata dalla casa bianca.
Nonostante la regione balcanica sia in tutto e per tutto questione europea, oggi come 10 anni fa, sono gli Usa a decidere le sorti di quell’area che un tempo fu la Repubblica federale socialista Jugoslava. Lo schema è quello classico: Wasghinton decide, Bruxelles si adegua, pur con toni più accomodanti.
Per coloro che si chiedano come mai il Kosovo visto che laggiù non c’è petrolio da estrarre (e da espropriare)
è bene ricordare che gli USA proprio in Kosovo hanno costruito la più grande base Usa dai tempi del Vietnam: Camp Bondsteel,
piattaforma logistica per il medio oriente e disposta in un area chiave per i progetti di oleodotti che transiteranno nell’area.
Putin ovviamente non l’ha presa molto bene,
e prevede che l’indipendenza del Kosovo metterà a rischio la stabilità internazionale.
Bush invece è convinto che «L’indipendenza porterà la pace».
Ora ricordando le previsioni di rapida pacificazione e pronta democrazia seguite all’invasione dell’Afghanistan e dell’iraq formulate da questo presidente americano,
ritengo sia utile afferrare all’unisono le proprie gonadi.
Terminati gli scongiuri osserviamo cosa è successo oggi in Pakistan,
un dittatore sanguinario, Perwez Musharraf, subentrato alla presidenza del paese grazie ad un colpo di stato nel 1999, e divenuto grande alleato degli USA che lo hanno appoggiato economicamente e militarmente,
a quanto pare ha perso le elezioni e dovrà restituire il potere.
Casualmente tutto ciò accade proprio in seguito alla decisione degli Stati Uniti di abbandonare Musharraf per puntare sulla compianta Benazir Bhutto. La quale aveva dichiarato di essere pronta ad aprire i confini e autorizzare gli Stati Uniti a intervenire direttamente in Pakistan.
Altra dolente considerazione,
bizzarri questi USA “gendarmi del mondo”, da una parte impiccano i Saddam Hussein,
dall’altra sostengono per anni i Perwez Musharraf e tutti i satrapi delle ex-repubbliche sovietiche centro asiatiche.
Uscirà dalla scena Musharraf così docilmente come ha affermato?
I nostri dubbi son leciti.
Da dittatore che va, a dittatore che si dimette ( e allora di dittatura si tratta?),
Fidel Castro restituisce il suo mandato dopo 49 anni,
e i soliti USA ci devono mettere subito lo zampino dichiarando che nonostante questo non toglieranno l’embargo.
Come ogni regime anche quello cubano non ha mai inspirato la nostra simpatia,
sebbene l’antagonismo alla più grande potenza imperialista ha reso l’isola come uno degli ultimi avamposti contro il decadentismo capitalista.
Che i futuri governati e il popolo stesso cubano sappiano affrancarsi ad una vera democrazia senza lasciarsi soggiogare dal bramoso squallore del dio dollaro Zio Sam.
Intanto, a loro dedichiamo questo Manu Chao:
Hanno la faccia come il c….: Silvio Berlusconi disonora il ricordo di Enzo BIagi
Così Silvio Berlusconi ricordando il grande giornalista Enzo Biagi recentemente scomparso:
“Mi sono battuto perche’ Biagi restasse in tv, ma alla fine prevalse il suo desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto alto”.
No Comment, Bice e Paola Biagi, le figlie del giornalista, si dicono “letteralmente indignate”, ma non avranno giustizia. In piena campagna elettorale quale “giornalista” avrà il coraggio di interrompere i monologhi visionari dello psiconano affermando qualcosa come “ma la smetta di dire caxxate!”
In passato, solo una betulla travestita da reporter aveva osato tanto,
subito rimessa a posto da un Marco Travaglio altrettanto indignato:
Hanno la faccia come il c….: Silvio Berlusconi disonora il ricordo di Enzo BIagi Leggi l'articolo »
Elezioni americane: una democrazia in vendita.
Mia madre è primo cittadino di un paese immerso nell’operosa brianza e mi ha sempre
insegnato a non accettare favori dagli industriali e dai costruttori edili,
dal mondo imprenditoriale in generale,
che da favore accettato segue poi favore da concedere.
Nella microeconomia di un piccolo paese ciò può significare la richiesta di una variazione del piano regolatore,
una non stretta osservanza delle norme in materia di salvaguardia ambientale.
Immaginate ora nella macroeconomia di una nazione come gli Stati Uniti d’America quali “favori” da concedere può ritrovarsi sulla scrivania del suo ufficio un presidente in carica.
Andiamo quindi a snocciolare le cifre dei “favori” espressi in dollaroni gentilmente serviti ai candidati alla casa bianca,
dalle multinazionali americane.
Hillary Clinton è la candidata più sponsorizzata con circa 89 milioni di dollari (i dati pubblicati arrivano solo fino al 30 settembre 2007). Al secondo posto c’è Barack Obama con 79,4.
Dalla parte repubblicana Mitt Romney con 61,6 milioni è il candidato più ricco. John McCain ha raccolto solo la metà dei suoi finanziamenti e addirittura Mike Huckabee con 2,3 milioni, è solo al 14esimo posto nella classifica dei candidati più sponsorizzati.
In totale i democratici sono stati i più finanziati con 241,1 milioni di dollari. I candidati del partito del presidente Bush ne hanno raccolti invece 175,1.
Nel dettaglio, L’industria musicale, cinematografica e televisiva ha finanziato Obama con 2 milioni e 200mila dollari, la Clinton con circa 60 mila dollari in meno.
Internet e tecnologia: con 940 mila dollari Obama è in testa, seguito ancora dalla Clinton a quota 883 mila.
Obama inoltre è stato il più foraggiato da scuole e università degli Stati Uniti. Dagli atenei sono arrivati 2 milioni e 100mila dollari.
Le Cifre più consistenti però arrivano dai grossi studi legali, che in America operano al pari di aziende multinazionali e muovono ingenti capitali. Nell’ultima campagna elettorale i soldi sono andati soprattutto ai democratici. Hillary Clinton ha ricevuto la bellezza di 9 milioni e 500 mila dollari. Non è andata male neanche a John Edwards che ne ha intascati poco più di 8, seguito a breve distanza, si fa per dire, da Obama, con 7 milioni 940mila dollari.
Il settore immobiliare, nonostante la crisi dei mutui subprime, si è dato molto da fare nella campagna elettorale. Anche in questo campo è stata Hillary Clinton a farla da padrone con circa 3 milioni e 900mila dollari. Il secondo più finanziato è stato Mitt Romney che ne ha raccolti 3 milioni e 271 mila. Rudolph Giuliani è in terza posizione con 2 milioni e 921 mila dollari. L’ex sindaco di New York ha racimolato molto anche dal settore Securities & Investment. Con 4 milioni e 500 mila dollari è appena dietro la solita Hillary Clinton che è ancora una volta la più finanziata: ne ha ottenuti 4 milioni 735 mila dollari . (i dati qui raccolti sono disponibili sul sito opensecrets.org)
Cosa vogliamo dimostrare con questo post?
In primis che “Chi ha più soldi vince”. E che i milioni di dollari versati nella casse dei candidati sono un buon investimento per le lobby del potere economico,
perchè ovviamente il futuro presidente che hanno finanziato non agirà mai contro i loro interessi.
Nella “più grande democrazia del mondo” come viene eletto un presidente?
Semplice, se lo comprano le lobby.
guerrilla radio
Elezioni americane: una democrazia in vendita. Leggi l'articolo »
I soldati italiani in Afghanistan fanno i nazisti
Dopo i fascisti di Nassiriya,
che nella caserma esponevano con orgoglio un tricolore con fascio littorio,
ecco i nazisti di Kabul:
-La jeep italiana colpita da una mina. Sulla portiera
si riconosce la palma simbolo dell’AfriKa Korps-
Lo ha rivelato l’Espresso.
Il simbolo dell’Afrika Korps, i famigerati reparti della “volpe del deserto” Erwin Rommel che portarono la bandiera hitleriana alle porte del Cairo, è comparso su una jeep delle forze speciali italiane in Afghanistan.
Immediate le proteste di una parte politica (indovinate quale…) il ministro della Difesa Parisi “ha immediatamente impartito disposizioni affinchè vengano effettuati gli oportuni accertamenti sul caso”.
Entro poche settimane si tratterà di discutere il rifinanziamento per le missioni militari all’estero,
non so voi ma io per questi soldati che vanno in “missione di pace” non col simbolo della pace ma con l’effige nazista,
sarei disposto a pagare ma per rimandarli immediatamente indietro,
prima che facciano altri danni.
E una volta in Italia e rimossi da ogni incarico militari, li farei rispedire all’astero, ma per altre funzioni,
ad Auschwitz per esempio cercano dei giardinieri…
Altro recente scandalo in Afghanistan,
è la condanna alla pena di morte inflitta allo studente universitario Sayed Parwez Kaambakhsh,
reato?
HA scaricato da internet e diffuso un articolo che analizza il Corano e i diritti delle donne. (FIRMA LA PETIZIONE DE l’ INDIPENDENT).
Devo dire che la rotta verso la democratizzazione dell’Afghanistan procede a passo spedito…se poi pensiamo che il governo italiano ha speso ben 50 milioni di euri per la riforma della giustizia…
soldi e soldati davvero spesi bene.
Vik alias guerrilla radio
il blog di vittorio arrigoni
————————-
leggi l’articolo de l’Espresso:
Battaglione Rommel
di Gianluca Di Feo
Le immagini di un mezzo corazzato dell’esercito italiano colpito da una mina nel deserto dell’Afghanistan svelano un particolare inquietante: i nostri soldati vanno in missione con la palma dell’Afrika Korps hitleriano dipinta sulle jeep
In Afghanistan sognando El Alamein. Perché sembra proprio che i commandos delle forze speciali italiane vadano in missione con la palma dell’Afrika Korps dipinta sulle jeep. Sì, il simbolo inconfondibile dei reparti di Rommel che portarono la bandiera hitleriana alle porte del Cairo. E poi si ritirarono mollando proprio i parà italiani a coprirgli le spalle. Ora alcune foto di un attentato talebano contro le forze Nato hanno fatto nascere il giallo. Le immagini riguardano una jeep corazzata italiana e un blindato spagnolo colpiti da mine nel deserto afghano verso il confine iraniano. Sono foto sfuggite alla censura del nostro Stato maggiore, finendo sui siti web di Madrid e da lì nel forum di “Pagine di Difesa”, la più attenta rivista telematica del settore. La buona notizia è che il veicolo blindato dell’Esercito, una delle nuove jeep speciali Iveco Vtlm, ha funzionato, salvando la vita dell’equipaggio. Il mezzo, progettato proprio per sopravvivere agli agguanti con ordigni nascosti nel terreno, sta venendo adottato da molte nazioni.
La cattiva notizia è quella palma dipinta sulla fiancata, che riproduce esattamente il simbolo dell’Afrika Korps: è stata omessa solo la svastica. Un’iniziativa di pessimo gusto: estanea alla tradizione militare italiana, ma soprattutto lontana da quei principi democratici che dovrebbero ispirare le missioni all’estero. Gli scatti non permettono di identificare a quale reparto appartenga il veicolo coinvolto nell’attentato: nella zona operano squadre di parà del Col Moschin e di incursori di marina del Comsubin. Nell’autunno 2006 i soldati tedeschi in servizio in Afghanistan vennero fotografati con un simbolo praticamente identico dipinto sulle loro jeep. Le immagini pubblicate sul settimale Stern spinse il ministero della Difesa ad aprire un’inchiesta e sospendere dal servizio sei militari.
I soldati italiani in Afghanistan fanno i nazisti Leggi l'articolo »
La Mafia è Bianca (la censura è nera come forza italia)
Stasera è andato in onda su rai 2, ad Anno Zero, il documentario “la mafia è bianca”. Godiamoci questo momento di rai intesa come servizio pubblico, prima che i “liberali”, il popolo o il partito della” libertà” come diavolo si fanno chiamare, tornino a esercitare il loro passatempo preferito: la censura oltranzista (se non proprio fascista).
Censura che alla vigilia delle elezioni ha già mietuto la prima vittima,
Alessadro Sortino, inviato delle IENE,
ha rassegnato le dimissioni da mediaset dopo che l’azienda di Berlusconi ha censurato un suo servizio su Mastella.
Eh già perchè quando il rais di Ceppaloni era nel centrosinistra si poteva attaccare bellamente senza ritegno,
ora che ha cambiato coalizione Mastella è diventato un intoccabile dalle televisioni.
Così la ex iena Sortino spiega la dinamica della sua censura:
E il padre di ogni censura come se passa in questi giorni?
Berlusconi, oltre al solito sputtanamento di smentite che si smentiscono da sole:
La Mafia è Bianca (la censura è nera come forza italia) Leggi l'articolo »
Gaza, come evadere dalla più grande prigione del mondo alla conquista della vita (aggiornamento)
Il professore israeliano Zaif Tsahur, preside dell’accademia “Safir” nel Negev, nel suo articolo pubblicato due giorni fa da importanti quotidiani di Tel Aviv, ha così scritto:
“Chi ha visto le carovane di camion carichi di cibo, partite da Israele, ritornare dal passaggio di Karni, senza far scendere il carico, sa che a Gaza c’è la fame. Non c’è bisogno delle ‘valorose’ unità di osservazione dell’esercito israeliano per sapere che né 10 gallerie illegali alla frontiera con l’Egitto né 100 possono fornire cibo a un milione e mezzo di affamati”.
Il docente si è rivolto ai ministri del governo di Olmert dicendo: “Non sorprendetevi se la prossima invasione, enorme, si abbatterà come una valanga partendo dalla Striscia e distruggerà il muro che chiude Gaza, e non sarà diretta verso l’Egitto, ma verso Israele”.
E ha sottolineato che, ciò accadrà il giorno che finirà l’acqua delle scorte sotterranee della Striscia.
Tsahur ha aggiunto che i soldati non potranno sparare “perché tutte le scorte di armi di Israele non avranno effetto davanti a masse umane che si muoveranno con la tenacia di chi non possiede alternative. Migliaia di donne incinte, migliaia di bambini e uomini assetati si dirigeranno verso i rubinetti delle nostre acque”.
E ha ricordato ai capi d’Israele che “l’invasione palestinese verso l’Egitto è avvenuta a causa della fame. La prossima, verso Israele, sarà per la sete”.
(fonte: infopal)
25/01/2008
rafah+blog
“Se Gaza è la più grande prigione del mondo,
questa è la più grande evasione della storia”
Ha commentato così l’inviata di Al Jazeera,
dinnanzi alla breccia aperta sul muro di confine fra Rafah e l’Egitto,
fatto saltare da miliziani di Hamas.
Ogni tanto le bombe sono davvero umanitarie.
Decine di migliaia di palestinesi si sono riversati sul territorio egiziano in cerca di cibo, medicinali, carburante.
Scene di giubilo che ricordano i festeggiamenti tedeschi per il crollo del muro di Berlino.
Sui visi dei bimbi e delle donne sono spuntati sorrisi come se vivessero un sogno che d’improvviso diviene realtà: LIBERTA’.
Ma sino a quando?
Mubarak, il presidente egiziano ieri ha lasciato fare a differenza di martedì,
quando aveva brutalmente represso una manifestazione di donne palestinesi che a mani alzate cercavano di forzare il blocco al confine.
Israele e gli Stati Uniti hanno minacciato una crisi diplomatica,
e il presidente egiziano per timore di rappresaglie già questo pomeriggio ha bloccato quella breccia che per i palestinesi significava speranza, VITA.
L’ora d’aria pare già finita.
Per divieto del governo israeliano,
e in accordo col sempre più sionista Abu Mazen,
è sfumata l’ipotesi avanzata da hamas di concedere il controllo del confini ad una triade di polizie composta da egiziani, ANP e appunto poliziotti del partito islamico.
1 milione e mezzo di palestinesi così dovrebbero ritornare nella loro prigione a cielo aperto?
Che condanna stanno subendo?
Gli ebrei non trovarono modo di evadere da quel ghetto in cui i nazisti li rinchiusero a Varsavia, godendo nel vederli morire uno ad uno.
I nuovi ebrei,
che oggi sono i palestinesi, nei giorni dell’ anniversario della shoah,
una via di fuga se la sono procurata,
e siamo sicuri che nuove evasioni sono in programma.
E’ notizia di qualche ora fa che un’altra breccia è stata aperta su quel dannato muro che imprigiona i cittadini di Gaza.
Palestinesi che vogliono soltanto procurarsi cibo e medicine, non è un esodo.
Tutti infatti procuratosi quel che occorre per sopravvivere ritornano nelle loro case aldilà del confine.
PER RESISTERE.
PER CONTINUARE A ESISTERE
NOI RESISTIAMO CON LORO
Salvatore Cuffaro si è dimesso.
e come dice suo fratello:
“Ora sì che vale la pena di fare festa con i cannoli”
Sì ma perchè si è dimesso Cuffaro?
semplice, per non esser cacciato a pedate da Romano Prodi.
Difatti, Il governo aveva già pronto il decreto per rimuovere l’ex governatore della Sicilia.
Come ha ribadito Di Pietro,
l’intervento del governo sarebbe stato un adempimento automatico.
A sostegno di questa tesi, c’è anche una sentenza della Corte Costituzionale secondo cui la sospensione immediata è un atto che rientra nell’ordinaria amministrazione per la quale Prodi – sfiduciato dal Senato – è tuttora in carica.
Ragion per cui Totò Vasa Vasa Cuffaro ha deciso bene di farsi da parte,
piuttosto che fuoriuscire dal suo ufficio a calci,
con una bella conferenza stampa in cui si è ribadito la sua alta integrità morale.
Freesud indica proprio nei cannoli e in quella foto che ha fatto il giro del mondo la goccia che ha fatto traboccare il vaso della vergogna.
Tirandosi dietro pure le ire indignate degli industriali onesti della Sicilia.
Una nota a margine,
ce la segnala la figlia della Trinacria Marte,
assolutamente deplorevole l’atteggiamento del centrodestra siciliano,
in prima persona il poco onorevole Miccichè, che ha manifestato ad alta voce chiedendo le dimissioni di Cuffarò, (fra l’altro accompagnandosi ad altri condannati per mafia DOC)
salvo poi tutti insieme e spensieratamente votare contro la mozione di sfiducia che l’avrebbe defenestrato nei tempi giusti.
guerrilla antimafia militante.
Salvatore Cuffaro si è dimesso. Leggi l'articolo »
Un motivo per essere felici dopo la caduta del governo Prodi
il beccamorto mastelliano
Mastella ha seppellito Prodi,
già moribondo da tempo,
si dice che Bertone e Bagnasco abbiano telefonato al papa-nazi dicendogli
“le nostre preghiere finalmente sono state ascoltate”.
Smentito il luogo comune che con le sinistre non si governa,
si è ulteriormente dimostrato che è il centro che ci fa crollare,
il buco del culo in cui si calanizzano tutti gli interessi forti,
chiesa confindustria e stati uniti.
Veltroni è l’emblema di questa politica di collusione d’interessi,
e le sue responsabilità per la caduta del governo Prodi sono gravi,
destabilizzando il governo,
emarginando dal centro i diniani e mastelliani e invocando la loro sparizione era logico che questi contrattaccassero,
serpenti sono, serpenti rimarrano, pur cambiando muta o coalizione.
Onore e lode al Prodi di oggi,
che in 24 ore si è riguadagnato da parte nostra un barlume di stima,
coerente fino in fondo con il suo mandato,
ha portato la crisi in parlamento,
laddove una prassi tutta italiana vuole che i governi cadano nelle conferenza stampa,
o all’oscuro delle segreterie dei partiti.
Ora si vada a elezioni subito con questa porca legge elettorale,
chi di porcellum ferisce di porcellum subisce,
e se il PD spinge per qualche rimpasto con Berlusconi,
dobbiamo essere pronti a riscendere in piazza.
Una nota per consolare gli animi più afflitti
pensateci bene,
se Prodi avesse guadagnato stasera la fiducia al senato per il solito pugno di voti,
credete che avrebbe potuto prendere in mano come da programma la legge 30,
la bossi fini, o il conflitto d’ interessi?
Almeno ci siamo risparmiati la nausea di dover subire i quotidiani ricatti dei quattro gatti centristi di turno.
Da domani se la sinistra esiste ancora si unisca e recuperi i suoi valori originari,
quelli che la mettono in naturale contrapposizione ai cannibali capeggiati da Veltroni che stasera hanno divorato il governo Prodi.
g.r.
Un motivo per essere felici dopo la caduta del governo Prodi Leggi l'articolo »
Perchè Veltroni vuol salvare Berlusconi dalla sua porcata regalandoci un governo dittatoriale?
Sia chiaro,
il mio cuore sanguina dolore in queste ore in direzione sud,
ma a più meridione di Roma e il quirinale,
verso Gaza stretta d’assedio,
dove proprio in questo momento più di 1,5 milioni di palestinesi sono costretti al buio.
Però una cosa la vorrei dire su Mastella che ha staccato la spina ad un governo malato terminale.
Mastella che è già stato pure ministro berlusconiano, si prepara a tornare all’ovile,
e Berlusconi lo accoglierà come un figliol prodigo,
sacrificando il vitello grasso (si scommette più su Bondi che Ferrara, impegnato a scoparsi il papa)
Quello che mi preme far sapere e che non sento circolare nel vortice di ipotesi per il dopo caduta Prodi, imminente,
è il mio non capire questa urgenza del partito democratico a voler cambiare la legge elettorale,
imponendo un premierato forte,
quando si sa già che Berlusconi sarà il vincitore delle prossime elezioni.
Si sono fatti la porcata per rendere ingovernabile il paese in mano alla sinistra?
Ebbene, ora sarebbe il caso di farli accomodare sul maiale di legge elettorale che hanno disegnato.
Non sono esperto di sondaggi e proiezioni,
ma mi è chiaro che si votasse oggi alla camera il centrodestra avrebbe una fortissima maggioranza,
mentre al senato sarebbe tale e quale la situazione odierna del centrosinistra (più o meno).
Chissenefotte della responsabilità politica di lasciare un paese ingovernabile,
meglio una nave in naufragio piuttosto che condotta da una destra che possiamo solo immaginare quanto sarà rozza,
fascista, clericale.
Decisamente molto più dura dell’ultimo incubo di dittatura berlusconiana.
Veltroni lo sa? ci è?
o ci fa???
guerrilla radio.ps.
ascoltando l’inno dell’udeur è doveroso imprecare.
Israele Nazista: Gaza il nuovo ghetto di Varsavia, israele accusata di crimini di guerra dall’inviato dell’ONU John Dugard
Come marcia Israele verso un accordo di pace?
Il terrorismo israeliano in meno di una settimana ha prodotto 40 morti a Gaza,
diversi i civili.
Il primo ministro palestinese Salam Fayyad ha lanciato un drammatico appello alla comunità internazionale,
la popolazione di Gaza è allo stremo, estenuata dai continui raid israeliani e dalla chiusura di tutti i valichi,
ormai è emergenza umanitaria.
Gaza è da giorni isolata
non entrano ne rifornimenti alimentari, ne energetici, ne farmaceutici.
Gli aiuti in cibo e beni di prima necessita forniti dalle ONG stanziano e si deteriorano fuori dai confini,
non c’è più carburante anche per i generatori degli ospedali,
decine di malati muoiono perchè impossibilitati a fare una terapia adatta,
o perchè non possono andare all’estero per farsi curare,
il numero dei malati morti a causa dell’assedio è salito a 72.
E’ di ieri la clamorosa denuncia dell’invito dell’Onu John Dugard
che ha accusato israele di crimini di guerra
colpevole di ricorrere a punizione collettive senza distinguere fra obbiettivi militari e civili:
“si tratta di crimini vigliacchi per i quali i paesi che partecipano al processo di pace di Annapolis
e in primo luogo gli USA hanno l’obbligo giuridico e morale di forzare israele a porre fine al suo intervento nei territori palestinesi”
Per israele la situazione a Gaza non è a livello di guardia,
più o meno come dichiaravano i nazisti a proposito delle condizioni di vite degli ebrei rinchiusi nel ghetto di Varsavia.
guerrilla radio
———————————-
approfondimenti delle settimana:
-Un drone israeliano bombarda un carro trainato da un cavallo: muoino una madre e suoi due figli.
-Bambina di 6 anni morta a seguito dell’inalazione di gas lacrimogeni lanciati dai soldati israeliani
-F16 israeliani hanno bombardato la sede del ministero degli interni a Gaza: morta una donna e feriti altri 12
– COMUNICATO STAMPA Di LUISA MORGANTINI : 23 PalestinESI UCCISI, 55 FERITI A GAZA DALL’ESERCITO ISRAELIANO: DOVE E’ LA FORTE CONDANNA EUROPEA DI QUESTE UCCISIONI
Totò Cuffaro ha favorito dei mafiosi, condannato a 5 anni, esulta. Le vittime delle Stragi di Capaci e via D’Amelio cosa devono pensare?
Ieri Mastella,
stamane Berlusconi e stasera Totò Cuffaro detto Vasa Vasa
(per via di quella sua mania di baciare tutti, ma proprio tutti, culi e mafiosi).
salvatore cuffaro è un mafioso
Chi l’ha detto che gli statali scaldano le sedie?
Per fortuna una magistratura stoicissima prova ancora a fare il suo dovere, restituendo dignità ad un popolo che chiede legalità iniziando dai suoi inquisiti politici.
In virtù di una indagine che raccoglie 2 milioni e 800 mila telefonate intercettate,
(una delle quali intestata al boss Campanella risulta utilizzata da Cuffaro in 29 cellulari diversi: Moggi gli fa una pippa),
quasi tre anni, 150 udienze e 500 persone ascoltate, tra testimoni, consulenti, periti e imputati di reato connesso,
Il presidente della Regione siciliana, è stato condannato a 5 anni di reclusione per favoreggiamento.
Favoreggiamento semplice, senza l’aggravante di aver favorito Cosa Nostra, nel processo per le ‘talpe’ alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo.
Cuffaro insieme ai suoi avvocati esulta,
secondo la sentenza non ha favorito la mafia,
ma ha favorito i mafiosi…
Fra gli altri Aiello , il “re della sanità” siciliana, che è stato condannato a 14 anni e al pagamento di una multa da 20 milioni di euro per associazione mafiosa, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio, truffa, accesso abusivo al sistema informatico della Procura e corruzione.
(E’ indicato dai “pentiti” come socio in affari del “capo dei capi” di Cosa nostra, Bernardo Provenzano)
“Da domani alle 8 torno a lavorare a pieno regime per la Sicilia”,
Ha esclamato confortato e a testa alta Totò Cuffaro.
Io resto in attesa che qualcuno mi spieghi come tutto questo sia possibile, anche perchè nella sentenza coma pena aggiuntiva Totò è stato condannato all’ interdizione dai pubblici uffici,
dove diavolo andrà a lavorare se non può entrare neanche nel suo ufficio?
Poi mi ricordo che questo è il paese dove Andreotti è risultato vicino a potenti ambienti mafiosi,
Berlusconi con la mafia ha costruito le sue fortune,
e tutto mi ritorna normale.
guerrilla radio
ps
Ringraziamo Beppe Grillo per aver postato sul suo blog uno dei nostri tanti video con cui abbiamo infestato il web
(infestazione benevole, si spera)
antimafia militante
ps2
vi ricordate per chi votava Provenzano???
Quando Dio è fascista (intolleranza cattolica e forza nuova che si prepara a salutare un nuovo duce sotto la finestra del papa)
La totalità dei media e l’intera sfera politica italiana, da destra a sinistra, (a eccezione dei radicali ) ovviamente stagnando al centro, un centro sempre più dilagante, ha maledetto le legittime critiche dei docenti e le proteste degli studenti contro la presenza del papa nel tempio della scienza de La Sapienza.
Etichettando queste voci di dissenso a difesa del laicismo del nostro stato come “intolleranze laiche”,
addirittura un pericolo per la democrazia.
Come se contestare il papa fosse peccato mortale.
Come se questo di papa, fosse portatore sano di verità insconfessabili,
e non di idee politiche piuttosto retrograde (se non peggio).
Anche su questo blog (vedi post precedente),
ci siamo sentiti nominare come intolleranti,
solo perchè ci siamo aggiunti alle critiche di quei 70 professori
come altri 700 docenti si sono aggiunti in questi giorni.
Se criticare significa intollerare, verbo che richiama immagini di violenza,
ditemi voi cos’è stata se non pura violenza far blindare ieri La Sapienza con migliaia di agenti polizia,
dai carabinieri, dalla guardia di finanza.
Scene che rimandavano alla fine degli anni settanta,
con professori e studenti a cui non è stato consentito l’accesso in università da un muro di scudi e manganelli.
(C’è stata allora una manifestazione all’esterno dell’università,
pacata e pacifica, come si voleva essere la contestazione all’ingerenza vaticana.)
E se non vi basta, piuttosto di “intolleranza laica”, leggetevi il comunicato qui sotto e scoprirete
cosa ha benedetto oggi l’intolleranza cattolica.
D’altronde,
Vaticano e fascismi sono sempre andati a braccetto,
e domenica dinnanzi ad un angelus recitato da un papa dal passato nazista,
ci saranno orde di teste rapate con le bandiere di forza nuova.
COMUNICATO STAMPA
DEVASTATA L’AULA AUTOGESTITA DAL COLLETTIVO DI FISICA
SIT-IN – ORE 16 SOTTO AL RETTORATO DELLA SAPIENZA – CONFERENZA STAMPA 19 GENNAIO
Ci avete dipinto come violenti e intolleranti. Il rettore ieri ci ha chiuso fuori dalla città universitaria come pericolosi bande medievali pronte alla devastazione e al saccheggio. Aspettavate di vederci cadere nella trappola e scontrarci con le forze dell’ordine. Non è accaduto, ma questo clima ha
portato a degli atti punitivi che hanno colpito l’aula studenti di fisica, il gabbiotto autogestito di geologia e l’aula occupata di giurisprudenza.
Questa mattina entrando nell’aula occupata di Fisica, gli studenti hanno trovato foto e manifesti strappati dalle pareti e armadi, computer e libri imbrattati con bombolette; uno spettacolo in perfetto stile squadrista. I luoghi simbolo dell’università che vorremmo, dove gli studenti si
incontrano, studiano e dibattono liberamente. Sapevamo di aver fatto cosa grande e sgradita a molti, ce l’hanno fatta pagare e speriamo che i responsabili di questi atti non vadano oltre. Ma questo non deve cancellare i contenuti che in questi giorni abbiamo prodotto.
Il Re è nudo. L’atteggiamento del Vaticano ha dimostrato,
al di là delle parole, la natura eminentemente politica di questa istituzione. La quasi totalità dell’arco politico istituzionale, non riuscendo a far altro che a balbettare insulti a noi e servilistiche scuse al Papa, sottraendosi poi, esattamente come Ratzinger, alle contestazioni, ha dimostrato una volta di più la distanza che lo
separa dalla società reale, che ormai non riesce più non solo a rappresentare, ma neanche ad interpretare. E ha anche dimostrato di essere ostaggio di una Chiesa sempre più prepotente e delle sue lobbie. Le istituzioni universitarie, il rettore Guarini in testa, con la loro gestione ridicola e incompetente dell’intera situazione prima e con la militarizzazione tanto surreale quanto autoritaria della piazza nella giornata di giovedì hanno reso evidente la crisi di potere che attraversano e l’incapacità di governare un corpo studentesco che parla ormai una lingua che non capiscono. I media, se ce ne fosse ancora bisogno, con la loro caccia al mostro e con la totale mistificazione della realtà che hanno operato, hanno dimostrato ancora una volta di essere mero strumento di propaganda del potere e di indottrinamento della società civile.
Quando abbiamo iniziato non pensavamo che sarebbe venuto a galla tutto questo. E nemmeno pensavamo che il rettore sarebbe arrivato a tanto, dimostrando di aver perso totalmente il controllo di sé stesso, prima che dell’Università. Vietare l’accesso alla città universitaria agli studenti che volevano manifestare, chiedendo il dispiegamento di un numero enorme di forze dell’ordine in assetto antisommossa a bloccare gli ingressi, impedendo la normale circolazione di
chiunque in uno spazio pubblico e lasciando che, invece, i fascistelli di Alleanza Universitaria scorrazzassero liberamente per le strade della nostra università è degno solo di una dittatura. Guarini si deve dimettere.
Ma quello che è successo non può essere cancellato. Non importa quanto o quanti abbiano capito, noi c’eravamo. Non si potrà più tornare indietro. Abbiamo dimostrato che gli studenti possono decidere dell’università. Abbiamo dimostrato che il Papa può essere contestato come qualsiasi uomo su questa terra senza che nessun fulmine colpisca chicchessia. Abbiamo dimostrato che
il dibattito in questo Paese sulle questioni della scienza, delle ingerenze culturali e politiche del Vaticano sulla ricerca e sul pensiero scientifico è indegnamente arretrato e censurato. Abbiamo dimostrato che chi dissente e lo fa con la forza delle proprie idee viene additato da tutti come Il Mostro. E se a molti ha dato fastidio, vuol dire solo che abbiamo colpito nel segno.
COLLETTIVO RESISTENZA-FISICA
COORDINAMENTO DEI COLLETTIVI SAPIENZA
visto su femminismo a sud
Il Pastore tedesco Ratzi messo alla porta dell’università La Sapienza.
“Un papa che è contro l’evoluzionismo, Galileo Galilei e la ricerca scientifica non doveva essere invitato all’università, ma alle elementari”
(sentita un’ora fa alla radio )
Grazie al cielo,
e grazie alla lettera dei 70 docenti dell’università La Sapienza di Roma.
Il pastore tedesco Ratzinger non andrà all’inaugurazione dell’anno accademico,
il suo gregge di politici al guinzaglio già inizia ad ululare.
Per una volta si afferma il laicismo, elemento cardine della nostra Repubblica.
Per una volta la scienza si impone sulla superstizione,
la magia e i suoi sciamani con ai piedi prada non intaccano la Sapienza.
Affidare la Lectio magistralis nella università statale più antica d’Europa al papa, a questo papa integralista,
-che si era espresso recentemente con la sua enciclica contro l’illuminismo (ma la Chiesa in 18 secoli non abolì la schiavitù, cosa che fece la Prima Repubblica illuminista francese del 1794)
-che si oppone alla ricerca scientifica sulle staminali, all’aborto, all’eutanasia,
-che vorrebbe sostituire nelle scuole lo studio della teoria evoluzionistica di Darwin con l’allegra favoletta della genesi di Adamo ed Eva (“Adamo ed Eva mangiano la mela e Dio li caccia dal paradiso terrestre. Meno male che non ha scoperto cosa avevano fatto con le banane…” Daniele Luttazzi)
-che nel 1990 disse che il processo contro lo scienziato Galileo Galilei “fu ragionevole e giusto”
sarebbe stato appunto un ulteriore insulto al principio costituzionale che ci vuole stato laico.
Dal vaticano sbraitano in color porpora di censura.
Censura all’unico uomo al mondo che non consente mai contraddittorio?
Che ogni santa domenica ha a disposizione RAI UNO pagata col nostro canone per il suo live-show in diretta da piazza s. Pietro?
Solo un altro unto dal signore ha un’esposizione mediatica domenicale con più audience del papa,
perchè è il presidente del milan.
Chiudiamo il post con Voltaire, scomodato in maniera errata e fallace in queste ore da una destra assai poco caritatevole-cristiana,
Voltaire che idealmente risponde a papa-nazi e alla sua enciclica anti-illuminismo:
“(…) tutti i giorni, nei paesi cattolici, si vedono preti e monaci che, uscendo da un letto incestuoso senza neppure essersi lavati le mani insozzate d’impurità, vanno a produrre dei a centinaia, a mangiare e bere il loro dio, a cacare e pisciare il loro dio. Questa superstizione, cento volte più assurda e sacrilega di tutte quelle degli egiziani, ha valso a un prete italiano miliardi di rendita e il dominio di un paese, e ad alcuni verrebbe voglia di andare, a mano armata, a cacciare quel prete che si è impadronito del palazzo dei Cesari” Voltaire da “Dizionario filosofico” (1764)
papa nazista
GUERRILLA ANTIVATICANA
Il Pastore tedesco Ratzi messo alla porta dell’università La Sapienza. Leggi l'articolo »
La Palestina che George Bush non ha voluto vedere
E VOI RIUSCIRESTE A VIVERE COSI’?
“Mi chiamo Maha Abu Shatat. Vivo nello stadio di Rafah con mio marito e i miei 8 bambini. La nostra casa è stata distrutta dall’esercito israeliano.
Vivevamo vicino al confine egiziano e insieme ad altre centinaia di palestinesi ora siamo senzatetto perchè le nostre case erano considerate un rischio per la sicurezza di Israele.
La foto sopra mostra me e il mio figlio di 5 anni Mohammed”
intifada+pictures
pictures of Gaza, Rafah
“Tutti i bambini vanno a scuola ad eccezione di Ziad che è troppo giovane.
Prima erano tra i migliori nella loro classe, ma ora si stanno lasciando andare, per i bambini tutto è più difficile. Qui non hanno svago, non è infazia questa per loro.
Abbiamo dovuto abbandonare la nostra casa in meno di 5 minuti.
I carriarmati e i bulldozers sono arrivati e noi abbiamo dovuto correre via.
Tutti i giocattoli e i libri dei nostri figli sono andati persi, così come tutto ciò che possedavamo.
Ma siamo tutti salvi, grazie a Dio.
Un figlio del nostro vicino è rimasto ucciso, schiacciato sotto un muro crollato.”
Israeli=nazi
carterpillar gaza
“La nostra casa è stata demolita perchè gli israeliani vogliono creare una zona franca fra Rafah e il confine egiziano. Adesso ci dicono che stanno per uscire da Gaza.
Ci crederò solo quando lo vedrò coi miei occhi. In realtà credo che sia solo una mossa tattica. Quando guardiamo al futuro, noi tutti coviamo dei sogni per la nostra famiglia e per la Palestina. Però non ci sono segnali di miglioramento. Tutto pare andare di male in peggio.”
stop occupation
palestinian family in gaza
“Cerchiamo di tenere la famiglia unita. E’ l’unica forma di sopravvivenza.
Anche in questa drammatica situazione, ci scambiamo dei piccoli doni.
Questo è un dolce tradizionale palestinese, costa poco prepararlo.”
palestinian woman in rafah
palestinian refugee from rafah
“Attualmente viviamo dentro uno spogliatoio dello stadio.
Le persone che lo gestiscono vogliono che ce ne andiamo,
ma non ci muoveremo da qui prima di aver trovato una nuova casa o qualcuno che ci aiuti.
Per lavarci usiamo le toilet pubbliche dello stadio.
Ci sono allenamenti ogni giorno qui, ma le partite sono rare.
Mio marito Ibrahim fa parte di un gruppo che cerca di raccogliere fondi per coloro che a Rafah hanno avuto le loro case demolite. Dipendiamo dalla generosità delle persone.
L’Autorità Palestinese non ha fatto nulla per noi.”
free palestine
“Più di 2000 famiglie in Rafah hanno perso le loro case.
Stiamo organizzando un comitato di 12 persone che ci rappresentino dinnanzi alle autorità e provino anch’esse a raccogliere dei soldi.
Tre famiglie vivono con noi nello stadio.
Noi siamo stati i primi.
Viviamo qui da tre mesi.”
palestinian blog from gaza
italian blogs for palestine
“Questo è il nostro mangiare della sera…
La nostra vita è dura,
ma come ripeto sempre almeno siamo sani e salvi,
grazie a Dio”
———————
photostory from Gaza, Rafah
fonte: BBC
liberamente tradotto da Guerrilla Radio
Dal blog dell’amico israeliano Desert Peace
read in english
La Palestina che George Bush non ha voluto vedere Leggi l'articolo »
Voi quale maglietta indossereste per le vostre partitelle scapoli-ammogliati? (storia degli Zassbollah- Hezbollah, una «goliardata da schiappe combattive»)
Per le vostre partitelle della domenica scapoli-ammogliati…
questa casacca se siete degli infallibili bombers:
bush israel t-shirt
oppure questa’altra,
se avete poca tecnica e puntate a resistere e a colpire in contropiede:
foto squadra sarda hezbollah
italian team hezbollah t shirt
leggi la storia della squadretta amatoriale sarda che ha sfidato Zola con il logo della resistenza sciita Hezbollah:
Gli amatori di Hezbollah
Il video della discordia comincia con la foto di rito di una squadretta di calcio a 8. Campionato amatoriale sardo, stadio dell’Amsicora, il vecchio impianto di Cagliari. Cinque giocatori sono in piedi, quattro accosciati. La maglia è nera con un disegno giallo e rosso stampato sul petto. Alcuni di loro lo indicano col dito, il portiere lo copre col guantone. L’audio del filmato parte così. «Sì, è il logo di Hezbollah. Ma che ci fa sulle casacche di questi calciatori italiani?». E’ un servizio trasmesso a fine anno da Al Manar, la tv libanese del partito di dio, scovato dal Progetto di monitoraggio televisivo del Middle East Media Research Institute (Memri), un organizzazione indipendente con base a Washington che studia e analizza i mezzi di comunicazione mediorientali. E’ un video con sottotitoli in inglese che dura pochi minuti, intitolato «Una squadra italiana adotta il simbolo di Hezbollah per rafforzare il suo spirito di battaglia». Ha scatenato un acceso dibattito in rete e ieri è stato ripreso dal Giornale che ha fatto sua la crociata contro questa pericolosa banda di scapoli e ammogliati che inneggia al terrorismo. In prima pagina addirittura, ecco l’ingrandimento dell’osceno disegno: la mano che impugna il mitra di Hezbollah e il faccione avvoltolato nella kefiah di Zasso, il capitano della squadra, ribattezzata a inizio stagione Zassbollah. …
continua a leggere
Continuare a camminare verso l’utopia di guerre al rovescio (Kurt Vonnegut, Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini: danza obbligata con la morte)
end wars
“L’utopia è come una bella donna all’orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Faccio dieci passi e la bella donna si sposta di dieci passi. Per quanto cammini, mai la raggiungerò. A cosa serve l’utopia? Serve a questo: a camminare”.
Iniziamo l’anno con un’ utopia per andare avanti.
Una guerra che scorre al rovescio, come dovrebbe svolgersi ogni dannato conflitto in corso.
Dal libro di Kurt Vonnegut, Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini,
una delle nostre migliori letture dell’anno passato che consigliamo a chiunque non l’abbia ancora letto per l’anno novizio:
“…gli aerei americani, pieni di fori e di feriti e di cadaveri, decollarono all’indietro da un campo d’aviazione in inghilterra. Sopra la francia, alcuni caccia tedeschi li raggiunsero, sempre volando all’indietro, e succhiarono proiettili e schegge da alcuni degli aerei e degli aviatori. Fecero lo stesso con alcuni bombardieri americani distrutti, che erano a terra e poi decollarono all’indietro per unirsi alla formazione.
Lo stormo sorvolò all’indietro una città tedesca in fiamme. I bombardieri aprirono i portelli del vano bombe, esercitarono un miracoloso magnetismo che ridusse gli incendi e li raccolse in contenitori cilindrici d’acciaio e sollevarono questi contenitori fino a farli sparire nel ventre degli aerei. I contenitori furono sistemati ordinatamente nelle rastrelliere. Anche i tedeschi, là sotto, avevano strumenti portentosi, dei lunghi tubi di acciaio. Li usavano per succhiare altri frammenti dagli aviatori e dagli aerei. Ma c’erano ancora alcuni americani feriti e qualche bombardiere era gravemente danneggiato. Sopra la francia, però, i caccia tedeschi si rialzarono in volo e rimisero tutti e tutto a nuovo.
Quando i bombardieri tornarono alla base, i cilindri d’acciaio furono tolti dalle rastrelliere e rimandati negli stati uniti, dove stabilimenti impegnati giorno e notte li smantellavano per separarne il pericoloso contenuto e riportarlo allo stato minerale. cosa commovente, erano soprattutto le donne a fare questo lavoro. i minerali venivano poi spediti a specialisti in zone remote. Là dovevano rimetterli nel terreno e nasconderli per bene in modo che non potessero mai più fare male a nessuno.“
L’Anno Vecchio uscente, l’Anno Nuovo entra come un ladro nella casa del ladro
1043 1042 1041…
Contando all’indietro e partendo circa dal numero mille,
cantando i nomi del migliaio di lavoratori morti ammazzati per il benessere di pochi benestanti,
l’Anno Vecchio si congeda fra mille maledizioni.
L’Anno Nuovo, armato di piede di porco e vestito come diabolik,
fra qualche ora farà irruzione nelle case dei maiali ingioiellati,
che saranno altrove a fare i loro porci comodi.
Dove?
Nelle feste a cui noi non saremo mai ammessi,
i dirigenti della Thyssenkrupp di Torino coi padroni delle tante altre thyssenkrupp sparse in Italia, coi politici che ne fanno le veci,
e i vescovi che ne sposano le graziose rampolle, coi principi che rivendicano un regno da cui sono fuggiti,
stappano spumanti vendemmiati dalle lacrime delle vedove dei loro operai,
e si rimpinzano di tartine fatte cogli anulari, gli indici, e i medi, i cotechini delle mani e gli stinchi dei piedi persi da migliaia di infortunati sul lavoro.
L’Anno Nuovo come un ladro entrerà nelle case dei ladri,
che sono i padroni quando si fanno predoni di esistenze e ricchezze,
mi spiego meglio:
+90%
i profitti delle grandi imprese industriali in dieci anni
+5%
I redditi di un dipendente in dieci anni
93%
dei condannati (per infortuni sul lavoro) in primo grado non va in carcere
Mario Almerighi, magistrato
150 mila
I processi (per infortuni sul lavoro) che ogni anno vanno in prescrizione
Ministero Giustizia
Chi è il delinquente fra un Rom con due salsicce nascoste sotto il cappotto beccato appena fuori un supermercato,
e il SUV da 100mila sacchi che si lancia ubriaco contro una proletaria fiat punto facendo una strage?
Il mio augurio:
Che il Nuovo Anno si faccia ladro ed entri nella casa del ladro,
e depredi il padrone predone di quelle ricchezze che sono il potere usurpato col sangue.
Se non proprio che si faccia assassino…
Che depredi il potere a chi si sente legittimata da un cilicio benedetto dal vaticano, a discriminare i gay al pari del nazismo.
Che scippi il potere a quello che, pur essendo stato eletto per un attuare un programma di sinistra, consideri il precariato poi così non tanto male.
Che saccheggi il potere da chi si è arrogato il possesso di parole come Libertà,
e ha più condannati nel suo partito di una casa circondariale,
e Popolo, mentre considera i suoi elettori dei telespettatori, e i telespettatori ha sempre detto dei bambini di 5 anni.
Ma l’Anno Vecchio, sentendo tutto questo
andandosene ammette:
“tutto sommato, sino a quando ci saranno più operai in fila ai gazebo di Berlusconi che al funerale delle vittime di Torino, non c’è da nulla stupirsi se un principe dei sottaceti richieda indietro il regno ad un popolo che non ha mai smesso le sue vesti di suddito.”
Ma il mio augurio lo rinnovo lo stesso,
che il Nuovo Anno vestito da ladro entri nella casa del ladro:
ps.
questo post e questa canzone sono dedicati,
con dolcezza, a Nunzia ,
che mi aveva scritto da quest’altra parte.
Vik alias guerrila radio.
L’Anno Vecchio uscente, l’Anno Nuovo entra come un ladro nella casa del ladro Leggi l'articolo »
Favola di Natale 2: la vittima italiana incatenata alla tortura dalla “guerra al terrorismo”
In questi giorni di indigestioni da cappone e panettoni,
da auguri allo zucchero a velo, da brindisi alcooolici per gli ubriachi dilettanti,
come li definiva Bukowski,
qui ricordiamo chi da 42 giorni si nutre di sola aria,
e si disseta da una lurida ciotola d’acqua,
sbattuto per terra come una bestia in attesa del macello.
Lui si chiama Abou Elkassim Britel, ed è un nostro concittadino,
vale la pena ricordare la sua storia:
—————————————————————-
Abou Elkassim Britel è un cittadino italiano che sta scontando in Marocco una sentenza a nove anni di prigione, basata su una condanna infondata, ottenuta tramite la deportazione illegale (extraordinary rendition) e la tortura.
Il sig. Britel è emigrato in Italia nel 1989, ha sposato una donna italiana e nel 1999 ha ottenuto la cittadinanza italiana. Nel 2002, si recò in Pakistan per lavorare alla traduzione di libri sull’Islam.
Secondo quanto riferito dalla Fédération International des ligues des Droits de l’Homme (no.379/2 July 2004) e da Statewatch, Kassim è stato arrestato il 10 Marzo 2002 durante un controllo dei documenti a Lahore.
Il suo passaporto fu erroneamente ritenuto un falso, e di conseguenza fu immediatamente legato, incatenato e torturato; gli fu poi negato l’accesso all’Ambasciata Italiana per verificare l’autenticità del suo passaporto. Dieci giorni dopo, è stato condotto al Crime Investigation Department per cinque giorni di interrogatori, che comprendevano maltrattamenti, violenze e privazione forzata del sonno. E’ stato poi riconsegnato alla polizia, ed in seguito affidato ai Servizi Segreti pakistani; fu torturato nuovamente in due occasioni, durante una delle quali rilasciò false ammissioni sotto costrizione.
continua a leggere la storia di Kassim
———————————————-kassim libero
Per Kassim si deve e si può fare qualcosa.
La viceministra degli esteri Patrizia Sentinelli ha assicurato il proprio impegno personale per arrivare nel più breve tempo possibile a una soluzione positiva del caso.
Io posso rassicurare la moglie di Kassim e chi le sta vicino che la Sentinelli (Prc) è una persona seria, onesta e motivata, avendola incontrata sull’aereo governativo che mi conduceva volontario in Congo, avendo visto come per noi si è adoperata.
Ma un uomo non può digiunare a oltranza, arriva il momento in cui la tempestività di un governo nell’agire in difesa dei diritti umani è una questione di vita o di morte.
Dall’amica An-nisa apprendiamo che presto ci sarà da firmare una petizione online per Kassim, ne daremo sicuramente voce, sperando che la mobilitazione sia di massa. Verso un italiano che ha trascorso un 25 dicembre nell’inferno della tortura voluta da chi ha inventato e sostenuto quell’immane barbaria denominata guerra al terrorismo.
Approfindimenti:
il blog per Kassim libero
il sito
Khadija, la coraggiosa moglie di Kassim