4 palestinesi morti nei tunnel della sopravvivenza di Gaza.
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Guerriglia alla prigionia dell'Informazione. Contro la corruzione dell'industria mediatica, il bigottismo dei ceti medi, l'imperdonabile assopimento della coscienza civile. La brama di Verità prima di ogni anelito, l'abrasiva denuncia, verso la dissoluzione di ogni soluzione precostituita, L'infanticidio di ogni certezza indotta. La polvere nera della coercizione entro le narici di una crisi di rigetto. L'abbuffata di un pasto nudo, crudo amaro quanto basta per non poter esser digerito.
Allora quale Vittorio Arrigoni
anima Guerrilla radio?
“Je est un autre”
soleva dire Rimbaud.
“Lei è Allen Ginsberg?”
“uno dei tanti Allen Ginsberg”
rispondeva il poeta della beat generation a chi lo interrogava sulla sua identità,
intendendo con ciò sottolineare la frammentazione del suo ES
in così tante personalità da poter esser considerate vere e proprie persone a sé stanti.
Dotate quasi di propria indipendenza e libero arbitrio.
Questa premessa fondamentale
per chiarire o meglio
scurire,
a coloro che fisicamente non mi conosco,
chi qui si trovano dinnanzi sfogliando le agguerrite pagine di Guerrilla radio.
E chi non si trovano dinnanzi coloro che hanno avuto l’ardita sorte
di conoscere la carne e le ossa di Vittorio Arrigoni
(lo spirito è stato concesso solo ad una stretta cerchia di persone svestite di abiti abituali).
Guerrillaradio è il VittorioArrigoni che legge Orwell e Burroughs,
Saviano e Travaglio,
Micheal Moore e Noem Chomsky. Questo VittorioArrigoni, e non quello che medita fra le pagine dei discorsi del Dalai Lama, di Nietzsche, o del Mahabharata, fra gli haiku di Ryokan e Tagore, e poco di quello che nonostante tutto, al pub ci va ancora con sottobraccio Vian o i Fante, Bukowsky Keruac Gutierrez o Miller, la miglior compagnia possibile dinnanzi ad una carboazotata.
Il Vittorio Arrigoni che durante più di dieci anni
ha fatto del viaggio una università di vita,
i cui illustri docenti sono i personaggi anonimi che la miseria
ha reso miserables,
ma impreziositi veicoli di arcaici valori umani fondamentali.
Il perchè del Blog guerrillaradio
si fomenta nella mia cella d’isolamento a Tel Aviv,
nella quale fui recluso prima di subire un ingiusto processo
la mia unica colpa essere attivista incoruttibile nel campo dei diritti umani.
Guerriglia alla prigionia dell'Informazione. Contro la corruzione dell'industria mediatica, il bigottismo dei ceti medi, l'imperdonabile assopimento della coscienza civile. La brama di Verità prima di ogni anelito, l'abrasiva denuncia, verso la dissoluzione di ogni soluzione precostituita, L'infanticidio di ogni certezza indotta. La polvere nera della coercizione entro le narici di una crisi di rigetto. L'abbuffata di un pasto nudo, crudo amaro quanto basta per non poter esser digerito.
4 lavoratori sono morti ieri notte per via del crollo di uno dei tunnel scavati dai palestinesi sotto il confine di Rafah. Tramite i tunnel passano tutti i beni necessari che hanno permesso la sopravvivenza della popolazione di Gaza strangolata da 4 anni dal criminale assedio israeliano. Dai tunnel riescono a entrare nella Striscia beni principali quali alimenti, cemento, bestiame (vedi foto).
Anche gli ospedali della Striscia si approvv igionano dal mercato nero dei tunnel.
Dall’inizio dell’assedio a oggi più di 300 palestinesi sono morti al lavoro sotto terra per permettere ad una popolazione di quasi 2 milioni di persone di sfamarsi.
E’ una guerra invisibile per la sopravvivenza.
I nomi degli ultimi martiri sono: Abdel Halim e suo fratello Samir Abd al-Rahman Alhqra, 22 anni e 38 anni, Haitham Mostafa Mansour, 20 anni, e Abdel-Rahman Muhaisin 28 anni.
Restiamo Umani
Vik da Gaza city
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Silvio Berlusconi oggi: “faremo in modo di impedire la partenza della Freedom Flotilla per Gaza.”
Secondo quanto riferisce la radio israeliana secondo Berlusconi la missione della Flotilla non lavorerebbe in supporto alla pace nella regione.
Proponendo dei negoziati da tenersi in Sicilia (nelle tenute di Vittorio Mangano?), il premier “bunga bunga” ha ricordato per l’ennesima volta che Israele è l’unico paese mediorientale amico dell’Occidente, e che dovrebbe entrare a far parte dell’Unione Europea.
Berlusconi spinge per l’adesione d’Israele alla Comunità Europea, e contemporaneamente farà cacciare l’Italia al più presto.
Vi prego, ditemi che è la solita barzelletta…
Stay Human
Vik da Gaza city
Silvio Berlusconi: “fermeremo la Freedom Flotilla”. Leggi l'articolo »
Hosni Mubarak ricoverato d’urgenza in un ospedale a Sharm el Sheikh, e’ in terapia intensiva e le sue condizioni sono stabili.
A quanto pare ieri il dittatore non ha retto l’interrogatorio dei magistrati che indagano sui conti esteri della famiglia.
Mi immagino la scena: “ci dica, quanto soldi ha rubato dalla casse egiziane?” E come risposta un coccolone.
Da escludere che a deteriorare le condizioni di salute del faraone sia stato il regime di carcerazione:
“Come un può un uomo senza cuore subire un infarto?”, il commento più sagace scovato in rete.
Stay Human
Vik da Gaza city.
Mubarak ricoverato in ospedale Leggi l'articolo »
Per il 31esimo giorno consecutivo dopo il massacro dei 5 coloni dell’insediamento illegale di Itamar, il villaggio palestinese di Awarta rimane sotto assedio.
Un vero e proprio pogrom compiuto dall’esercito israeliano (spesso col sostegno dei coloni, la frangia più estremista e razzista del regime sionista di Tel Aviv), che ogni notte compie raid e rapisce civili palestinesi.
150 donne sono state condotte con la forza via dal villaggio nelle vicine basi militari per essere sottoposte a interrogatori e a test del DNA. Fra di loro ci sono donne incinte, vecchie ultraottantenni, bambine.
Durante i radi notturni i soldati israeliano danno sfogo alla loro natura di vandali lanciando granate, sfondando porte,spaccando finestre, distruggendo case e scorte alimentari.
A oggi, 71 palestinesi di Awarta risultano ancora sequestrati da qualche parte in Israele, fra di loro c’è anche Julia Mazen Awwad, 14 anni.
Nella foto, la sorella di Julia, Halaa, 6 anni, presa a calci dai soldati mentre cercava di impedire l’arresto della madre e della sorella.
Restiamo Umani
Vik da Gaza city
Il pogrom di Awarta Leggi l'articolo »
Oltre che neonazisti, il gruppo facebook di sionisti “Risposta a…” si scoprono oggi come omofobi.
Come dire, al peggio non c’è mai fine.
Vik da Gaza city
ps. ringrazio A. per la segnalazione.
Omofobia e sionismo. Leggi l'articolo »
La notizia, inizialmente lanciata da Al Jazeera e ripresa da i più importanti media della regione, pare trovare sempre più conferme.
A farsi carico della consegna delle armi da Tel Aviv al dittatore libico ci pensava Mohamed Dahlan, il più filosionista (vedi foto) e filostatunitense dei leader di Fatah venduti alla causa d’Israele.
Il Comitato Centrale ha annunciato l’inizio di una indagine, più che per fare luce per oscurare questo ulteriore scandalo per Fatah.
Vik da Gaza city
Gheddafi sta combattendo con armi made in Israel. Leggi l'articolo »
Il Consiglio di Sicurezza Nazionale di Tel Aviv sul suo sito sconsiglia ai cittadini israeliani di viaggiare in Iraq per il prossimo periodo.
Ora mi domando, ma che ci vanno a fare in Iraq gli israeliani?
E soprattutto, quali passaporti sventolano?
Stay Human
Vik da Gaza city
Israele sconsiglia al Mossad di viaggiare in Iraq. Leggi l'articolo »
Più di 50 palestinesi ammazzati qui a Gaza dall’inizio dell’anno. Nessuna vittima israeliana.
Armi vietate dai trattati internazionali.
Coloni e pulizia etnica.
Omicidi extragiudiziali.
Uno dei peggiori regimi di apartheid del mondo.
Un governo che instancabilmente emana leggi razziste.
Tribunali e giudici che fanno distinzioni fra “ebrei” e “non ebrei”,
Università e istituzioni accademiche che sostengono l’occupazione e la pulizia etnica della Palestina.
…
E Roberto Saviano ancora a menarcela sul suo ” riconoscimento della democrazia israeliana”.
Roberto Saviano e il razzismo d’Israele Leggi l'articolo »
La reazione alle parole de Segretario alla Difesa Robert Gates, secondo il quale le truppe statunitensi dovrebbero rimanere in Iraq ancora per anni, non si è fatta certo attendere: decine di migliaia di manifestanti fedeli al leader sciita Moktada al-Sadr, hanno inondato le strade chiedendo la cacciata dei soldati yankee dal Paese.
Ma non sono solo gli sciiti a chiedere l’uscita dell’esercito di Obama dall’Iraq, venerdì dopo la preghiera manifestazioni simili si sono viste anche nei quartieri sunniti di Baghdad.
“Leave, leave, occupier!” e “Get out! Get out! America the great devil!”, gli slogan più gettonati.
Stay Human
Vik da Gaza city
Iraq: la rivoluzione di cui nessuno parla. Leggi l'articolo »
Ennesima vittoria del Movimento BDS, il boicottaggio a Israele: i Ladysmith Black Mambazo, famoso gruppo corale sudafricano di musica tradizionale (isicathamiya e mbube) vincitore più volte del premio Grammy, ha dichiarato di non voler più suonare a Tel Aviv.
La scelta dei Ladysmith Black Mambazo segue quella di molte altre stelle della musica pop, come Carlos Santana, Pixies, Klaxons, Gorillaz e Gil Scott Heron, che si rifiutano categoricamente di organizzare concerti nello stato criminale che occupa la Palestina.
Stay Human
Vik da Gaza city
i Ladysmith Black Mambazo boicottano Israele Leggi l'articolo »
Il mio racconto di ieri per Peacereporter:
“Ho lasciato le mie cugine che stavano lavando i panni nel cortile di casa, quindi mi sono avviato verso la moschea per la preghiera di mezzogiorno. Non avevo ancora camminato per 500 metri quando ho sentito il boato, e giratomi di scatto ho visto il fumo salire sopra la nostra casa”.
Mentre ci offrono il caffè e i datteri rituali sotto la tenda della veglia funebre, Nidal continua il suo racconto. “Sono precipitato indietro con alcuni familiari e appena varcata la soglia di casa la scena raccapricciante: tutte 4 donne stavano stese a terra, Najah era già cadavere mentre sua figlia Nidal è spirata fra le mie braccia. Abbiamo caricato le altre 2 sorelle, Nida e Fida su 2 auto e siamo corsi incontro alle ambulanze. “
Ad Al-Farahin, Est di Khan Younis un drone UAV israeliano, uno di quegli velivoli senza pilota comandati a distanza che qui a Gaza chiamano “zannana”, ha mirato e fatto centro su un gruppo di donne. Il missile è esploso a mezzo metro da Najah Harb Qdeah, 45 anni, uccidendola sul colpo. Nidal Ibrahim Qdeah di 20 anni, è morto poco dopo, Fida di anni 15 è rimasta seriamente ferita ad una gamba mentre Nida Qdeah, un’altra bambina di 12 anni, sta lottando in questo momento fra la vita e la morte all’ospedale Europa di Khan Younis.
La giornata di oggi era cominciata seguendo lo stesso copione di morte e terrore di quella di ieri: elicotteri Apache, caccia bombardieri f 16 e droni concentrati nel loro fuoco da nord a sud della Striscia.
Questa mattina, prima dell’attacco alla famiglia Qdeah, sempre a Est di Khan Younis, durante un bombardamento venivano uccisi 2 guerriglieri di Hamas e contemporaneamente a Rafah 3 civili venivano feriti gravemente.
A Qarara , nel centro della Striscia di Gaza, moriva sotto le bombe Talal Abu Taha, un civile di 55 anni.
Nel pomeriggio altri 4 guerriglieri della resistenza palestinese uccisi a Est e a Nord di Gaza city.
Verso sera, le sofisticate apparecchiature israeliane tornavano a puntare sui civili e precisamente un gruppo di bambini che stava giocando a calcio nei pressi di Shujaiyeh: 2 bambini uccisi e feriti un’altr decina di minori di diciotto anni.
Uno dei corpi dei piccoli, non ancora identificati è arrivato all’ospedale Al Shifa decapitato.
All’ora in cui sto scrivendo, le 22:30 locali, gli ospedali sono in stato di allerta, e molti letti sono già occupati da feriti gravi, per la maggioranza civili. Fra questi, due donne colpite da schegge di proiettile a Zeitoun, quartiere est di Gaza city e un paramedico palestinese, rimasto seriamente ferito mentre cercava di evacuarle dalla zona dei bombardamenti.
Gli sporadici lanci di razzi artigianali dei guerriglieri palestinesi, oggi non hanno provocato feriti in Israele, ne tantomeno sostanziali danni alle cose.
Sotto la tenda funebre allestita per raccogliere il cordoglio per le donne assassinate ad Al Fahraeen, Nidal non trattiene la sua rabbia: “la comunità internazionale dovrebbe prendersi cura dei civili oppure no? Dov’è ora? Dove stanno? Tutti in Libia? Uccidono i nostri bambini, fanno a pezzi le nostre mogli e le nostre figlie e dove sta l’ONU?”
Maheer, un altro cugino delle vittime incalza: “dopo l’attentato a Gerusalemme, l’opinione pubblica israeliana è assetata di sangue , e anche se noi gazawi non c’entriamo niente, ecco che il governo di Tel Aviv li tieni buoni compiendo questi massacri a Gaza. Tanto per dimostrare quanto polso hanno, che controllano la situazione”.
Comunico loro che il portavoce dell’esercito israeliano dopo le molte vittime civili di questi due giorni ha espresso il suo dispiacere, ma allo stesso tempo ha accusato Hamas di utilizzare i civili come scudi umani.
Nidal e Maheer quasi non si trattengono sulle sedie.
Nidal: “hanno apparecchiature così sofisticate da riuscire dal cielo a leggere l’ora sul display del tuo orologio, e come è possibile che abbiano commesso un errore così marchiano da bombardare un cortile di una casa dove alcune donne stendevano dei panni?”
Le ultime notizie parlano di bombardamenti via terra a Zaitoun e via area a Nord di Gaza city.
Mi immagino quel soldato che è al posto di comando del drone che ucciderà anche questa notte, come se stesse vivendo una realtà virtuale, e gli omicidi punti accumulati sullo schermo di una mortifera playstation.
Il governo della Striscia è tornato anche oggi a chiedere una tregua, ma la sensazione è che siamo ancora distanti dal game over di terrore e omicidi.
Ahmed mi ha appena chiamato al telefono: “Victor, hai del pane in frigo? Dai usciamo, conviene fare scorte”.
Restiamo Umani
Vik da Gaza city
Gaza: pioggia di fuoco Leggi l'articolo »
Ore 19:15 locali.
Un drone israliano, un veivolo comandato a distanza responsabile dell’uccisione di donne e bambini in queste ultime ore nella Striscia ha appena bombardato a Est di Zaitoun, Sud Est di Gaza city, a circa 200 metri dalle abitazioni della famiglia Samouni.
Il caso “Samouni” è uno degli attacchi terroristici più efferati della storia d’Israele.
Agli inizi di gennaio, 29 membri della stessa famiglia vennero massacrati senza pietà dall’esercito israeliano.
Erano tutti civili. Per lo più donne e bambini.
Stay human
Vik da Gaza city
Ps. Poco fa bombardamenti a Sudania, Nord della Striscia di Gaza: 3 feriti, uno dei quali in fil di vita.
Urgente: bombardamenti israeliani sulla famiglia Samouni Leggi l'articolo »
Gaza city, 9 aprile 2011, poco dopo mezzanotte.
Khalil del PCHR
e
Vittorio dell’ISM.
2 attivisti per i diritti umani si incontrano per fare il punto della situazione dopo 2 giorni di massacri israeliani contro la popolazione civile della Striscia di Gaza.
2 amici si scambiano battute e cercano di sollevarsi il morale a vicenda, nell’atmosfera spettrale di bombardamenti che intanto continuano.
Fra un arghile che non cessa di sbuffare fumo e aerei da guerra di ronzare sopra le loro teste.
Prestate attenzione a cosa succede al minuto 10:18.
Stay Human.
Vittorio Arrigoni da Gaza city
Un arghile sotto le bombe. (Gaza city, il 9 aprile 2011) Leggi l'articolo »
Disgustoso è sinonimo di sionista.
Questo che vedete qui sopra è lo screenshoot dell’apertura del sito internet di notizie più popolare in Israele: Ynetnews.com .
“Pollaio subisce seri danni” (riferito ai razzetti Qassam).
All’interno dell’articolo, ben tenuto ben in secondo piano poi venivano citate le vittime civili palestinesi massacrate ieri.
(Pare che la redazione oggi abbiamo modificato il pezzo resosi conto della “gaffe”…)
Stay Human
Vik da Gaza city.
L’apertura di ieri del quotidiano sionista Ynet Leggi l'articolo »
Il mio racconto di questa mattina per Peacereporter:
L’escalation tanto invocata da Israele ha trovato la sua massima espressione nelle ultime 24 ore.
Nonostante da fine dicembre, poi nel corso del mese di gennaio e l’ultima volta prima di ieri il 26 marzo, tutte le fazioni politiche della Striscia di Gaza congiunte abbiano ripetutamente proposto una tregua ad Israele, la richiesta di cessate il fuoco è sempre rimasta lettera morta.
Ripercorriamo i fatti delle ultime settimane:
16 marzo. 2 miliziani delle brigate Ezzedin al Qassam, braccio armato di Hamas, vengono uccisi durante un bombardamento aereo a Sud di Gaza city.
19 marzo. Contemporaneamente alle manifestazione pacifiche dei giovani palestinesi per la fine delle divisioni a Gaza city, represse violentemente dalla polizia di Hamas, le brigate al-Qassam decidono di vendicare i 2 commilitoni uccisi sparando una cinquantina di colpi di mortaio verso il deserto del Negev: 2 israeliani feriti lievemente La sera dello stesso giorno, un carro armato israeliano bombarda la zona a Est di Juhor al-Dik , nel centro della Striscia di Gaza, uccidendo 2 bambini palestinesi.
22 marzo. Nuovo massacro dell’esercito israeliano. Nel pomeriggio un carro armato spara verso un quartiere residenziale a Shujaiya, Est di Gaza City. Risultato: 4 morti, 2 dei quali erano bambini, e 11 feriti gravi, compresi 8 bambini, tutti civili. Stavano giocando a calcio. Il portavoce dell’esercito israeliano ammette essere stato un increscioso errore di puntamento.
Alla sera, caccia f 16 israeliani bombardano Zaytoun a est di Gaza City, uccidendo 4 miliziani di Hamas.
23 marzo. Una bomba esplode a Gerusalemme, uccidendo una donna e ferendo altri 30 israeliani. Sebbene non via nessuna rivendicazione da parte palestinese e nessuna prova che dimostri una possibile connessione fra gli esecutori e i mandanti dell’attentato con Gaza, il giorno seguente il campo profughi di Jabalia viene bombardato: 3 feriti lievi e sostanziali danni agli edifici.
27 marzo. Bombardamenti aerei israeliani uccidono 2 esponenti delle Brigate al-Quds, braccio armato della Jihad Islamica. Un terzo guerrigliero è ferito gravemente.
30 marzo. Altro attacco contro i miliziani delle Brigate al-Quds, nei pressi della moschea di Rafah: un morto e un ferito grave
2 aprile. Ancora esecuzioni extragiudiziarie: Isreale uccide 3 miliziani di Hamas. Il portavoce dell’esercito dichiara che sebbene non erano impegnati in attività ostili, stavano “pianificando il rapimento di israeliani durante le festività della Pasqua ebraica”. I missili israeliani si fanno accusa, giudice e boia.
5 aprile. A Port Sudan, in Sudan, un’auto è centrata da un missile sparato da un elicottero israeliano: muoiono Abdel Latif al-Ashqar, dirigente di spicco di Hamas e un suo fedele collaboratore.
Nella notte bombardamenti a Est di Gaza city, che causano il ferimento di 4 civili, (fra questi anche una donna incinta). 6 aprile . Caccia f16 israeliani sganciano bombe a sud della Striscia (Rafah) e a est di Gaza city (Zaitoun), provocando il ferimento di un civile palestinese.
Nell’arco del periodo trattato, i danni provocati dai razzi palestinesi in risposta ai bombardamenti israeliani di cielo e di terra sono stati minimi: 2 feriti lievemente.
7 aprile, ieri. Circa alle ore 16 carri armati israeliani bombardavano la zona di Juhor Ad Dik, contemporaneamente elicotteri Apache concentravano il fuoco nel sud della Striscia di Gaza, ad Al Fukhkhari ed a Est di Abassan e caccia f 16 lanciavano missili contro una base militare di Hamas ad Abu Jarad, Sud Est di Zaitoun.
Poco dopo, un carro armato israeliano bombardava nei pressi Shujaieh, est di Gaza city, uccidendo Mahmoud Al-Manasra di 50 anni, e ferendo altri civili palestinesi. A questi continui attacchi la resistenza rispondeva con sporadici lanci di razzi artigianali. Un missile, questa vero, anti-carro, mancava il bersaglio predestinato e centrava invece un autobus in transito nel Negev occidentale: feriti 2 civili israeliani, fra cui un ragazzo di sedici anni.
Deir Al Balah, Khan Younis, Jabalia, Rafah, i bombardamenti israeliani si intensificavano lungo tutta la Striscia fino a questa mattina. Nelle ultime 24 ore abbiamo contato 7 palestinesi uccisi, 4 dei quali sono civili e una ventina di feriti gravi.
Contemporanea a questa continua mattanza di civili e miliziani di oggi e degli ultimi giorni, una lunga serie di crimini di guerra e contro il diritto internazionale, c’è da sottolineare il nuovo invito da parte palestinese ad un cessate il fuoco, anche quest’ultimo pare destinato a cadere nel vuoto.
Il clima di incessante violenza e continue provocazioni che stiamo vivendo riporta drammaticamente alla memoria la notte del 4 novembre 2008, quando Israele ruppe la tregua siglata con Hamas uccidendo 6 miliziani, per poi scatenare una escalation di attacchi durante tutto il mese di novembre. A dicembre, Hamas ripropose un nuovo cessate il fuoco che Israele puntualmente rigettò per dare inizio a Piombo Fuso.
Le dichiarazioni nei giorni passati del vice primo ministro Silvan Shalom, e del ministro della cultura Limor Livnat hanno fatto chiaramente riferimento ad una “operazione piombo fuso 2”, alle porte e i motivi appaiono chiari. Shalom, il 23 marzo alla radio israeliana ha così parlato: “Hamas ha aperto un nuovo fronte contro Israele per fermare ogni possibilità di negoziato con i palestinesi”. In pratica, il nuovo fronte sarebbe la possibilità di un governo di unità nazionale che veda insieme Hamas con l’Autorità Palestine di Abu Mazen, e non è un caso che gli attacchi israeliani si sono scatenati nel momento in cui le due parti erano più vicine, in seguito al crescere delle manifestazioni per la fine delle divisioni fra Ramallah e Gaza.
Le attenzioni della comunità internazionale, tutte rivolte verso l’offensiva contro la Libia, e soprattutto il veto di Obama alla recente risoluzione ONU di condanna al proliferare della colonie illegali in West Bank , sono state il semaforo verde per l’escalation di attacchi contro la popolazione civile di Gaza.
Anche il recente articolo di Richard Goldstone sul Washington Post, nel quale il giudice ritratta alcune conclusioni del rapporto ONU che porta il suo nome, sono un ulteriore via libera per nuovi massacri.
Restiamo Umani
Vittorio Arrigoni da Gaza city
Israele e l’escalation di violenza annunciata e invocata Leggi l'articolo »
I bombardamenti israeliani di martedì notte a Est di Gaza city hanno causato il ferimento di 4 civili, fra questi anche una donna incinta.
“una donna era incinta??? Ebbè due piccioni co’ na fava”.
Questo il colto commento dell’amministratore di un gruppo Facebook dedicato alla diffamazione e all’ingiuria.
Marmaglia neonazista che probabilmente gira per casa con indosso magliette tipo queste:
In Italia vige ancora un confine fra libertà di espressione e istigazione alla violenza?
Stay Human
Vik da Gaza city
Il nazista chino sul pc di fianco a te Leggi l'articolo »
Non pago dei bombardamenti quotidiani a Gaza, Israele martedì ha bombardato anche il Sudan.
Nell’auto centrata da un missile sparato da un elicottero israeliano a Port Sudan, sono morti Abdel Latif al-Ashqar, dirigente di spicco di Hamas e un suo fedele collaboratore.
Non è il primo raid aereo israeliano contro il Sudan in questi ultimi anni. Nel gennaio 2009 un convoglio composto da 17 automezzi fu attaccato da cacciabombardieri nei pressi della frontiera con l’Egitto. I morti furono 119, tra di essi molti civili.
Ora immaginate per un secondo che succederebbe se un elicottero sudanese bombardasse Tel Aviv per uccidere un presunto terrorista…
Stay Human
Vik da Gaza city
Israele attacca il Sudan Leggi l'articolo »
Anche ieri notte bombardamenti: caccia f16 israeliani hanno sganciato bombe a sud della Striscia (Rafah) e a est di Gaza city (Zaitoun). Un palestinese ferito, ricoverato all’ospedale di Rafah.
Domenica scorsa, attivisti israeliani, palestinesi e internazionali, si sono dati appuntamento di fronte all’ambasciata statunitense di Tel Aviv per chiedere alla comunità una No Fly Zone come quella instaurata in Libia anche sulla Palestina, di modo da proteggere la popolazione civile contro gli ormai pressochè quotidiani attacchi degli aerei da guerra israeliani.
Stay Human
Vik da Gaza city
Una No Fly Zone sulla Palestina Leggi l'articolo »
“Se Israele attaccherà Gaza dichiareremo guerra contro il regime sionista”.
Così ha dichiarato Mohamed El Baradei, candidato a essere il prossimo presidente d’Egitto.
Queste dichiarazioni seguono quelle di settimana scorsa dell’attuale ministro degli esteri egiziano Nabil El-Araby, che ha promesso di instaurare nuove amichevoli relazioni diplomatiche con l’Iran, gli Hezbollah libanesi e con Hamas nella Striscia per favorire il miglioramento della crisi umanitaria dei palestinesi.
Non solo parole, ma anche fatti: il nuovo Egitto domenica ha liberato dalle sue prigioni altri 14 palestinesi. Erano stati arrestati sotto il regime di Mubarak.
I pianti dei sionisti per la dipartita del faraone si continuano incessantemente a udire da oltre il confine.
Stay Human
Vik da Gaza city
Il nuovo Egitto è antisionista Leggi l'articolo »