Mia madre è primo cittadino di un paese immerso nell’operosa brianza e mi ha sempre
insegnato a non accettare favori dagli industriali e dai costruttori edili,
dal mondo imprenditoriale in generale,
che da favore accettato segue poi favore da concedere.
Nella microeconomia di un piccolo paese ciò può significare la richiesta di una variazione del piano regolatore,
una non stretta osservanza delle norme in materia di salvaguardia ambientale.
Immaginate ora nella macroeconomia di una nazione come gli Stati Uniti d’America quali “favori” da concedere può ritrovarsi sulla scrivania del suo ufficio un presidente in carica.
Andiamo quindi a snocciolare le cifre dei “favori” espressi in dollaroni gentilmente serviti ai candidati alla casa bianca,
dalle multinazionali americane.
Hillary Clinton è la candidata più sponsorizzata con circa 89 milioni di dollari (i dati pubblicati arrivano solo fino al 30 settembre 2007). Al secondo posto c’è Barack Obama con 79,4.
Dalla parte repubblicana Mitt Romney con 61,6 milioni è il candidato più ricco. John McCain ha raccolto solo la metà dei suoi finanziamenti e addirittura Mike Huckabee con 2,3 milioni, è solo al 14esimo posto nella classifica dei candidati più sponsorizzati.
In totale i democratici sono stati i più finanziati con 241,1 milioni di dollari. I candidati del partito del presidente Bush ne hanno raccolti invece 175,1.
Nel dettaglio, L’industria musicale, cinematografica e televisiva ha finanziato Obama con 2 milioni e 200mila dollari, la Clinton con circa 60 mila dollari in meno.
Internet e tecnologia: con 940 mila dollari Obama è in testa, seguito ancora dalla Clinton a quota 883 mila.
Obama inoltre è stato il più foraggiato da scuole e università degli Stati Uniti. Dagli atenei sono arrivati 2 milioni e 100mila dollari.
Le Cifre più consistenti però arrivano dai grossi studi legali, che in America operano al pari di aziende multinazionali e muovono ingenti capitali. Nell’ultima campagna elettorale i soldi sono andati soprattutto ai democratici. Hillary Clinton ha ricevuto la bellezza di 9 milioni e 500 mila dollari. Non è andata male neanche a John Edwards che ne ha intascati poco più di 8, seguito a breve distanza, si fa per dire, da Obama, con 7 milioni 940mila dollari.
Il settore immobiliare, nonostante la crisi dei mutui subprime, si è dato molto da fare nella campagna elettorale. Anche in questo campo è stata Hillary Clinton a farla da padrone con circa 3 milioni e 900mila dollari. Il secondo più finanziato è stato Mitt Romney che ne ha raccolti 3 milioni e 271 mila. Rudolph Giuliani è in terza posizione con 2 milioni e 921 mila dollari. L’ex sindaco di New York ha racimolato molto anche dal settore Securities & Investment. Con 4 milioni e 500 mila dollari è appena dietro la solita Hillary Clinton che è ancora una volta la più finanziata: ne ha ottenuti 4 milioni 735 mila dollari . (i dati qui raccolti sono disponibili sul sito opensecrets.org)
Cosa vogliamo dimostrare con questo post?
In primis che “Chi ha più soldi vince”. E che i milioni di dollari versati nella casse dei candidati sono un buon investimento per le lobby del potere economico,
perchè ovviamente il futuro presidente che hanno finanziato non agirà mai contro i loro interessi.
Nella “più grande democrazia del mondo” come viene eletto un presidente?
Semplice, se lo comprano le lobby.
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