Dalla sinistra arcobaleno sconfitta la rivincita di una sinistra tempesta più combattiva

Hermanos, coraggio,
fuoriusciamo dall’agone della depressione,
con le ossa rotte come dopo un battibecco con Tyson,
ma nello spirito non ancora completamente vinti.
 
Del resto riconosciamolo non eravamo troppo in forma,
e schivare fendenti che arrivano dal centro e dalla destra
in maniche di kashmir e con lo stesso sigarazzo in bocca  da 15 anni non è certo agevole.
 
E’ giunto il momento di rimettersi in forma,
rassodare i muscoli,
scendere in strada per allenarsi con l’uomo qualunque,
piuttosto che accordare sofismi coi liutai dei palazzi del potere.
 
Essere di meno richiede di essere più massicci,
scattanti, schivare, incassare e restituire.
Più i razzismi e i pregiudizi si fanno numerosi,
più noi dobbiamo saperci fare trovare combattivi.
 
Anche se la nostra tribù è a rischio di sparizione,
duole ammetterlo.
 
Siamo una specie in via di estinzione, 
ma certo non ci faremo rinchiudere nelle riserve vero?
Ne tanto meno attenderemo lassisti la venuta dello sciacallo padano a cacciarci,
combatteremo come abbiamo sempre fatto,
da domani con ancor più grinta,
con la consapevolezza di essere gli unici tenutari del dna della nostra specie,
la pace, la solidarietà, la giustizia sociale, quell’ antifascismo più ampliamente inteso come lotta contro forma di pregiudizio, discriminazione.
 
Siamo una specie in via di estinzione, dicevo,
proliferiamo difficilmente perchè l’Italia è ormai ridotta a terreno fertile per i particolarismi,
i localismi, gli egoismi che aspirano tutti  all’imitazione di un uomo solo che appare dai suoi schermi tv bello come un dio greco e generoso come un santo moderno.
Ma che in realtà, ripassato lo schermo con uno strofinaccio netto,
è solo un brutto nano avaro e malvagio come uno gnomo mefisto.
 
 
Non gettiamo la spugna prima di aver sentito il rintocco dell’ultimo round,
l’incontro finale si combatte fuori dai ring ufficiali.
 
Non abbiamo una adeguata rappresentanza nell’arena politica, è vero,
ma non è che quella appena spazzata via ci calzasse a pennello,
ora siamo orfani,
quindi più cattivi, temibili.
 
Ci riconosceremo per strada anche più facilmente, credo,
saremmo infatti gli ultimi di questa disgraziata Italietta a camminare danzando 
piuttosto che eseguendo una cadenza militare.
contro quei fascisti della lega
 
“Fluttuare come una farfalla, pungere come un’ape”
(M. A.)
 
Vittorio alias guerrilla radio

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Il vincitore morale delle elezioni del 2008: La morte de….

“Cher freres,
hanno vinto le elezioni i fascisti leghisti,
mi vergogno del mio paese,
mi dispiace.
 
votre Vik”
 
(sms agli amici senegalesi, ore 19.35)
hanno vinto i mafiosi e i fascisti e i razzisti
 
I was wondering how all of you felt. And now I know! I feel the same way about Sarkozy, the little putz. Greta
 
(short mail dalla Francia, ore 21.45)
 
 
“Mi dispiace anche io per le elecioni però
Allah Akbar”
 
(sms by Baba, ore 15.05)
 
 
“Allah Akbar ma
Berlusconi Mafioso!
 
salama”
 
(Sms di riposta a Baba, ore 15.19)

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Silvio Berlusconi ha vinto le elezioni 2008. (la nuova credibilità italiana all’estero: berlusconi buffone, berlusconi ossessionato,berlusconi mafioso, berlusconi fascista, berlusconi comico, berlusconi deprimente, berlusconi come mussolini, ecc.)

A poche ore dal voto rifletto sulla campagna elettorale appena trascorsa, che ho seguito parecchio distratto, non trovando alcunchè di allettante nell’osservare Silvio Berlusconi muoversi da padrone nei suoi salotti televisivi servito dai suoi principali maggiordomi. Il primo, l’insetto viscido di rai uno, che ha in Berlusconi il suo editore per un contratto milionario, il secondo, su canale 5 che l’ha come vero e proprio datore di lavoro. Riflettete con me, ieri durante “l’intervista” di Mentana a Veltroni si è registrato un altissimo audience, quandunque  è scattata la pubblicità. In quel preciso istante, la popolarità di Veltroni stava riempiendo di bei soldoni la tasche  del suo rivale. Le cose sono due, o Berlusconi è geniale o il nostro paese è popolato da una manica di coglioni.

E a sfogliare i giornali stranieri è facile farsi un opinione:

The Economist, 10 aprile 2008: “Il ritorno del buffone”.

“I maggiori rischi per Silvio Berlusconi arrivano da se stesso. Per dieci settimane di campagna elettorale, il magnate italiano è riuscito a tenere per sè le battute di spirito”:

Berlusconi “è stato sobrio e sembra probabile che diventi Primo Ministro per la terza volta in 14 anni”: fino a qualche giorno fa Berlusconi si era limitato a “battute stupide o sessiste che non potevano danneggiarlo” ma martedì “un lato più sinistro è emerso quando Berlusconi ha dichiarato che i magistrati dovrebbero fare dei controlli sulla sanità mentale”.

Leggi l’articolo in orginale da “The Economist”

rilultati elettorali regione per regione alle ore 15 16 18 19 20 21

Le Monde, 10 Aprile 2008

“Quello relativo ai magistrati non era mai stato aperto durante la campagna elettorale ed è ritornato alla ribalta martedì, il giorno precedente se l’era presa con i comunisti di sempre, sua altra ossessione che si credeva guarita”.

affluenza urne alle ore percentuale votanti provincia

The Times, 9 Aprile 2008 : “Silvio Berlusconi vuole riabilitare nei libri di storia gli uomini di destra collegati alla Mafia”

Tra “gli eroi dimenticati della destra” ricorda il quotidiano inglese quotando Marcello Dell’Utri vi sarebbe anche “Vittorio Mangano, stalliere di Berlusconi, che è stato condannato per un omicidio di mafia e morì di cancro in prigione nel 2000. L’accusa sostenne che Mangano aveva agito come ponte tra Cosa Nostra in Sicilia e le attività malavitose nell’Italia settentrionale”.

The Times non perde l’occasione per ricordare come anche Dell’Utri “sia stato condannato in primo grado per le sue connessioni con la Mafia ma abbia presentato appello contro la sentenza a nove anni di reclusione. Continua ad essere un senatore, gestisce il network dei club di Forza Italia ed è uno dei consiglieri più vicini a Berlusconi”.

leggi l’articolo originale da “The Times”

prima dichiarazione vittoria berlusconi

DailY Telegraph, 8 aprile 2008: “Berlusconi pronto per un altro comico turno al potere”

“Gli stranieri trovano difficile da comprendere il successo di Berlusconi ma (in Italia) è amato per due ragioni” è la conclusione alla quale giunge Malcolm Moore, corrispondente in Italia per il quotidiano inglese Daily Telegraph.

“Innanzitutto è un infaticabile showman, non riesce a resistere alla battuta di spirito”: il giornalista inglese fa alcuni esempi e si domanda “riuscite ad immaginare un altro leader europeo comportarsi nello stesso modo?”.

“Il suo secondo talento è la capacità di fare promesse sull’orlo della credibilità. Decenni alla guida del maggiore network televisivo italiano gli hanno insegnato a vendere sogni”.

berlusconi vince le elezioni

Financial Times, 8 Aprile 2008: “Deprimente la prospettiva di un nuovo governo Berlusconi”

 “L’Italia ha bisongo di riforme, e la prospettiva di un nuovo inefficace governo guidato da Silvio Berlusconi e composto dalla stessa casta di politici che continuano a ritardare le sfide che il paese non può più evitare è profondamente deprimente”.

Leggi l’articolo originale dal “Financial Times”

 

Washington Post, 6 aprile 2008: Berlusconi come Mussolini?

“‘Il passato non è morto’ scrisse Faulkner. ‘Non è neanche passato’. Non stava parlando dell’Italia ma mentre l’Italia si avvicina alle elezioni per il sessantaduesimo governo dalla Seconda Guerra Mondiale, potrebbe averlo fatto. L’ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, l’uomo più ricco del paese e il primo ministro rimasto in carica più a lungo dalla caduta del dittatore fascista Bemito Mussolini è ancora in lizza”.

“Berlusconi aveva solo 8 anni quando i partigiani appesero il Duce in Piazza Loreto, ma dal tono del dibattito viene da pensare che Mussolini fosse stato un suo camerata. Almeno in spirito”.

Leggi l’articolo originale dal “Washington Post”

reazione risultati veltronie ancora, impietosamente:

The Wall Street Journal, 4 aprile 2008: Air Silvio

“E’ difficile per un politico far esplodere una crisi seria prima di aver ricevuto il mandato ma è ciò che Silvio Berlusconi è riuscito a fare con Alitalia”.

Leggi l’articolo originale da “The Wall Street Journal”

“Financial Times”, 17 marzo 2008:”Berlusconi, un sinistro clown”

“The Observer”: 16 marzo 2008: “il re delle gaffe incanta di nuovo l’Italia”

r(Tutto materiale estrapolato a piene mani dall’ottimo blog Visti da lontano, andate a visitare.)

In pratica, da settimana prossima, se vi capita di viaggiare all’estero, dite di essere svizzeri…

ps. Dato che Guerrilla radio è parecchio influenzato, (forse perchè sta sviluppando gli anticorpi per il virus che da lunedì ammalerà l’Italia) che qualcuno rolli per me un bel joint stordente ben oltre la modica quantità prevista da Giovanardi, (ma neanche la mastodinca inalata da Nanni Moretti, non esageriamo!), che questo incubo cessi presto brothers…

Silvio Berlusconi ha vinto le elezioni 2008. (la nuova credibilità italiana all’estero: berlusconi buffone, berlusconi ossessionato,berlusconi mafioso, berlusconi fascista, berlusconi comico, berlusconi deprimente, berlusconi come mussolini, ecc.) Leggi l'articolo »

Messaggio per gli elettori del PD di Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, votate al senato per la Sinistra Arcobaleno (Voto Utile o Voto Disgiunto)

Si fa un gran parlare di voto utile o voto disgiunto, l’argomento è ampio e complesso,
cercheremo allora di focalizzare la questione solo sui gli elettori del PD, perchè e dove dovrebbero votare Sinistra Arcobaleno per favorire loro stessi e svantaggiare Berlusconi.
 
Ovviamente ci riferiamo solo al senato, dove i partiti piccoli (UDC e Sinistra Arcobaleno) devono raggiungere la soglia dell’8%, altrimenti vedono i loro seggi convolare soprattutto verso il PDL di Berlusconi (nelle regioni da noi trattate).
 
Per tutti gli altri elettori rimandiamo all’ottima analisi di Noise Amerika, da cui abbiamo estrapolato dati e spiegazioni.
 
 
Lombardia= stando agli ultimi sondaggi, questo lo scenario che si prospetta:
Partito
Voti assoluti
Percentuale voto

totale
Percentuale voti

validi (solo partiti sopra soglia)
Numero seggi
PdL
3.085.509
53,14
65,17
31
PD
1.649.100
28,40
34,83
16
SA
443.977
7,65
0
0
UDC
304.677
5,25
0
0
Come si vede, la Sinistra Arcobaleno fallisce la soglia dell’8% di poco.Siccome a quel punto solo PdL e PD partecipano alla ripartizione dei seggi, il 53,14% dei voti totali del PdL diventa il 65,17% dei voti validi (quelli dei partiti che superano l’8%). Con tale percentuale il premio diventa irrilevante e il PdL prende ben 31 seggi.

E’ necessario allora che la Sinistra Arcobaleno sorpassi la soglia dell’8%.

Infatti supponendo che ce la faccia, che 22000 voti (lo 0,38% del totale) passino dal PD alla SA. La nuova situazione sarebbe la seguente:

Partito
Voti assoluti
Percentuale voto

totale
Percentuale voti

validi (solo partiti sopra soglia)
Numero seggi
PdL
3.085.509
53,14
59,58
28
PD
1.627.100
28,02
31,42
15
SA
465.977
8,02
9,00
4
UDC
304.677
5,25
0
0

In questo caso, che auspichiamo,
 Il PD perde un seggio ma ne fa perdere ben 3 al PdL. In questa elezione 3 seggi possono determinare se ci sarà o meno maggioranza al Senato. Mi pare quindi ovvio che il PD debba dirottare parte dei propri voti su Sinistra Arcobaleno: il sacrificio di un seggio vale bene la possibilità di ridurre di 3 seggi il bottino del PdL. Si noti inoltre che in questa regione non c’è rischio di perdere il premio se troppi elettori PD votano SA, è chiaro che comunque il primo partito sarà il PdL.
 
Emilia Romagna= e’ scontato che il premio vada al PD. Il voto utile consiste nell’aiutare la Sinistra Arcobaleno, che passerà quasi certamente la soglia dell’8%, a portare via seggi al PdL. . Attenzione per gli elettori del PD , se usano in troppi il voto strategico allora il PD rischia di perdere il premio (questo invece non accade in Lombardia). Dato però che la distanza tra i due schieramenti fu nel 2006 (ed è secondo la media sondaggi) superiore al 10% non ci dovrebbero essere problemi a spostare un congruo numero di voti verso SA. Un pezzo recentemente apparso su l’Unità è un bell’esempio di come il PD si stia muovendo. Dice ufficialmente di non usare il voto disgiunto (non vuole che troppi elettori lo pratichino) ma segnala che personalità influenti e con credibilità nell’elettorato del centrosinistra, come Gianfranco Pasquino e Mauro Zani, useranno questa opzione.

Toscana= situazione identica che in Emilia-Romagna: Sinistra Arcobaleno sicuramente sopra la soglia dell’8%, premio sicuro al PD. Una parte degli elettori del PD dovrebbe votare (senza esagerare) per la Sinistra Arcobaleno in modo da togliere seggi al PDL di Berlusconi.
 
Spero di essere stato comprensibile,
Elettori del PD dirottate parte dei vostri voti sulla Sinistra Arcobaleno in Lombardia Emilia Romagna e Toscana, ne va del vostro bene!
 
Soprattutto per gli elettori in Lombardia dove la situazione è più incerta, ed è necessario che la Sinistra Arcobaleno superi la famigerata soglia,
un ulteriore approfondimento qui.

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Io non voto: rivolete la mafia e il fascismo al potere? (chi era il mafioso Vittorio Mangano e Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi mafiosi)

Quest post è dedicato a tutti quanti hanno deciso di asternersi dal voto di domenica.

 

 io non voto perchè nessuno mi rappresenta rappresentare candidati
Mentre l’ANPI invita ad andare «Alle urne per onorare chi ha combattuto», cioè a riservare il proprio voto a quelle forze politiche per le quali l’Antifascismo e la Resistenza costituiscono un patrimonio irrinunciabile,
gli astensionisti dovrebbero prendere coscienza che sosteranno indirettamente la elezione di un governo che vuole portare il fascimo come ideale da far studiare ai nostri ragazzi nei libri di scuola:
 
-Se il Pdl vincerà le elezioni rivedrà i testi di storia.

“I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione. La Sinistra ha ancora in mano le università e le case editrici. E’ anche un luogo comune che la cultura sia a sinistra, ma non tanto poi comune se si considera come stanno le cose. Sono dappertutto e impediscono che ci possano essere delle novita’ che non arrivino dalla loro parte”.

 (Marcello Dell’Utri, vedi l’osceno video)

 

E se questo anocra non vi basta, cari ignavi non votanti, dovrete accollarvi anche la responsabilità di favorire la salita al potere di chi sputa sulla tomba di Falcone e Borsellino, individui meschini come questo Marcello dell’Utri, che eleva al rango di eroe un mafioso come Vittorio Mangano:

“Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all’ergastolo, e’ morto per causa mia”, ha dichiarato il senatore Marcello Dell’Utri in un’intervista rilasciata a Klaus Davi nell’ambito del programma Klauscondicio, contenitore di approfondimento politico in onda su YouTube. Dell’Utri ha rivelato: “Mangano era ammalato di cancro quando e’ entrato in carcere ed e’ stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il Presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. E’ un eroe, a modo suo”.

(da repubblica.it)

Nei video, Marco Travaglio in dettaglio ci illustra le origini mafiose delle fortune di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, oltre chi era il mafioso Vittorio Mangano:

vedi anche l’ultima intervista a Paolo Borsellino

ps. se avete ancora dubbi su chi votare e appartenete alla circoscrizione Lombardia 1, ricordiamo che capolista al senato un partito propone questa persona.

guerrilla radio

approfondimenti:
 
-consigli elettorali #7
-consigli elettorali #6
-consigli elettorali #5
-consigli elettorali #4
-consigli elettorali #3
-consigli elettorali #2
-consigli elettorali #1

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W Israele canta Veltroni mentre la Palestina lentamente muore annichilita dal muro dell’apartheid (consigli elettorali #7)

«Viva Veltroni!».
Così intitolava ieri il quotidiano israeliano Maariv
una intervista nella quale il leader del PD prometteva pieno sostegno a Israele,
e soprattutto definiva il muro dell’apartheid costruito da Tel Aviv all’interno della Palestina occupata come:
“una reazione alla situazione in cui Israele si trova…Nessuno vuole barriere di separazione, si tratta di una reazione difensiva”.
 
Dichiarazione sconcertante.
Vorremmo qui ricordare al caro Veltroni che il muro
“costituisce una violazione da parte di Israele alla legge umanitaria internazionale e ai diritti umani”,
così come lo ha condannato la Corte internazionale dell’Aja definendolo illegale.
Il muro non può essere considerato una barriera difensiva semplicemente perchè non è stato costruito sul territorio israeliano ma bensì su quello palestinese, e in alcuni punti addirittura all’interno di 16 km dai confini israeliani.
 Il muro corre per ben 650 km all’interno della Palestina, non separa israeliani da palestinesi,
ma palestinesi da palestinesi, distruggendo la vita di migliaia di famiglie, impedendo a uomini e donne di lavorare e spostarsi.
 
“Oltre 210mila palestinesi saranno seriamente colpiti dalla costruzione del muro: coloro che vivono fra il Muro e la Linea Verde, il confine con la Cisgiordania stabilito nel 1967, saranno di fatto isolati dalle loro terre e dai propri posti di lavoro, scuole, ospedali ed altri servizi sociali”
Il suo obbiettivo principale non  è quello di mettere fine alle infiltrazioni di guerriglieri palestinesi ma proteggere gli insediamenti illegali dei coloni israeliani. E’ colonialismo allo stato puro.
 
In Parole povere,
mio caro Ma-Anche-Man Walter Veltroni,
il muro costruito da Israele è un “atto illegale di conquista”,
e questo non te lo dice guerrilla radio
ma il rapporto di John Dugard, relatore delle Nazioni Unite per i diritti umani.
 
Se questa sarebbe l’alternativa “democratica” al cieco servilismo di Berlusconi verso gli USA e Israele,
io mi arrendo,
uno vale l’altro.
 
A tal proposito, mi piacerebbe conoscere, anche fra i commenti di questo post,
l’opinione dei prossimi elettori del PD.
 
Guerrilla radio.
 
ps.
i miei amici di

saranno in tournèe in Italia il mese prossimo (dal 7 al 18 maggio)
per mostrare i documentari che hanno girato insieme ai ragazzi palestinesi dei vari campi profughi.
Se qualcuno è interessato ad averli nel suo paese, in una scuola o in un centro culturale,
i miei amici sono disposti a muoversi anche solo per una piccola platea di 15-20 persone.
Per ogni info non esitate a contattarmi a questa mail:
 
nakbalibanese@libero.it
 
ps2
segnalo infine per domani due belle mostre fotografiche, la prima a cura di Monica Macchi: La Palestina in Libano,
la seconda s’intitola “Per non dimenticare i profughi palestinesi in Libano”, e alcune foto di questa  andranno in onda nel corso della trasmissione “Mediterraneo” (RaiTre ore 13.20 circa).
 
l’ultimo video da A-films:

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Il cuscino di Berlusconi (giornalisti come poggicuscini) (consigli elettorali #6)

“Se in America il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia. O da riporto”.  (Marco Travaglio)

in questo particolare caso, giornalista-cane da riporto di cuscino:

Svelato sinalmente il vero motivo perchè Silvio Berlusconi non vuole affrontare Veltroni in un faccia a faccia televisivo:
non si sente all’altezza.
 
guerrilla radio
quanto è alto berlusconi, alto come un nano
———————————————
approfondimenti:
-consigli elettorali #5
-consigli elettorali #4
-consigli elettorali #3
-consigli elettorali #2
-consigli elettorali #1

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Letizia Moratti accarezza i poveri dell’Africa per l’expo 2015 e prende a calci in culo i poveri della sua città (consigli elettorali #5)

Stan Laurel-Letizia Moratti l’abbiamo vista festeggiare l’altro ieri con la sua giunta comunale l’assegnazione a Milano dell’expo 2015.
 
Un successo ottenuto prevalentemente grazie all’ambizioso progetto presentato dalla sindachessa di “nutrire l’Africa”,
ovvero che l’Expo 2015 a Milano sia anche un’occasione per sensibilizzare i cittadini e i Paesi coinvolti sui temi della cooperazione internazionale e dello sviluppo sostenibile: “Il 2015 e’ sempre piu’ vicino, e il tempo per sradicare la poverta’ dal mondo e’ sempre minore”, scrive la Campagna del progetto in una nota.
 
E i poveri del mondo ci hanno creduto davvero a questo nuova sensibilità del comune meneghino:
“Milano ha vinto su Smirne grazie ai voti determinanti dell’Africa subsahariana”, è quanto ha dichiarato in una nota il Console in Italia della Repubblica Democratica del Congo (e presidente della Camera di commercio Italafrica Centrale).
 
Non so se i loro voti sarebbero ancora stati così convinti dopo quel che è successo ieri notte.
Il Comune ha sgomberato tre campi rom. Uomini, donne incinte e bambini, buttati giù dalle brande e sbattutti in mezzo ad una strada.
 
Anche la Curia stavolta se ne è accorta e il cardinale Tettamanzi (è per questo che non l’hanno fatto papa) ha  gridato forte la sua denuncia:
“violati i diritti umani”, “i fondamentali diritti umani, che imporrebbero, insieme allo schieramento delle forze dell’ordine in atteggiamento antisommossa, qualche tanica d’acqua, del latte per i più piccoli, un presidio medico, qualche soluzione alternativa per i bambini, i malati, le donne in gravidanza”.
 
Dunque riepilogando,
Milano vince su Smirne e si guadagna l’expo 2015 grazie alla promessa di aiutare i poveri di Ruanda, Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica del Congo, Gabon, Uganda, Gibuti, Comore, Nigeria, Kenya, Malawi e Burkina Faso, i governi dei quali hanno votato in maniera compatta per Letizia Moratti,
che contemporaneamente si dedica al pogrom municipalizzato di 205 esseri umani ( fra l’altro, fra i rom evacuati diversi dei quali lavorano regolarmente nei cantieri della Fiera, con tanto di permesso di soggiorno. Dieci ore al giorno, per sei giorni, pagati 800 euro al mese.)
 
Qualcuno è in grado di spiegarmi  la relazione?
 
Più che exposizione io mi nasconderei dalla vergogna.
 
Intanto a Firenze l’assessore Cioni,
dopo aver “ripulito” la città dai lavavetri,
ecco che sfoggia con orgoglio la sua ricetta fascista   per risolvere il problema dei mendicanti,
semplicemente scacciarli.
 
Come si dice, occhio non vede elezione non duole.
 
Il Pdl è fascista,
MA ANCHE  quelli del PD non sono certo democratici.
 
 
guerrilla radio.
 
approfondimenti:
-la cacciata dei ROM
-RAZZISMO ITALIANO: l’ignoranza che circonda i campi Rom

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Silvio Berlusconi soffre di elefantiasi ai testicoli (brogli e mafia , consigli elettorali #4 ) ( + video sulle suddette palle)

“Silvio Berlusconi ha un rapporto tutto suo con la verità. E’ un mentitore professionale: mente a tutti, sempre, anche a se stesso, al punto da credere alle sue stesse menzogne.”
 Indro Montanelli
silvio berlusconi nudo e con le palle al vento
 

silvio berlusconi young mafia
 
«Stiamo costituendo un esercito di 120mila persone per difendere le votazioni degli italiani»
 L’avversario – spiega – può modificare i verbali «mettendo ad esempio un uno davanti al risultato. Abbiamo un libro con tutte le tecniche da loro usate». 
«Loro hanno persone che conoscono tecniche per modificare i risultati, cambiando i numeri e quant’altro». 
 «I rappresentanti di lista dovranno evitare che si ripeta quanto accaduto alle ultime elezioni , quando un milione di voti sono stati sottratti al centrodestra».  Silvio Berlusconi – Taormina (MESSINA , 29 marzo 2008)
 
Solo il giorno prima,
non troppo distante da Messina:
 
Due arresti a Palermo per brogli in elezioni amministrative 2007
 
La Polizia di Palermo ha arrestato due persone Gaetano Giorgianni e Giovanni Maria Profeta, presidenti di seggio durante le elezioni amministrative del maggio del 2007, con l’accusa di aver falsificato centinaia di schede elettorali per favorire una lista che appoggiava il sindaco uscente Diego Cammarata, poi risultato il vincintore delle elezioni,
di Forza Italia.

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Bella Ciao scippata per pubblicizzare la Coca Cola. Aderisci alla protesta e boicotta! (+ Video Bella Ciao english version)

La coca cola ha depredato la melodia di Bella Ciao per uno spot televisivo incentrato su una delle sue brodaglie appiccicatticce.
Detto spot é attualmente trasmesso dai canali televisivi commerciali messicani ed argentini.

 
Ne da notizia e denuncia un Collettivo di docenti di lingua e cultura italiana in Messico.
Per aderire alla petizione invia una e-mail a alterita@gmail.com (io l’ho appena fatto)
 
Sulle origini del canto Bella Ciao,
universalmente riconosciuto come simbolo della Lotta di Resistenza di nostri partigiani,
vi sono opinioni discordanti.
C’è chi ritiene che il ritornello con l’allegro battito della mani provenga da un gioco di bambini da qualche parte fra il Veneto e l’Istria, mentre altri lo fanno risalire alla melodia di un canto ottocentesco delle mondine padane, certo è che come canto di incitazione alla lotta e alla libertà ha fatto il giro del mondo.
In sudamerica lo cantavano in spagnolo marciando in protesta contro i vari regimi, in inglese è stato prontamente tradotto,
e si hanno notizie di diverse versioni nelle più disparate lingue, turco incluso.
 
Bella Ciao io l’ho insegnata a decine di palestinesi,
e con loro l’ho cantata a pieni polmoni manifestando dinnanzi ai tank israeliani,
con gli ufficiali che ci guardavano esterrefatti da dietro i loro cannocchiali,
io e il mio hermano Gabriel col megafono in mano.
 
Anche in Libano, ne ho spacciato la melodia e il significato delle parole,
che si pone a inno di qualsiasi popolo oppresso in lotta per la libertà.
 
E’ paradossale che Bella Ciao possa essere ora scippata dalla Coca Cola,
che ne fa un jingle per la globalizzazione al consumismo conformista.
 
C’è un motivo perchè diversi anni fa,
a malincuore, rinuncia ai miei cubra libre, e vale la pena in questa occasione ricordarlo.
 
La Coca Cola non è bella ne fa ciao,
è una multinazionale che la libertà la nega,
che in India impoverisce e inquina le falde acquifere
che fa fuori i sindacalisti in Colombia,
sono già 11 gli ASSASSINATI DALL’INIZIO DEL 2008.
 
Per favore, bevete qualcos’altro da stasera,
e aderite alla protesta.
 
Solo così riusciremo a intonare ancora con orgoglio Bella Ciao,
senza pensare a quelle bollicine predone e assassine.
 
guerrilla radio.-
 
approfondimenti:
-alteritamessico
-latte assassine
-boicotta coca cola
-bella ciao Vs coca cola

Bella Ciao scippata per pubblicizzare la Coca Cola. Aderisci alla protesta e boicotta! (+ Video Bella Ciao english version) Leggi l'articolo »

Daniela Santanchè nuda come mai l’avete vista (Paola Cortellesi sei un genio) -consigli elettorali #3

-«Avremo la piena pari opportunità solo quando la donna più cretina sarà in un posto importante». Parola di Daniela Santanché e i soliti maligni (maschi) l’hanno subito presa per un autocandidatura. In realtà la candidata premier dell’estrema destra è una donna intelligente. E molto, se è riuscita a rimanerlo nonostante le assidue frequentazioni con i buzzurri del Billionaire.

La sua affermazione paradossale ne è la conferma. Ha assolutamente ragione: per emergere una donna deve possedere tutte le qualità e anche alcuni difetti, comprese le conoscenze giuste (che sono un difetto grave, specie per chi non le ha).

Prendiamo le liste elettorali. Per entrarvi non basta più neppure la raccomandazione: bisogna essere fotogeniche, colte, preparate e sgobbone. Tutto, insomma, tranne che cretine.

Il parallelo con l’universo maschile è sconfortante, a cominciare dal partito della Santanché. Lei teorizza che l’evoluzione di una società si misura dal modo in cui tratta i somari, non i fenomeni.

In fondo è la tesi dell’ultimo libro di Pennac. Ed è una tesi tipica della sinistra radicale. Se ne deduce che la Santanchè non solo non è cretina, ma forse non è neppure di destra. Mi sa che, a ‘sto giro, un posto importante se lo scorda.-
 
(Massimo Gramellini)
 
Ps.
-si rigraziano per le segnalazioni
Fuorilemura e Cri
 
-visitate il sito originale di Daniela Santanchè… cliccare per credere: http://www.santanche.com/
 
-Si ringrazia Soyuz, che sul suo blog, ha postato tutti i nomi dei candidati della CIRCOSCRIZIONE LOMBARDIA 1, chiediamo a chi ha deciso di non andare a votare, come si fa ad astenersi quando un partito ha posto come capolista Rita Borsellino?
video daniela santanchè balla nuda
g.r.
santanchè in tanga
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Dopo 5 anni di guerra, l’Iraq continua a bruciare

da peacereporter.net:
foto iraq soldati morti immagini
 
La ragione dispersa nel vento
 
Cinque anni di guerra in Iraq
bagdad bagdhad bagtat
 
Sono passati cinque anni. Cinque anni di massacri, di bombe calate dall’alto, di bombe portate strette alla pancia, di proiettili vaganti. Cinque anni di torture. Cinque anni di violazione di ogni convenzione possibile. Cinque anni di violazione di ogni logica e di ogni buonsenso.
Forse un milione e mezzo di morti, forse centomila. Non si sa. Segno che è proprio vero, dei morti civili non importa proprio a nessuno. Perché quel che è peggio, nessuno lo vuole sapere. Si conoscono i morti della prima guerra mondiale. Si stimano i morti delle guerre puniche. Quelli iracheni sono un mistero.
Un paese civile, ricco di storia, con una cultura tra le più importanti e vive al mondo è stato trasformato, in cinque anni, in una macelleria che nessuno è più ormai in grado di controllare. 
 
Per cosa? Perché Saddam Hussein era legato ad Al-Qaeda. Chiunque avesse anche solo un’infarinatura di cose mediorientali sapeva benissimo che questa era una scemenza. Saddam era un macellaio, più o meno come tanti altri che l’occidente ritiene essere fedeli alleati e paladini della democrazia (lo era anche lui, un fedele alleato, peraltro), ma era un laico. Di più, era un difensore del laicismo. Mai e poi mai sarebbe potuto andare d’accordo con chi professa il potere assoluto della religione e delle scritture (no, non stiamo parlando di Benedetto XVI). 
 
Per portare la democrazia? Anche questa, è evidente a tutti, è una bugia colossale. Cosa importa del fatto che ci sia democrazia o meno nei paesi del mondo? Parliamo di Cina? Parliamo di Arabia Saudita? Parliamo di Filippine? L’elenco delle tirannidi amiche e alleate è molto più lungo di quello delle democrazie compiute.
 
Se è stata una guerra per le risorse, cosa più probabile, è una guerra persa.
“Il petrolio, dopo l’invasione dell’Iraq, scenderà sotto i 40 dollari al barile”, dicevano le marionette che si fan passare per esperti economici. Oggi il petrolio costa 105.5 dollari al barile. E prima che il greggio iracheno possa tornare sotto il controllo occidentale, passeranno altri anni.
In compenso, nel nome di questa guerra, nel mondo adesso si può torturare, la violenza fisica e verbale, è diventata il linguaggio quotidiano con cui è lecito e a volte persino giusto esprimersi.
 
A farne una analisi attenta e obiettiva, questa guerra a qualche cosa è servita: ci ha fatto scoprire che il faro della democrazia, lo Stato a cui tutti dicevano di ispirarsi, il luogo delle promesse mantenute e delle speranze realizzate, gli Stati Uniti d’America, sono in realtà governati da una banda, che mano a mano che giungono le verità sui loro misfatti, appare sempre più come una accozzaglia di cinici affaristi che non si fa scrupolo nemmeno di commissionare torture ed omicidi pur di raggiungere il suo personale e particolare interesse.
In molti saran saltati sulla sedia, leggendo quella frase. Perché persino a me che scrivo fa impressione. Eppure così è. Tutti sapevano delle menzogne. Ma le hanno dette e ripetute fino a coprirsi di ridicolo. Tutti sapevano che ad Abu Grahib si torturavao i prigionieri. Tutti sapevano e sanno che ci sono decine, forse centinaia di carceri segrete in giro per il mondo dove la tortura è pratica comune.
 
Eppure, ancora oggi, mentre negli Usa si riflette sulle proprie colpe e sugli errori di una banda di delinquenti e di assassini che ha portato il mondo così vicino alla rovina, nella periferia più scalcinata dell’impero – cioé a casa nostra – c’è ancora chi dice di vedere nel governo statunitense un prezioso alleato. Di più, un amico. Di più, un modello da cui trarre ispirazione.
Io di mio, amici così non ne vorrei.
 
Maso Notarianni

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Daniele Luttazzi: l’Orco Giuliano Ferrara (da Il Manifesto)- consigli elettorali #2

Dalla premessa che l’embrione è vita umana, l’Orco inferisce che l’aborto è omicidio e quindi va sospeso in tutto il mondo. A nulla vale ricordargli che l’aborto è moralmente giustificato quando in gioco c’è la salute della madre o l’embrione è gravemente malato; e che comunque spetta alla madre decidere: l’Orco si dice d’accordo con la 194, ma insiste ( ci sono le elezioni ) con gli effetti truculenti di cui è maestro. ( Per persuadere il lettore che la guerra in Iraq era giusta non esitò a pubblicare sul suo Foglio quattro pagine a colori di foto di ostaggi decapitati dai terroristi di Al Qaeda, anche se Saddam e l’Iraq non c’entravano nulla con Al Qaeda, e i terroristi che tagliavano teste erano la conseguenza di quella guerra. )

Grand Guignol retorico:
dice che le donne non sono assassine ( e intanto lo implica );
accosta la pena di morte all’aborto ( un deja vu che ha una sua ironia tragica: all’Onu, questa strumentalizzazione fu usata da sei Stati per opporsi alla moratoria della pena di morte. Erano Egitto, Libia, Iran, Sudan, USA e Vaticano! );
si augura di avere la sindrome di Klinefelter ( e chiede a sua moglie di pregare affinchè gli esami clinici lo confermino, una richiesta che è tutta una poetica );
invoca che tale sindrome sia cancellata dalla lista delle malattie che giustificano l’aborto ( non c’è mai stata nessuna lista del genere );
vuole seppellire i feti abortiti ( che però non sono persone, e infatti la Chiesa non li battezza );
affigge in tutt’Italia manifesti con la scritta “ Abortisce per un reality “ ( notizia falsa );
si atteggia a convertito ( ma un convertito senza carità è solo un inquisitore che sorveglia e punisce );
fa una similitudine impropria fra libertà delle donne e demografia coatta in Cina ( in realtà questa è contro quella );
si supera col paragone osceno fra aborto e Shoah.

Insomma una provocazione continua, un incessante rinnovare dolori, un insistente marchiare con infamia. Poi si offende se lo contestano ai comizi, che sono il suo piccolo teatro dell’atroce. ( L’obbrobrio come anatomia politica: frugare nel corpo delle donne, disarticolarlo, ricomporlo, è al contempo un rituale di supplizio e una tecnica di potere. )

Infine trabocca: -Sulle porte delle cliniche abortiste dovrebbe esserci lo slogan “Abort macht frei” così come all’ingresso di Auschwitz c’era scritto “Arbeit macht frei” .-
E qui un lettore gli dà del fesso: aborto in tedesco si dice abtreibung. “ Abort macht frei “ significa “ La latrina rende liberi ”.

Lo ritrovo dove l’avevo lasciato

Daniele Luttazzi su Il Manifesto

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Free Tibet! (Video, la cantante Bjiork censurata a Shangai: “Tibet, Tibet, raise your flag!”)

Free Tibet, come ha cantato di recente Bjiork censurata a Shangai:

 

Una marcia pacifica per liberare il Tibet

L’hanno chiamata la “Marcia del ritorno in Tibet”. E’ partita Partirà da McLeod Ganj (Dharamsala), in India, il  10 marzo. E’l’evento più importante del Tibetan People’s Uprising Movement, un movimento lanciato da cinque organizzazioni tibetane in esilio: il Tibetan Youth Congress, la Tibetan Women’s Association, il Gu-Chu-Sum Movement of Tibet e gli Students for a Free Tibet.

Tre sono le richieste che queste organizzazioni fanno al governo della Repubblica popolare cinese: 1. Che vengano rimossi tutti gli ostacoli che impediscono un ritorno senza condizioni del Dalai Lama in Tibet. 2. Che il governo cinese inizi a smantellare quell’occupazione coloniale del Paese delle nevi che dura da quasi sessant’anni. 3. Che la Cina liberi tutti i prigionieri politici tibetani, primo fra tutti il giovane Panchen Lama, Gedhun Choeky Nyima.

 

Nell’annunciare il Tibetan People’s Uprising Movement 2008, gli organizzatori hanno fatto esplicito riferimento all’insurrezione di Lhasa del 10 marzo 1959. Quel giorno, trentamila abitanti della capitale del Tibet circondarono il Norbulingka, il Palazzo d’estate dove si trovava il Dalai Lama. I dimostranti volevano impedire al giovane Tenzin Gyatso di recarsi ad assistere a una rappresentazione teatrale organizzata in suo onore a Silungpo, la sede del comando militare cinese a Lhasa. Tra i tibetani si era infatti sparsa la voce che i cinesi volessero rapire il Dalai Lama e portarlo con la forza a Pechino. La protesta degli abitanti di Lhasa sfociò in un’aperta rivolta. La notte del 17 marzo 1959 il Dalai Lama, con indosso una divisa militare e un fucile a tracolla, uscì dal Norbulingka e iniziò la sua fuga verso l’esilio indiano. La repressione della rivolta da parte degli uomini della People’s Liberation Army fu spietata. Provocò 87.000 morti tra i tibetani che cercarono di resistere. Il dato lo si trova nello stesso “Rapporto politico” dell’Esercito di liberazione popolare cinese del 1960.
Anche la “Marcia del ritorno in Tibet” che iniziata il 10 marzo 2008 ha un preciso riferimento storico. “A ispirarci è stata la ‘Marcia del sale’ di Gandhi e dei suoi satyagrahi del 1930” dice Tenzin Tsundue, una delle figure di riferimento per tutti i giovani tibetani in esilio. Così come il Mahatma, con la sua marcia, sfidò l’impero britannico in India, altrettanto vogliono fare i tibetani nei confronti della Repubblica popolare cinese. Sperano di poter raggiungere il confine del Tibet alla vigilia delle Olimpiadi di Pechino dell’agosto 2008. “Il nostro impegno a portare avanti una protesta non violenta è assoluto” dice Tsewang Rigzin, il presidente del Tibetan Youth Congress. Gli fa eco Tenzin Tsundue: “Dobbiamo capire una volta per tutte che la violenza, l’impugnare le armi, è un modo desueto per cercare di ottenere l’indipendenza. La nostra marcia costituirà una sorta di ‘sadhana’, un tributo spirituale a quella verità e a quella giustizia che ci ispirano nella nostra azione”.

Ma per i tibetani che si metteranno in marcia si prospettano giorni difficili. Nel dicembre 2007 le truppe indiane e quelle cinesi hanno effettuato un’esercitazione militare congiunta presso l’Accademia militare di Kunming, nella provincia cinese dello Yunnan. L’esercitazione è stata chiamata “Hand-in-Hand 2007” e ha avuto per obiettivo “il combattere il terrorismo e il garantire la pace, la stabilità e la creazione di un ‘mondo armonioso’”. Nel gennaio 2008 la stessa esercitazione congiunta è stata ripetuta a Chusul in Ladakh, in territorio indiano. Il confine tra India e Repubblica popolare cinese è dunque presidiato militarmente, palmo a palmo, sia a oriente che a occidente. I militanti tibetani non hanno fatto sapere da quale punto del confine intendono entrare nel Paese delle nevi. Tutti i partecipanti sono comunque coscienti dei rischi e dei pericoli a cui vanno incontro. Molti, alla vigilia della marcia, hanno donato tutti i loro averi, mettendo in conto la possibilità di non fare ritorno. Ed è per questo che chiedono di non essere lasciati soli. Dicono: “La nostra marcia offre a tutti la possibilità di partecipare a uno storico movimento non violento. Con esso vogliamo ottenere la libertà per un paese che, ancora oggi, è tenuto soggiogato. Unitevi a noi. Sosteneteci in qualsiasi modo possiate. Abbiamo bisogno di informare la gente della nostra marcia.

Cammineremo per sei mesi. Potete unirvi a noi come sostenitori, per un giorno o anche per una sola ora. Oppure per una settimana o per un mese intero. Abbiamo bisogno di volontari, di gente che lavori nei media, di scrittori, fotografi, bloggers. Abbiamo bisogno di infermieri, cuochi, tecnici. E abbiamo bisogno soprattutto delle vostre preghiere”.      (Carlo Buldrini)

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E noi in quanto blogger, e impegnati nella difesa dei diritti umani, raccogliamo l’appello e ci impegnamo a marciare, idealmente o fisicamente, a supporto di questi tibetani esuli, contro ogni censura e l’isolazionismo a loro imposto.

g.r.

aggiornamenti da Peacereporter:

Continuano le proteste in Tibet. Per i monaci, i morti negli scontri sarebbero centinaia

Dalai Lama: ‘In atto un genocidio culturale’

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PDL, il fascista Giuseppe Ciarrapico. (Consigli elettorali #1)

“Sono nato in camicia nera e morirò in camicia nera”
 
“Il fascismo mi ha dato sofferenze e gioie. Mai rinnegato, mai confuso, mai intorpidita la mente da pensieri sconclusionati e antistorici”.
 
“Ma questa destra smacchiata a Fiuggi chi la vole? La verità é che An é diventata ‘na monnezza, gliel’ho detto a Fini: “Alle prossime elezioni i nostri, che son rimasti fascisti nell’anima, non ti voteranno più, mejo Berlusconi”… Sono troppo fascista per assistere a questi bla bla… Creda a me. An potrà pure sedere a tavola ma non al tavolo che conta. A me la gente che cambia idea nun me piace. Nell”83 Fini faceva il saluto romano… E i nostri non lo voteranno più. Voteranno Berlusconi. Sul piano umano é meglio. E’ uno che non ha mai celebrato la Resistenza..”
 
 
“‘sta destra imbalsamata… Ma chi la vole? E’ ‘na monnezza… Del resto diciamocelo in faccia, la democrazia non é certo il migliore dei sistemi… Fini é un ometto impettito e deprecabile, un islamico-sionista, un furbetto… Guardi, io quell’uomo l’ho sempre detestato, An non esiste più, finita. La destra nn esiste più, e Fini non é il colpevole unico, il resto della truppa non é diversa da lui, Gasparri tiene famiglia, La Russa poi..”
 
(Giuseppe Ciarrapico)
ciarrapico saluto romano
 

ciarrapico saluto fascista
 
Al Ciarra noi che nasciamo e moriremo antifascisti,
dedichiamo degli strepitosi Elio e le Storie Tese d’annata che al fascista della Ciociaria cantano tutto il loro amore:
elio e le storie tese concerto primo maggio
 
 
min. 4:39
“…ti amo a Ciarrapico.
L’attuale presidente della Roma.

E non si capisce come abbia fatto,
lui vendeva il pesce,
c’ha una fedina penale lunga così.
Poi ha conosciuto Andreotti,
è diventato il re delle acque minerali,
ha avuto un prestito da Calvi di 39 miliardi
con cui ha comprato la Fiuggi.
E adesso è il personaggio del giorno
e ha fatto firmare la pace
tra Berlusconi e De Benedetti.
Allora gridiamogli ti amo.

Ti amo Ciarrapico.
Ti amo per quello che hai fatto,
ti amo per l’emissione di assegni a vuoto,
ti amo per la pubblicazione…
per le pubblicazioni oscene,
questo è amore,
e allora lui ha dato amore a noi
e noi gliene diamo a lui.
Urliamogli tutti ti amo Ciarrapico!
One, two, three, four!

Ti amo, ti amo Ciarrapico!
Ti amo Ciarrapico! Ma come no?
Dai in coro: ti amo, ti amo!
Ti amo, ti amo sì ti amo!”
ciarrapico e fini
 
Poi per raccontarci chi sia veramente Giuseppe Ciarrapico,
passiamo la palla a Marco Travaglio:
 
 
 
Camicia nera, fedina pure

Che sia fascista, lo dice pure lui. E sarebbe pure una cosa grave, se non fosse per la fedina penale, che è molto più nera della camicia nera. Giuseppe Ciarrapico in arte Ciarra, stando al casellario giudiziario, vanta una collezione di condanne, arresti, rinvii a giudizio, prescrizioni e processi in corso da non temere rivali. Le condanne definitive, confermate dalla Cassazione, sono quattro, per reati che vanno dalla bancarotta fraudolenta alla ricettazione fallimentare, dallo sfruttamento del lavoro minorile alla truffa pluriaggravata, ma potrebbero presto aumentare: in primo grado, il camerata pregiudicato è stato di recente condannato per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni in una delle sue cliniche. Insomma il Cavaliere è stato di parola. Aveva promesso di non candidare “supposti autori di reati”: infatti candida quelli sicuri.

La carriera penale del futuro senatore del Popolo della Libertà Provvisoria inizia nel 1973,   quando la Corte di Appello di Roma conferma la sentenza del Tribunale di Cassino e lo condanna per truffa aggravata e continuata ai danni di Inps, Inail e Inam per non aver registrato sui libri paga gli stipendi dei dipendenti. La Cassazione conferma la truffa, ne dichiara prescritta una parte e incarica la Corte d’appello di rideterminare la pena per l’altra. Nel 1974 altra condanna: il pretore di Cassino gli infligge una multa di 623.500 lire per aver violato per quattro volte la legge che tutela “il lavoro dei fanciulli e degli adolescenti”, sentenza poi confermata in Cassazione. Poca roba, rispetto a quel che verrà con Tangentopoli e anche dopo. Nel marzo ’93 viene arrestato dal gip Augusta Iannini, moglie di Bruno Vespa, per lo scandalo Italsanità dal quale verrà poi assolto (condannato però il figlio): la Cassazione stabilisce che la signora Vespa l’ha incarcerato su elementi insussistenti. Aprile ’93: Di Pietro lo fa di nuovo arrestare per una stecca di 250 milioni di lire versata al segretario del Psdi Antonio Cariglia su richiesta di Andreotti. “Era vero, li diedi per arruolare Domenico Modugno alle feste dei socialdemocratici”, dirà lui anni dopo. Passa un mese e torna dentro, stavolta per un presunto miliardo alla Dc andreottiana nello scandalo delle Poste. A giugno, condanna in primo grado a 6 mesi per diffamazione: aveva affisso a Fiuggi un manifesto in cui dava a un consigliere comunale del “mentitore diffamatore mestatore”. Nel 1997 la Procura di Roma lo fa rinviare a giudizio per peculato, abuso e falso nella sua attività di re delle acque minerali: secondo il pm Maria Cordova, mentre era custode giudiziario dell’Ente Fiuggi, Ciarrapico omise di versare 20 miliardi al Comune e si appropriò di somme di denaro per spese pubblicitarie, interessi passivi e acquisto di beni capitalizzati, rinnovando il contratto di vendita dell’acqua Fiuggi a una sua società che offriva prezzi inferiori rispetto a un’altra (danneggiando il Comune, che percepiva un tot a bottiglia). Nel 1995 viene condannato con rito abbreviato per falso in bilancio delle Terme Bognanco. Ma questi processi finiscono in nulla. Nel 1998, però, arriva la prima mazzata: condanna in Cassazione a 4 anni e 6 mesi per la bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano. La sua “Fideico”, nel 1982, aveva ottenuto dalla Banca di Roberto Calvi e della P2 un improvviso aumento della linea di credito da 4 a 39 miliardi, restituendo solo le briciole. Nel 1999, il kappaò: altra condanna definitiva a 3 anni per il crac da 70 miliardi della società che controllava la “Casina Valadier”, il palazzetto liberty romano trasformato in ristorante. Ma il Ciarra, pur dovendo scontare 7 anni e mezzo, non finisce in carcere: grazie all’età e agli acciacchi, ottiene l’affidamento ai servizi sociali.

Intanto i processi avanzano, con qualche botta di fortuna. Nel ’99, condannato in appello per emissione di assegni, il nostro eroe è assolto in Cassazione perchè il reato è stato appena depenalizzato. Nel 2000 cade in prescrizione la condanna in primo grado per violazione della legge sulle assunzioni obbligatorie di invalidi. Nel 2001, condanna in primo grado a Perugia per abuso d’ufficio insieme al giudice fallimentare di Frosinone che nel ’93 regalò l’amministrazione controllata alla sua capogruppo “Italfin 80” in crisi nera, evitandogli il crac: reato poi estinto per prescrizione. Intanto lui s’è dato alle cliniche private. E anche in quel ramo riesce a dare lavoro alla Giustizia. Nel 2002 il Tribunale di Roma lo condanna a 1 anno e 8 mesi per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni: insieme ad alcuni dirigenti della “Quisisana”, avrebbe imposto a una cinquantina di pazienti sottoposti a trasfusioni parcelle gonfiate per 3-400 mila lire l’una. E nel 2005 è rinviato a giudizio per ricettazione nella vecchia vicenda delle tangenti al ministero delle Poste.

Ma ci sono pure questioni recentissime, come quella che lo investe per la sua ultima vocazione: editore di giornali locali, undici “cocoperative” tra la Ciociaria e il Molise, finanziati dallo Stato. Del novembre 2007, il Ciarra è indagato a Roma per truffa ai danni di Palazzo Chigi: pare che tra il 2002 e il 2005 abbia incassato il doppio dei contributi dovuti, attestando falsamente che le società “Editoriale Ciociaria Oggi” e “Nuova Editoriale Oggi” hanno una gestione separata. In attesa di sapere come stanno le cose, il Gip gli ha sequestrato i 2,5 milioni che stavano arrivando dalla Presidenza del Consiglio. Ma ieri Berlusconi ha detto di averlo candidato per avere finalmente qualche giornale amico: tra qualche mese, se tutto va bene, Fedina Nera a Palazzo Chigi potrà entrare quando gli par

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Lacio Drom Libero83!

Non ho mai conosciuto Alessandro,
ma ricordo il suo avatar raffigurante Saviano girare per la blogosfera 
e allora è come se avessimo frequentato gli stessi locali,
le stesse persone,
a leggerlo sul suo blog sopratutto gli stessi nobili ideali,
per lui così elevati da volere anticipatamente spiccare il volo per andarli a raccoglierli.
Insieme a Falcone, a Borsellino,
a cui fino all’ultimo fremito di tue ali hai voluto ispirarti.
 
Ci si sente un pò più soli e vuoti quando uno come noi, uno di noi,
prematuramente lascia il gruppo per correre lontano,
specie se così prematuramente.
 
Ma sono sicuro che adesso tu sei davvero Libero,
Oltre la Munnezza c’è un tramonto incantevole.
 
Vittorio.
 
il blog di Alessandro aka Libero83

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Il macigno della Shoah scaricato sulle nostre spalle da Israele

Un Paese che si sente fuori dal diritto

(testo di Elettra Stamboulis – disegni Sergio Staino)

 

 

La dichiarazione di Olmert, che “Nessuno ha il diritto morale di fare la predica a Israele sul suo diritto all’autodifesa” esprime in maniera chiara e significativa quali danni può provocare, non solo nella vita individuale di ciascuno, ma anche nella politica, la mancata elaborazione del senso di colpa e la sindrome della vittima.

Il terribile, e sostanzialmente inspiegabile, destino di sei milioni di ebrei innocenti durante la Seconda Guerra Mondiale, nella sostanziale indifferenza del mondo intero, pesa sempre come un macigno nella politica israeliana e nella possibilità di dialogo e relazione con questo Paese. Non si possono muovere critiche al governo israeliano, non lo si può condannare quando usa l’esercito contro un popolo chiuso in una gabbia e ridotto allo stremo da un embargo che punisce tutta la popolazione per punire alcuni terroristi. Non si può condannare il governo israeliano, perché farlo significa non, come sarebbe ragionevole, mettere in discussione le scelte politiche di un governo, ma mettere in discussione “l’esistenza di Israele” (cosa che ormai non fa neppure l’ANP, e tanto meno gli Europei, che hanno creato Israele anche per lavarsi la coscienza). Criticare le azioni del governo israeliano (che non significa “il popolo israeliano”, una differenza che spesso si perde nella politica e nell’informazione) significa mettere in discussione “il suo diritto all’autodifesa”. Cosa che nessun diritto mette in discussione in nessun paese, o quasi…
Anche sul concetto di autodifesa c’è sempre un drammatico equivoco: anche in un reato privato, se l’autodifesa della presunta vittima eccede nella forza rispetto all’attacco essa da vittima passa a responsabile o corresponsabile. Così se si lanciano razzi Qassam da Gaza si risponde con i bombardamenti: l’azione e la reazione hanno misure e risultati diversi, anche nei numeri. E sì, è vero, ogni vita è unica ed ha un peso inestimabile: però nella valutazione degli operati delle singole entità (non posso dire stati, perché la Palestina è tuttora un essere che non ha la conformazione di uno Stato) i numeri e gli effetti dovrebbero avere un peso.
Se Israele ha diritto all’autodifesa, all’esistenza e al futuro, ci si chiede perché non debbano avere lo stesso diritto i palestinesi. La reazione da comprensivi maestri dei Paesi occidentali nei confronti del governo israeliano hanno portato il popolo palestinese ad una situazione tragica ed ingiusta. L’incapacità di elaborare, e quindi superare nella comprensione, il senso di colpa derivante dalla Shoah dei nostri governi, se non si risolverà porterà ad un ennesimo disastro, che non farà altro che rimpinguare la vasta cisterna inutile del senso di colpa dei coccodrilli.

Ravenna, 2 marzo 2008

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Ala Abu Dhein, fotografia di un aspirante suicida-omicida. Strumento dell’odio in mano a ciniche ragioni di guerra

Michela Sechi inviata di Radiopopolare è stata a casa dell’attentatore palestinese,
Ala Abu Dhein, che ieri ha attaccato la scuola rabbinica  Mirkaz Ha’rav, simbolo del sionismo religioso e dell’estrema destra dei coloni,
che non riconosce la Palestina ed è contro qualsiasi negoziato.
 
 
“In un sobborgo della Gerusalemme Araba ho parlato coi  familiari di Ala Abu Dhein che negano qualsiasi contatto con gruppi della guerriglia palestinese.
Questo attacco segna una svolta perchè questo giovane non veniva dalla Cisgiordania,
non era un palestinese di un campo profughi senza lavoro e senza speranza ma era un ragazzo di Gerusalemme Est di famiglia benestante. 
Lavorava come autista e soprattutto abitava al di qua del muro che Israele ha costruito.
Un ragazzo con in mano la carta d’identità blu, quella che permette di muoversi senza limitazioni in tutta Israele. I palestinesi di Gerusalemme erano considerati da Israele gli “arabi buoni”,
non avevano mia partecipato all’intifada, Ala Abu Dhein era rimasto scosso dall’uccisione di 120 palestinesi a Gaza “ma non più di tutti” noi dice una cugina nella tenda del lutto.
Spiega che il ragazzo doveva sposarsi fra 3 mesi e che c’era già un appartamento pronto per lui.
Ma ha preferito imbracciare un fucile e andare a uccidere e farsi uccidere.”
 
Perchè?
Per questo motivo
 
Damiano ci segnala la notizia del mancata approvazione  al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di una risoluzione all’unanimità di condanna dell’attentato palestinese.
L’unanimità è mancata perché la Libia (anch’essa a favore di una dura condanna della strage) avrebbe voluto nella stessa risoluzione un riferimento alla situazione di Gaza, che secondo gli osservatori internazionali è colpita dalla più grave crisi umanitaria degli ultimi trent’anni.
Su questa richiesta, però, è scattato il veto degli Stati Uniti d’America.
 
Come dire che ci sono stragi di seria A  e stragi di serie  V,
V come Veto USA.
 
G.R.
 
 
Ps.
secondo Repubblica:
“Indagini. L’autore della strage di ieri si chiamava Ala Abu Dhein, aveva 20 anni (25 secondo alcune fonti) ed era un ex autista della scuola.  Il ragazzo sarebbe stato arrestato dalla polizia quattro mesi fa e rilasciato in gennaio. “
 
Se ciò fosse confermato qualche adito alla dietrologia sarebbe concesso come fa Susanne Scheidt, (thanx Arack)
che vede nell’attentato un attacco terroristico strumentale.
E’ appurato infatti che i servizi segreti israeliani “arruolano” i collaboratori palestinesi quando questi si trovano in prigione.

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Video: Soldati americani torturano e uccidono cani in Iraq. Per i bambini bastano le bombe dal cielo.

“Il livello morale di un popolo si può giudicare dal modo in cui tratta gli animali” (Gandhi)

giudicate voi:

Questi video, in particolare, l’ultimo, hanno scandalizzato il mondo.

Giustamente.
 
Altrettanto condivisibile è la riflessione-provocazione di Maso Notarianni, direttore di  Peace Reporter , agenzia nata da una costola di Emergency:
 
“Il mondo, e suprattutto i mass media, si stanno mobilitando indignati contro un marine che in Iraq ha avuto la pensata di lanciare un cucciolo di cane.
 
Il marine, dicono, rischierebbe la corte marziale.
 
E’ giusto indignarsi anche per un gesto del genere, che comunque ci parla dell’arroganza, e della stupidità, di un uomo.
 Ma la chiave di lettura sta proprio in quell’anche. Perché nessuno si indigna, invece, per le centinaia di bambini che muoiono a causa della guerra.”
 
Vedi il video di peacereporter (immagini vietate agli impressionabili)

Video: Soldati americani torturano e uccidono cani in Iraq. Per i bambini bastano le bombe dal cielo. Leggi l'articolo »

Inviati a quel paese: Claudio Pagliara

Oltre il profondo disgusto misto a ira per la mattanza israeliana che ha già prodotto più di cento morti palestinesi, molti bambini, pure la nausea per come viene rappresentata la realtà dei fatti dai media di massa.

Emblema di questa indecenza travestita da giornalismo è l’ idolo delle lobby sioniste: Claudio Pagliara (che fra l’altro censurò pure il sottoscritto quando mi ritrovai piazzato dinnanzi un microfono della Rai nell’aula di tribunale di Tel Aviv nella quale fui processato ingiustamente)

Come parla l’inviato della Rai in Medio Oriente?

Ogni volta che a Gaza c’è una carneficina, lui comodo comodo corrisponde da Gerusalemme, Gerusalemme israeliana s’intende, come se scoppiasse una bomba a Roma, e.. “ci colleghiamo  col nostro inviato a Ginevra”…..

L’altro ieri Claudio Pagliara ha raccontato dei 30 razzi delle milizie di hamas piovuti su Sderot e solo successivamente del bombardamento israeliano, come fosse una risposta agli attacchi palestinesi, e non vice-versa. Ha pure aggiunto: “Anche da parte palestinese ci sono state vittime”. Tutto qui. “Anche da parte palestinese” . Come se i morti ammazzati e le decine di feriti di Gaza non meritassero un’apertura di notizia, ma  una “concessione” a fine servizio.

Ma Claudio Pagliara non è nuovo ad ergersi ad arma di distrazione di massa in funzione filo-israeliana:

“In data 16 maggio 2005, durante il telegiornale di Rai Due delle ore 20.30, l’inviato della Rai da Gerusalemme, Claudio Pagliara, nel suo servizio riguardante la visita del calciatore Ronaldo ai Territori Palestinesi, ha definito Ramallah come “capitale palestinese”.
Questa errata terminologia sottende ad una posizione politica che, in violazione di numerose risoluzioni delle Nazioni Unite, vuole che Gerusalemme sia considerata come capitale “unica, eterna ed indivisibile” dello Stato d’Israele.

E’ necessario ricordare che, secondo le risoluzioni ONU, in particolar modo la risoluzione 252 del Consiglio di Sicurezza, secondo la comunità internazionale intera, non ultimi gli Stati firmatari delle Convenzioni di Ginevra del 1949, e secondo la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja, Gerusalemme Est è considerata territorio occupato.”

Il suo massimo però lo raggiunse nell’edizione del Tg3 ore 19 del 28/6/05, quando riferendosi al “ritiro” unilaterale da Gaza ebbe il coraggio di affermare:

“è la prima volta che israele procede con lo smantellamento di colonie in territorio dimenticato dai palestinesi”

Lascio a voi ogni commento.

Benissimo fa Beppe Grillo a chiedere lo scioglimento dell’ordine professionale dei giornalisti  se individui del genere spacciano per deontologia professionale il leccaculismo ai potenti criminali, senza che l’ordine ci metta becco.  Per di più tutto ciò è retribuito con il nostro canone televisivo.

Guerrilla Radio

 

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claudio pagliara pagliaccio abbonaggio
 
a fare da contraltare alla dinsiformazione dei vari Claudio Pagliara,
un esempio di gionalismo libero e professionale quello di Michela Sechi, inviata in questi giorni a Gaza da Radio popolare:

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