Ala Abu Dhein, fotografia di un aspirante suicida-omicida. Strumento dell’odio in mano a ciniche ragioni di guerra

Michela Sechi inviata di Radiopopolare è stata a casa dell’attentatore palestinese,
Ala Abu Dhein, che ieri ha attaccato la scuola rabbinica  Mirkaz Ha’rav, simbolo del sionismo religioso e dell’estrema destra dei coloni,
che non riconosce la Palestina ed è contro qualsiasi negoziato.
 
 
“In un sobborgo della Gerusalemme Araba ho parlato coi  familiari di Ala Abu Dhein che negano qualsiasi contatto con gruppi della guerriglia palestinese.
Questo attacco segna una svolta perchè questo giovane non veniva dalla Cisgiordania,
non era un palestinese di un campo profughi senza lavoro e senza speranza ma era un ragazzo di Gerusalemme Est di famiglia benestante. 
Lavorava come autista e soprattutto abitava al di qua del muro che Israele ha costruito.
Un ragazzo con in mano la carta d’identità blu, quella che permette di muoversi senza limitazioni in tutta Israele. I palestinesi di Gerusalemme erano considerati da Israele gli “arabi buoni”,
non avevano mia partecipato all’intifada, Ala Abu Dhein era rimasto scosso dall’uccisione di 120 palestinesi a Gaza “ma non più di tutti” noi dice una cugina nella tenda del lutto.
Spiega che il ragazzo doveva sposarsi fra 3 mesi e che c’era già un appartamento pronto per lui.
Ma ha preferito imbracciare un fucile e andare a uccidere e farsi uccidere.”
 
Perchè?
Per questo motivo
 
Damiano ci segnala la notizia del mancata approvazione  al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di una risoluzione all’unanimità di condanna dell’attentato palestinese.
L’unanimità è mancata perché la Libia (anch’essa a favore di una dura condanna della strage) avrebbe voluto nella stessa risoluzione un riferimento alla situazione di Gaza, che secondo gli osservatori internazionali è colpita dalla più grave crisi umanitaria degli ultimi trent’anni.
Su questa richiesta, però, è scattato il veto degli Stati Uniti d’America.
 
Come dire che ci sono stragi di seria A  e stragi di serie  V,
V come Veto USA.
 
G.R.
 
 
Ps.
secondo Repubblica:
“Indagini. L’autore della strage di ieri si chiamava Ala Abu Dhein, aveva 20 anni (25 secondo alcune fonti) ed era un ex autista della scuola.  Il ragazzo sarebbe stato arrestato dalla polizia quattro mesi fa e rilasciato in gennaio. “
 
Se ciò fosse confermato qualche adito alla dietrologia sarebbe concesso come fa Susanne Scheidt, (thanx Arack)
che vede nell’attentato un attacco terroristico strumentale.
E’ appurato infatti che i servizi segreti israeliani “arruolano” i collaboratori palestinesi quando questi si trovano in prigione.

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