2007
BOWLING A VIRGINIA TECH
Breve storia degli Stati Uniti d’America: bo
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Emergency fra il giuramento di Ippocrate e un governo alleato che tortura gli amici.
Solo poco tempo fa tramite la voce di Rawa,
elencavamo alcune delle nefandezza dell’attuale governo afgano (torturatori, stupratori, assassini, terroristi),
nostro alleato dalla parte del bene contro i cattivi terroristi talebani.
I Talebani decapitano i nemici, mostruoso.
I nostri alleati attaccano i cavi elettrici e torturano gli amici,
cosa caxxo sono?
Ora si profila l’assurdo,
Emergency, che dal 1999 in Afganistan ha curato oltre 1.551.000 persone, la migliore assistenza sanitaria e chirurgica (gratuita) del paese, è un passo dal fare le valige e andarsene perchè accusata così da Amrullah Saleh, capo dei servizi di sicurezza afgani e uomo forte di Kabul:
«… Emergency non è in realtà una vera organizzazione umanitaria, bensì un fiancheggiatore dei terroristi e persino degli uomini di Al Qaeda in Afghanistan…. Un talebano si denuncia alla polizia, non si cura per permettergli poi di riprendere le armi contro di noi, contro i nostri alleati, contro la Nato, contro gli italiani».
A queste allucinate dichiarazioni e a chiunque possa avere dei dubbi,
guerrilla radio ricorda il giuramento di Ippocrate,
giuramento a cui è tenuto ogni medico prima di iniziare a esercitare la professione,
e in particolare questi passi:
—————————————————
Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo,
GIURO:
di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento;
di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica;
——————————————
Chiarito questo, lasciare al governo Karzai la decisione di come debba operare un’organizzazione umanitaria, secondo le parole di Emergency: “stabilisce che i suoi nemici non si debbano curare, che si debbano lasciar morire. È questa la cultura di un uomo influente e potente del «governo democratico» che l’Italia è impegnata a sostenere. È questa l’idea di legalità di un sistema giudiziario che l’Italia è onerosamente impegnata a costruire in Afganistan”.
Ora stiamo a guardare,
increduli su come ancora possiamo giustificare la presenza dei nostri soldati nel paese se la prima azione umanitaria che dava lustro all’Italia è costretta ad andarsene trattata alla stregua dei peggiori terroristi.
Da Rifondazione, Comunisti Italiani e Verdi se la coerenza non è una ruota di scorta sul carro del governo
ci aspettiamo che presto battano un colpo.
Guerrilla Radio
Quel mostro che alleviamo dalla culla
Sempre più all’ordine del giorno episodi di bullismo o più efferata violenza da parte di poco più che mocciosi.
Quei bambini, piccoli bulli o stupratori in erba,
sono la proiezione minuta
di un mondo adulto che tramanda con naturalezza solo la sua parte più brutale.
Quei bambini siamo noi.
E basta girare nel traffico all’ora di punta
per constatare quali episodi d’inconsulta violenza verbale può generare una non-repentina ripartenza dinnanzi ad un semaforo verde.
O la reiterata maleducazione di cellulari che trillano in cinema e musei, se non a teatro.
O ancora, l’insulto gratuito che arreca la presenza di un povero mendicante extracomunitario.
Rileggete le parole del padre del ragazzo catanese accusato per l’omicidio Raciti
e capirete da quale humus cresce e si sviluppa un così chiaro e manifesto disinteresse per la vita umana.
Più in generale,
da quei bimbi in Sicilia, in Campania o in Calabria che vedono il papà chinare il capo dinnanzi al boss di turno,
non ci si può aspettare altro che l’ambizione della mafia come opportunità di ricchezza e rispetto.
A Torino o Milano,
quel padre che si vanterà di aver fottuto il datore di lavoro o il suo collega,
darà l’insegnamento al figlio che è così figo e di vitale importanza fare carriera
calpestando i diritti e l’altrui dignità umana.
Se la televisione degli adulti persiste
nel presentare la donna sottoforma di puttana,
non vedo perchè stupirsi qualora un bambino non esiti a mettere le mani sul collo di una compagna di scuola
se quest’ultima non è solerte a sfilarsi le mutande da sola.
Se l’ambiente familiare è così omofobico,
da applaudire in standing ovation alle uscite naziste del ruini o del bagnasco di turno,
eventi drammatici come il suicidio del ragazzo gay di torino saranno sempre più frequenti.
Quei “cattivi ragazzi” sono solo figli dei nostri bisogni violenti.
Sociologi, pedagoghi e psicologi dell’infanzia
non ricercate l’insorgenza del mostro altrove
se non nel tepore delle vostre case.
Vik alias guerrillaradio
il blog di vittorio arrigoni
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W LA MAFIA???
“LA MAFIA E’ UNA MONTAGNA DI MERDA!!!”
(Peppino Impastato)
foto fanculo alla mafia
A Termini Imerese: sul muro la scritta «Viva la mafia»
Sradicato l’albero per Peppino Impastato
Era stato piantato in onore del giovane ucciso da Cosa nostrA
TERMINI IMERESE (Palermo) – Sfregio alla memoria di Peppino Impastato, il giovane militante di Democrazia proletaria e fondatore di radio Aut ucciso da Cosa nostra a Capaci il 9 maggio 1978, lo stesso giorno dell’assassinio di Aldo Moro, sulla cui vita è stato tratto il film «I cento passi». L’albero che era stato piantato in suo onore in un’aiuola comunale a Termini Imerese, in provicia di Palermo, è stato sradicato e appoggiato su un muro dove è stato poi scritto «Viva la mafia». La polizia sta indagando per scoprire se è stata solo una bravata o se il gesto è un messaggio mafioso.
ATTO GRAVE – «È un atto grave che amareggia e inquieta», ha detto Giuseppe Lumia (Ds), vice presidente della Commissione parlamentare antimafia. «In ogni caso è da non sottovalutare: è un chiaro segnale anche se si è trattato solo di una ragazzata, perché dimostra che la cultura della legalità e la memoria di coloro che sono morti per combattere la mafia non sono un patrimonio di tutti. È un atto ignobile che ferisce i tanti giovani di Termini Imerese che, sull’esempio di Peppino Impastato, hanno fatto della legalità una scelta di vita».
FROM CORRIERE.IT
peppino impastato mp3
Hanno sradicato l’albero piantato in suo ricordo,
quei suca minchia di Mafiopoli,
ma le radici del suo esempio sono insradicabili,
continuano a intrecciarsi nel vorticoso viatico delle nostre coscienze.
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Ritorno al Futuro: la fine della Destra e il destino del Partito Democratico
Guerrilla Radio invita a fare un giro sulla sua macchina del tempo.
Corre l’anno 2030, si rivisitano questi giorni e ciò che auspichiamo da più di un decennio,
la scomparsa politica di Silvio Berlusconi.
Ma quale futuro attende quel partito democratico che secondo noi rappresenterà la morte della sinistra italiana?
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La trave della pedofilia nello sguardo di Padre Bagnasco
«Perché quindi dire no a varie forme di convivenza stabile giuridicamente, di diritto pubblico, riconosciute e quindi creare figure alternative alla famiglia?», si domanda il prelato riferendosi ai Dico. «Perché dire di no all’incesto, come in Inghilterra dove un fratello e sorella hanno figli, vivono insieme e si vogliono bene? Perchè dire di no al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano? Bisogna avere in mente queste aberrazioni secondo il senso comune e che sono già presenti almeno come germogli iniziali».
Mons. Bagnasco
Dunque, Vostra Signoria Monsignore,
c’era duemila anni fa un uomo vestito di stracci,
(nascesse ora sarebbe tossico, gay, arabo, e musulmano)
che andava in giro a dire “non guardate la pagliuzza nell’occhio del nemico…”
Se permette le diamo una mano a levare la trave che offusca la sua eccelsa vista.
Avrebbe visto altrimenti l’arcivescovo di Lexington
mentre obbligava i suoi chierichetti a piegarsi sulla patta dei suoi pantaloni.
O il cardinale di Boston, Bernand Law,
(che Wotyla ha fatto poi arciprete a Romache) mentre ammette
di avere protetto per vent’anni i sacerdoti pedofili, compresi i rei confessi.
O adirittura Stanislao Dziwisz, per quarant’anni segretario del Santo Subito amico del dittatore Pinochet
e attuale arcivescovo di Cracovia, che è accusato di aver coperto casi di abusi e molestie perpetrati da prelati polacchi e alte personalità ecclesiastiche.
Avrebbe saputo di padre “sballo” che scambiava cocaina in cambio di sesso e filmini osè;
di un altro prete che adescava le novizie spacciandosi per la reincarnazione di Cristo e raccontando loro che i rapporti con lui erano un sostituto degli esercizi spirituali.
Di Pierre Pican, vescovo di Bayeux, Normandia, reo confesso per avere coperto un abate pedofilo condannato a 18 anni:
O Thomas O’Brien vescovo di Phoenix in Arizona, stesso reato.
Ma più di tutti, Monsignor Bagnasco, il suo papa.
Proprio lui il pastore tedesco Ratzinger, lo sa vero che è stato iscritto nel registro degli indagati in un processo per pedofilia???
Come sono andati i fatti?
“Questo è un caso in sede civile in cui è stato denunciato Ratzinger per una lettera del 2001 nella quale ribadiva il contenuto della Instructio de modo procedendi in causis sollicitationis del 1962, documento inviato a tutti i vescovi e decretato di recente, in cui il Vaticano ordinava che un minore qualora avesse dichiarato al suo vescovo di un abuso sessuale da parte di un sacerdote avrebbe dovuto giurare il segreto perpetuo, sotto eventuale pena di scomunica. Ed eventuali documenti comprovanti scandali di questo genere commessi da sacerdoti avrebbero dovuto essere tenuto in un archivio segreto.”
Da capo di stato a capo di stato,
il papa Nazi ha avanzato richiesta formale d’immunità al Presidente degli Stati Uniti…
guerrillaradio alias vittorio arrigoni
Una ultima constatazione,
trovo curioso che solo negli stati uniti si sia riusciti a portare alla sbarra
tutti questi alti prelati pedofili,
come a dire che i nostri sono davvero vicini al processo di santificazione,
invece, semplicemente,
vuoi vedere il nostro clero gode (in tutti i sensi)
di qualche appoggio politico???
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Afghanistan: i nostri soldati alleati di torturatori, stupratori, assassini, terroristi.
Al momento 120 mila firme,
ma è importante continuare a firmare l’appello per la liberazione di Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi,
Una volta arrivati ad una quota di adesioni vicina al numero necessario per indire un referendum,
Prodi e il suo ministro degli esteri potranno continuare a ritenere la questione di secondaria importanza???
E’ stato rivotato al senato il rifinanziamento delle nostra missione di guerra in Afganistan,
dalla parte del governo Karzai e dell’Alleanza del Nord, ovviamente I BUONI,
nostri alleati locali contro I CATTIVI talebani.
Talebani così crudeli d’aver mantenuto fede al patto nello scambio di prigionieri che ha reso di nuovo libero Daniele Mastrogiacomo,
Karzai & Co così magnanimi che non solo hanno imprigionato il principale mediatore per la liberazione del nostro giornalista,
ma lo stanno pure torturando con “i cavi elettrici” (firmate l’appello per Rahmatullah Hanefi)
Per tutti quelli che non hanno dubbi sul fatto che noi siamo dalla parte dei BUONI,
Guerrilla Radio lascia la parola a RAWA, L’Associazione Rivoluzionaria delle Donne dell’Afghanistan
che ci spiega a fianco di quali uomini eroici stanno combattendo i nostri valorosi soldati:
“Bisogna ricordare gli anni 1992-1996 quando l’Alleanza del Nord aveva il potere in Afghanistan, quando l’esecrabile banda di Golbodin Hekmatyar (Hezb-i-Islami) ridusse a macerie Kabul con l’indiscriminato bombardamento e il lancio dei missili quotidiani; quando l’infame banda Mazari-Khalili (Wahdat-i-Islami) cavava gli occhi ai non-Hazaras; quando la vile banda Sayyaf (Ittehad-i-Islami) piantava chiodi lunghi 10 cm nelle teste degli Hazara e li bruciava vivi in contenitori di metallo; quando la perfida banda Rabbani-Massoud (Jamiat-i-Islami e Shorai Nazar) massacrava gli abitanti di Afshar e delle altre zone residenziali di Kabul e assolveva i peggiori assassini, stupratori e saccheggiatori della storia in termini delle barbarità e delle infamie perpetrate contro innumerevoli donne e bambini innocenti e indifesi. L’Alleanza del Nord dovrebbe sapere che le ferite che hanno inflitto contro il popolo afghano durante gli anni di sangue e infamia del dominio jihadi sono troppo aperte, troppo dolorose per credere alla nuova immagine dell’Alleanza convertitasi alla democrazia e ai diritti umani; questo è un ulteriore insulto al popolo che ha sofferto tanto nelle loro mani. Tale immagine e i discorsi sulla “democrazia” e “diritti delle donne” non possono lavare via o nascondere la loro innata natura fondamentalista e terrorista.
Una madre ancora in lutto, raggrinzita da anni di sofferenza e dolore ha visto l’aspetto curato e elegante di certi capi jihadi alla TV e ha commentato: “Vedo il sangue dei miei figli sulla giacca e cravatta di questi capi dell’Alleanza del Nord”. Così è la reazione viscerale della stragrande maggioranza del nostro popolo sofferente.
Tutto il mondo deve conoscere i criminali dell’Alleanza del Nord. Sono coloro che definirono concetti blasfemi e eretici la democrazia e le elezioni. Sono color che, dopo aver usurpato il potere del regime fantoccio di Najib e prima di compiere qualsiasi azione significativa per ripristinare la pace e il benessere del disgraziato popolo afghano, riversarono la loro furia religiosa contro le donne proclamando, in una dichiarazione congiunta di tutti i partiti jihadi, l’obbligatorio velarsi delle donne.
Tutto il mondo deve sapere che, ancora molto tempo prima dei talebani, Mr. Mullah Younis Khalis (un confederato dei vittoriosi jihadi) distrusse la statua di Buddha a Bamiyan, sparando con l’artiglieria. Tutto il mondo deve sapere che in tema di stupri di bambine e donne da 7 a 70 anni, i talebani non fanno concorrenza a quelli dell’Alleanza del Nord.
Tutto il mondo deve sapere che, per rispondere ai numerosi massacri, al saccheggio dei beni nazionali e delle ricchezze archeologiche, all’estorsione di vaste somme di denaro da gente indifesa e ad altri crimini e atrocità troppo numerosi da elencare qui, i capi dell’Alleanza del Nord meritano soltanto di sedere sotto accusa nei tribunali internazionali accanto ad altri criminali di guerra e non al timone di un governo per l’Afghanistan.
Questi malvagi arricchiti hanno una sete insaziabile di potere e di prestigio, indipendentemente dal prezzo; ed è per questo che non possono che cospirare gli uni contro gli altri e tagliarsi la gola a vicenda. Le Nazioni Unite non capiscono che ai membri dell’Alleanza del Nord non si possono affidare miliardi di dollari da gestire per la ricostruzione e la riabilitazione dell’Afghanistan? Non una ma dieci volte hanno saccheggiato convogli di aiuti dell’ONU, e nientemeno che Mahmoud Mistry, l’allora rappresentante del Segretario generale dell’ONU, li ha chiamati giustamente “bande di banditi”.
Se per le Nazioni Unite l’indipendenza, l’unità e la democratizzazione dell’Afghanistan sono importanti, devono togliere qualisiasi sostegno all’Alleanza del Nord e condannare e punire subito qualsiasi paese che tenta di fornire soldi o armi a questi assassini.
La semplice fine del tormento e dell’umiliazione del burqa non è assolutamente indice dell’ottenimento dei diritti e delle libertà delle donne.
La nostra patria distrutta, parata a lutto senza fine, sfuggì agli artigli della criminalità dei talebani, per trovarsi poi nella trappola mortale degli assassini dell’Alleanza del Nord.”
Afghanistan: una guerra impossibile da vincere, una lezione non ancora appresa
“ Io contro mio fratello; io e mio fratello contro mio cugino; io, mio fratello e mio cugino contro la mia tribù; io, mio fratello, mio cugino, la mia tribù contro il nemico”.
proverbio afgano
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Il video della liberazione di Daniele Mastrogiacomo: Gino Strada magnifico!
Voci: Eccolo! Assalamu Aleikum!
Gino Strada: “Benvenuto! Benvenuto Daniele! Ce l’abbiamo fatta, è stata durissima!” Daniele Mastrogiacomo: “Durissima! Ce l’abbiamo fatta, è finita, meno male che sono qua. Bravo, bravo, veramente bravo..senti, m’avrebbero ammazzato, Dadullah lo sai com’è..” Strada: “Sì, lo so, ci ho parlato anche personalmente”
Gina Portella (al telefono): “Ettore (Sequi, l’ambasciatore italiano a Kabul, ndr), è qui..Aspetta che lo bacio che mi ha rotto le palle per quattro giorni..benvenuto!”
Portella passa il telefono a Mastrogiacomo: “E’ l’ambasciatore italiano..ha fatto davvero tantissimo”
Mastrogiacomo (al telefono): “Mamma mia non sai com’è stata, è stata terribile.. ora sto bene, sì, tutto a posto…Ti ringrazio tantissimo di tutto quello che hai fatto, veramente sei stato fantastico..grazie, grazie mille..Gino lo so, lo so, è stato magnifico”.
Strada (al telefono): “Luisella, Ezio..ho qui un amico tuo col turbante, te lo passo”
Mastrogiacomo (al telefono): “Pronto…pronto direttore..ciao, grazie di tutto quello che avete fatto, veramente..ti ringrazio molto…pronto..(gli passano la moglie Luisella, Mastrogiacomo si commuove).
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Daniele Mastrogiacomo libero e la necessità di un dialogo coi talebani (magari al circo…)
Anche da queste parti regnava ottimismo sulle sorti del giornalista Mastrogiacomo arrestato dai Talebani, liberato oggi.
Fondamentalmente per l’intermediazione di Emergency di Gino Strada che gode di un credito di rispettabilità fra le popolazioni pashtun.
Secondariamente, perchè un esecutivo di centrosinistra ha una leggerissima asintonia verso quella sudditanza sodomita del precedente governo Berlusconi nei riguardi degli USA,
governatori unici dell’Afghanistan sia chiaro,
e fortemente reticenti quando si tratta di concessioni ai talebani,
che siano pagamenti di riscatti o scambio di prigionieri.
La libertà d’informazione ha un suo costo,
e bene farebbe Prodi and Co. se sarà prevista in ogni finanziaria un fondo occultato per questo tipo di evenienza,
piuttosto che lasciare che i servizi segreti deviati (tre parole inscindibili fra loro)
stipendino a nostre spese i Renato Farina di turno.
A dire il vero ancora meglio sarebbe se
facessimo venire meno le ragioni per cui Matrogiacomo è stato rapito.
Questa liberazione indica come coi talebani è possibile trattare,
e in una conferenza di pace è necessaria la loro presenza.
Ai vari politici di lungo corso Mastella Follini Capezzone Storace Bertolini Matteoli Volontè
che si oppongono fermamente Guerrilla radio verrebbe da chiedere in quale scuola hanno imparato a fare il loro mestiere,
ricordando loro cosa disse Yitzhak Rabin incontrando Arafat,
nonostante le feroci critiche e minacce di morte da parte di gruppi fascisti israeliani:
“non ci si concilia col proprio amico,
ma col proprio nemico”.
ps.
x festeggiare l’avvenuta liberazione di Daniele
(speriamo non ci siano checkpoints yankee sulla strada che conduce all’aeroporto di Kabul…)
un breve documentario denso di speranza e commozione,
una via di fuga per gli orfani di guerra afgani,
il piccolo circo itinerante di Kabul:
Vauro: gli straordinari di una Pace sempre più precaria
4 marzo 2005 Giuliana Sgrena
20 marzo 2007 Daniele Mastrogiacomo
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RICORDO DI RACHEL: quarto anniversario
In Memoriam
~ Rachel Corrie ~
1979 – 2003
Tempo di mesto memoriale,
di compassionevole ricordo.
Con passione,
mi ricordo.
Quando la rozza gesta umana
si veste di angelico aulico,
e profusa di empatia e intima comprensione
giunge al passo più tragico,
l’immolazione.
Il sacrificio della propria vita,
affinché dal proprio sangue versato
possa tornare a germogliare l’arbusto dello speranza,
primo innesto di una pace che ha radici antiche,
nonostante le affilate cesoie di un odio tirannico
come quello dell’esercito israeliano.
Rachel Corrie non è dunque morta invano,
se è vero e io l’ho potuto proprio in Palestina verificare,
che il suo esempio, il suo straordinario altruismo,
spinto ad un livello estremo,
ha sospinto molti altri, uomini e donne,
da diversi angoli del mondo
dopo di Lei,
ha ripercorrere quelle stesse vie di empatia e umana comprensione
che sono l’unica chiave d’accesso
verso l’evacuazione da ogni conflitto.
Vittorio alias guerrilla radio,
che si alternano spesso.
ps.
Joe Carr,
fraterno alleato di guerrilla radio,
mi ha inviato il suo ricordo di Rachel,
collegandolo ad un altro martire della pace ultimamente scomparso:
Tom Fox, ucciso in Iraq da uno dei gruppi di guerriglieri di cui è dubbia la provenienza.
Joe ha conosciuto sia Rachel che Tom,
sono stati giorni duri per lui,
ma il suo invito è il mio medesimo,
a ripercorrere l’esempio di chi ha dato la vita inseguendo con determinazione
ogni lotta per la pace, la giustizia,
la libertà.
così sia,
e da queste parti così è.
g.r
.
Per la PACE
in ricordo di
RACHEL CORRIE
.
le ultime lettere di Rachel ai genitori
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A Nassiriya i nostri eroi spararono su civili e ambulanza
Nel minilocale (non mono,mini) in cui Guerrilla radio consuma le sue notti
grazie al cielo non vi sono televisioni.
Però di ciò di oltraggioso alla dignità umana
che passa dal tubo catodico a volte sono avvertito,
come in questi giorni che mi hanno avvisato esser proiettato un documentario sui nostri valorosi eroi di Nassirirya.
Per tutti quelli che non si fanno abbindolare da nuove versioni della storia
scritte con la penna fallace di un misto di patriottismo fascista,
ripostiamo un post dell’anno passato ricco di collegamenti utili
a ridare veridicità intorno alla missione di occupazione dei nostri soldati in una guerra illegale e abominevole.
vik alias guerrilla radio
Proseguono le scottanti rivelazioni
sulla nostra “missione di pace” a Nassirya.
Qualcuno credo ancora alla favola dei militari italiani impegnati in una missione umanitaria in Iraq?
Quando si dice sparare sull’ambulanza…
e sono stati pure premiati i nostri serial killer in mimetica.
Uccidiamo civili indifesi e il giorno versiamo lacrime da coccodrillo
se i nostri assassini su licenzia del centrodestra
vengono a loro volta abbattuti dalla resistenza irachena.
Li eleviamo al rango di eroi.
Ma se i nostri soldati di occupazione sono eroi
allora come li definiamo quei figli di un Iraq distrutto che ogni giorno
devo scampare fra un attentato e i proiettili dei loro liberatori???
dal corriere della sera:
La battaglia dei ponti nell’agosto 2004. La versione dei militari: abbiamo fermato un’autobomba. Almeno 5 le vittime
A Nassiriya sparammo su civili e ambulanza
Soldato sotto inchiesta: eseguii un ordine. L’esercito lo premiò per l’operazione
ROMA — «Sparai contro il mezzo perché
così mi fu ordinato dal maresciallo Stival. Se mi fossi accorto che si trattava di un’ambulanza mai e poi mai avrei sparato e avrei chiesto spiegazioni al superiore». È il 25 gennaio scorso. Davanti ai magistrati della procura militare il caporalmaggiore Raffaele Allocca ammette che a Nassiriya, durante la battaglia dei Ponti della notte tra il 5 e il 6 agosto del 2004, i soldati italiani fecero fuoco contro i civili. Conferma la versione sempre negata dalle Forze Armate e dall’allora ministro degli Esteri Franco Frattini che in Parlamento dichiarò: «Non è vero che si trattava di un mezzo di soccorso, era un’autobomba».
L’ENCOMIO — Il sottufficiale, in Iraq con il reggimento Lagunari «Serenissima» di Venezia, è accusato dalla procura di «uso aggravato delle armi contro ambulanze e contro il personale addetto». Ma l’Esercito lo ha di fatto già assolto e premiato. Il 28 agosto 2004 il generale Corrado Dalzini gli ha consegnato un encomio per aver «contribuito in maniera determinante al successo dell’operazione». I suoi avvocati Mario De Caprio e Barbara Da Ronch hanno consegnato il documento al pubblico ministero. La versione dei militari è stata ribadita più volte: «Si trattava di un’autobomba. Abbiamo lanciato segnali luminosi e cercato di fermarla ma non ci siamo riusciti e abbiamo sparato. Se non l’avessimo bloccata, ci sarebbe stata una strage». Le vittime furono almeno quattro persone. Tra loro una donna incinta e un signore anziano. Non furono gli unici civili uccisi dai soldati italiani durante quella battaglia. È lo stesso Allocca ad ammetterlo. «Ricordo che dopo l’episodio dell’autovettura colpita ed esplosa — ha fatto mettere a verbale — un autobus passeggeri effettuò la stessa manovra venendo verso di noi e non fermandosi alle nostre intimazioni. I commilitoni del dispositivo spararono davanti al mezzo che si fermò davanti ai nostri carri. Un carro si avvicinò e fece scendere dall’autobus due persone, un signore con un bambino. Successivamente il maresciallo Stival seppe che a bordo del mezzo era morto il conducente. Anche io sentii questa comunicazione».
IL RAPIMENTO — Il 22 agosto 2004, dieci giorni dopo averlo sequestrato nella zona a sud di Nassiriya, i miliziani dell’Esercito del Mahdi rilasciarono il giornalista statunitense Micah Garen. E pubblicamente affermarono: «È un messaggio di pace. Lo abbiamo liberato anche perché ha fatto chiarezza sull’operato dei militari italiani». Era stato proprio Garen, dopo la battaglia dei Ponti, ad accusare i soldati impegnati nella missione «Antica Babilonia» di aver fatto esplodere non un’autobomba, ma un’ambulanza. E aveva filmato il mezzo. Qualche settimana fa la Procura militare ha ottenuto una proroga delle indagini. I magistrati devono infatti accertare non soltanto il rispetto delle regole d’ingaggio visto che i soldati italiani sono in Iraq in missione di pace, ma soprattutto ricostruire la catena di comando. Come hanno sottolineato i difensori del caporalmaggiore e ha ribadito lui stesso durante l’interrogatorio, l’ordine di sparare arrivò dai superiori. E dunque è presumibile che dovranno essere convocati non soltanto il maresciallo Stival, ma anche il capitano Guaschino. «Fu lui — ha spiegato Allocca — a farci assumere la posizione sul terreno. Ci fu assegnata la parte sinistra del ponte, dovevamo osservarlo e avvisare se qualcuno provava ad attraversarlo».
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FESTA DELLA DONNA 2007: I REGALI DAL MONDO
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IRAQ
Palestina
Afghanistan
ovunque in Africa
ovunque in USA
Bangladesh
Ducato di Savoia
Israele
Libano
ancora Palestina
Italia
FESTA DELLA DONNA 2007 CELEBRAZIONI
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Prodino bis è meglio di un Berlusconi poker
Il governo Prodi ha partorito il suo gemello,
o meglio ha resuscitato se stesso, fasciato in testa e ricucito con 12 punti,
dopo la mazzata della sfiducia di settimana scorsa.
Nessun rimpasto fra i ministri, l’unica novità nella maggioranza è l’innesto del disinterressato Follini.
Sorbirsi un Marco Follini in più avendo già diluito
all’interno del proprio governo un Mastella non è gravoso compito;
distinguere fra i due è infatti come saper riconoscere due acque minerali,
se non fosse per la trasparenza ovviamente…
La deriva centrista è alle porte,
ma chiara è la nostra missione,
resistere resistere resistere a ben altre derive,
fasciste et xenofobe.
Un Prodi tris, persino un Prodi poker sarà sempre meglio di un Berlusconi bis.
Anche solo perchè il centrosinistra ha meno coppole appoggiate sugli scranni del parlamento:
l’ultima del deputato regionale di Forza Italia Giovanni Mercadante,
arrestato per associazione mafiosa a Palermo.
Resistere ma sino a quando?
un governo dalla risicata maggioranza al senato pare una bomba ad orologeria,
e reputo la questione TAV ancor prima dell’inizio della costruzione della base di Vicenza il suo detonatore.
Terra a terra,
quando i cittadini della Val di Susa si sdraieranno davanti alle scavatrici e il ministro Amato manderà i celerini,
da che parte della barricate si schiereranno Verdi Rifondazione e Comunisti Italiani?
Dubito che prenderanno una posizione alla Pasolini.
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Franco Turigliatto deportato nel gulag dell’isolamento politico per il suo pacifismo.
Franco Turigliatto “allontanato” per due anni da rifondazione.
Non è chiaro se dovrà recarsi di sua spontanea volontà in Siberia…
Come la nostra coinquilina di vedute Tisbe,
anche a noi questa manovra del partito di Bertinotti sa di ostracismo stalinista.
Da questa pagine abbia criticato fortemente l’operato dilettantistico di Turigliatto e Rossi,
per il loro comportamento incoerente come politici membri di un partito vincolato al compromesso di dover tenere in piedi una coalizione,
ma questa espulsione ci pare eccessiva per chi alla fine è stato coerentemente sino in fondo con i suoi valori di pace
e cioè contro ogni guerra senza se e senza ma.
Fra gli altri,
Gino Strada (Emergency)
Noam Chomsky (linguista),
Ken Loach (regista),
Tariq Alì (scrittore),
George Galloway (Deputato Respect).
la pensano come noi,
e hanno firmato un appello contro la sua espulsione.
leggi tutti i firmatari
Per quale virtuoso motivo Marco Follini è corso in soccorso all’Unione
“Gli stessi dell’Udc dicono che Marco Follini, con la sua mossa anti-berlusconiana, ha stipulato un’assicurazione a vita con l’opposizione: più che per se stesso, per la poltrona della moglie, Elisabetta Spitz, alla direzione dell’Agenzia del Demanio, carica che verrà confermata anche con un governo ‘de sinistra’…” (dal sito Dagospia, 15 novembre 2005)
“Consiglio dei Ministri n. 36 del 2 febbraio 2007. La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica: il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi alle ore 9,25 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Romano Prodi. Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Enrico Letta. (…) Il Consiglio ha inoltre adottato le seguenti deliberazioni: (…) su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Padoa Schioppa: rinnovo per un triennio dell’incarico di Direttore dell’Agenzia del demanio conferito all’architetto Elisabetta Spitz… ” (dal sito del governo italiano, 2 febbraio 2007) (15 febbraio 2007)
da www.corriere.it
“Continuerò a fare il senatore. Non ho chiesto niente in cambio a Prodi, queste sono operazioni che si fanno a vantaggio zero e, semmai, pagando qualche prezzo. Fanno parte di una responsabilità che ci si assume” (Follini, 24 febbraio 2007)
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Oscar a George Orwell come miglior regista di tutti i tempi
La fatidica,
pardon fanatica notte degli oscar alle porte.
Guerrillaradio vuole portare all’attenzione,
su come Hollywood ama gli Arabi:
download holywood love the arabs planet of arabs
Quando anche l’industria cinematografica
è funzionale al controllo delle coscienze e al lavaggio dei cervelli.
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Concorso di colpa per l’omicidio Prodi
Nel trafugare il cadavere del primo governo Prodi,
l’assassino ha lasciato troppi indizi,
ed è facile risalire alla sua identità,
alle sue diverse identità.
Oltre ai due dilettanti allo sbaraglio Franco Turigliatto e Fernando Rossi
su cui ci siamo pronunciati ieri,
è bene ricordare che tramite questa porcata di legge elettorale,
le liste dei candidati eletti sono state stilate dai segretari dei partiti,
quindi colpevoli di aver messo al senato i due vergognosi irriducibili sono rispettivamente Bertinotti e Diliberto.
Secondariamente,
continuo a non comprendere,
e se lo chiede pure Prodi,
perchè Massimo D’Alema con i suoi aut aut degli ultimi giorni abbia voluto vincolare l’intero governo all’approvazione del suo decreto (sebbene importante).
Oltre a questo,
una chiusura sempre più evidente alle istanze della base elettorale del ministro degli esteri e da diverse altre componenti del governo non ha certo giovato alla compattezza della maggioranza.
Un esempio su tutti,
Padoa-Schioppa che dichiara
“la decisione è già stata presa, La TAV si farà”
strafottendosene di un movimento di protesta composto da migliaia di cittadini,
alla maniera del peggior berlusconi nella precedente legislatura.
Colpevoli i membri di una sorta triangolo delle bermuda senatoriale,
metafore di poteri forti che dal governo prodi non si sentivano rappresentati,
e vale dire:
Cossiga——–> U.S.A.
Andreotti—–> Chiesa
Pininfarina—> Industria
La loro astensione, nonostante gli ultimi due avevano garantito il voto,
è stata decisiva.
Infine,
non possiamo scordarci di quest’uomo,
fissate questo volto,
pardon,
questa faccia di cxxo:
sergio de gregorio foto image
Sergio De Gregorio,
uno dei tanti traditori della politica italiani,
eletto senatore nella file dell’Italia dei Valori
(Di Pietro colpevole!)
è passato immediatamente all’opposizione
e sistematicamente vota contro il governo nella cui coalizione è stato eletto.
eiene di pietro video download iene scarica
Se lo incontrate per strada,
salutatemelo affettuosamente.
Vik alias guerrillaradio
Sergio De Gregorio,
uno dei tanti traditori della politica italiani,
eletto senatore nella file dell’Italia dei Valori
(Di Pietro colpevole!)
è passato immediatamente all’opposizione
e sistematicamente vota contro il governo nella cui coalizione è stato eletto.
eiene di pietro video download iene scarica
Se lo incontrate per strada,
salutatemelo affettuosamente.
Vik alias guerrillaradio
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