Emergency fra il giuramento di Ippocrate e un governo alleato che tortura gli amici.

Solo poco tempo fa tramite la voce di Rawa,
elencavamo alcune delle nefandezza dell’attuale governo afgano (torturatori, stupratori, assassini, terroristi),
nostro alleato dalla parte del bene contro i cattivi terroristi talebani.
 
I Talebani decapitano i nemici, mostruoso.
I nostri alleati attaccano i cavi elettrici e torturano gli amici,
cosa caxxo sono?
 
 
Ora si profila l’assurdo,
Emergency, che dal 1999 in Afganistan  ha curato oltre 1.551.000 persone, la migliore assistenza sanitaria e chirurgica (gratuita) del paese, è un passo dal fare le valige e andarsene perchè accusata così da Amrullah Saleh, capo dei servizi di sicurezza afgani e uomo forte di Kabul:
«… Emergency non è in realtà una vera organizzazione umanitaria, bensì un fiancheggiatore dei terroristi e persino degli uomini di Al Qaeda in Afghanistan…. Un talebano si denuncia alla polizia, non si cura per permettergli poi di riprendere le armi contro di noi, contro i nostri alleati, contro la Nato, contro gli italiani».
 
A queste allucinate dichiarazioni e a chiunque possa avere dei dubbi,
guerrilla radio ricorda il giuramento di Ippocrate,
giuramento a cui è tenuto ogni medico prima di iniziare a esercitare la professione,
e in particolare questi passi:
 
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Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo,
GIURO:

di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento;

di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica;

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Chiarito questo, lasciare al governo Karzai la decisione di come debba operare un’organizzazione umanitaria, secondo le parole di Emergency: “stabilisce che i suoi nemici non si debbano curare, che si debbano lasciar morire. È questa la cultura di un uomo influente e potente del «governo democratico» che l’Italia è impegnata a sostenere. È questa l’idea di legalità di un sistema giudiziario che l’Italia è onerosamente impegnata a costruire in Afganistan”.

Ora stiamo a guardare,
increduli su come ancora possiamo giustificare la  presenza dei nostri soldati nel paese se la prima azione umanitaria che dava lustro all’Italia è costretta ad andarsene trattata alla stregua dei peggiori terroristi.
 
Da Rifondazione, Comunisti Italiani e Verdi  se la coerenza non è una ruota di scorta sul carro del governo 
ci aspettiamo che presto battano un colpo.
 
Guerrilla Radio

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