“Papa-Nazi” Benedetto XVI in visita ad Auschwitz
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Guerriglia alla prigionia dell'Informazione. Contro la corruzione dell'industria mediatica, il bigottismo dei ceti medi, l'imperdonabile assopimento della coscienza civile. La brama di Verità prima di ogni anelito, l'abrasiva denuncia, verso la dissoluzione di ogni soluzione precostituita, L'infanticidio di ogni certezza indotta. La polvere nera della coercizione entro le narici di una crisi di rigetto. L'abbuffata di un pasto nudo, crudo amaro quanto basta per non poter esser digerito.
Allora quale Vittorio Arrigoni
anima Guerrilla radio?
“Je est un autre”
soleva dire Rimbaud.
“Lei è Allen Ginsberg?”
“uno dei tanti Allen Ginsberg”
rispondeva il poeta della beat generation a chi lo interrogava sulla sua identità,
intendendo con ciò sottolineare la frammentazione del suo ES
in così tante personalità da poter esser considerate vere e proprie persone a sé stanti.
Dotate quasi di propria indipendenza e libero arbitrio.
Questa premessa fondamentale
per chiarire o meglio
scurire,
a coloro che fisicamente non mi conosco,
chi qui si trovano dinnanzi sfogliando le agguerrite pagine di Guerrilla radio.
E chi non si trovano dinnanzi coloro che hanno avuto l’ardita sorte
di conoscere la carne e le ossa di Vittorio Arrigoni
(lo spirito è stato concesso solo ad una stretta cerchia di persone svestite di abiti abituali).
Guerrillaradio è il VittorioArrigoni che legge Orwell e Burroughs,
Saviano e Travaglio,
Micheal Moore e Noem Chomsky. Questo VittorioArrigoni, e non quello che medita fra le pagine dei discorsi del Dalai Lama, di Nietzsche, o del Mahabharata, fra gli haiku di Ryokan e Tagore, e poco di quello che nonostante tutto, al pub ci va ancora con sottobraccio Vian o i Fante, Bukowsky Keruac Gutierrez o Miller, la miglior compagnia possibile dinnanzi ad una carboazotata.
Il Vittorio Arrigoni che durante più di dieci anni
ha fatto del viaggio una università di vita,
i cui illustri docenti sono i personaggi anonimi che la miseria
ha reso miserables,
ma impreziositi veicoli di arcaici valori umani fondamentali.
Il perchè del Blog guerrillaradio
si fomenta nella mia cella d’isolamento a Tel Aviv,
nella quale fui recluso prima di subire un ingiusto processo
la mia unica colpa essere attivista incoruttibile nel campo dei diritti umani.
Guerriglia alla prigionia dell'Informazione. Contro la corruzione dell'industria mediatica, il bigottismo dei ceti medi, l'imperdonabile assopimento della coscienza civile. La brama di Verità prima di ogni anelito, l'abrasiva denuncia, verso la dissoluzione di ogni soluzione precostituita, L'infanticidio di ogni certezza indotta. La polvere nera della coercizione entro le narici di una crisi di rigetto. L'abbuffata di un pasto nudo, crudo amaro quanto basta per non poter esser digerito.
Iperbole dei nostri tempi:
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Una papa nazista torna sui luoghi del delitto…
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http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=999&cid=27665
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“Il nostro,come disse Sciascia,
è un paese senza memoria e verità,
ed io per questo cerco di non dimenticare”
(P.P.P.)
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“La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine.
Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”
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“Non sono Robin Hood, né un kamikaze e tantomeno un trappista. Sono, semplicemente, un servitore dello Stato in terra infidelium”
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“La mafia si caratterizza per la sua rapidità nell’adeguare valori arcaici alle esigenze del presente, per la sua abilità nel confondersi con la società civile, per l’uso dell’intimidazione e della violenza, per il numero e la statura criminale dei suoi adepti, per la sua capacità ad essere sempre diversa e sempre uguale a se stessa”
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(Giovanni Falcone)
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“Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni.
Questa è la base di tutta la moralità umana.”
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(J. F. Kennedy; citazione che ripeteva spesso Giovanni Falcone)
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NON DIMENTICHIAMO:
Strage di Capaci
Giovanni Falcone, magistrato
Francesca Morvillo magistrato, moglie di Giovanni Falcone
Antonio Montinari, agente di polizia facente parte della scorta di Giovanni Falcone
Rocco Di Cillo, agente di polizia facente parte della scorta di Giovanni Falcone
Vito Schifani, agente di polizia facente parte della scorta di Giovanni Falcone
Chi ha ucciso Falcone e Borsellino.
La mafia.
e chi altri???
Giovanni Falcone: cercando di non dimenticare Leggi l'articolo »
GARY MCKINNON, ACCUSATO DAGLI STATI UNITI DI AVER CAUSATO 700 MILA DOLLARI DI DANNI, LOTTA CONTRO L’ESTRADIZIONE NEGLI USA
«Ho scoperto i segreti degli Ufo
violando i computer della Nasa»
«Esiste una forma di energia extraterrestre inesauribile»
www.stampa.it
LONDRA. Con la frangetta scura e gli occhi a mandorla, ha l’aria vagamente stranita di Mister Spock. Il che non stona più di tanto, visto che Gary McKinnon, lo hacker che gli Stati Uniti accusano di aver causato 700 mila dollari di danni ai loro computer militari e della Nasa, dice di avere passato due anni a cercare di straforo prove dell’esistenza degli UFO e della tecnologia aliena. E di averle trovate: testimonianze fanno riferimento all’anti-gravità, a una fonte di energia di origine extraterrestre.
Per i suoi sostenitori, McKinnon è piuttosto una sorta di ciber-Mulder, una specie di cercatore solitario di verità tra gli X-Files degli alti comandi americani, Pentagono incluso. Ex parrucchiere inglese, entrava nei loro sistemi dalla sua casa in un quartiere a Nord di Londra, ma sostiene di non avere mai agito da vandalo. Un pubblico ministero Usa ha definito la sua impresa «il più grande scasso elettronico di computer militari di tutti i tempi» e ha chiesto di processarlo davanti a un tribunale della Virginia. Ma il suo avvocato ribatte che l’estradizione esporrebbe McKinnon al rischio della detenzione a Guantanamo Bay e a qualcosa come sessant’anni di reclusione. La sua sorte sarà decisa a Londra dopodomani.
Mica per niente il suo nome online era «Solo». Ancor prima che lo identificassero e lo arrestassero nel 2002, la sua ossessione da hacker gli era costata la fidanzata e il lavoro. Gli Stati Uniti lo accusano fra l’altro di avere alterato e cancellato files di una base aeronavale rendendo così inoperabili sistemi di importanza critica e, un’altra volta, di avere disabilitato un’intera rete di 2 mila computer militari. Già in un’intervista rilasciata l’anno scorso, McKinnon si era difeso dicendo di non avere causato danni. Oggi, alla vigilia dell’udienza, torna a parlare con il programma «Click» della BBC per spiegare come ha fatto e che cosa ha trovato.
A chi gli chiede perché è accusato di essersi intrufolato nei sistemi dell’esercito, della Marina, dell’aeronautica, del Pentagono e della Nasa, McKinnon risponde: «Ero in cerca di tecnologia soppressa, definita con un’espressione ridicola “tecnologia degli UFO”. Credo che sia il segreto meglio conservato del mondo, una cosa molto importante: i pensionati non possono pagare le bollette del riscaldamento, si invadono Paesi per assegnare all’Occidente appalti per il petrolio, e nel frattempo parti segrete del governo tengono lì questa tecnologia soppressa che darebbe energia gratis». Ovviamente, ancora ieri, la Nasa ha smentito tutto.
Alla domanda se abbia trovato quello che cercava, McKinnon risponde: «Sì. C’era un gruppo chiamato “Progetto Rivelazione”. Hanno pubblicato un libro con 400 testimoni esperti tra cui controllori del traffico, operatori di radar militari, fino ai tizi responsabili se lanciare o meno missili nucleari. Gente molto credibile e molto fidata, e tutti dicevano sì, la tecnologia UFO esiste, c’è l’anti-gravità, c’è energia liberamente disponibile ed è di origine extraterrestre, e abbiamo catturato astronavi e le abbiamo smontate per esaminarle». A chiedergli che cosa abbia scoperto all’interno della Nasa, McKinnon tira fuori la storia delle fotografie. «Una di queste persone era un’esperta fotografica della Nasa, la quale ha detto che nell’edificio numero 8 del Johnson Space Centre cancellavano regolarmente le immagini degli UFO dalle immagini satellite ad alta risoluzione. Ha detto che c’erano cartelle denominate “filtrate” e “non filtrate”, “lavorate” e “crude”, qualcosa del genere».
Ma McKinnon non è riuscito a scaricare nessuna di queste immagini sul suo computer: «Ho estratto una foto da una cartella, e tenendo a mente che era una connessione internet molto lenta, a 56k, all’epoca del dial-up, ho abbassato la risoluzione. Ciò che è comparso sul mio schermo era straordinario. Era il culmine di tutti i miei sforzi. Era l’immagine di qualcosa che non poteva essere prodotto da mani umane. Si trovava sopra l’emisfero terrestre. Assomigliava un po’ a un satellite. Era a forma di sigaro e aveva cupole geodesiche sopra, sotto, e a entrambe le estremità, e malgrado fosse a bassa risoluzione, l’immagine era molto ravvicinata. Questa cosa era sospesa nello spazio, e non aveva giunture, nessuno dei segni della normale fabbricazione umana».
McKinnon spiega che la sua connessione è saltata proprio quando stava cercando di scaricare l’immagine. Di fronte all’obiezione che avrebbe potuto trattarsi di un modello, risponde: «Non lo so. Per me, era più che una coincidenza». Lo hacker riconosce che «l’accesso non autorizzato» ai computer altrui «è contro la legge ed è sbagliato», ma vuole essere processato qui, «nel mio Paese, secondo la legge contro l’abuso dei computer, e voglio che gli americani forniscano le prove se vogliono estradarmi, perché so di non avere provocato danni». E conclude: «Per via di quello che cercavo, penso di essere stato moralmente nel giusto. Adesso sono pentito, ma credo che la tecnologia dell’energia libera debba essere resa disponibile a tutti».
Gary McKinnon scopre i segreti Nasa sugli UFO, rischia Guantanamo Leggi l'articolo »
“Quelle telefonate, diversamente da quelle di Piero Fassino subito pubblicate dal “Giornale” berlusconiano, restano al momento segrete. Ma, secondo le denunce degli stessi Ds, Berlusconi sarebbe in possesso del “dischetto” completo delle intercettazioni disposte dai magistrati milanesi. In questo caso, noi non sappiamo che cosa contengano quelle conversazioni, ma Berlusconi sì. Quale uso ne viene o ne può essere fatto, visto che il Giornale ha improvvisamente interrotto la pubblicazione dei testi appena finito con quelli di Fassino? Non sarebbe il caso di renderne noto il contenuto, per dissipare ogni sospetto di ricatti? Finchè ciò non avverrà, intorno a Massimo D’Alema permarrà un fumus oggettivamente ricattatorio. “
Dalla rivista Micromega
Massimo D’Alema vice del Presidente… Leggi l'articolo »
rutelli-radicale:
“In un campo come i rapporti fra coniugi, la loro scelta di procreare, è opportuno che lo Stato intervenga il meno possibile. Bisogna evitare il più retrivo proibizionismo con la pretesa di trasferire nella legge dello Stato quanto previsto dalla teologia morale cattolica… Va consentita la possibilità di inseminazione omologa ed eterologa su donna sposata e non” (proposta di legge di Francesco Rutelli, Massimo Teodori, Domenico Modugno e altri deputati del Partito radicale, 29 dicembre 1988).
“Rilanciamo la nostra proposta accolta ieri da Signorile e da altri compagni socialisti per un miglioramento della legge sull’aborto e… per andare con un fronte laico compatto allo scontro con le forze clericali. In caso contrario la divisione non potrà che portare a una clamorosa rivincita delle forze sconfitte dal referendum sul divorzio” (Francesco Rutelli, segretario del Partito radicale, Ansa, 7 febbraio 1981).
“I vescovi della Cei sono riuniti a Roma per decidere sui referendum sull’aborto… E’ necessario ricordare che questa riunione, in quanto tale, equivale alla denuncia unilaterale del Concordato, essendo l’ennesima ingerenza della gerarchia vaticana sugli appuntamenti politici e istituzionali del Paese” (Francesco Rutelli, segretario del Partito radicale, Ansa, 17 marzo 1981).
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rutelli-clericale:
Si è detto spaventato dall’idea di affrontare “con logiche troppo semplicistiche materie come l’eterologa, la clonazione, la ricerca sugli embrioni e sulle staminali”. E soprattutto “con quattro quesiti un po’ rozzi che liquidano un tema troppo rilevante e impegnativo”.
“Il referendum è legittimo, ma è legittima anche l’astensione”. L’intento, svela il leader della Margherita, è “far fallire il referendum” perché “occorre riflettere” sulla necessità di dare “dei limiti” all’uomo che “non è onnipotente”.
“Il sì fa un macello”
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“Chi vota no involontariamente aiuta la battaglia del sì. L’astensione è l’atto più efficace e produttivo”
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«No alla socialdemocrazia perché si è esaurita. Il mondo è cambiato e le risposte politiche della metà del secolo scorso non sono più possibili. E no all’egualitarismo, perché una società di uguali è povera, finta, retta da poteri oscuri che si basano sulla sopraffazione».
” In entrambi gli schieramenti è troppo forte il condizionamento di alcune posizioni radicali… Stiamo invecchiando ed è arrivato il momento di scommettere sulla famiglia, sulla ripresa della natalità, su una riorganizzazione del welfare su base familiare e generazionale».”
“Per tre anni ho tirato la carretta, ho mangiato pane e cicoria per consegnare a Romano Prodi un centrosinistra capace di vincere.”
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Francesco Rutelli ministro dei Beni Vaticani Leggi l'articolo »
“Ma Prodi lo sa che Mastella è quello che ha fatto il testimone di nozze a Francesco Campanella, il mafioso di Villabate che fornì i documenti falsi a Bernardo Provenzano per andare a operarsi a Marsiglia?”.
(Marco Travaglio)
Clemente Mastella ministro della giustizia latitante Leggi l'articolo »
Un governo appena sfornato dovrebbe essere come un dolce appetitoso e croccante,
invitante,
e non la solita torta salata da spartire.
Penso di non essere l’unico
e ne ho già testimonianza,
ad essere rimasto basito dinnanzi a certe facce,
certi ceffi che dovrebbe risollevare i destini della tanto vituperata Italia.
Governo che da neonato ha già movenze da vecchio,
conservativismo
doppiopetto in naftalina,
inciucio,
clericato
la solita logica della partitocrazia a scapito della meritocrazia.
E caro Romano che ne è della promessa fatta di un terzo di donne nel tuo governo???
Pure la borsetta gli hanno scippato alle poverette,
borsetta con tutte il portafoglio dentro.
Forse possiamo esercitarci a sperare in un ministro delle politiche sociali che è stato cassintegrato della fiat,
in un ministro dei trasporti con gli attributi adatti,
o di un ambientalista che in quanto tale
per la prima volta in Europa diviene ministro dell’ambiente,
ma come ogni altra volta
anche i destini di questo governo come quelli precedenti
saranno tutti affidati al fatto che il suo ministro dell’economia non si riveli una Schiappa…
Intanto l’esito del sondaggio:
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A quale legge ritieni il nuovo governo Prodi debba immediatamente mettere mano?
[223 risposte]
una nuova legge sul conflitto d’interessi [28.3%]
la Biagi sulla riforma del mercato del lavoro [27.4%]
ritiro immediato delle truppe dall’Iraq [17.9%]
la depenalizzazione del falso in bilancio [8.1%]
la Moratti sulla scuola [6.3%]
la Bossi-Fini sull’immigrazione [3.6%]
una legge che tuteli le coppie di fatto (pacs) [2.7%]
La gasparri sulle Telecomunicazioni [2.2%]
depenalizzazione del consumo di droghe leggere [2.2%]
sulla fecondazione assistita [1.3%]
.
verrà fatto circolare in ambienti Unione,
un microscopico ausilio a chi ha già comunque deciso cosa fare immediatamente oggi
(e cosa NON fare neanche domani).
Chiuso un sondaggio,
se ne apre già un altro qui a fianco, in clima col sentire odierno.
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guerrilla radio
il neonato governo è invecchiato prematuramente Leggi l'articolo »
LA FINE PER IL PADRINO
«Fine della corsa per il padrino»
con un titolo che gioca con l’arresto di Bernardo Provenzano, «The Independent» dedica un lungo articolo alla fine dell’era del Cavaliere dopo le elezioni del 9 e 10 aprile e alla cattura del “capo dei capi”.
«Il fatto che un’era sia finita – scrive il quotidiano britannico – è stata sottolineata dalla straordinaria notizia, appena sette minuti dopo che la sconfitta di Berlusconi è apparsa certa, che il mafioso più ricercato della Sicilia…era stato arrestato».
Si è trattato della «più strana delle coincidenze», secondo «The Independent».
Dall’estero: La fine del Padrino Berlusconi Leggi l'articolo »
‘Antisemitismo oltraggioso’, titolava ieri il quotidiano israeliano Yediot Ahronot,
e oggi l’ambasaciatore d’Israele in Italia, Ehud Gol
rincarava la dose.
Potete giudicare voi se questa vignetta di Liberazione è un oltraggio
o un realistico richiamo al dramma odierno vissuto da ogni palestinese.
Da parte nostra viene da dire,
che se Israele (inteso come esercito occupante e governo emanante)
vuole evitare comparazioni col nazismo,
dovrebbe semplicemente evitare di adottare tecniche naziste
per opprimere e genocidare la popolazione civile palestinese.
guerrilla radio
La vignetta di Liberazione accusata da Israele è antisemita??? Leggi l'articolo »
In un mondo animato di uomini-inumani
c’è chi sceglie la compagnia affettiva di amici animali.
E quando questi ci vengono a mancare,
il dolore struggente che accompagna la loro assenza,
ci fa rendere conto di quanto istintivamente ci erano più simili
e solidali
di tanti altri esseri umani.
Ringrazio coloro che mi hanno concesso conforto.
Vik
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Il mio cane,
meglio:
Io, il Suo uomo
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Muoversi all’alba nella macchia
come un ladro sulle cui spalle pende un tiepido bottino
e una pala per cercare un angolo dove seppellirlo.
Nel bosco dietro casa,
c’è un nuovo sepolcro fresco di allestitura,
un manto erboso che ho ferito a fondo
la brina ha fatto spazio ad un tepore martirio.
Hanno rapito l’anima di un mio parente quadrupede,
confiscato, costretto alla migrazione
in un luogo che si auspica migliore di questo.
Ho deposto il suo involucro di peli
nello stomaco della madre terra;
da dove nuova vita poi fuoriesce
mutuata in consolatorio verde vegetale.
Ti ho chiuso esternamente la tomba con una enorme pietra,
degna di un faraone egizio (anubis non è poi così lontano dalla tua specie)
e dentro, sotto il mento,
ho poggiato della carne fresca e un succulento osso,
casomai tu ti svegliassi e ti venga fame.
Un circolo di incensi ha condotto al termine la liturgia pagana.
…
Sequestriamo queste bestiole
senza pietà dalla mammella materna
e loro a noi si adattano
ci adottano, con tutti i nostri deprecabili difetti e le imperfezioni dell’umanità bipede,
l’arroganza di crederci i padroni del pianeta.
Gli fornivo i miei avanzi come sostentamento,
Ne ho fatto un tritarifiuti a quattro zampe,
in cambio di fedele vigilanza, compagnia notturna,
ululati alla luna, scaldaletto ai piedi, amicizia empatica,
di tutti quei sentimenti
che gli esseri umani si stanno progressivamente spossessando.
Quale debito che non ho potuto risarcire;
perdona quando ti ho ignorato, o inutilmente sgridato,
indaffarato in faccende che dal tuo punto di vista
erano assolutamente inutili,
avevi ragione.
Dicevano che avevi 105 anni,
ma per ne dimostravi appena 15.
Mi guardavi negli occhi e nell’anima-animale,
quell’istinto primordiale che ci lega alla natura e che noi rinneghiamo.
Ti ho sepolto sotto una collinetta muschiosa,
all’ombra di un grande albero che ti rinfreschi l’estate,
ti protegga dalle interperie invernali,
a fianco due ceppi, in cui ho visto le tue ciotole,
anche se so che ora non ti servono,
corri libero in altre ben più distese radure.
laggiù ci ritroveremo,
e parleremo la stessa lingua.
Andandomene,
questa volta
ti ho salutato io con la coda.
bauuu to Trip e
Teo.
In morte di cane Leggi l'articolo »
“Io rimango un uomo di destra che nella destra attuale, quella del Polo, vede un pericolo per la libertà e la democrazia molto più grosso di quello rappresentato dall’attuale sinistra. (…) A me un ministero degli interni – che comprende anche la direzione generale della Polizia, i servizi segreti eccetera – in mano all’ex comunista Napolitano non fa nessuna paura; se lo vedessi in mano a un Previti, mi trasferirei a Lugano.
E’ chiaro questo? Mi pare che per tutte le persone ragionevoli dovrebbero esserlo.”
Indro Montanelli
Giorgio Napolitano for president anche per Indro Montanelli Leggi l'articolo »
La Giordania non concede l’accesso ai palestinesi profughi d’Iraq. Il Grande Ayatollah Al-Said Al-Sistani annuncia una fatwa in loro protezione.
Perseguitati anche i Palestinesi d’Iraq Leggi l'articolo »
“Un mare di gente
a flutti disordinati
s’è riversato nelle piazze,
nelle strade e nei sobborghi.
È tutto un gran vociare
che gela il sangue,
come uno scricchiolio di ossa rotte.
Non si può volere e pensare
nel frastuono assordante;
nell’odore di calc’è aria di festa. ”
(Peppino Impastato)
Chi ciriveddu puntutu e chi lingua taglienti c’avia. Una testa china ri pinseri trasparenti comu ‘u brillanti, e na vucca china ri paroli pi tutti, chi tagghiavanu carni e ossa e ca nun’ammucciavanu nenti.
Era minutu Pippinu, ma rintra ‘o pettu ci batteva un cori ri liuni curaggiusu, e comu un liuni passiavi pi strati a testa ritta, taliannu a tutti ‘ntà l’occhi.
Parrava e parrava Pippinu, cuntava a tutti li sò paisani ca un c’è cosa chiù tinta ca pistarisi a propria dignità sutta li peri, ca un c’è cosa chiù tinta ri scantarisi ra genti c’amminazza, genti senza cugghiuna, ca pi supricchiaria, ri notti, mentri nuddu viri nenti, t’abbrucia a machina o ti runa focu a la campagna.
Pippinu cuntava a tutti ca scantarisi l’avissi fattu vinciri sempri, siddu nuddu avissi rittu nenti, si c’avissi ratu raggiuni a ‘sti ‘nfami, e parrannu e parrannu lu ripitia in cuntinuazioni ca un c’è cosa chiù tinta ca pistarisi ‘a propria dignità sutta li peri.
Chi ciriveddu puntutu e chi lingua taglienti c’avia. Una testa china ri pinseri trasparenti comu ‘u brillanti, e una vucca china ri paroli pi tutti, chi tagghiavanu carni e ossa e ca nun’ammucciavanu nenti.
“Pippinu st’attentu, Pippinu zittuti e porta rispettu, Pippinu st’accura”, ci dicevanu, ma Pippinu faceva nomi e cugnomi, e a tutti ‘sti “signori” ci dicia chiaramenti ca iddu un si scatava, picchì crireva ‘ntà libertà, crireva alla giustizia e crireva o’ rispettu ma chiddu veru.
Poi na matina a Pippinu ‘u truvaru mortu, vicinu li binari ra ferrovia. Satò ntà l’aria pezza pezza. Rissiru ca s’avia livatu ‘a vita picchì Pippinu avia la testa malata. Rissiru ca la bumma la stava mittennu iddu pi fari satari ntà l’aria un trenu c’avia passari. Ma lu sapevanu tutti ca a Pippinu l’ammazzaru, e tutti sapianu ca fù ‘a mafia.
‘U ficiru satari ntà l’aria a Pippinu, picchì iddu un si scantava e ogni parola ca diceva era peggiu ri na bumma. Ammazzaru cu scuru, luntanu ri tutti, tintannu ri sfardarici la dignità. Ma un c’arrinisceru, e Pippinu ancora oggi parra cu tutti e a tutti spiega ca un c’è cosa chiù tinta ca pistarisi a propria dignità sutta i peri.
9 Maggio 1978. Alle ore 1,40 il macchinista del treno sulla tratta Trapani-Palermo, Gaetano Sdegno, transitando in località “Feudo”, nel territorio di Cinisi, avvertendo uno scossone, ferma la locomotiva e constata che il binario è tranciato. Si mette subito in comunicazione col dirigente della stazione ferroviaria che, alle 3,45 chiama per telefono i carabinieri.
Questi accorrono sul posto: dal loro sopralluogo risulta che il binario è stato divelto per un tratto di circa 40 centimetri e che nel raggio di circa 300 metri sono sparsi resti umani. La persona deceduta in seguito all’esplosione viene identificata in Giuseppe Impastato.
Oltre ai carabinieri sul posto accorrono molti curiosi, mentre i compagni di Impastato vengono tenuti a distanza. I resti vengono raccolti frettolosamente e il tratto di binario tranciato dall’esplosione viene subito riparato. Si cancellano così importantissime prove.
La pista seguita dai carabinieri, dalla polizia e dalla Digos è quella dell’attentato terroristico. A Roma, in via Caetani, nello stesso giorno viene trovato il corpo senza vita di Aldo Moro; il clima è tale per cui la prima cosa a cui pensano le forze dell’ordine è che le “teste calde” non possano che essere affiliate alle Brigate Rosse.
I carabinieri perquisiscono le case della zia, Fara Bartolotta, dove Peppino Impastato abitava, della madre, Felicia Bartolotta, e dei compagni di Peppino e requisiscono vari materiali: i libri di Peppino, numeri di “Lotta continua”, il libro di Erich Fromm “Anatomia della distruttività umana”. In casa della zia trovano la lettera in cui Peppino parla dei suoi propositi di suicidio, scritta mesi prima.
Sui muri di Cinisi appare un manifesto, ad opera di Salvo Vitale, uno dei più attivi collaboratori di Peppino a Radio Aut, e di Gino Scasso, dirigente di Democrazia proletaria di Partinico: “Peppino Impastato è stato assassinato. Il lungo passato di militante rivoluzionario è stato strumentalizzato dagli assassini e dalle “forze dell’ordine” per partorire l’assurda ipotesi di un attentato terroristico. Non è così! L’omicidio ha un nome chiaro: MAFIA. Mentre ci stringiamo intorno al corpo straziato di Peppino, formuliamo una sola promessa: continuare la battaglia contro i suoi assassini. Democrazia proletaria”.
Biografia di un rivoluzionario di paese
Giuseppe Impastato, per tutti Peppino, nacque a Cinisi, paese in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa (il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso con una autobomba nel 1963). Ancora ragazzo, rompe i rapporti con il padre, che lo caccia via di casa, e avvia un’attività politico-culturale antimafiosa.
Nel 1965 fonda il giornalino “L’Idea socialista” e aderisce al Psiup. Dal 1968 in poi partecipa, con ruolo dirigente, alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati. Nel 1975 costituisce il gruppo “Musica e cultura”, che svolge attività culturali (cineforum, musica, teatro, dibattiti ecc.); nel 1976 fonda “Radio Aut”, radio privata autofinanziata, con cui denuncia quotidianamente i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, e in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell’aeroporto. Il programma più seguito era “Onda pazza”, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici.
Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia.
Gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo al Consiglio comunale. Stampa, forze dell’ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l’attentatore sarebbe rimasto vittima e, dopo la scoperta di una lettera scritta molti mesi prima, di suicidio.
Grazie all’attività del fratello Giovanni e della madre Felicia Bartolotta Impastato, che rompono pubblicamente con la parentela mafiosa, dei compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione di Palermo, nato nel 1977 e che nel 1980 si sarebbe intitolato a Giuseppe Impastato, viene individuata la matrice mafiosa del delitto e sulla base della documentazione raccolta e delle denunce presentate viene riaperta l’inchiesta giudiziaria.
Il 9 maggio del 1979 il Centro siciliano di documentazione organizza, con Democrazia proletaria, la prima manifestazione nazionale contro la mafia della storia d’Italia, a cui parteciparono 2000 persone provenienti da tutto il Paese. Nel maggio del 1984 l’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, sulla base delle indicazioni del Consigliere Istruttore Rocco Chinnici, che aveva avviato il lavoro del primo pool antimafia ed era stato assassinato nel luglio del 1983, emette una sentenza, firmata dal Consigliere Istruttore Antonino Caponnetto, in cui si riconosce la matrice mafiosa del delitto, attribuito però ad ignoti. Il Centro Impastato pubblica nel 1986 la storia di vita della madre di Giuseppe Impastato, nel volume La mafia in casa mia, e il dossier Notissimi ignoti, indicando come mandante del delitto il boss Gaetano Badalamenti, nel frattempo condannato a 45 anni di reclusione per traffico di droga dalla Corte di New York, nel processo alla “Pizza Connection”.
Nel maggio del 1992 il Tribunale di Palermo decide l’archiviazione del “caso Impastato”, ribadendo la matrice mafiosa del delitto ma escludendo la possibilità di individuare i colpevoli e ipotizzando la possibile responsabilità dei mafiosi di Cinisi alleati dei “corleonesi”. Nel maggio del 1994 il Centro Impastato presenta un’istanza per la riapertura dell’inchiesta, accompagnata da una petizione popolare, chiedendo che venga interrogato sul delitto Impastato il nuovo collaboratore della giustizia Salvatore Palazzolo, affiliato alla mafia di Cinisi. Nel marzo del 1996 la madre, il fratello e il Centro Impastato presentano un esposto in cui chiedono di indagare su episodi non chiariti, riguardanti in particolare il comportamento dei carabinieri subito dopo il delitto. Nel giugno del 1996, in seguito alle dichiarazioni di Salvatore Palazzolo, che indica in Badalamenti il mandante dell’omicidio assieme al suo vice Vito Palazzolo, l’inchiesta viene formalmente riaperta. Nel novembre del 1997 viene emesso un ordine di cattura per Badalamenti, incriminato come mandante del delitto. Il 10 marzo 1999 si svolge l’udienza preliminare del processo contro Vito Palazzolo, mentre la posizione di Badalamenti viene stralciata. I familiari, il Centro Impastato, Rifondazione comunista, il Comune di Cinisi e l’Ordine dei giornalisti chiedono di costituirsi parte civile e la loro richiesta viene accolta. Il 23 novembre 1999 Gaetano Badalamenti rinuncia alla udienza preliminare e chiede il giudizio immediato. Nell’udienza del 26 gennaio 2000 la difesa di Vito Palazzolo chiede che si proceda con il rito abbreviato, mentre il processo contro Gaetano Badalamenti si svolgerà con il rito normale e in video-conferenza. Il 4 maggio, nel procedimento contro Palazzolo, e il 21 settembre, nel processo contro Badalamenti, vengono respinte le richieste di costituzione di parte civile del Centro Impastato, di Rifondazione comunista e dell’Ordine dei giornalisti.
Nel 1998 presso la Commissione parlamentare antimafia si è costituito un Comitato sul caso Impastato e il 6 Dicembre 2000 è stata approvata una relazione sulle responsabilità di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini.
Il 5 marzo 2001 la Corte d’assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole e lo ha condannato a 30 anni di reclusione. L’11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti è stato condannato all’ergastolo.
– www.centroimpastato.it
– www.peppinoimpastato.com
9 maggio: Peppino Impastato vivo nel ricordo Leggi l'articolo »
“LIBERI FISCHI IN LIBERA PIAZZA”
diceva il partigiano più amato d’italia,
Sandro Pertini.
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Non c’è quindi nulla di scandaloso nelle urla di disprezzo
e nei fischi prolungati che hanno accolto la Moratti a Milano durante la manifestazione del 25 aprile.
Moratti che non aveva mai partecipato ad alcuna ricorrenza celebrativa della Liberazione
gli anni addietro,
quest’anno si è fatta vedere, guardacaso l’anno che concorre come candidata al comune di Milano,
ed ecco coinvolgere pure,
il povero (probabilmente inconsapevole) padre novantenne.
Proprio perchè con la Liberazione si sconfisse il fascismo e venne introdotta la democrazia,
l’ex ministro Moratti, ora all’opposizione, non verrà incarcerato come accadeva agli oppositori politici del duce.
Proprio perchè con la Liberazione si introdusse la libertà di espressione,
ecco che i fischi non possono essere condannati,
specie se ricordiamo che:
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hanno stralciato la Costituzione come fosse cartastraccia
il partito politico che rappresenta Mestizia Moratti alle ultime elezioni si è presentata schierato con gruppi neonazisti che prefigurano il ritorno della dittatura.
che il presidente del consiglio di questa ex-ministra ha sempre ripudiato le atrocità del fascimo, tanto da affermare senza mai più smentire
come Benito Mussolini mandava i suoi oppositori in vacanza al confino…
Con queste prerogative, che si aspettava il tappeto rosso?
da coloro che il sangue rosso l’anno verso in opposizione alla NON-coltura di cui la Moratti è portatrice insana???
Discorso diverso invece per quei poveri ignoranti che hanno confuso la Brigata Ebraica
con una parata militare israeliana,
e di differenza ce ne possa anche a occhio nudo.
guerrilla radio
libertà di fischio alla Mestizia Leggi l'articolo »
POSSIAMO VOLERE?
Carissimo Romano e cara sinistra, bene, e anche grazie, siamo comunque arrivati al cambio!
Avanti con la giusta e proporzionata euforia (e guai a non averla),avanti anche con la “felicità”, che mi fa venire in mente anche altre felicità, che non siano solo quelle per il lavoro la scuola la casa i bot i cct il traffico la ricerca le tecnologie: mi piacerebbe “volere“ (non solo e tristemente sperare) altro; un ”altro” che credo e penso sia la base la genesi la fonte l’origine di tutte queste tematiche e di tutte quelle riforme giuste e finalmente doverose (ma che appunto non immagino piu’ prive di “altri” temi di “altri” riguardi).
Mi riferisco all’impianto culturale intellettuale antropologico antroposofico e perchè no artistico che da adesso in avanti dovrebbe prender piede, dovrebbe allargarsi.
Va bene una politica onesta e giusta, ma si puo’ chiedere anche di spostare l’attenzione e il desiderio su argomenti di cui si é parlato troppo poco (Perche’ si e’ risposto giustamente a una controparte che di certi temi non sa neanche da che parte si cominci)?
Si puo’ pensare di non fare passare tutto attraverso l’economia e l’amministrazione ma cominciare a parlare anche di intelligenze,creativita’ mistero, inventiva, arte,conoscenza ,non solo mercato e ragione?
Possiamo volere anche piu’ filosofia piu’ letteratura piu’attenzione all’essere in quanto anima coscienza spiritualità (e non ho detto religiosita’), prima, anche se insieme all’idea di cittadino,di civico e di amministrativo?Possiamo avere prima che dell’identità nazionale regionale o provinciale un’altra attenzione su quello che “l’essere” umano magari rappresenta ancor prima di essere italiano emiliano o bolognese?Possiamo volere che certa incultura televisivo radiofonica del “volemose bene”,del cazzeggio, dello sberleffo, della retorica e della tradizione,(che ci hanno imposto per anni),cominci a far parte di un programma non solo politico ma ontologico e deontologico della sinistra (che vorrei pensare particolarmente adatta)?
Possiamo volere un cambio di rotta sull’idea dell’andare a vedere una mostra o un festival della filosofia solo per passatempo per poi tornare a casa e leggere gli stessi rotocalchi o vedere le stesse trasmissioni che uccidono la liberta’ di cultura di differenza e di intelletto?
Possiamo volere inoltrarci ai “dentro di altre verità” grazie a persone come Gandhi (non quello delle pubblicità telefonica), Dalai Lama, Rudolf Stainer fino ai Terzani e chissà quanti altri ancora, per dubitare di una sola verità troppo sola, troppo rassicurante, troppo veloce e troppo utile?
Possiamo voler parlare di piu’ di concetti come dolore, inconscio, diversita’, mente, scrittura poesia arti musica, non solo per comunicare costumi e vizi della nostra societa’?
Possiamo volere che le parole riacquistino il significato dei concetti che gli sottostanno, prima di sentirle dire corrotte da tutti sempre e comunque solo perche’ce lo insegna la pubblicita’,ce ne ammorbano gli imitatori,ci rimbecilliscano con la chiacchera sportiva?
Possiamo voler avere voglia che non sia piu’ tutto sfida, battaglia, contro, vittoria, squadra, tifo, campanilismo o paura di parlare di qualcosa di meno rassicurante e di meno facile?
(possiamo invece voler conoscere finalmente questa paura?) Piuttosto che parlare solo e giustamente di migliorare scuole e ospedali,industria e viabilita’,possiamo volere che ci siano medici che parlano della morte, della differenza, del male, professori che parlano dell’essere prima che dell’essere studenti, industriali che ci raccontano se c’e’ qualcosa d’altro oltre all’ovvio profitto e al giusto mercato(prima di lamentarci dei perchè siamo arrivati alle Parmalat e alle Banche pololari di Lodi ecc ecc), avvocati o giudici che ci parlino “oltre le parole”, di pena detenzione colpa vendetta sociale, recupero?
Campioni che ci dicano qualcosa di diverso o giochino e basta, invece che sproloquiare su eroismi sudore e sacrificio (concetto che andrebbe revisionato per l’abuso che se ne e’ fatto in questi anni)?
Possiamo volere che chi apre librerie o musei tratti anche i perche’ della creativita’ dell’ispirazione del genio e non solo l’organizzazione ben curata e orgogliosa di un evento contingente? Possiamo volere che si parli di guerra non solo quando ci coinvolge, di minori non solo se sono i nostri, ma a prescindere dai fatti “reali”, raccontare tradurre vedere al di fuori di quello che vediamo e sentiamo vicino,o quando non e’ di attualita’(moda)?
Si puo’volere?
O noi cittadini vogliamo chiedere a voi politici solo di risolverci i problemi, questioni burocratiche, ingiustizie, danni, ma non di conoscerli, sviscerarli nell’essenza,andare oltre e cambiare le certezze intoccabili, come appunto immagine, profitti, ricavi, potere, consenso?
Si puo’ pensare al potere non come potenza per battere qualcuno o per primeggiare, ma alla “potenza” del potere come energia intellettuale d’anima, antropologica e “spirituale”?
Ci siamo chiesti perche’ un uomo come lo scorso presidente del consiglio sia potuto esistere?(credo di si e molto!)
Ma siamo sicuri che si tratti “solo” di errori ed orrori della politica, e non anche e soprattutto perche’qualcuno gli ha fatto far leva su quello che chiamerei la (non solo sua ) “arma di distrazione di massa” da altri temi, altri concetti altre essenze altre trascendenze?
Possiamo voler denunciare l’incultura,l’assenza cerebrale,il vuoto non solo etico ma esitenziale di certi giornalisti che con la scusa dell’informazione e della cronaca abusano della loro idiozia e della nostra mente, chiedendo al padre di un morto da un’ora, cosa si provi?
Possiamo volere cambiare l’idea di scoop a tutti i costi solo per nascondersi dietro lo sciacallaggio del vojerismo che noi permettiamo dando ascolto ai violentatori della decenza e della coscienza,applaudendo ai funerali come all’arrivo di uno spettacolo itinerante?
Si puo’ avere un mondo dello spettacolo dove si parla d’altro e non si imitano solo quelli che adorano farsi imitare (che da bersagli diventano ancora più protagonisti indiscussi), per colpa di che crede che un comico se non ha qualcuno da sbeffeggiare sia senza lavoro ( e non parlo dei satirici “veri”e motivati, parlo della rivista per tutte le stagioni!)?
Si puo’ voler creare e non solo ri-creare,si puo’ volere inventare e non parodiare come farebbe comodo a qualcuno perche’ cosi’ resta sempre al centro?
Possiamo nel voler ringraziare i Grillo i Benni (uno come denunciatore civico e l’altro anche come scrittore sociale), i Roberto Roversi (come poeta,) e tutti gli altri “i” che per fortuna esistono, artisti che usano l’arte e non fanno solo “costume e societa’”, volere anche diventare illuminatori della mente dell’anima, dell’essere, della trascendenza artistica, ”denunciatori attivi e passivi di anni morti”, e che da oggi “mutano” ma non taceranno mai?
Tutto cio’ puo’o non puo’ deve o non deve far parte di un progetto anche politico?
Meglio resti nei cosi’ detti cuori degli uomini, nelle cosi’ dette “volonta’interiori”, nei “soliti silenzi con se stesso”, o puo’ diventare immateriale materia di politica dello spirito, d’anima corporativa, d’intelletto civile, di personalismo sociale? Fa parte del programma?
Possiamo volere?
Con soddisfazione stima e riconoscenza ancora vostro ALESSANDRO BERGONZONI
http://www.alessandrobergonzoni.it/
Alessandro Bergonzoni: lettera a Romano Prodi Leggi l'articolo »
a che punto è rimasta la pace…
La dimensione della parola condivisa
Quale futuro per la Palestina e per Israele?
Seminario
Biella, 12 e 13 maggio 2006 – Sala Convegni BIVERBANCA, Via Carso 15
Ringraziamo la fraterna alleata Hajester,
per averci segnalato questo evento,
cui sfortunatamente non potremo partecipare essendo già impegnati altrove a formare un corredo di preparazione per una prossima trasferta in zona tumorale di guerra.
Inviatiamo coloro che andassero ad inviarci un resoconto.
The dimension of the shared word
What future for Palestine and Israel?
Seminar
Biella – Italy, May, 12 – 13th 2006 – BIVERBANCA Meeting Hall. 15, Carso Street
Perché questo seminario
Molti sono gli eventi che si sono succeduti in Palestina, mentre in ogni parte del mondo “ … le ombre si allungano e le voci della follia stanno diventando più forti”. …
The reasons for this seminar
Many are the events which have occurred in Palestine, and all over the world “ … the shadows are growing longer and the voices of madness are becoming louder.”…
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Biella: confronti in un dialogo di pace Leggi l'articolo »
Guantanamo. Amnesty esprime preoccupazione per le violenze all’interno del carcere
Roma, 20 maggio 2006
Amnesty International ha espresso la propria “preoccupazione” per l’attacco di un gruppo di detenuti contro le gaurdie del carcere militare statunitense di Guantanamo, primo caso del genere ad essere avvenuto nella base americana.
“Le informazioni sono preoccupanti soprattutto perche’ la prigione e’ ancora isolata dal mondo esterno, compresi i gruppi per la difesa dei diritti umani”, si legge in un comunicato diffuso dalla sezione britannica di Amnesty.
“Come gia’ chiesto dalle Nazioni Unite, le autorita’ statunitensi dovrebbero chiudere immediatamente Guantanamo, e o liberare i prigionieri oppure processarli in un tribunale statunitense”.
Le violenze sono avvenute quando le guardie hanno fatto irruzione in una cella per evitare che un prigioniero cercasse di impiccarsi: un gruppo di detenuti le ha assalite con armi improvvisate; secondo quanto riferito dal portavoce del carcere, maggiore Robert Durand, i prigionieri sono stati messi sotto controllo “con il minimo uso della violenza”.
Il contrammiraglio Harry Harris, comandante della forza militare che presidia Guantanamo, ha reso noto che sei prigionieri sono rimasti lievemente feriti nella zuffa accesasi mentre le guardie cercavano di sedare il tumulto. Prima che scattasse l’imboscata ai militari americani, i detenuti rivolosi sono rimasti lievemente feriti dalla grande zuffa
Amnesty esprime preoccupazione per le violenze all’interno del carcere Leggi l'articolo »
21/05/2006
USA
Rapporto Onu: gli Usa chiudano Guantanamo e ogni prigione illegale
Le carceri segrete sono illegali e devono scomparire. Un rapporto redatto da un gruppo di dieci esperti indipendenti delle Nazioni Unite aumenta la pressione nei confronti degli Stati Uniti affinchè fra l’altro chiudano luoghi come Abu Ghraib in Iraq e Guantanamo a Cuba.
I vertici del Comitato Contro la Tortura dell’Onu hanno lanciato un nuovo appello al Presidente statunitense George Bush:
“Ribadiamo la nostra convinzione che Guantanamo debba chiudere definitivamente. Abbiamo sottolineato come alcune delle tecniche d’interrogatorio impiegate siano bandite dalla Convenzione contro la tortura” ha detto Fernando Marino Menendez, responsabile dell’Onu.
La posizione assunta dalle Nazioni Unite si fonda sulla Convenzione sottoscritta dagli Stati Uniti stessi e entrata in vigore nell’87. La maggior parte dei detenuti di Guantanamo non ha avuto un’accusa formale e non gode del diritto di un avvocato.
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La risicata vittoria del centrosinistra è stata pienamente legittimata dal verdetto della Cassazione.
Nonostante un sempre più infantile Berlusconi non riconosca ad oltranza la sua sconfitta (così come non riconosce i processi a suo carico…), ad ulteriore riprova di quale democraticità regni nella nuova opposizione guidata dall’ex premier ducetto di Arcore.
Aprirò ora su questi spazi pubblici,
un sondaggio per sondare le opinioni dei miei alleati e dei casuali visitatori, (ovviamente invitati a votare pure i detrattori).
A proposito di quale sia la manovra più urgente da affrontare per il nuovo governo Prodi.
Essendo partigiani da queste parti subito ci si schiera,
Guerrilla Radio invita Romano Prodi e la sua coalizione a ritirare il più presto possibile le nostre truppe dall’Iraq,
e subito dopo a formulare a una nuova legge sul conflitto d’interessi,
tramite la quale
a il Cavaliere Silvio Berlusconi sia impedito di svolgere qualunque attività politica.
E’ assurdo come sia l’Italia l’unico paese al mondo,
in cui a chi detiene il maggiore potere economico, associato alla guida di un regime di potere mediatico, sia concessa pure la possibilità di esercitare un potere politico espresso in una presidenza del consiglio.
Già oggi una legge dello Stato lo impedirebbe,
(n. 361 del 1957)
ma è ora caro Romano di formulare una disposizione ben più vincolante.
g.r.
Sulla necessità di escludere Berlusconi dal processo politico Leggi l'articolo »
Sami Salim Mohammed Hammed 16 anni,
si è fatto saltare in aria in un fast food di Tel Aviv,
uccidendo oltre a se stesso altre 8 persone, decine i feriti.
Tutto il mondo ha espresso il suo orrore denunciando il terrorismo palestinese.
Anche il papa che evidentemente distratto dal lusso che lo circonda in Vaticano
non si rende ben conto di cosa quotidianamente accade ai cristiani palestinesi in Terra Santa.
Il governo Israeliano ha reagito con fermezza promettendo prossime azioni militari
per annientare i gruppi armati palestinesi.
Come diceva Tiziano Terzani,
non si distruggono i terroristi,
ma le cause che generano il terrorismo.
E a chi mi domanda quale siano mai le ragioni
che spingono un ragazzo di 16 anni ad ambire al “martirio”
del suicidio-omicidio in terra straniera,
io rispondo con la struggente disperazione che porta alla follia pura
nella lettura
di questi nomi,
bambini palestinesi uccisi in aprile e dall’inizio dell’anno dal terrorismo
dell’esercito israeliano,
terrorismo silenziosamente accettato da tutto il mondo civilizzato (papa compreso):
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April 200603
April 2006
Mohammed Farid Hassan Zayed, 15
of Qalandya refugee camp, Ramallah District
Killed by an Israeli patrol with five live bullets to the lower part of his body.
07
April 2006
Bilal Eyad Mohammed Abu al-‘Einein, 5
of Rafah, southern Gaza Strip
Killed by an Israeli rocket along with his father who was the target of the attack.
09
April 2006
Sameh Nizar ‘Aadel al-Shaf’ei, 17
of Nablus
Died from wounds inflicted by Israeli forces during and incursion on April 6th.
10
April 2006
Hadeel Mohammed Rebee’ Ghaben, 8
of Beit Lahiya, Gaza Strip
Killed by an Israeli shell while in her home.
11
April 2006
Ameer Maher Mohammed Shawahna, 15
of Silat Al-Harthiya, Jenin District
Died at the Biblical Hospital in Nablus from head wounds caused by Israeli gunfire on 8 April.
tempo di requiem.
guerrilla radio
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23
January 2006
Munadel Mohammad Saleh Abu Elai’a, 13,
of El-Mughayer village, Ramallah District
Shot by Israeli forces in the back.
26
January 2006
Aya Mohammad Suliman Al-Astal, 9,
of Khan Younis, Gaza Strip
Shot several times by Israeli forces near the Kissufim Crossing in the central Gaza Strip.
February 200615
February 2006
Mujahid al-Samadi, 15
of Qabatia, Jenin District
Mentally challenged and carrying a toy gun, he was shot through the chest during clashes with Israeli troops.
19
February 2006
Ibrahim Ahmed Mohammed al-Shiekh ‘Eissa, 17
of Balata Refugee Camp, Nablus District
Shot by a live bullet to the neck during a 5 day Israeli incursion in the camp.
Mohammed Ahmed Mohammed al-Natour, 17
of Balata Refugee Camp, Nablus District
Shot by a live bullet to the neck during a 5 day Israeli incursion in the camp.
March 2006
3
March 2006
‘Aamer Hassan Hassan Basiouni, 15
of ‘Ein Beit al-Maa’ refugee camp west of Nablus
Shot in the face while on the roof of his home by Israeli forces during an incursion.
6
March 2006
Ahmed al-Swaifi, 14
of al-Tuffah neighbourhood, northeast Gaza City, Gaza Strip
Innocent bystander killed by an Israeli missile blast during an targeted assasination.
Mahmoud Ahmed al-Batash, 17
of al-Tuffah neighbourhood, northeast Gaza City, Gaza Strip
Innocent bystander killed with his brother by an Israeli missile blast during an targeted assasination.
Ra’ed Ahmed al-Batash, 11
of al-Tuffah neighbourhood, northeast Gaza City, Gaza Strip
Innocent bystander killed with his brother by an Israeli missile blast during an targeted assasination.
17
March 2006
Akaber ‘Abdul Rahman ‘Ezzat Zayed, 8
of al-Yamoun village, Jenin District
Killed by a live bullet to the head during an Israeli incursion
25
March 2006
Hammad Hamdan Musleh, 16,
of Nusseirat refugee camp, Gaza Strip
Killed by Israeli fire near the border of the Gaza Strip and Israel
Sami Salim Mohammed Hammed e la lunga scia di sangue innocente Leggi l'articolo »