Sulla necessità di escludere Berlusconi dal processo politico

La risicata vittoria del centrosinistra è stata pienamente legittimata dal verdetto della Cassazione.
Nonostante un sempre più infantile Berlusconi  non riconosca ad oltranza la sua sconfitta (così come non riconosce i processi a suo carico…), ad ulteriore riprova di quale democraticità regni nella nuova opposizione guidata dall’ex premier ducetto di Arcore.
 
Aprirò ora su questi spazi pubblici,
un sondaggio per sondare le opinioni dei miei alleati e dei casuali visitatori, (ovviamente invitati a votare pure i detrattori).
 
A proposito di quale sia la manovra più urgente da affrontare per il nuovo governo Prodi.
 
Essendo partigiani da queste parti subito ci si schiera,
Guerrilla Radio invita Romano Prodi e la sua coalizione a ritirare il più presto possibile le nostre truppe dall’Iraq,
e subito dopo a formulare a una nuova legge sul conflitto d’interessi,
tramite la quale
a il Cavaliere Silvio Berlusconi sia impedito di svolgere qualunque attività politica.
 
E’ assurdo come sia l’Italia l’unico paese al mondo,
in cui a chi detiene il maggiore potere economico, associato alla guida di un regime di potere mediatico, sia concessa pure la possibilità di esercitare un potere politico espresso in una presidenza del consiglio.
 
Già oggi una legge dello Stato lo impedirebbe,
(n. 361 del 1957)
ma è ora  caro Romano di formulare una disposizione ben più vincolante.
 
g.r.

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