DIARI CONGOLESI: Prologo

Riemergono,
le ferite stantie sulla terra rossa
erosa da una pioggia gravida di epidemia.
 
Le ferite di guerra  che sfaldano il suolo
rilevano tutto il putridume di milioni di corpi malinumati.
 
Si ripropongono,
nelle cicatrici sulla pelle d’ebano
di Giovani mai stati giovani.
 
La guerra corre sulle labbra di un popolo intero,
come racconti terribili
sulla bocca di un pazzo affetto da logorrea irreversibile.
 
E ci grida di:
                      violenza carnale,
                     granate cadute dietro casa,
                       amputazione,
                      saccheggi,
                   del calare della notte inteso come terrore e lutto.
 

 
Nel controllare e porre il timbro sul mio passaporto,
al confine col Rwanda,
ho notato che l’agente di frontiera aveva entrambi i bracci mutilati.
 
L’ho salutato allora,
con una forte stretta di mano,
 la stessa mano con cui l’occidente dei wazunghi
si è preso cura in questi anni dei destini di questi uomini sofferenti
(un moncherino compassionevole si è mosso verso il mio braccio invisibile).
 
 
Con gli occhi grandi come i grandi laghi del Kivu,
i figli diseredati del Congo ci scrutano,
 e in quegli enormi pozzi di pece,
 vergognosamente andiamo a nasconderci la colpevole coscienza.
 
Perchè nel riflesso di quei cristallini laghi
come nelle pupille nere incredibilmente dilatate dei bimbi,
vige ancora l’abnorme offesa,
quelle migliaia di morti che nei laghi venivan gettati,
ora sgombri dalla vista
mai rimossi dallo sguardo di ogni congolese.
 
 
Non ci sono specifiche pregiudiziali verso l’uomo bianco,
ma l’onore di essere visitati
dai parenti stretti
di quei generali neri che li hanno trucidati.
 
 
Nella memoria storica di un vecchio cieco,
nel passo incerto di una bella donna
che da bimba fu rapita e poi stuprata,
 
Ho scoperto quale chiave apre quelle fosse comuni
  che qualcuno volle non fossero mai scoperchiate.
Sbattute in faccia all’opinione pubblica mondiale.
 
Ho scavato a mani nude
e fra le mani sono emersi femori,
crani tumefatti, e costole con incisioni come fossero graffiti,
meglio,
 griffate.
 
    Molte recitavano “etats unis”
   altre “Made in Europe”
    altre ancora “Cadeaux d’Italie”.
 
Lercio d’infezione,
Infetto irreparabilmente anche me stesso
Ho cercato lo spiraglio per tornare indietro,
fuoriuscire da quell’orrore di guerra.
   Ma ogni porta alle mie spalle era sprangata,
    senza serratura,
   e quelle poche con,
  una combinazione che ho voluto scordarmi.
 
Non rimaneva che del lucido da scarpe
in fondo al mio zaino.
Spalmato sulla mia pelle latteo-spettrale
che mi facesse apparire meno appartenente a quell’immonda gente
che diamanti e oro indifferentemente continuavano a cavare fuori
dalle carcasse di innocenti ammazzati.
 
Alla fine con tutta l’umiltà di cui sono ancora capace,
non più muzungu, finalmente africano pure io
mi sono messo a marciare a fianco di 26 milioni di eroici congolesi,
sulle loro marcite strade, verso un nascituro rinascimento.
 
 
Accompagnando il Congo  verso l’elezione 
in cui noi avrem dovuto essere i testimoni eletti,
un poco presuntuosi,
ci siamo tutti  presto resi conto che l’Africa
 ancora una volta,
ci stava impartendo una lezione.
 
Di Democrazia allo stato puro,
d’incredibile fame di Pacificazione.
 
.
Vik alias guerrilla radio

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Attacco all’ipocrisia delle Nazioni Unite. CyberProtesta pacifista

«Questa è una CyberProtesta. Hey Israele e Stati Uniti non uccidete i bambini e l’altra gente. Pace per sempre. No alla guerra»
qui sotto potete vedere lo screenshoot del “sabotaggio” da parte di Kerem125 M0sted e Gsy, tre hacker turchi,
ai danni del sito delle Nazioni Unite, (www.un.org:)

I tre hacker, impegnati come noi a utilizzare le indefinite potenzialità di internet
per denunciare le più gravi ingiustizie odierne,
si sono introdotti nella sezione dedicata ai «latest statements»,
le più recenti dichiarazioni del segretario generale Ban Ki-moon, e hanno inserito ciò che il capo dell’ONU si dimentica di dire nei suoi discorsi.
 
E se pensate che le accuse della  CyberProtesta siano campate in aria,
leggetevi la recente storia di Mariya ,
bambina palestinese rimasta paralizzata in seguito ad un attentato terroristico israeliano
e che ora da Israele si vede negare le cure:
 
LA SORTE DI MARIYA

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La mia foto ripresa da Beppe Grillo: la genesi di un istantanea

Beppe Grillo  ha pubblicato una mia foto
sul suo blog per il V-day:
 

guerrillaradiobloggo è vittorio arrigoni
 
Ibrahim e Mamadou,
come il fuori-inquadratura Baba,
sono i miei fratelli senegalesi.
 
E il loro vaffanculo day in Italia si protrae da anni,
più o meno da quando una legge partorita da un bicefalo razzista chiamato Bossi-Fini
ha disumanizzato gli esseri umani rendendoli una merce.
 
I miei fratelli sono uomini dotati di grande spiritualità,
e sopprafine intelligenza (come tutti i senegalesi che conosco qui in Italia),
parlano minimo 5 lingue, Ibra ha una sorella che studia alla Sorbonne,
Baba una laurea in scienze della comunicazione.
Hanno lasciato a Dakar un impiego sicuro,
ma troppo male renumerato per le loro numerose famiglie,
e hanno rischiato la venuta in Europa quasi certi di trovare uno spazio se non per le loro capacità umane ed intellettuali,
quantomeno per le loro operose mani.
 
E spazio per lavorare ci sarebbe eccome, confindustria conferma,
se non fosse intervenuta una politica che fa del bieco razzismo la sua principale arma di  propaganda.
 
I miei fratelli senegalesi vivono ammassati in un appartamento affittato all’unico africano in regola, che non ci pensa due volte a concedere ospitalità ai suoi più sfortunati connazionali.
 
Oltre alla bancarella per riuscire giusto a metter qualcosa in fondo allo stomaco,
ottengono un lavoro vero, ma nero, nerissimo
al massimo per due-tre mesi l’anno,
12 ore minimo di sfacchinata quotidiana,
stipendio ipotetico.
 
Baba recentemente mi ha fatto parlare al cellulare con sua moglie, è deliziosa, l’ho vista in foto,
non si incontrano da tre anni.
Si sono sposati per telefono.
 
Spesso mi raccontano dei furti che subiscono,
(e  rubare a chi non ha niente ce ne vuole vero?)
delle intimidazioni, delle violenze verbali.
 
Sarebbe facile optare per la via più semplice,
e vendere le loro vite al narcotraffico in cambio di soldi facili e una vita decente.
Ma li ritrovo sempre lì il lunedì pomeriggio fuori dal centro commerciale
 a vendere la loro paccotaglia e i cd pirata per sopravvivere,
degni di una dignità e un umiltà che noi ormai abbiamo perduto.

E proprio questo richiedono: dignità,
non carità.
E magari amicizia, un sorriso,
cinque minuti per ascoltare le loro storie,
la loro antica tribale proverbiale saggezza.
 
Il loro vaffanculo day è quotidiano,
 etnico e musulmano, appena appena sussurrato,
contro le avversità della vita,
la disuguaglianza, il razzismo strisciante.
 
L’Italia è un paese di migranti,
più di 30 milioni nel secolo scorso sono andati altrove a cercar fortuna,
dalla Germania sino agli Usa
hanno avuto vita dura, hanno arricchito le economie che hanno servito
ma in compenso hanno elevato le condizioni dei loro cari.
Mai nessuno di questi si è trovato di fronte ad un Bossi o un Fini…
 
C’è da dire che anche questo governo,
da me votato su mandato di questi miei fratelli di madrelingua wolof,
latita, è in incredibilmente in ritardo sulla più grande ingiustizia del nostro Paese.
 
Zanotelli  invitava la chiesa italiana  a farsi carico di questi soggetti a rischio,
ma come sempre, questa chiesa cattolica è tutta presa fra moduli di 730
e l’inviolabilità di una famiglia che non esiste dai tempi della Maddalena.
 
Io allora invito tutte le donne e gli uomini sensibili ad accorgersi di questa enorme ingiustizia,
che va ben oltre i problemi di una finanziaria e i richiami di Bruxell sul debito pubblico.
Ne va della estinzione della nostra intera società
intesa come come un punto d’incontro di valori umani condivisi  e assurti a bene collettivo.
 
Vi lascio meditare coi Barbari di Kavafis:
 
http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1163
 
Vik alias
guerrillaradio

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Welcome to Paradise! quest’estate tu quale inferno scegli? (Manu Chao)

BENVENUTI IN PARADISO!!!
al collo una collana floreale,
potrebbe essere l’accoglienza di una qualche oasi artificiale,
messa su a tempi di record dall’industria del turismo per soddisfare il pigro egoismo di occidentali flaccidi smaniosi di esotismo.
 
Manu Chao riflette come me
verso quale paradiso potrei ritornare,
sebbene quest’agosto oramai mi veda fossile.
 
Potrei tornare in Congo,
a constatare quanto le elezioni libere dell’anno scorso,
cui partecipai col mio solidale supporto,
sono riuscite a sopire gli istinti di guerra che in 10 anni han fatto 4 milioni di vittime.
 
O rintracciare Samuel e gli amici tanzanesi,
di fianco ai Masai,
una terra un tempo sacra ora è mercimonio al pari delle prestazioni di una battona.
 
O Gerusalemme, capitale della mia Palestina,
capitale invisibile di uno Stato segnato su nessuna mappa,
ma coi confini ben impressi sulla terra col sangue da milioni di anime da decenni sofferenti.
 
Oppure recarmi in Nord Iraq, laddove mi hanno recentemente proposto di partire.
 
Molti paradisi in questo nostro mondo,
ma mai quanto gli inferni.
Tutto sta da quali occhi osservano.
 
Allora Welcome to Paradise
 
Vik alias
guerrilla radio

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GUERRILLA RADIO A SOSTEGNO DELLA GRANDE SPERANZA DEL CONGO.

Guerrilla radio torna Vittorio,
e Vittorio volge verso un nuovo viaggio.
 
Cuore di tenebra inzuppato nel sangue,
è giunta l’ora per il Congo
di spezzare quella catena di schiavitù
che ha rappresentato la dittatura poi la guerra
piegando ma mai arrendendo
un popolo antico e fiero.
 
Coi Beati costruttori di pace
finirò con un nuovo compagno di ventura
in località Irambo,
a sud del Kivu,
zona tristemente nota
allorché era stata scelta come base
per quei guerriglieri che sotto Nkunda e Mutebusi
attaccarono Buvaku scacciando l’esercito regolare congolese.
 
Saremo a sostegno delle prime elezioni libere della storia del Congo,
ben consci che il supporto solidale, non violento
è il miglior catalizzatore di democrazia,
semmai qualcuno ancora oggi pensa che la democrazia la si può esportare coi carriarmati.
 
Come osservatori internazionali,
avremo l’impegnativo compito di monitorare la regolarità delle elezioni,
oltre che sottolineato è il significato implicito della nostra missione
 lo stesso per cui mi adoperai mettendo a repentaglio la mia vita,
più volte in Palestina,
vale a dire l’interposizione non violenta,
la semplice presenza di occidentali in questa parte del Congo infatti
fungerà da deterrente contro le possibili violenze ed intimidazioni dei guerriglieri nei confronti della popolazione civile.
 
Per un “veterano” come me pieno di cicatrici,
fa un certo effetto il sol pensare di solcare una terra
cosparsa di ossa,
4 milioni,    ripeto
4 milioni
di morti
in una guerra nell’assordante silenzio generale del mondo.
 
Come uomini,
siamo onorati di poter far parte di questo processo storico,
di questa eroica conquista per tutti i congolesi che hanno  una fame incredibile
di pace.
Non è cosa da poco per noi umilmente impegnati quotidianamente
in cose molto da poco.
 
 
Oltre a questo
un messaggio chiaro
e ben visibile come il pigmento latteo della nostra pelle
fra la pelle d’ebano
a rilanciare come ci sia un occidente solidale
oltre a quello arruffone e spregevole
di un realtà di sfruttamento coloniale che in alcune forme più sfumate non ha mai cessato di depredare l’anima dell’Africa.
 
Si presentano all’orizzonte numerose difficoltà
e una certa dose di rischio da mettere in conto…
ma il conto
quei milioni di morti
è un debito che il mondo non riuscirà mai a rinsavire.
 
Ringrazio tutti coloro,
anche in silenzio,
sapranno lanciare oltreoceano un pensiero di speranza e appoggio.
 
guerrilla radio di nuovo solo Vittorio
.
 
ps.
Mai non avrei mai pensato di dover rigraziare il governo Prodi,
non certo da queste pagine,
ma il sostegno che il suo governo ci ha dato per la nostra missione,
nell’accompagnamento del viceministro agli Esteri Patrizia Santinelli su di un aereo governativo,
dimostra ancora di più il cambiamento benevole che lentamente sta avvenendo nel nostro Paese.
 
 
E’gratificante avere un poco le spalle coperte da un governo che protegge e sostiene i suoi cittadini
impegnati in opere di volontariato in zone ad alta tensione.
Specie per la mia persona,
dopo il completo assenteismo del ex-governo di centodestra quando fui ingiustamente segregato nelle prigioni israeliane.
 
g.r alias vik
.

Beati i costruttori di pace”

Associazione Nazionale di Volontariato – Onlus

Associata al Dipartimento di Pubblica Informazione delle Nazioni Unite

COMUNICATO STAMPA

 IL  VICEMINISTRO AGLI ESTERI PATRIZIA SANTINELLI ACCOMPAGNA LA MISSIONE DEGLI OSSERVATORI DELLA SOCIETA’ CIVILE ITALIANA ALLE PRIME LIBERE ELEZIONI NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

 Milano, 13 luglio 2006. Il Governo Prodi sostiene la missione elettorale di 63 volontari italiani che a fine mese saranno nell’est della Repubblica Democratica del Congo in qualità di osservatori della società civile italiana alle prime elezioni democratiche e multipartitiche, dopo più di quarant’anni, tappa di prima importanza sulla strada di una pace duratura in un paese nel quale le guerre dal ’98 hanno causato quattro milioni di morti.

 

Lo ha annunciato stamane a Milano nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Isimbardi don Albino Bizzotto, presidente di Beati i Costruttori di Pace, l’associazione che assieme a Chiama l’Africa e su invito della società civile congolese ha organizzato la missione. Quest’ultima ha lo scopo di favorire, in particolare nell’est del paese dove sono ancora presenti gruppi ribelli, lo svolgimento regolare delle elezioni (primo turno delle presidenziali e legislative), che si terranno il 30 luglio.

“Non solo il Governo appoggia questo delicato compito che si è assunta la società civile italiana – ha spiegato don Bizzotto –,  la Viceministra agli Esteri Patrizia Santinelli accompagnerà il nostro viaggio a Bukavu previsto per il 23 luglio e l’aereo di Stato su cui viaggerà porterà in Congo 45 degli osservatori elettorali”.

I volontari, provenienti da diverse regioni italiane, per lo più giovani, saranno in tutto parificati agli osservatori internazionali, eccetto che per il fatto di non ricevere alcun compenso. Per poter svolgere questo delicato compito si sono preparati con molteplici appuntamenti formativi. Vengono dalla Lombardia, dal Veneto, dall’Emilia Romagna, dalla Liguria, dalla Toscana, dal Friuli Venezia Giulia, ma anche dalla Sicilia e dalla Sardegna. Non sono “professionisti” delle elezioni, ma studenti, dirigenti, impiegati e professionisti che hanno scelto di dedicare parte delle proprie vacanze alla popolazione congolese per garantire che possa partecipare ad un voto libero e democratico. 

“In solidarietà con il popolo congolese che costruisce la democrazia e la pace – afferma ancora don Bizzotto – vorremmo offrire la nostra presenza per sottolineare quanto crediamo sia importante la costruzione di istituzioni democratiche nell’impegno per la pace. La nostra missione sarà composta da rappresentanti di associazioni e comitati, enti locali, gruppi religiosi, sindacati e singoli amici dell’Africa. Ci coordineremo con le missioni istituzionali e collaboreremo con la Commissione Elettorale Indipendente, espressione della società civile congolese, che sta preparando le elezioni”.  

L’iniziativa è appoggiata anche da un gruppo di enti locali, fra cui le Regioni Veneto e  Toscana, la Provincia di Firenze, i Comuni di Bologna e Forlì. La prossima settimana un ordine del giorno di  appoggio sarà discusso anche nella seduta del Consiglio Provinciale di Milano: nel corso della conferenza  di stamane Irma Dioli, Assessora  provinciale alla partecipazione, pace e cooperazione ha annunciato che la Provincia di Milano è intenzionata a sostenere la missione con un significativo contributo economico.

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Israele e Libano: suggestioni di guerra

“…è come se, ai tempi del terrorismo irlandese dell’IRA, noi inglesi avessimo reagito bombardando Belfast e catturando i ministri del governo irlandese”
 
 (Il Financial Times)
 
  m
 m

 .
 “Il mio cagnolino ha le zecche. Ieri una zecca mi ha punto, così io ho bombardato il mio cagnolino. Ho il diritto di difendermi.”
  .
(Daniele Luttazzi)
 .
 .

 .
“1. Gli israeliani non sono un popolo inferiore agli altri.
2. Israele non e’ una nazione inferiore alle altre.

 
3. Gli israeliani non sono un popolo superiore agli altri.
4. Israele non e’ una nazione superiore alle altre.”
 
 (guerrillaradio)

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cuore_di_tenebra

Notte di tenebra
come un cuore spugnoso
inzuppato del fiume Congo.
 
Cuore di edera,
aggrappato ad un soffitto che è il pavimento di un angelo abbrustolito.
 
Evacuando Evacuando,
ho sguardi solo per i ciechi
e parole a vanvera per i sordi.
 
Cuore di tenebra,
come i miei vestiti dismessi che si disperderanno nel fiume Congo.
 
Non ho nulla da preservare per il mio ritorno
 un passato anchilosato da ostracismi e cappi al collo.
 
Non ho casa,
se non l’altrove.
 
Il consorzio umano,
almeno questo,
è una vetrina di un negozio  cui non mi è mai stato consentito l’acquisto.
 
 
Curarmi il mal di vita con il male d’Africa.
A volte la felicità perduta
succhiata fuori dalle sanguisughe di traumi a lungo termine
bisogna andarsela a ripescare nelle paludi belliche di atmosfere elettriche.
 
Non ci sono domani che non si disvelino oggi.
Non ci sono mani a frugare nelle tenebre un cuore.
.
g.r.

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NAZARETH: IL PADRE DEI BIMBI UCCISI ACCUSA IL PREMIER ISRAELIANO

2 FRATELLINI NAZARETH PRIME VITTIME ARABO-ISRAELIANE

Due bambini di Nazareth sono le prime vittime arabo-israeliane della guerra in Libano.
Un razzo sparato da Hezbollah ha centrato la strada in cui stavano giocando, di fronte alla loro casa. Rabia Abed Taluzi, che aveva appena tre anni, e suo fratello Mahmoud, che ne aveva sette, non hanno neppure tentato di mettersi in salvo: l’allarme antiaereo a Nazareth non ha suonato perche’ le citta’ arabe non hanno sirene, ne’ rifugio.

Un cratere nel terreno segna il luogo dove ieri due bambini sono stati uccisi, per un missile lanciato dagli Hezbollah. Ora il padre punta il dito contro il governo israeliano. “Accuso Ehud Olmert e il suo ministro della Difesa. Sono loro i responsabili di quello che è successo. Olmert dice che si sta difendendo Olmert dice che si sta difendendo. E che cosa fanno gli Hezbollah?  Se lui si difende con i raid aerei ei carri armati, gli altri si difendono con i razzi”.

(euronews)

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Quella faccia di ….. (tolla o caxxo?) di Ehud Olmert

Mentre la Croce Rossa disperatamente urla,
ai sordomuti ministri degli esteri di tutto il mondo,
denuncia la catastrofe umanitaria causata dai bombardamenti israeliani,
700 mila sfollati…
 
La comunità internazionale se da una parte chiede un cessate il fuoco immediato,
dall’altra ripete a pappagallo le condizioni dettate da Israele per dare fine alle ostilità.
 
E vediamo,
queste condizioni,
fra le altre,
il premier israeliano Olmert va ripetendo:
 
“il disarmo dei miliziani sciiti, in applicazione della risoluzione 1559 Onu”.
 
Israele e l’applicazione delle risoluzioni Onu…
 
Bene,
leggetevi questo numero:
 
73     73   73  
73    73
             73    73   
 73 73                   73 73   73 73
73      73
 
letto bene?
 
sono SETTANTRE!
 
Settantatre (73) risoluzioni dell’Onu di condanna a Israele

Nessun ispettore, Nessuna guerra per farle rispettare.

Principali risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che esprimono condanna all’operato di Israele. Le risoluzioni sono citate per numero e data; se ne indicano inoltre degli estratti che ne illustrano il contenuto.
 
1) RISOLUZIONE N. 93 (18 MAGGIO 1951)
Il CS decide che ai civili arabi che sono stati trasferiti dalla zona smilitarizzata dal governo di Israele deve essere consentito di tornare immediatamente nelle loro case e che la Mixed Armistice Commission deve supervisionare il loro ritorno e la loro reintegrazione nelle modalita’ decise dalla Commissione stessa.
 
2) RISOLUZIONE N. 101 (24 NOVEMBRE 1953)
Il CS ritiene che l’azione delle forze armate israeliane a Qibya del 14-15 ottobre 1953 e tutte le azioni simili costituiscano una violazione del cessate-il-fuoco (risoluzione 54 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU); esprime la più forte censura per questa azione, che può pregiudicare le possibilità di soluzione pacifica; chiama Israele a prendere misure effettive per prevenire tali azioni.
 
3) RISOLUZIONE N. 106 (29 MARZO 1955)
Il CS osserva che un attacco premeditato e pianificato ordinato dalle autorità israeliane e’ stato commesso dalle forze armate israeliane contro le forze armate egiziane nella Striscia di Gaza il 28 febbraio 1955 e condanna questo attacco come una violazione del cessate-il-fuoco disposto dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
 
4) RISOLUZIONE N. 111 (19 GENNAIO 1956)
Il CS ricorda al governo israeliano che il Consiglio ha già condannato le azioni militari che hanno rotto i Trattati dell’Armistizio Generale e ha chiamato Israele a prendere misure effettive per prevenire simili azioni; condanna l’attacco dell’11 dicembre 1955 sul territorio siriano come una flagrante violazione dei provvedimenti di cessate-il-fuoco della risoluzione 54 (1948) e degli obblighi di Israele rispetto alla Carta delle Nazioni Unite; esprime grave preoccupazione per il venire meno ai propri obblighi da parte del governo israeliano.
 
5) RISOLUZIONE N. 127 (22 GENNAIO 1958)
Il CS raccomanda ad Israele di sospendere la “zona di nessuno” a Gerusalemme.
 
6) RISOLUZIONE N. 162 (11 APRILE 1961)
Il CS chiede urgentemente ad Israele di rispettare le decisioni delle Nazioni Unite.
 
7) RISOLUZIONE N. 171 (9 APRILE 1962)
Il CS riscontra le flagranti violazioni operate da Israele nel suo attacco alla Siria.
 
8) RISOLUZIONE N. 228 (25 NOVEMBRE 1966)
Il CS censura Israele per il suo attacco a Samu, in Cisgiordania, sotto il controllo giordano.
 
9) RISOLUZIONE N. 237 (14 GIUGNO 1967)
Il CS chiede urgentemente a Israele di consentire il ritorno dei nuovi profughi palestinesi del 1967.


 

10) RISOLUZIONE N. 248 (24 MARZO 1968)
Il CS condanna Israele per il suo attacco massiccio contro Karameh, in Giordania.
 
11) RISOLUZIONE N. 250 (27 APRILE 1968)
Il CS ingiunge a Israele di astenersi dal tenere una parata militare a Gerusalemme.
 
12) RISOLUZIONE N. 251 (2 MAGGIO 1968)
Il CS deplora profondamente la parata militare israeliana a Gerusalemme, in spregio alla risoluzione 250.
 
13) RISOLUZIONE N. 252 (21 MAGGIO 1968)
Il CS dichiara non valido l’atto di Israele di unificazione di Gerusalemme come capitale ebraica.
 
14) RISOLUZIONE N. 256 (16 AGOSTO 1968)
Il CS condanna gli attacchi israeliani contro la Giordania come flagranti violazioni.
 
15) RISOLUZIONE N. 259 (27 SETTEMBRE 1968)
Il CS deplora il rifiuto israeliano di accettare una missione dell’ONU che verifichi lo stato di occupazione.
 
16) RISOLUZIONE N. 262 (31 DICEMBRE 1968)
Il CS condanna Israele per l’attacco all’aeroporto di Beirut.
 
17) RISOLUZIONE N. 265 (1 APRILE 1969)
Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei su Salt in Giordania.
 
18) RISOLUZIONE N. 267 (3 LUGLIO 1969)
Il CS censura Israele per gli atti amministrativi tesi a cambiare lo status di Gerusalemme.
 
19) RISOLUZIONE N. 270 (26 AGOSTO 1969)
Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei sui villaggi del Sud del Libano.
 
20) RISOLUZIONE N. 271 (15 SETTEMBRE 1969)
Il CS condanna Israele per non aver obbedito alle risoluzioni dell’ONU su Gerusalemme.
 
21) RISOLUZIONE N. 279 (12 MAGGIO 1969)
Il CS chiede il ritiro delle forze israeliane dal Libano.
 
22) RISOLUZIONE N. 280 (19 MAGGIO 1969)
Il CS condanna gli attacchi israeliani contro il Libano.
 
23) RISOLUZIONE N. 285 (5 SETTEMBRE 1970)
Il Cs chiede l’immediato ritiro israeliano dal Libano.
 
24) RISOLUZIONE N. 298 (25 SETTEMBRE 1971)
Il CS deplora che Israele abbia cambiato lo status di Gerusalemme.
 
25) RISOLUZIONE N. 313 (28 FEBBRAIO 1972)
Il CS chiede che Israele ponga fine agli attacchi contro il Libano.
 
26) RISOLUZIONE N. 316 (26 GIUGNO 1972)
Il CS condanna Israele per i ripetuti attacchi sul Libano.
 
27) RISOLUZIONE N. 317 (21 LUGLIO 1972)
Il CS deplora il rifiuto di Israele di rilasciare gli Arabi rapiti in Libano.
 
28) RISOLUZIONE N. 332 (21 APRILE 1973)
Il CS condanna i ripetuti attacchi israeliani contro il Libano.
 
29) RISOLUZIONE N. 337 (15 AGOSTO 1973)
Il CS condanna Israele per aver violato la sovranità del Libano.
 
30) RISOLUZIONE N. 347 (24 APRILE 1974)
Il CS condanna gli attacchi israeliani sul Libano.
 
31) RISOLUZIONE N. 425 (19 MARZO 1978)
Il CS ingiunge a Israele di ritirare le sue forze dal Libano.
 
32) RISOLUZIONE N. 427 (3 MAGGIO 1979)
Il CS chiama Israele al completo ritiro delle proprie forze dal Libano.
 
33) RISOLUZIONE N. 444 (19 GENNAIO 1979)
Il CS deplora la mancanza di cooperazione di Israele con il contingente di peacekeeping dell’ONU.
 
34) RISOLUZIONE N. 446 (22 MARZO 1979)
Il CS determina che gli insediamenti israeliani sono un grave ostacolo alla pace e chiama Israele al rispetto della Quarta Convenzione di Ginevra.
 
35) RISOLUZIONE N. 450 (14 GIUGNO 1979)
Il CS ingiunge a Israele di porre fine agli attacchi contro il Libano.
 
36) RISOLUZIONE N. 452 (20 LUGLIO 1979)
Il CS ingiunge a Israele di smettere di costruire insediamenti nei territori occupati.
 
37) RISOLUZIONE N. 465 (1 MARZO 1980)
Il CS deplora gli insediamenti israeliani e chiede a tutti gli stati membri di non sostenere il programma di insediamenti di Israele.
 
38) RISOLUZIONE N. 467 (24 APRILE 1980)
Il CS deplora con forza l’intervento militare israeliano in Libano.
 
39) RISOLUZIONE N. 468 (8 MAGGIO 1980)
Il CS ingiunge a Israele di annullare le espulsioni illegali di due sindaci e un giudice palestinesi, e di facilitare il loro ritorno.
 
40) RISOLUZIONE N. 469 (20 MAGGIO 1980)
Il CS deplora con forza la non osservanza da parte di Israele dell’ordine di non deportare Palestinesi.
 
41) RISOLUZIONE N. 471 (5 GIUGNO 1980)
Il CS esprime grave preoccupazione per il non rispetto da parte di Israele della Quarta Convenzione di Ginevra.
 
42) RISOLUZIONE N. 476 (30 GIUGNO 1980)
Il CS ribadisce che le rivendicazioni israeliane su Gerusalemme sono nulle.
 
43) RISOLUZIONE N. 478 (20 AGOSTO 1980)
Il CS censura con la massima forza Israele per le rivendicazioni su Gerusalemme contenute nella sua “Legge Fondamentale”.
 
44) RISOLUZIONE N. 484 (19 DICEMBRE 1980)
Il CS formula l’imperativo che Israele riammetta i due sindaci palestinesi deportati.
 
45) RISOLUZIONE N. 487 (19 GIUGNO 1981)
Il CS condanna con forza Israele per l’attacco alle strutture nucleari dell’Iraq.
 
46) RISOLUZIONE N. 497 (17 DICEMBRE 1981)
Il CS dichiara nulla l’annessione israeliana delle Alture del Golan e chiede ad Israele di annullare immediatamente la propria decisione.
 
47) RISOLUZIONE N. 498 (18 DICEMBRE 1981)
Il CS ingiunge a Israele di ritirarsi dal Libano.
 
48) RISOLUZIONE N. 501 (25 FEBBRAIO 1982)
Il CS ingiunge a Israele di interrompere gli attacchi contro il Libano e di ritirare le sue truppe.
 
49) RISOLUZIONE N. 509 (6 GIUGNO 1982)
Il CS chiede che Israele ritiri immediatamente e incondizionatamente le sue forze dal Libano.
 
50) RISOLUZIONE N. 515 (19 GIUGNO 1982)
Il CS chiede che Israele tolga l’assedio a Beirut e consenta l’entrata di rifornimenti alimentari.
 
51) RISOLUZIONE N. 517 (4 AGOSTO 1982)
Il CS censura Israele per non aver ubbidito alle risoluzioni dell’ONU e chiede ad Israele di ritirare le sue forze dal Libano.
 
52) RISOLUZIONE N. 518 (12 AGOSTO 1982)
Il CS chiede ad Israele piena cooperazione con le forze dell’ONU in Libano.
 
53) RISOLUZIONE N. 520 (17 SETTEMBRE 1982)
Il CS condanna l’attacco israeliano a Beirut Ovest.
 
54) RISOLUZIONE N. 573 (4 OTTOBRE 1985)
Il Cs condanna vigorosamente Israele per i bombardamenti su Tunisi durante l’attacco al quartier generale dell’OLP.
 
55) RISOLUZIONE N. 587 (23 SETTEMBRE 1986)
Il CS ricorda le precedenti richieste affinché Israele ritirasse le sue forze dal Libano e chiede con urgenza a tutte le parti di ritirarsi.
 
56) RISOLUZIONE N. 592 (8 DICEMBRE 1986)
Il CS deplora con forza l’uccisione di studenti palestinesi dell’Università’ di Birzeit ad opera delle truppe israeliane.
 
57) RISOLUZIONE N. 605 (22 DICEMBRE 1987)
Il CS deplora con forza le politiche e le pratiche israeliane che negano il diritti umani dei Palestinesi.
 
58) RISOLUZIONE N. 607 (5 GENNAIO 1988)
Il CS ingiunge a Israele di non deportare i Palestinesi e gli chiede con forza di rispettare la Quarta Convenzione di Ginevra.
 
59) RISOLUZIONE N. 608 (14 GENNAIO 1988)
Il CS si rammarica profondamente che Israele abbia sfidato l’ONU e deportato civili palestinesi.
 
60) RISOLUZIONE N. 636 (14 GIUGNO 1989)
Il CS si rammarica profondamente della deportazione di civili palestinesi da parte di Israele.
 
61) RISOLUZIONE N. 641 (30 AGOSTO 1989)
Il CS deplora che Israele continui nelle deportazioni di Palestinesi.
 
62) RISOLUZIONE N. 672 (12 OTTOBRE 1990)
Il CS condanna Israele per violenza contro i Palestinesi a Haram al-Sharif/Tempio della Montagna.
 
63) RISOLUZIONE N. 673 (24 OTTOBRE 1990)
Il CS deplora il rifiuto israeliano di cooperare con l’Onu.
 
64) RISOLUZIONE N. 681 (20 DICEMBRE 1990)
Il CS deplora che Israele abbia ripreso le deportazioni di Palestinesi.
 
65) RISOLUZIONE N. 694 (24 MAGGIO 1991)
Il CS deplora la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele e ingiunge ad Israele di assicurare loro un sicuro e immediato ritorno.
 
66) RISOLUZIONE N. 726 (6 GENNAIO 1992)
Il CS condanna con forza la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele.
 
67) RISOLUZIONE N. 799 (18 DICEMBRE 1992)
Il CS condanna con forza la deportazione di 413 Palestinesi da parte di Israele e chiede il loro immediato ritorno.
 
68) RISOLUZIONE N. 904 (18 MARZO 1994)
Il CS: sconcertato dallo spaventoso massacro commesso contro fedeli palestinesi nella Moschea Ibrahim di Hebron il 25 febbraio 1994, durante il Ramadan; gravemente preoccupato dai conseguenti incidenti nei territori palestinesi occupati come risultato del massacro, che evidenzia la necessità di assicurare protezione e sicurezza al popolo palestinese;
prendendo atto della condanna di questo massacro da parte della comunità internazionale; riaffermando le importanti risoluzioni sulla applicabilità della Quarta Convenzione di Ginevra ai territori occupati da Israele nel giugno 1967, compresa Gerusalemme, e le conseguenti responsabilità israeliane.
Condanna con forza il massacro di Hebron e le sue conseguenze, che hanno causato la morte di oltre 50 civili palestinesi e il ferimento di altre centinaia e ingiunge ad Israele, la potenza occupante, di applicare misure che prevengano atti illegali di violenza da parte di
coloni israeliani, come tra gli altri la confisca delle armi.
 
69) RISOLUZIONE N. 1402 (30 MARZO 2002)
Il CS alle truppe israeliane di ritirarsi dalle città palestinesi, compresa Ramallah.
 
70) RISOLUZIONE N. 1403 (4 APRILE 2002)
Il CS chiede che la risoluzione 1402 (2002) sia applicata senza ulteriori ritardi.
 
72) RISOLUZIONE N. 1405 (19 APRILE 2002)
Il CS chiede che siano tolte le restrizioni imposte, soprattutto a Jenin, alle operazioni delle organizzazioni umanitarie, compreso il Comitato Internazionale della Croce Rossa e l’Agenzia dell’ONU per l’Assistenza e il Lavoro per i Profughi Palestinesi in Medio Oriente (Unrwa).
 
73) RISOLUZIONE N. 1435 (24 SETTEMBRE 2002)
Il CS chiede che Israele ponga immediatamente fine alle misure prese nella città di Ramallah e nei dintorni, che comprendono la distruzione delle infrastrutture civili e di sicurezza palestinesi; chiede anche il rapido ritiro delle forze di occupazione israeliane dalle città palestinesi e il loro ritorno alle posizioni tenute prima di settembre 2000.
 
Fonti:
1. Paul Findley, Deliberate Deceptions: Facing the Facts about the US/Israeli Relationship (Chicago: Lawrence Hill, 1993)

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Nazi-Israel?: la storia che ritorna

Nazi-Israel?: la storia che ritorna
18/07/2006
 

 

 

by latuff

 
….Nel 1942 i nazisti massacravano civili inermi come vendetta per i loro ufficiali morti…
 
….Gli insegnamenti migliori non si scordano…….
.
———
.
17 lug 16:50  Medioriente: missile israeliano centra bus, 12 civili mortiSIDONE (Libano) – 12 civili libanesi sono morti in un attacco dell’aviazione israeliana. E’ accaduto a Rumailah, localita’ alle porte della citta’ di Sidone, nel sud del paese. Il missile ha colpito in pieno un piccolo autobus mentre attraversava un cavalcavia. Tra le vittime ci sarebbero due donne e tre bambini. Lo ha reso noto l’agenzia France Press. (Agr)

 

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Iacopo Venier: Israele è terrorista

Come spesso è successo, guerrilla radio concorda pienamente con il pensiero di Iacopo Venier, (che in passato anche per noi si è mobilitato) e quindi qui si propaga:

L’AZIONE DEL GOVERNO DI ISRAELE E’ TERRORISMO

L’Italia abbia la stessa “Equi-Distanza” con chi pratica il terrorismo

Nel Governo di Israele come in quello Palestinese, accanto chi vuole soluzioni politiche, ci sono forze che teorizzano e praticano il terrorismo.

Terrorista è chi si propone di attaccare le scuole uccidendo bambini ma terrorista è anche  chi bombarda bambini sulle spiagge; terrorista è chi mette bombe sugli autobus ma  terrorista è anche chi manda missili sulle case; terrorista è chi uccide un ministro ma terrorista è anche chi sequestra e tortura i membri del parlamento e del governo avversario; terrorista è chi minaccia l’esistenza di uno stato ma terrorista è anche chi affama e asseta un intero popolo distruggendo ospedali e centrali elettriche.

Se l’Italia ha deciso di isolare internazionalmente il Governo di Hamas per le sue posizioni politiche e le sue pratiche di lotta ora l’Italia deve fare la stessa cosa con il di governo di Israele. Come ha detto Prodi dobbiamo essere equi-vicini con i due popoli e per la nascita dello Stato di Palestina accanto a quello di Israele. Per farlo però dobbiamo essere al contempo distanti nello stesso modo da chi alimenta l’odio e pratica il terrorore.

Di fronte ad un crimine contro l’umanità stare fermi significa essere complici

from:

http://www.iacopovenier.it/

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130 persone macellate da Olmert

Macelleria Olmert,
c’è gente,
e pure qualcuno che passa per questo blog
che afferma che il suo è un governo di sinistra…
.
g.r.

 
 
Da www.aljazeera.net

Nuovi raid aerei israeliani contro il sud del Libano uccidono 25 civili e ne feriscono 33.
Libano, 16/07/2006
Questa sera, un raid aereo israeliano ha ucciso almeno 10 persone nella città costiera di Tiro.  Un altro ha distrutto numerose abitazioni vicino ai confini con Israele e ucciso almeno 16 civili.

Da mercoledì sono stati uccisi 130 persone.

La maggior parte delle vittime di oggi è stata colpita da missili mentre si trovava in casa.

 
 

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Olmert che fa meglio di Sharon

Olmert, che è riuscito nell’arduo compito
di far rimpiangere Ariel Sharon, ultrasionista e criminale di guerra,
continua nell’impressionate escalation di violenza ora estesa a tutto il Libano,
a decine  i civili morti,
chiudendone ogni spazio di movimento,
distruggendo infrastrutture civili,
rendendo in pratica tutto il paese un ulteriore enorme striscia di Gaza.
 
Inutili perchè troppo flebili le reazioni di alcuni stati europei, compreso miracolosamente il governo italiano,
 che denunciano “reazione spropositata e pericolosa”.
 
Guerriglieri dell’Hesbollah hanno rapito due soldati israeliani durante duri scontri.
 
Olmert ora detta le condizioni per la tregua,
fra le altre,
l’applicazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza sul disarmo dei guerriglieri sciiti.
 
Buffo.
 
Cosa c’è di buffo in una tragedia assurda come questa?
 
Di buffo c’è che i due guerriglieri israeliani non sono stati rapiti in Israele,
ma bensì in quella striscia di terra di poco oltre l’attuale confine meridionale libanese (le Fattorie di Shebaa)
che appartiene agli arabi ed è anch’esso come buona parte della Palestina occupato ILLEGALMENTE da Israele.
 
Chi lo afferma?
 
Proprio l’Onu.
(territorio di proprietà siriana)

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IDF: L’organizzazione terroristica D’Israele

Le lancette dei destini del mondo,
corrono in queste ore verso la definitiva autodistruzione.
 
Il terrorismo belligerante di Israele non conosce remora ne freno osceno alla barbaria.
 
Bisogna a questo punto qui distinguere ciò che è atto di guerra e atto di terrorismo.
 
Gruppi armati palestinesi che rapiscono un soldato israeliano,
durante una violenta battaglia,
si detona chiaramente come un atto di guerra.
 
Tanto è vero,
che gli stessi rapitori considerano l’israeliano rapito come prigioniero di guerra,
e perciò garantito dai diritti sanciti dalla convenzione di Ginevra.
 
I guerriglieri palestinesi,
inoltre aprono subito una trattativa,
scambiare il loro prigioniero con alcuni fra i diecimila prigionieri politici illegalmente detenuti entro i confini di Israele.
 
Israele come reagisce?
Disconoscendo a priori qualsiasi canale diplomatico,
atipico per una non-democrazia,
ricorre all’uso, pardon
al massiccio abuso di armi,
indiscriminatamente.
 
Ecco che colpisce la striscia di Gaza, dal cielo, da terra, dal mare,
ma non attacca chirurgicamente i guerriglieri,
come ha dimostrato di saper fare in passato con precisione impressionante,
l’esercito di Tel Aviv distrugge le centrali elettriche,
lasciando completamente al buio quasi due milioni di persone,
compresi gli ospedali,
i cui reparti di rianimazione vedono via via spegnersi i macchinari che tengono in vita i feriti e i malati.
Distrugge ponti di grande comunicazione,
università, decine e decine,
centinaia fra case e infrastrutture civili.
 
Questo contro ogni convenzione sui diritti umani,
che esplicitamente proibiscono le Punizioni collettive ai danni dei civili.
 
Questo è
CHIARAMENTE,
un atto terroristico.
E sempre secondo la convenzione di Ginevra,
si identifica come Crimine di Guerra.
 
Consigliamo vivamente all’Unione Europa di inscrivere l’esercito d’Israele fra le “organizzazioni terroristiche” e bandirlo da ogni rapporto.
 
guerrilla radio

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IL TERRIFICANTE GENOCIDIO OPERATO DA ISRAELE

Bollettino della guerra delle forze di occupazione israeliane contro la popolazione della Striscia di Gaza: da questa mattina, 23 morti.
Gaza, 12/07/2006
 
 

Il numero di morti palestinesi è in costante aumento: i raid e i bombardamenti aerei israeliani non cessano. Molte aree della popolosa Striscia di Gaza sono stati colpiti.  

 

 

 

 

Massacro

 

I massacri si stanno svolgendo dopo la minaccia di Israele a continuare le operazioni militari contro Gaza, dichiarando di aver preso di mira il capo dell’ala militare del movimento di resistenza islamica Hamas, Mohammad Deif.

 

 

La distruzione della palazzina di tre piani fa tornare alla mente l’uccisione del capo militare di Hamas, Salah Shahadah, nel 2002, quando Israele ha lanciato una bomba di una tonnellata contro la sua casa uccidendo 14 persone.

 

Il portavoce di Hamas, Mushir Al-Masri ha dichiarato ad Aljazeera che l’occupante mira all’escalation per indebolire la volontà palestinese, dopo aver fallito davanti alla fermezza della resistenza.  

 

E ha confermato che quella del soldato israeliano sequestrato è diventata una questione araba dopo l’entrata in scena di Hezbollah, che oggi ha rapito due soldati israeliani.

 

(Fonte: www.aljazeera.net)

 
  

Attuale bilancio delle recenti aggressioni israeliane: 57 palestinesi uccisi, 121 feriti (di cui 31 bambini), decine di case distrutte e terreni divelti.
Gaza, 11/07/2006
 
 

Da www.mezan.org/site_en/press

L’incursione israeliana contro la Striscia di Gaza ha finora provocato 57 morti, mentre il numero di feriti ha raggiunto i 121, inclusi 31 bambini. 103 case sono state danneggiate, di cui 14 completamente distrutte. 265 dunums di terreni agricoli divelti.

33 pazienti sottoposti a cure mediche in Egitto sono trattenuti dentro il terminal di Rafah. 5 pazienti sono stati rimandati indietro negli ospedali egiziani a causa del deterioramento delle loro condizioni di salute, mentre un anziano, Fahmi Dawood, 70 anni, e il sedicenne Mohammed Shorrab, sono morti a seguito della chiusura dello stesso terminal.

939 palestinesi evacuati si trovano ora nelle scuole dell’UNRWA che hanno iniziato a essere usate come riparo per 190 famiglie che vi si sono recate per ricevere razioni di cibo da quando il militari israeliani hanno rafforzato l’assedio all’area di Ash-Shouka, a est di Rafah.

Le forze di occupazione israeliane continuano a colpire le centrali elettriche e i trasformatori: la gente sta abbandonando le proprie case perché manca la luce e l’acqua (le cui pompe sono azionate elettricamente).

Inoltre, le forze di occupazione hanno proibito alle compagnie elettriche di riparare i trasformatori e le centrali, localizzate vicino all’aereoporto internazionale di Gaza, occupato da una base di sorveglianza israeliana.

(…)

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Beppe Grillo: Israele ci precipita nella barbarie

Quello che andavo a fare io è quello che l’Onu non è ancora riuscita a fare, interposizione.
Civile o militare sempre d’interporsi si tratta,

è necessario.

g.r.

———

Religioni, guerra e petrolio

Non mi interessa sapere chi ha torto o ragione: gli hezbollah, i palestinesi o gli israeliani. In Medio Oriente si sta consumando una miccia da decine di anni, una miccia che potrebbe far saltare una polveriera. Una terza guerra mondiale. Si dice che Israele abbia le atomiche, forse 100, puntate sui Paesi arabi. Se venisse messa in pericolo la sua esistenza non esiterebbe ad usarle. L’Iran avrà, o forse ha già, l’atomica. Chi controlla il Golfo Persico controlla i flussi di petrolio e l’economia mondiale. La Cina ha un disperato bisogno di petrolio per sostenere il suo sviluppo. La Cina ha un atteggiamento benevolo verso l’Iran che è accusato di armare il gruppo degli hezbollah in Libano insieme alla Siria.
Nel frattempo Israele distrugge la sede del governo palestinese e prende in ostaggio un po’ di ministri, bombarda Beirut e impone il blocco aeronavale.
E l’Italia è qui, in mezzo al mare, portaerei americana sempre più armata, come sta avvenendo a Vicenza. Io sono preoccupato, e voi?
Se c’è una situazione in cui l’Onu deve intervenire è questa. Vanno create zone cuscinetto tra Palestina, Libano, Siria e Israele presidiate dai caschi blu. Israele avrà tutte le ragioni a sentirsi in pericolo, ma se ogni nazione bombardasse un paio di Stati confinanti il mondo precipiterebbe nella barbarie. Accetto che Israele sia più a rischio di altri, l’Olocausto e tutto il resto. Ma ora il problema è mondiale, siamo tutti in pericolo. Credo che sia necessaria una nuova Conferenza per la pace in Medio Oriente per trovare una soluzione. Stare a guardare è troppo pericoloso.


www.beppegrillo.it

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“LA FUGA DEI SENZA PATRIA”

Rainews24. L’inchiesta “La fuga dei senza patria”. In onda giovedì 13 alle 7,40 su Rai3.

 
In Iraq continua nel silenzio l’uccisione mirata dei palestinesi dopo la caduta di Saddam Hussein. Misteriose uccisioni messe in atto da squadroni della morte mai visti prima in Iraq. Uccisi solo perchè palestinesi.

Su Rainews24 l’inchiesta “La fuga dei senza patria” di Flaviano Masella a cura di Maurizio Torrealta, denuncia, attraverso numerose testimonianze l’intollerabile situazione in cui si trovano le centinaia di persone che cercano di sfuggire ad un massacro simile alle grandi pulizie etniche del secolo scorso.

L’inchiesta andrà in onda giovedì 13 luglio alle ore 7.40 in chiaro anche su Raitre.

Le interviste sono state realizzate in Giordania nel campo profughi di Ruwayshed collocato in una zona desertica lungo la strada che collega Amman a Bagdad.

Il campo profughi, gestito dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, ospita centinaia di palestinesi in una tendopoli dove d’estate la temperatura raggiunge i 50 gradi e d’inverno scende a zero.

Donne, uomini, bambini e anziani bloccati nel campo in un’attesa infinita di un ritorno alla vita normale.

L’inchiesta “La fuga dei senza patria” andrà in onda giovedì 13 luglio alle ore 7.40 e alle 13.12 – venerdì 14 alle ore 11.42 – sabato 15 alle ore 13.42 e 18.12 – domenica 16 alle ore 5.12 e 9.12 – lunedi 17 alle ore 23.12. Sarà inoltre visibile sul sito internet www.rainews24.it

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Mondiali: un milione di festanti e un coglione (il solito)

«Vittoria della nostra identità, una squadra che ha schierato lombardi, campani, veneti o calabresi, ha vinto contro una squadra che ha perso, immolando per il risultato la propria identità, schierando negri, islamici, comunisti.»

L’ex ministro del governo Berlusconi,
Calderoli
(è un bene ricordarlo come ministro,
a pro-memoria di quanti credono che un governo vale l’altro…)
dovrebbe uscire dall’anacronistico in cui lui e tutte le camice verdi son calate.
Magari leggendosi a proposito cosa dicono di dati dell’Istat
sull’incremento delle nascite in Italia,
dovuta per lo più a parti di madri extracomunitarie.

Quando fra tre-quattro mondiali i cannavaro,
i del piero e i totti che si giocheranno trofei mondiali con la casacca azzurra,
saranno di un colorito più abbronzato del pallido leghista,
speriamo che i politici in divisa verde siano da tempo retrocessi dalla politica al rango da dove provengono,
il populismo da bar varesino.
.

guerrilla radio

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Gooooodbye Syd

11-07 E’ morto Syd Barrett


La notizia è stata confermata solo pochi minuti fa da un portavoce dei Pink Floyd aggiungendo che la morte sarebbe avvenuta venerdì a causa di complicazioni dovute al diabete.

Syd è stata una figura fondamentale nello sviluppo di quella che sarebbe poi diventata la psichedelia, un musicista le cui doti sono state celebrate infinite volte e infinite volte è stato il suo apporto alla musica, sia come attore principale, sia come ‘semplice’ figura ispiratrice.

Per molti Syd è morto a metà degli anni ’70, nel momento in cui il suo cervello non ha retto i viaggi chimici e si è ritirato nella casa della madre; per altri la pazzia sarebbe arrivata comunque, era destinato, e la sua musica è stata solo la lingua con la quale dialogava.

L’ultimo mito, colui che ha inventato i Pink Floyd e la psichedelia; un tributo infinito arriverà da tutti gli addetti ai lavori, dagli ascoltatori, dai fan, dai colleghi.

Le ultime notizie su Syd si riferiscono ad Aprile, costantemente recluso in casa, seduto dietro a una finestra murata a fissare la porta posteriore, pochissimi contatti ed escursioni tranne che per il suo viaggio quotidiano in tabaccheria, ma gentile e amichevole nelle chiacchiere di tutti i giorni con le pochissime persone che incontrava.

Un finale completamente differente dall’inizio quando un uomo da solo sul palco dell’UFO di Londra inventava un nuovo suono.

Non sembrava dovesse morire mai.

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