Le lancette dei destini del mondo,
corrono in queste ore verso la definitiva autodistruzione.
Il terrorismo belligerante di Israele non conosce remora ne freno osceno alla barbaria.
Bisogna a questo punto qui distinguere ciò che è atto di guerra e atto di terrorismo.
Gruppi armati palestinesi che rapiscono un soldato israeliano,
durante una violenta battaglia,
si detona chiaramente come un atto di guerra.
Tanto è vero,
che gli stessi rapitori considerano l’israeliano rapito come prigioniero di guerra,
e perciò garantito dai diritti sanciti dalla convenzione di Ginevra.
I guerriglieri palestinesi,
inoltre aprono subito una trattativa,
scambiare il loro prigioniero con alcuni fra i diecimila prigionieri politici illegalmente detenuti entro i confini di Israele.
Israele come reagisce?
Disconoscendo a priori qualsiasi canale diplomatico,
atipico per una non-democrazia,
ricorre all’uso, pardon
al massiccio abuso di armi,
indiscriminatamente.
Ecco che colpisce la striscia di Gaza, dal cielo, da terra, dal mare,
ma non attacca chirurgicamente i guerriglieri,
come ha dimostrato di saper fare in passato con precisione impressionante,
l’esercito di Tel Aviv distrugge le centrali elettriche,
lasciando completamente al buio quasi due milioni di persone,
compresi gli ospedali,
i cui reparti di rianimazione vedono via via spegnersi i macchinari che tengono in vita i feriti e i malati.
Distrugge ponti di grande comunicazione,
università, decine e decine,
centinaia fra case e infrastrutture civili.
Questo contro ogni convenzione sui diritti umani,
che esplicitamente proibiscono le Punizioni collettive ai danni dei civili.
Questo è
CHIARAMENTE,
un atto terroristico.
E sempre secondo la convenzione di Ginevra,
si identifica come Crimine di Guerra.
Consigliamo vivamente all’Unione Europa di inscrivere l’esercito d’Israele fra le “organizzazioni terroristiche” e bandirlo da ogni rapporto.
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