2006

Dall’estero: La fine del Padrino Berlusconi

LA FINE PER IL PADRINO

«Fine della corsa per il padrino»

con un titolo che gioca con l’arresto di Bernardo Provenzano, «The Independent» dedica un lungo articolo alla fine dell’era del Cavaliere dopo le elezioni del 9 e 10 aprile e alla cattura del “capo dei capi”.

«Il fatto che un’era sia finita – scrive il quotidiano britannico – è stata sottolineata dalla straordinaria notizia, appena sette minuti dopo che la sconfitta di Berlusconi è apparsa certa, che il mafioso più ricercato della Sicilia…era stato arrestato».

 Si è trattato della «più strana delle coincidenze», secondo «The Independent».

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La vignetta di Liberazione accusata da Israele è antisemita???

‘Antisemitismo oltraggioso’, titolava ieri il quotidiano israeliano Yediot Ahronot,
e oggi l’ambasaciatore d’Israele in Italia,  Ehud Gol
rincarava la dose.
 
Potete giudicare voi se questa vignetta di Liberazione è un oltraggio
o un realistico richiamo al dramma odierno vissuto da ogni palestinese.
 
Da parte nostra viene da dire,
che se Israele (inteso come esercito occupante e governo emanante)
vuole evitare comparazioni col nazismo,
dovrebbe semplicemente evitare di adottare tecniche naziste
per opprimere e genocidare la popolazione civile palestinese.
 
guerrilla radio

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In morte di cane

In un mondo animato di uomini-inumani
c’è chi sceglie la compagnia affettiva di amici animali.
E quando questi ci vengono a mancare,
il dolore struggente che accompagna la loro assenza,
ci fa rendere conto di quanto istintivamente ci erano più simili
e solidali
di tanti altri esseri umani.
Ringrazio coloro che mi hanno concesso conforto.
Vik
———————————————————-
 

Il mio cane,
meglio:
Io, il Suo uomo

 
.
 
Muoversi all’alba nella macchia
come un ladro sulle cui spalle pende un tiepido bottino
e una pala per cercare un angolo dove seppellirlo.
 
Nel bosco dietro casa,
c’è un nuovo sepolcro fresco di allestitura,
un manto erboso che ho ferito a fondo
la brina ha fatto spazio ad un tepore martirio.
 
Hanno rapito l’anima di un mio parente quadrupede,
confiscato, costretto alla migrazione
in un luogo che si auspica migliore di questo.
Ho deposto il suo involucro di peli
nello stomaco della madre terra;
da dove nuova  vita poi fuoriesce
mutuata in consolatorio verde vegetale.
 
Ti ho chiuso esternamente la tomba con una enorme pietra,
degna di un faraone egizio (anubis non è poi così lontano dalla tua specie)
e dentro, sotto il mento,
ho poggiato della carne fresca e un succulento osso,
casomai tu ti svegliassi e ti venga fame.
Un circolo di incensi ha condotto al termine la liturgia pagana.

Sequestriamo queste bestiole
senza pietà dalla mammella materna
e  loro a noi si adattano
ci adottano, con tutti i nostri deprecabili difetti e le imperfezioni  dell’umanità bipede,
l’arroganza di crederci i padroni del pianeta.
Gli  fornivo i miei avanzi come sostentamento,
Ne ho fatto un tritarifiuti a quattro zampe,
in cambio di fedele vigilanza, compagnia notturna,
ululati alla luna, scaldaletto ai piedi, amicizia empatica,
di tutti quei sentimenti 
che gli esseri umani si stanno progressivamente spossessando.
 
Quale debito che non ho potuto risarcire;
perdona quando ti ho ignorato, o inutilmente sgridato,
indaffarato in faccende che dal tuo punto di vista
erano assolutamente inutili,
avevi ragione.
 
Dicevano che avevi 105 anni,
ma per ne dimostravi appena 15.
Mi guardavi negli occhi e nell’anima-animale,
quell’istinto primordiale che ci lega alla natura e che noi rinneghiamo.
 
Ti ho sepolto sotto una collinetta muschiosa,
all’ombra di un grande albero che ti rinfreschi l’estate,
ti protegga dalle interperie invernali,
a fianco  due ceppi, in cui ho visto le tue ciotole,
anche se so che ora non ti servono,
corri libero in altre ben più distese radure.
laggiù ci ritroveremo,
e parleremo la stessa lingua.
 
Andandomene,
questa volta
ti ho salutato io con la coda.

bauuu to Trip e
Teo.

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Giorgio Napolitano for president anche per Indro Montanelli

“Io rimango un uomo di destra che nella destra attuale, quella del Polo, vede un pericolo per la libertà e la democrazia molto più grosso di quello rappresentato dall’attuale sinistra. (…) A me un ministero degli interni – che comprende anche la direzione generale della Polizia, i servizi segreti eccetera – in mano all’ex comunista Napolitano non fa nessuna paura; se lo vedessi in mano a un Previti, mi trasferirei a Lugano.

E’ chiaro questo? Mi pare che per tutte le persone ragionevoli dovrebbero esserlo.”

Indro Montanelli

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9 maggio: Peppino Impastato vivo nel ricordo

“Un mare di gente
a flutti disordinati
s’è riversato nelle piazze,
nelle strade e nei sobborghi.
È tutto un gran vociare
che gela il sangue,
come uno scricchiolio di ossa rotte.
Non si può volere e pensare
nel frastuono assordante;
nell’odore di calc’è aria di festa.  ”    

(Peppino Impastato)           

 

Chi ciriveddu puntutu e chi lingua taglienti c’avia. Una testa china ri pinseri trasparenti comu ‘u brillanti, e na vucca china ri paroli pi tutti, chi tagghiavanu carni e ossa e ca nun’ammucciavanu nenti.
Era minutu Pippinu, ma rintra ‘o pettu ci batteva un cori ri liuni curaggiusu, e comu un liuni passiavi pi strati a testa ritta, taliannu a tutti ‘ntà l’occhi.

Parrava e parrava Pippinu, cuntava a tutti li sò paisani ca un c’è cosa chiù tinta ca pistarisi a propria dignità sutta li peri, ca un c’è cosa chiù tinta ri scantarisi ra genti c’amminazza, genti senza cugghiuna, ca pi supricchiaria, ri notti, mentri nuddu viri nenti, t’abbrucia a machina o ti runa focu a la campagna.
Pippinu cuntava a tutti ca scantarisi l’avissi fattu vinciri sempri, siddu nuddu avissi rittu nenti, si c’avissi ratu raggiuni a ‘sti ‘nfami, e parrannu e parrannu lu ripitia in cuntinuazioni ca un c’è cosa chiù tinta ca pistarisi ‘a propria dignità sutta li peri.

Chi ciriveddu puntutu e chi lingua taglienti c’avia. Una testa china ri pinseri trasparenti comu ‘u brillanti, e una vucca china ri paroli pi tutti, chi tagghiavanu carni e ossa e ca nun’ammucciavanu nenti.
“Pippinu st’attentu, Pippinu zittuti e porta rispettu, Pippinu st’accura”, ci dicevanu, ma Pippinu faceva nomi e cugnomi, e a tutti ‘sti “signori” ci dicia chiaramenti ca iddu un si scatava, picchì crireva ‘ntà libertà, crireva alla giustizia e crireva o’ rispettu ma chiddu veru.

Poi na matina a Pippinu ‘u truvaru mortu, vicinu li binari ra ferrovia. Satò ntà l’aria pezza pezza. Rissiru ca s’avia livatu ‘a vita picchì Pippinu avia la testa malata. Rissiru ca la bumma la stava mittennu iddu pi fari satari ntà l’aria un trenu c’avia passari. Ma lu sapevanu tutti ca a Pippinu l’ammazzaru, e tutti sapianu ca fù ‘a mafia.

‘U ficiru satari ntà l’aria a Pippinu, picchì iddu un si scantava e ogni parola ca diceva era peggiu ri na bumma. Ammazzaru cu scuru, luntanu ri tutti, tintannu ri sfardarici la dignità. Ma un c’arrinisceru, e Pippinu ancora oggi parra cu tutti e a tutti spiega ca un c’è cosa chiù tinta ca pistarisi a propria dignità sutta i peri.

 

9 Maggio 1978. Alle ore 1,40 il macchinista del treno sulla tratta Trapani-Palermo, Gaetano Sdegno, transitando in località “Feudo”, nel territorio di Cinisi, avvertendo uno scossone, ferma la locomotiva e constata che il binario  è tranciato. Si mette subito in comunicazione col dirigente della stazione ferroviaria che, alle 3,45 chiama per telefono i carabinieri.
Questi accorrono sul posto: dal loro sopralluogo risulta che il binario è stato divelto per un tratto di circa 40 centimetri e che nel raggio di circa 300 metri sono sparsi resti umani. La persona deceduta in seguito all’esplosione viene identificata in Giuseppe Impastato.
Oltre ai carabinieri sul posto accorrono molti curiosi, mentre i compagni di Impastato vengono tenuti a distanza. I resti vengono raccolti frettolosamente e il tratto di binario tranciato dall’esplosione viene subito riparato. Si cancellano così importantissime prove.

La pista seguita dai carabinieri, dalla polizia e dalla Digos è quella dell’attentato terroristico. A Roma, in via Caetani, nello stesso giorno viene trovato il corpo senza vita di Aldo Moro; il clima è tale per cui la prima cosa a cui pensano le forze dell’ordine è che le “teste calde” non possano che essere affiliate alle Brigate Rosse.
I carabinieri perquisiscono le case della zia, Fara Bartolotta, dove Peppino Impastato abitava, della madre, Felicia Bartolotta, e dei compagni di Peppino e requisiscono vari materiali: i libri di Peppino, numeri di “Lotta continua”, il libro di Erich Fromm “Anatomia della distruttività umana”. In casa della zia trovano la lettera in cui Peppino parla dei suoi propositi di suicidio, scritta mesi prima.

Sui muri di Cinisi appare un manifesto, ad opera di Salvo Vitale, uno dei più attivi collaboratori di Peppino a Radio Aut, e di Gino Scasso, dirigente di Democrazia proletaria di Partinico: “Peppino Impastato è stato assassinato. Il lungo passato di militante rivoluzionario è stato strumentalizzato dagli assassini e dalle “forze dell’ordine” per partorire l’assurda ipotesi di un attentato terroristico. Non è così! L’omicidio ha un nome chiaro: MAFIA. Mentre ci stringiamo intorno al corpo straziato di Peppino, formuliamo una sola promessa: continuare la battaglia contro i suoi assassini. Democrazia proletaria”.

 

Biografia di un rivoluzionario di paese
Giuseppe Impastato, per tutti Peppino, nacque a Cinisi, paese in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa (il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso con una autobomba nel 1963). Ancora ragazzo, rompe i rapporti con il padre, che lo caccia via di casa, e avvia un’attività politico-culturale antimafiosa.
Nel 1965 fonda il giornalino “L’Idea socialista” e aderisce al Psiup. Dal 1968 in poi partecipa, con ruolo dirigente, alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati. Nel 1975 costituisce il gruppo “Musica e cultura”, che svolge attività culturali (cineforum, musica, teatro, dibattiti ecc.); nel 1976 fonda “Radio Aut”, radio privata autofinanziata, con cui denuncia quotidianamente i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, e in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell’aeroporto. Il programma più seguito era “Onda pazza”, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici.
Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia.
Gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo al Consiglio comunale. Stampa, forze dell’ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l’attentatore sarebbe rimasto vittima e, dopo la scoperta di una lettera scritta molti mesi prima, di suicidio.

Grazie all’attività del fratello Giovanni e della madre Felicia Bartolotta Impastato, che rompono pubblicamente con la parentela mafiosa, dei compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione di Palermo, nato nel 1977 e che nel 1980 si sarebbe intitolato a Giuseppe Impastato, viene individuata la matrice mafiosa del delitto e sulla base della documentazione raccolta e delle denunce presentate viene riaperta l’inchiesta giudiziaria.
Il 9 maggio del 1979 il Centro siciliano di documentazione organizza, con Democrazia proletaria, la prima manifestazione nazionale contro la mafia della storia d’Italia, a cui parteciparono 2000 persone provenienti da tutto il Paese. Nel maggio del 1984 l’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, sulla base delle indicazioni del Consigliere Istruttore Rocco Chinnici, che aveva avviato il lavoro del primo pool antimafia ed era stato assassinato nel luglio del 1983, emette una sentenza, firmata dal Consigliere Istruttore Antonino Caponnetto, in cui si riconosce la matrice mafiosa del delitto, attribuito però ad ignoti. Il Centro Impastato pubblica nel 1986 la storia di vita della madre di Giuseppe Impastato, nel volume La mafia in casa mia, e il dossier Notissimi ignoti, indicando come mandante del delitto il boss Gaetano Badalamenti, nel frattempo condannato a 45 anni di reclusione per traffico di droga dalla Corte di New York, nel processo alla “Pizza Connection”.

Nel maggio del 1992 il Tribunale di Palermo decide l’archiviazione del “caso Impastato”, ribadendo la matrice mafiosa del delitto ma escludendo la possibilità di individuare i colpevoli e ipotizzando la possibile responsabilità dei mafiosi di Cinisi alleati dei “corleonesi”. Nel maggio del 1994 il Centro Impastato presenta un’istanza per la riapertura dell’inchiesta, accompagnata da una petizione popolare, chiedendo che venga interrogato sul delitto Impastato il nuovo collaboratore della giustizia Salvatore Palazzolo, affiliato alla mafia di Cinisi. Nel marzo del 1996 la madre, il fratello e il Centro Impastato presentano un esposto in cui chiedono di indagare su episodi non chiariti, riguardanti in particolare il comportamento dei carabinieri subito dopo il delitto. Nel giugno del 1996, in seguito alle dichiarazioni di Salvatore Palazzolo, che indica in Badalamenti il mandante dell’omicidio assieme al suo vice Vito Palazzolo, l’inchiesta viene formalmente riaperta. Nel novembre del 1997 viene emesso un ordine di cattura per Badalamenti, incriminato come mandante del delitto. Il 10 marzo 1999 si svolge l’udienza preliminare del processo contro Vito Palazzolo, mentre la posizione di Badalamenti viene stralciata. I familiari, il Centro Impastato, Rifondazione comunista, il Comune di Cinisi e l’Ordine dei giornalisti chiedono di costituirsi parte civile e la loro richiesta viene accolta. Il 23 novembre 1999 Gaetano Badalamenti rinuncia alla udienza preliminare e chiede il giudizio immediato. Nell’udienza del 26 gennaio 2000 la difesa di Vito Palazzolo chiede che si proceda con il rito abbreviato, mentre il processo contro Gaetano Badalamenti si svolgerà con il rito normale e in video-conferenza. Il 4 maggio, nel procedimento contro Palazzolo, e il 21 settembre, nel processo contro Badalamenti, vengono respinte le richieste di costituzione di parte civile del Centro Impastato, di Rifondazione comunista e dell’Ordine dei giornalisti.
Nel 1998 presso la Commissione parlamentare antimafia si è costituito un Comitato sul caso Impastato e il 6 Dicembre 2000 è stata approvata una relazione sulle responsabilità di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini.
Il 5 marzo 2001 la Corte d’assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole e lo ha condannato a 30 anni di reclusione. L’11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti è stato condannato all’ergastolo.

– www.centroimpastato.it

– www.peppinoimpastato.com

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libertà di fischio alla Mestizia


 “LIBERI FISCHI IN LIBERA PIAZZA”
diceva il partigiano più amato d’italia,
Sandro Pertini.
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 .
Non c’è quindi  nulla di scandaloso nelle urla di disprezzo
e  nei  fischi prolungati che hanno accolto la Moratti a Milano durante la manifestazione del 25 aprile.

Moratti che non aveva mai partecipato ad alcuna ricorrenza celebrativa della Liberazione
gli anni addietro,
quest’anno si è fatta vedere, guardacaso l’anno che concorre come candidata al comune di Milano,
ed ecco coinvolgere pure,
il povero (probabilmente inconsapevole) padre novantenne.

Proprio perchè con la Liberazione si sconfisse il fascismo e venne introdotta la democrazia,
l’ex ministro Moratti, ora all’opposizione, non verrà incarcerato come accadeva agli oppositori politici del duce.
Proprio perchè con la Liberazione si introdusse la libertà di espressione,
ecco che i fischi non possono essere condannati,
specie se ricordiamo che:
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hanno stralciato la Costituzione come fosse cartastraccia

il partito politico che rappresenta Mestizia Moratti alle ultime elezioni si è presentata schierato con gruppi neonazisti che prefigurano il ritorno della dittatura.

che il presidente del consiglio di questa ex-ministra ha sempre ripudiato le atrocità del fascimo, tanto da affermare senza mai più smentire
come Benito Mussolini mandava i suoi oppositori in vacanza al confino…

Con queste prerogative, che si aspettava il tappeto rosso?
da coloro che il sangue rosso l’anno verso in opposizione alla NON-coltura di cui la Moratti è portatrice insana???

Discorso diverso invece per quei poveri ignoranti che hanno confuso la Brigata Ebraica
con una parata militare israeliana,
 e di differenza ce ne possa anche a occhio nudo.

guerrilla radio

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Alessandro Bergonzoni: lettera a Romano Prodi

POSSIAMO VOLERE?
Carissimo Romano e cara sinistra, bene, e anche grazie, siamo comunque arrivati al cambio!
Avanti con la giusta e proporzionata euforia (e guai a non averla),avanti anche con la “felicità”, che mi fa venire in mente anche altre felicità, che non siano solo quelle per il lavoro la scuola la casa i bot i cct il traffico la ricerca le tecnologie: mi piacerebbe “volere“ (non solo e tristemente sperare) altro; un ”altro” che credo e penso sia la base la genesi la fonte l’origine di tutte queste tematiche e di tutte quelle riforme giuste e finalmente doverose (ma che appunto non immagino piu’ prive di “altri” temi di “altri” riguardi).
Mi riferisco all’impianto culturale intellettuale antropologico antroposofico e perchè no artistico che da adesso in avanti dovrebbe prender piede, dovrebbe allargarsi.
Va bene una politica onesta e giusta, ma si puo’ chiedere anche di spostare l’attenzione e il desiderio su argomenti di cui si é parlato troppo poco (Perche’ si e’ risposto giustamente a una controparte che di certi temi non sa neanche da che parte si cominci)?
Si puo’ pensare di non fare passare tutto attraverso l’economia e l’amministrazione ma cominciare a parlare anche di intelligenze,creativita’ mistero, inventiva, arte,conoscenza ,non solo mercato e ragione?
Possiamo volere anche piu’ filosofia piu’ letteratura piu’attenzione all’essere in quanto anima coscienza spiritualità (e non ho detto religiosita’), prima, anche se insieme all’idea di cittadino,di civico e di amministrativo?Possiamo avere prima che dell’identità nazionale regionale o provinciale un’altra attenzione su quello che “l’essere” umano magari rappresenta ancor prima di essere italiano emiliano o bolognese?Possiamo volere che certa incultura televisivo radiofonica del “volemose bene”,del cazzeggio, dello sberleffo, della retorica e della tradizione,(che ci hanno imposto per anni),cominci a far parte di un programma non solo politico ma ontologico e deontologico della sinistra (che vorrei pensare particolarmente adatta)?
Possiamo volere un cambio di rotta sull’idea dell’andare a vedere una mostra o un festival della filosofia solo per passatempo per poi tornare a casa e leggere gli stessi rotocalchi o vedere le stesse trasmissioni che uccidono la liberta’ di cultura di differenza e di intelletto?
Possiamo volere inoltrarci ai “dentro di altre verità” grazie a persone come Gandhi (non quello delle pubblicità telefonica), Dalai Lama, Rudolf Stainer fino ai Terzani e chissà quanti altri ancora, per dubitare di una sola verità troppo sola, troppo rassicurante, troppo veloce e troppo utile?
Possiamo voler parlare di piu’ di concetti come dolore, inconscio, diversita’, mente, scrittura poesia arti musica, non solo per comunicare costumi e vizi della nostra societa’?
Possiamo volere che le parole riacquistino il significato dei concetti che gli sottostanno, prima di sentirle dire corrotte da tutti sempre e comunque solo perche’ce lo insegna la pubblicita’,ce ne ammorbano gli imitatori,ci rimbecilliscano con la chiacchera sportiva?
Possiamo voler avere voglia che non sia piu’ tutto sfida, battaglia, contro, vittoria, squadra, tifo, campanilismo o paura di parlare di qualcosa di meno rassicurante e di meno facile?
(possiamo invece voler conoscere finalmente questa paura?) Piuttosto che parlare solo e giustamente di migliorare scuole e ospedali,industria e viabilita’,possiamo volere che ci siano medici che parlano della morte, della differenza, del male, professori che parlano dell’essere prima che dell’essere studenti, industriali che ci raccontano se c’e’ qualcosa d’altro oltre all’ovvio profitto e al giusto mercato(prima di lamentarci dei perchè siamo arrivati alle Parmalat e alle Banche pololari di Lodi ecc ecc), avvocati o giudici che ci parlino “oltre le parole”, di pena detenzione colpa vendetta sociale, recupero?
Campioni che ci dicano qualcosa di diverso o giochino e basta, invece che sproloquiare su eroismi sudore e sacrificio (concetto che andrebbe revisionato per l’abuso che se ne e’ fatto in questi anni)?
Possiamo volere che chi apre librerie o musei tratti anche i perche’ della creativita’ dell’ispirazione del genio e non solo l’organizzazione ben curata e orgogliosa di un evento contingente? Possiamo volere che si parli di guerra non solo quando ci coinvolge, di minori non solo se sono i nostri, ma a prescindere dai fatti “reali”, raccontare tradurre vedere al di fuori di quello che vediamo e sentiamo vicino,o quando non e’ di attualita’(moda)?
Si puo’volere?
O noi cittadini vogliamo chiedere a voi politici solo di risolverci i problemi, questioni burocratiche, ingiustizie, danni, ma non di conoscerli, sviscerarli nell’essenza,andare oltre e cambiare le certezze intoccabili, come appunto immagine, profitti, ricavi, potere, consenso?
Si puo’ pensare al potere non come potenza per battere qualcuno o per primeggiare, ma alla “potenza” del potere come energia intellettuale d’anima, antropologica e “spirituale”?
Ci siamo chiesti perche’ un uomo come lo scorso presidente del consiglio sia potuto esistere?(credo di si e molto!)
Ma siamo sicuri che si tratti “solo” di errori ed orrori della politica, e non anche e soprattutto perche’qualcuno gli ha fatto far leva su quello che chiamerei la (non solo sua ) “arma di distrazione di massa” da altri temi, altri concetti altre essenze altre trascendenze?
Possiamo voler denunciare l’incultura,l’assenza cerebrale,il vuoto non solo etico ma esitenziale di certi giornalisti che con la scusa dell’informazione e della cronaca abusano della loro idiozia e della nostra mente, chiedendo al padre di un morto da un’ora, cosa si provi?
Possiamo volere cambiare l’idea di scoop a tutti i costi solo per nascondersi dietro lo sciacallaggio del vojerismo che noi permettiamo dando ascolto ai violentatori della decenza e della coscienza,applaudendo ai funerali come all’arrivo di uno spettacolo itinerante?
Si puo’ avere un mondo dello spettacolo dove si parla d’altro e non si imitano solo quelli che adorano farsi imitare (che da bersagli diventano ancora più protagonisti indiscussi), per colpa di che crede che un comico se non ha qualcuno da sbeffeggiare sia senza lavoro ( e non parlo dei satirici “veri”e motivati, parlo della rivista per tutte le stagioni!)?
Si puo’ voler creare e non solo ri-creare,si puo’ volere inventare e non parodiare come farebbe comodo a qualcuno perche’ cosi’ resta sempre al centro?
Possiamo nel voler ringraziare i Grillo i Benni (uno come denunciatore civico e l’altro anche come scrittore sociale), i Roberto Roversi (come poeta,) e tutti gli altri “i” che per fortuna esistono, artisti che usano l’arte e non fanno solo “costume e societa’”, volere anche diventare illuminatori della mente dell’anima, dell’essere, della trascendenza artistica, ”denunciatori attivi e passivi di anni morti”, e che da oggi “mutano” ma non taceranno mai?
Tutto cio’ puo’o non puo’ deve o non deve far parte di un progetto anche politico?
Meglio resti nei cosi’ detti cuori degli uomini, nelle cosi’ dette “volonta’interiori”, nei “soliti silenzi con se stesso”, o puo’ diventare immateriale materia di politica dello spirito, d’anima corporativa, d’intelletto civile, di personalismo sociale? Fa parte del programma?
Possiamo volere?

Con soddisfazione stima e riconoscenza ancora vostro ALESSANDRO BERGONZONI

http://www.alessandrobergonzoni.it/

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Biella: confronti in un dialogo di pace

a che punto è rimasta la pace…

 

La dimensione della parola condivisa

Quale futuro per la Palestina e per Israele?

Seminario

Biella, 12 e 13 maggio 2006 – Sala Convegni BIVERBANCA, Via Carso 15

 
 
Ringraziamo la fraterna alleata Hajester,
per averci segnalato questo evento,
cui sfortunatamente non potremo partecipare essendo già impegnati altrove a formare un corredo di preparazione per una prossima trasferta in zona tumorale di guerra.
 
Inviatiamo  coloro che  andassero ad inviarci un resoconto.
 
The  dimension of the shared word

What future for Palestine and Israel?

Seminar

Biella – Italy, May, 12 – 13th 2006 – BIVERBANCA Meeting Hall. 15, Carso Street

 

Perché questo seminario

 

Molti sono gli eventi che si sono succeduti in Palestina, mentre in ogni parte del mondo “ … le ombre si allungano e le voci della follia stanno diventando più forti”. …

 

The reasons for this seminar

 

Many are the events which have occurred in Palestine, and all over the world “ … the shadows are growing longer and the voices of madness are becoming louder.”…

 

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Amnesty esprime preoccupazione per le violenze all’interno del carcere

Guantanamo. Amnesty esprime preoccupazione per le violenze all’interno del carcere


Roma, 20 maggio 2006

 

Amnesty International ha espresso la propria “preoccupazione” per l’attacco di un gruppo di detenuti contro le gaurdie del carcere militare statunitense di Guantanamo, primo caso del genere ad essere avvenuto nella base americana.

“Le informazioni sono preoccupanti soprattutto perche’ la prigione e’ ancora isolata dal mondo esterno, compresi i gruppi per la difesa dei diritti umani”, si legge in un comunicato diffuso dalla sezione britannica di Amnesty.
 
“Come gia’ chiesto dalle Nazioni Unite, le autorita’ statunitensi dovrebbero chiudere immediatamente Guantanamo, e o liberare i prigionieri oppure processarli in un tribunale statunitense”.
 
Le violenze sono avvenute quando le guardie hanno fatto irruzione in una cella per evitare che un prigioniero cercasse di impiccarsi: un gruppo di detenuti le ha assalite con armi improvvisate; secondo quanto riferito dal portavoce del carcere, maggiore Robert Durand, i prigionieri sono stati messi sotto controllo “con il minimo uso della violenza”.

Il contrammiraglio Harry Harris, comandante della forza militare che presidia Guantanamo, ha reso noto che sei prigionieri sono rimasti lievemente feriti nella zuffa accesasi mentre le guardie cercavano di sedare il tumulto. Prima che scattasse l’imboscata ai militari americani, i detenuti rivolosi sono rimasti lievemente feriti dalla grande zuffa

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Rapporto Onu: gli Usa chiudano Guantanamo

21/05/2006
USA
Rapporto Onu: gli Usa chiudano Guantanamo e ogni prigione illegale


Le carceri segrete sono illegali e devono scomparire. Un rapporto redatto da un gruppo di dieci esperti indipendenti delle Nazioni Unite aumenta la pressione nei confronti degli Stati Uniti affinchè fra l’altro chiudano luoghi come Abu Ghraib in Iraq e Guantanamo a Cuba.

I vertici del Comitato Contro la Tortura dell’Onu hanno lanciato un nuovo appello al Presidente statunitense George Bush:

“Ribadiamo la nostra convinzione che Guantanamo debba chiudere definitivamente. Abbiamo sottolineato come alcune delle tecniche d’interrogatorio impiegate siano bandite dalla Convenzione contro la tortura” ha detto Fernando Marino Menendez, responsabile dell’Onu.

La posizione assunta dalle Nazioni Unite si fonda sulla Convenzione sottoscritta dagli Stati Uniti stessi e entrata in vigore nell’87. La maggior parte dei detenuti di Guantanamo non ha avuto un’accusa formale e non gode del diritto di un avvocato.

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Sulla necessità di escludere Berlusconi dal processo politico

La risicata vittoria del centrosinistra è stata pienamente legittimata dal verdetto della Cassazione.
Nonostante un sempre più infantile Berlusconi  non riconosca ad oltranza la sua sconfitta (così come non riconosce i processi a suo carico…), ad ulteriore riprova di quale democraticità regni nella nuova opposizione guidata dall’ex premier ducetto di Arcore.
 
Aprirò ora su questi spazi pubblici,
un sondaggio per sondare le opinioni dei miei alleati e dei casuali visitatori, (ovviamente invitati a votare pure i detrattori).
 
A proposito di quale sia la manovra più urgente da affrontare per il nuovo governo Prodi.
 
Essendo partigiani da queste parti subito ci si schiera,
Guerrilla Radio invita Romano Prodi e la sua coalizione a ritirare il più presto possibile le nostre truppe dall’Iraq,
e subito dopo a formulare a una nuova legge sul conflitto d’interessi,
tramite la quale
a il Cavaliere Silvio Berlusconi sia impedito di svolgere qualunque attività politica.
 
E’ assurdo come sia l’Italia l’unico paese al mondo,
in cui a chi detiene il maggiore potere economico, associato alla guida di un regime di potere mediatico, sia concessa pure la possibilità di esercitare un potere politico espresso in una presidenza del consiglio.
 
Già oggi una legge dello Stato lo impedirebbe,
(n. 361 del 1957)
ma è ora  caro Romano di formulare una disposizione ben più vincolante.
 
g.r.

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Sami Salim Mohammed Hammed e la lunga scia di sangue innocente

Sami Salim Mohammed Hammed 16 anni,
 si è fatto saltare in aria in un fast food di Tel Aviv,
uccidendo oltre a se stesso altre 8 persone, decine i feriti.
Tutto il mondo ha espresso il suo orrore denunciando il terrorismo palestinese.
Anche il papa che evidentemente distratto dal lusso che lo circonda in Vaticano
non si rende ben conto di cosa quotidianamente accade ai cristiani palestinesi in Terra Santa.
 
Il governo Israeliano ha reagito con fermezza promettendo prossime azioni militari
per annientare i gruppi armati palestinesi.
 
 
Come diceva Tiziano Terzani,
non si distruggono i terroristi,
ma le cause che generano il terrorismo.
 
E a chi mi domanda quale siano mai le ragioni
che spingono un ragazzo di 16 anni ad ambire al “martirio”
del  suicidio-omicidio in terra straniera,
io rispondo con la struggente disperazione che porta alla follia pura
nella lettura
di questi nomi,
bambini palestinesi uccisi in aprile e dall’inizio dell’anno dal terrorismo
dell’esercito israeliano,
terrorismo silenziosamente accettato da tutto il mondo civilizzato (papa compreso):
.
 
April 200603
April 2006

Mohammed Farid Hassan Zayed, 15
of Qalandya refugee camp, Ramallah District
Killed by an Israeli patrol with five live bullets to the lower part of his body.
07
April 2006

Bilal Eyad Mohammed Abu al-‘Einein, 5
of Rafah, southern Gaza Strip
Killed by an Israeli rocket along with his father who was the target of the attack.

09
April 2006

Sameh Nizar ‘Aadel al-Shaf’ei, 17
of Nablus
Died from wounds inflicted by Israeli forces during and incursion on April 6th.

10
April 2006

Hadeel Mohammed Rebee’ Ghaben, 8
of Beit Lahiya, Gaza Strip
Killed by an Israeli shell while in her home.
11
April 2006

Ameer Maher Mohammed Shawahna, 15
of Silat Al-Harthiya, Jenin District
Died at the Biblical Hospital in Nablus from head wounds caused by Israeli gunfire on 8 April.

 

tempo di requiem.

guerrilla radio

——————————————-

.
 

23
January 2006

 

Munadel Mohammad Saleh Abu Elai’a, 13,
of El-Mughayer village, Ramallah District
Shot by Israeli forces in the back.
26
January 2006

Aya Mohammad Suliman Al-Astal, 9,
of Khan Younis, Gaza Strip
Shot several times by Israeli forces near the Kissufim Crossing in the central Gaza Strip.
 
February 200615
February 2006

Mujahid al-Samadi, 15
of Qabatia, Jenin District
Mentally challenged and carrying a toy gun, he was shot through the chest during clashes with Israeli troops.
19
February 2006

Ibrahim Ahmed Mohammed al-Shiekh ‘Eissa, 17
of Balata Refugee Camp, Nablus District
Shot by a live bullet to the neck during a 5 day Israeli incursion in the camp.

Mohammed Ahmed Mohammed al-Natour, 17
of Balata Refugee Camp, Nablus District
Shot by a live bullet to the neck during a 5 day Israeli incursion in the camp.

March 2006

3
March 2006

‘Aamer Hassan Hassan Basiouni, 15
of ‘Ein Beit al-Maa’ refugee camp west of Nablus
Shot in the face while on the roof of his home by Israeli forces during an incursion.
6
March 2006

Ahmed al-Swaifi, 14
of al-Tuffah neighbourhood, northeast Gaza City, Gaza Strip
Innocent bystander killed by an Israeli missile blast during an targeted assasination.

Mahmoud Ahmed al-Batash, 17
of al-Tuffah neighbourhood, northeast Gaza City, Gaza Strip
Innocent bystander killed with his brother by an Israeli missile blast during an targeted assasination.

Ra’ed Ahmed al-Batash, 11
of al-Tuffah neighbourhood, northeast Gaza City, Gaza Strip
Innocent bystander killed with his brother by an Israeli missile blast during an targeted assasination.
17
March 2006

Akaber ‘Abdul Rahman ‘Ezzat Zayed, 8
of al-Yamoun village, Jenin District
Killed by a live bullet to the head during an Israeli incursion
25
March 2006

Hammad Hamdan Musleh, 16,
of Nusseirat refugee camp, Gaza Strip
Killed by Israeli fire near the border of the Gaza Strip and Israel

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le gemelle nazistelle Prussian Blue: Lamb e Lynx Gaede

Hanno 13 anni e sono un simbolo per i bianchi nazionalisti
“Siamo orgogliose della nostra razza e non vogliamo miscugli”
Le cantanti gemelle americane
che inneggiano a Rudolf Hess
Anche nel nome “Prussian Blue” un riferimento inquietante
Ma i bianchi sfollati di New Orleans hanno respinto il loro aiuto


Le gemelle Lamb
e Lynx Gaede

LOS ANGELES – Adolescenti, cantanti, bianche e razziste. E purtroppo con un buon numero di fan. Le gemelle Lamb e Lynx Gaede, capelli biondissimi, occhi azzurri, sarebbero piaciute molto a Hitler come perfette rappresentanti della razza ariana, alla quale, per altro, si dicono molto fiere di appartenere. Piacciono molto anche al pubblico americano, che dopo aver apprezzato il loro primo album, aspetta con ansia l’uscita del secondo e smania per il loro video. Le loro canzoni non hanno niente a che vedere con i temi degli adolescenti, loro cantano di nazionalismo, di orgoglio di razza e in canzoni come “Sacrifice” esaltano personaggi storici quali Rudolf Hess, “un uomo di pace che non si sarebbe mai arreso”.

Secondo quanto riferisce la Abc News, non è tutta farina del loro sacco, purtroppo e per fortuna. Le due gemelle cantano davanti a platee rigorosamente bianche da quando avevano nove anni, ammaestrate come due scimmiette dalla madre e dal padre (ora separati). La prima sostiene di aver dato loro “la sua versione dei fatti, così come avrebbe fatto qualunque genitore”, il secondo va in giro con una cintura che ha per fibbia una svastica e marchia il suo bestiame con il simbolo nazista.

Le ragazzine, che non sono andate a scuola, poiché è stata la loro madre a “educarle”, hanno imparato bene la lezione. “Siamo orgogliose di essere bianche – dice Lynx – e vogliamo continuare ad esserlo, non vogliamo diventare una specie di ibrido, vogliamo preservare la nostra razza”. Da Bakersfield, in California, le “Prussian Blue” sono diventate la bandiera del movimento nazionalista “National Vanguard”, il cui simbolo campeggia sul loro sito , e David Duke, ex Ku-Klux-Klan ed esponente di spicco del movimento, le usa per raccogliere folle ai suoi comizi.
 
Inquietante la scelta del nome. Il Prussian Blue è un residuo del cianuro. che viene usato come una delle più forti tesi del revisionismo anti-Olocausto. E’ il risultato della combinazione dell’acido cianidrico (il veleno usato nei campi di concentramento) con il ferro. Secondo i revisionisti, risulta presente in pochi campi di concentramento usati dai nazisti.

L’America non è indifferente al pericolo del messaggio che le Prussian Blue e i loro sostenitori diffondono. Le gemelle hanno voluto fare donazioni alle vittime dell’uragano Katrina, purché fossero bianche. Nonostante i senza tetto e i bisognosi non afroamericani ridotti in povertà a New Orleans siano tanti, nessuno si è presentato per ritirarle, disgustato dal messaggio che portavano con sé. Il mese scorso un concerto previsto in una fiera della loro città natale è stato cancellato, dopo le proteste della cittadinanza. La madre delle cantanti ha reagito dicendo che si era già accorta che Bakersfield non era abbastanza “bianca” e così ha venduto casa e sta cercando un posto adatto a loro. Speriamo non lo trovi.

(23 ottobre 2005)
 
 
Il sito ufficiale della Prussian Blue

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Per chi vota Provenzano???

All’interno del casolare di Corleone
nel quale è stato ieri arrestato il boss supremo della mafia siciliana Bernardo Provenzano
è stato ritrovato questo volantino elettorale:
.

 
(foto da  repubblica.it)
 
 
eccone un ingrandimento:
.

 
 
Salvatore Cuffaro
del partito dell’ UDC, già indagato per mafia,
in corsa al governo della regione Sicilia contro Rita Borsellino.
(sorella del magistrato ucciso dagli amici di Cuffaro)
 
 
 lascio a voi ogni ulteriore commento.
 

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Rispunta il Caimano, è pericolo GOLPE

«Tanti brogli, il risultato DEVE cambiare»
«Irregolarità unidirezionali, l’ho riferito a Ciampi».

 «Pensavate forse di esservi liberati di me?»

Il caiNano Berlusconi ha detto oggi uscendo dal quirinale

Brividi corrono lungo la schiena,
a rileggere ciò che scriveva Travaglio
il 7 aprile:

“ALLE URNE, DI CORSA
di Marco Travaglio

Bellachioma continua a parlare di brogli della sinistra. Quando attribuisce qualcosa agli altri, secondo il tipico meccanismo psichiatrico della proiezione, è perchè lo sta facendo lui.
Lo scrutinio elettronico in quattro regioni-chiave, il nuovo sistema degli scrutatori scelti in gran parte dal governo, le farraginosità del voto nelle sezioni per gli italiani all’estero gli forniranno il destro di contestare scheda per scheda, seggio per seggio. Sa che perderà e non ci vuole stare. Denuncerà brogli rossi inesistenti, per ottenere ricalcoli continui delle schede e intanto tenterà di restare asserragliato a Palazzo Chigi il più a lungo possibile, per far scadere Ciampi e gestire il ricambio al Quirinale. Insomma, scasserà tutto. Basta guardarlo in faccia per capire che è capace di tutto.
L’unico antidoto a questo golpe annunciato è andare a votare tutti, e di corsa, contro di lui e i suoi alleati. Non si può perdere nemmeno un voto. Perchè l’unico antidoto allo sfascio organizzato è che il centrosinistra prenda molti più voti di quelli che i berluscones tenteranno di contestare. I partiti dell’opposizione sono tanti, basta votarne uno qualsiasi.” (7 aprile 2006)

Non so voi, mai il sorrisino ostentato dal Caimano dopo l’incontro con Ciampi,  da queste parti è stato avvertito con GRANDE preoccupazione.

guerrilla radio

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Forza Italia è l’alleanza politica di Provenzano

Documenti scomodi, difficilmente reperibili sulle pagine dei giornali, ancor meno in televisione. Documenti processuali che indicano come i rapporti tra Cosa Nostra e gli “illustri” fondatori di Forza Italia, Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, si siano intrecciati.Poco prima delle elezioni, il documentario del regista siciliano Marco Amenta, “Il fantasma di Provenzano”, arriva con fatica in alcune sale cinematografiche italiane. Il regista inserisce nel film anche il filmato delle dichiarazioni processuali (inerenti al processo sui mandanti a volto coperto delle stragi di Capaci e via D’Amelio) dei due collaboratori di giustizia Salvatore Cancemini e Nino Giuffrè e subito insorge la polemica.

Infatti Salvatore Cancemi venne sentito davanti al p.m. Tescaroli il 29 gennaio 1998 e in merito ai preparativi della strage di Capaci racconta: “Riina (zù Totuccio) mi disse: io mi sto giocando i denti, possiamo dormire tranquilli, ho dell’Utri e Berlusconi nelle mani, che questo è un bene per tutta Cosa Nostra”. Cancemini riferiva pure “che appartenenti al gruppo Fininvest versavano periodicamente una somma di 200 milioni di Lire a titolo di contributo. […] Questi soldi con tutta certezza, Riina li usava per Cosa Nostra, per alimentare Cosa Nostra”.

Il 3 maggio 2002 viene archiviata, perché gli elementi raccolti sono insufficienti a sostenere l’accusa, l’inchiesta su Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri come “mandanti occulti” delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Il gip di Caltanissetta però chiede che si continui a indagare per verificare «rapporti di società facenti capo al gruppo Fininvest con personaggi in varia posizione collegati all’organizzazione di Cosa nostra».

Successivamente, nel gennaio 2003 la Procura di Palermo chiede di ascoltare il collaboratore di giustizia Antonino Giuffrè (arrestato il 16 aprile 2002) nel processo a Marcello Dell’Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Giuffrè parla (riferendo circostanze rivelategli da altri) di contatti diretti di Cosa nostra con i vertici della Fininvest che stavano preparando l’ingresso di Silvio Berlusconi in politica e sostiene che Forza Italia si sarebbe impegnata a realizzare gli obiettivi che interessavano i mafiosi: allentamento del carcere duro, revisione dei processi, legge restrittiva sui pentiti. Ad avere rapporti con Berlusconi sarebbero stati i fratelli Graviano e il costruttore Gianni Ienna, loro prestanome. Come tramite tra Cosa nostra e Forza Italia Giuffrè fa anche il nome di Massimo Maria Berruti, ex finanziere e attualmente senatore di Forza Italia, di cui avevano parlato altri collaboratori di giustizia e indagato per mafia già dal 1994. “Provenzano ci dà queste informazioni – dice Giuffrè – e noi ci mettiamo in cammino per portare avanti il discorso di Forza Italia” e ancora «Cosa Nostra consultò uomini politici, massoni, imprenditori. Bernardo Provenzano avviò un vero e proprio sondaggio attraverso i suoi uomini più fidati. Voleva cogliere lo stato d’animo di quegli ambienti e le possibili conseguenze della morte dei due giudici».

Sicuramente molti dubbi possono trovare risposta in una sentenza: l’11 dicembre 2004 il senatore Marcello Dell’Utri è stato condannato dalla seconda sezione del tribunale di Palermo alla pena di 9 anni di reclusione per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Nella cattura di “Binnu u’ tratturi” ( Provenzano), la frattura stato-legalità è stata momentaneamente sanata. Ma il desiderio di giustizia richiede ancora una lunga lotta da affrontare.

 

 

Mariposa proguerrillaradio

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Vorremmo avere l’aria di italiani d’Argentina…

FORZA ITALIA     185.438      21,074 %       1

 

L’UNIONE            387.145         43,997 %      4

 

Guerrilla Radio tutta,
si sente il dovere di ringraziare gli Italiani all’estero,
che hanno dimostrato quanto forse più stando all’esterno,
si possa inquadrare meglio la degenerazione sociale che in questi anni sta avvenendo.
 
Forse anche perchè i nostri concittadini lontani
sono stati spesso
«Messi in imbarazzo dal premier».
.
 

 
Italiani d’Argentina

Ecco, ci siamo
ci sentite da lì?
in questo sfondo infinito
siamo le ombre impressioniste
eppre noi qui
guidiamo macchine italiane
e vino e sigarette abbiamo
e amori tanti.

Trasmettiamo da una casa d’Argentina
illuminata nella notte che fa
la distanza atlantica
la memoria più vicina
e nessuna fotografia ci basterà.

Abbiamo l’aria di italiani d’Argentina
oramai certa come il tempo che farà
con che scarpe attraverseremo
queste domeniche mattina
e che voglie tante
che stipendi stani
che non tengono mai.

Ah, eppure è vita
ma ci sentite da lì?
in questi alberghi immensi
siamo file di denti al sole
ma ci piace, sì
ricordarvi in italiano
mentre ci dondoliamo
mentre vi trasmettiamo.

Trasmettiamo da una casa d’Argentina
con l’espressione radiofonica di chi sa
che la distanza è grande
la memoria cattiva e vicina
e nessun tango mai più
ci piacerà.

Abbiamo l’aria di italiani d’Argentina
ormai certa come il tempo che farà
e abbiamo piste infinite
negli aeroporti d’Argentina
lasciami la mano che si va.

Ahi, quantomar quantomar per l’Argentina.

La distanza è atlantica
la memoria cattiva e vicina
e nessun tango mai più
ci piacerà
Ahi, quantomar

Ecco, ci siamo
ci sentite da lì?
ma ci sentite da lì?
 

(Ivano Fossati)

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Left Dawn

Molto piccolo il lume di questo Sole di Liberazione
per l’intero Paese.
 
Pare più la luce che preavvisa la fine del tunnel.
 
Continuiamo a correre.
 
Non voltiamoci indietro.
.
 
g.r.

Left Dawn Leggi l'articolo »

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