2005

intervista a beppe grillo: il male minote

Il comico si è trasferito su Internet dove riesce ad avere un contatto diretto con la gente

 

«Consiglio di votare a sinistra perché è il male minore. Lo dirò anche nel mio prossimo spettacolo, che si intitolerà proprio così, “Il male minore”».
Beppe Grillo è in vacanza in Toscana, a Bibbona, e da lì continua a tener d’occhio il mondo. «Rispetto alla Casa delle libertà provvisorie, per i cittadini è meglio la sinistra. Probabilmente per me no, ma per i cittadini di questa Repubblica degli zombie sì».

Repubblica degli zombie?

«Certo, la nostra classe politica è in agonia, il Paese è una Terra dei morti viventi: in realtà bisognerebbe candidare Romero abituato ai cadaveri che si muovono lentamente e prendono sempre accettate sulla testa»

Grillo, non crede nelle primarie?

«Non so che cosa vogliano dire, a che cosa servano. Vedo una persona come Bertinotti fare fogliettini con scritto “dimmi quello che vuoi”. Come sarebbe? Uno che si dichiara pronto a coordinare un Paese deve chiedere al Paese che cosa deve fare? Ma questo è proprio il contrario della politica. Poi c’è Prodi che crolla sul blog perché non lo capisce, dopo 15 giorni lo chiude perché non ce la fa a rispondere. D’Alema è fiero di essere un uomo dell’800, è contento di essere antipatico. E Rutelli nacque già pettinato, ma non voglio parlarne, non lo conosco. Sono tutti sempre in ritardo con la storia, non sanno nemmeno l’inglese, vanno ancora da Vespa».

Però…

«Però dico che la sinistra è il male minore perché almeno metterà fine alla privatizzazione a tutti i costi, alla miriade di finanziarie in Lussemburgo che provocano solo scompenso. Altro che Adam Smith tanto citato: se fosse vivo oggi fucilerebbe tutti questi finti capitalisti».

Finti?

«Non c’è capitalismo senza simmetria: se chi compra non ha le stesse informazioni di chi vende, allora è fregato. Sono trent’anni che viviamo in un regime di capitalismo fasullo. Produciamo zucchero sovvenzionato in Europa e mandiamo a puttane il Brasile, il Vietnam compra il riso dagli Stati Uniti e coltiva il caffè. L’economia è in rovina, il sogno è naufragato».

Ma che cos’è un capitalismo finto?

«Il sistema in cui uno con lo 0,33% di una finanziaria detiene la maggioranza di un’altra che a sua volta possiede magari la Telecom con 40 miliardi di debiti. Il sistema che si è mangiato i sogni, le speranze, il futuro di centinaia di migliaia di famiglie italiane» risponde Grillo.
«Faccio un altro esempio. Perché se io e te chiediamo un mutuo, magari per la casa, le banche ce lo hanno al 3% di interesse e se lo chiede la Fiat glielo fanno pagare il 6?».

Berlusconi è il male peggiore?

«Ma no, ha solo fatto credere a persone mediocri di essere un leader piuttosto che un signore basso che perde i capelli e ha grossi problemi familiari. Perché, se deve lavorare 14 ore al giorno – dice Grillo -, vuol dire che odia la famiglia. Che esempio può dare? E’ un perdente. Ci ho parlato una volta e mi è sembrato davvero una persona con pochi riflessi. Mi ha offerto 3 miliardi e mezzo, voleva comprare format americani di qui e di là. Allora gli ho chiesto: ma io devo spostarmi da Genova a Milano, chi mi paga le spese di viaggio? Mi ha risposto: “vediamo di fare un conto a parte”. Non si è accorto che era una battuta! Un uomo senza il senso dell’ironia non è molto intelligente».

Lo sa che qualcuno avanza la candidatura di don Andrea Gallo per le primarie?

«Don Gallo è un grande combattente, deve rimanere a fare la sua politica nelle strade. Come può pensare di entrare a far parte di un sistema dove c’è il genero di Caltagirone, Casini, che magari gli dice di star zitto? Il suo vivere da sacerdote in mezzo alla gente è la più alta espressione di politica e di cristianesimo». Anche il Papa è andato in mezzo ai giovani, a Colonia.
«Ci sono rimasto malissimo – dice Grillo -. Mi ha ricordato Reagan quando scendeva dall’aereo e salutava guardando dritto nella telecamera. Ma quello che mi ha sconcertato davvero è stato lo sponsor del viaggio a Colonia: la Banca di Roma, del gruppo Capitalia ovvero Geronzi, la prima banca nel commercio delle armi. Che messaggio di pace può portare il Vaticano con uno sponsor così? Dovrebbe essere un esempio, anche come Stato: dovrebbe proporre le auto non inquinanti, acquistare solo caffè del commercio equo e solidale, stampare libri con carta riciclata, costruire chiese a basso impatto ambientale e consumi energetici limitati. Invece si fanno sponsorizzare dalla banca delle armi. Poi dicono che le chiese sono vuote. Sono vuote perché il messaggio di Gesù lo vediamo nelle azioni di don Gallo e don Ciotti».

Grillo, lei si candiderebbe?

«Solo se ci fosse una dittatura a termine, un paio d’anni per prendere tutti per gli orecchi. Ma altro che candidatura, noi siamo già oltre».
«Noi» sono gli «aggrillati», gli assidui frequentatori del suo sito che, secondo un sondaggio «vanta già un blog all’ottantottesimo posto nella classifica mondiale». «Siamo come un virus che sta dilagando. Noi partiamo dal basso perché la comunicazione è ormai questa: la notizia immediata con i telefonini e le foto in rete, i commenti dei blogger. L’intermediazione non ha più senso. La democrazia vera è diritto di conoscenza, altro che diritto di cittadinanza».
«E’ libertà di accesso gratuito alle informazioni, ed è questa la mia battaglia, anche contro Berlusconi che con un decreto legge proibisce la comunicazione digitale per vendere una tecnologia morta e sepolta, anche contro Maurizio Costanzo che fa lo spot per il decoder prodotto da Paolo Berlusconi e finanziato con i soldi pubblici».
«Io mi collego in rete grazie a un foglio elettronico che porto in tasca – spiega Grillo -. Lo sfioro con un dito e non ho bisogno neanche del mio computer. Trovo tutto quello che mi interessa. La rete è la memoria universale e la conoscenza non può essere sbarrata dai diritti d’autore. L’etere è di tutti, il cielo è di tutti».

Come spiega il successo del suo sito?

«Con la mia reputazione. Costruita in 30 anni di comunicazione. Reputazione, una parola che non usa più nessuno».

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prodi l’iraq e katrina

Incredibile ma vero! Guerrilla Radio si trova d’accordo con romano prodi,

sperando che sia questo prodi, chiaro e diretto,

a candidarsi per le prossime elezioni nazionali.

g.r.

 


 

Prodi: Katrina e il crollo del ponte dimostrano l’inutilità della guerra in Iraq

La guerra in Iraq non si doveva fare. E’ stata sbagliata e le conseguenze dirette e indirette, dall’incidente sul ponte di Baghdad e la relativa lentezza nei soccorsi a New Orleans dopo il passaggio del tornado Katrina lo dimostrano. Lo dice il leader dell’Unione, Romano Prodi, questa sera al Festival di Lilliput a Fidenza, e per questo si guadagna l’applauso e l’apprezzamento della platea di militanti no global e pacifisti.

Prodi fa un lungo discorso per spiegare che continuiamo a pagare le conseguenze di una guerra sbagliata. Per quanto riguarda la strage sul ponte dei pellegrini avvenuto tre giorni fa a Baghdad, Prodi dice che è stato dovuto al clima di terrore che si è instaurato anche a seguito del conflitto iracheno. Per quanto riguarda, invece, la lentezza dei soccorsi a New Orleans dopo il passaggio di Katrina, il Professore ha ancora meno dubbi: “Il 40% della Guardia nazionale, normalmente utilizzata in operazioni di soccorso, è impegnata in Iraq. Logico quindi pensare che la lentezza dei soccorsi sia imputabile all’assenza degli uomini della NG.

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beppe grillo: vincerei alle primarie dell’unione

Beppe Grillo e le primarie nell’Unione: Non mi candido, perché vincerei

Venerdì, 19 agosto

 Un Beppe Grillo polemico e pungente se la prende con la classe politica italiana e con il mondo del calcio senza risparmiare il papa e il mondo economico. “Alle primarie del centrosinistra non mi candido perché vincerei io – afferma il comico in un’intervista che uscirà sull’Espresso – e poi io sono per la dittatura, tanto con la vostra democrazia non andiamo da nessuna parte”.

“Non ci sono più la destra e la sinistra – prosegue Grillo – serve qualcosa di nuovo. Non ci sono idee. Prodi doveva fare la Fabbrica e invece ha messo su un capannone. Il suo blog ha chiuso dopo 20 giorni. Pecoraro ha un sito ma se clicchi sopra non si apre nulla. Bertinotti l’ho visto perplesso, quando gli ho detto l’indirizzo del mio sito è andato in crisi”. L’umorista si sofferma sul ruolo della comunicazione e dell’informazione, affermando: “In Corea ci sono 40 milioni di persone tutte connesse a internet, in Estonia sono tutti connessi, noi siamo al novantesimo posto nella classifica della libertà di stampa. Siamo un Paese fallito. La nostra democrazia si sta trasformando in un impero. Al suo posto c’è un regime di persone sorridenti. Sei manipolato da divertito, non da incazzato. Non ti bruciano i libri, ti fanno passare la voglia di leggere”.

Rispondendo a una domanda sui disordini scatenati dai tifosi negli ultimi giorni, Grillo critica poi il mondo del pallone: “Il calcio è la civiltà dei bambini. I tifosi si incazzano perché gli hai tolto il giocattolo. Ma il calcio è l’espressione mafiosa dell’economia. Per funzionare ha bisogno di questa gente che piange, si dispera, scende in piazza. Bambini, appunto”.

L’intervista prosegue a tutto campo: chiesa, economia, finanza. Grillo non salva nessuno. Parlando di papa Ratzinger l’umorista afferma che “non sa muoversi. Wojtyla era un gigante. Andava in Africa e parlava dei disastri della Banca mondiale e del Fondo monetario. Ora mi sembra che vogliamo ritornare a una concezione bagetbozzistica della religione”.

Il comico definisce Ricucci “un anemone, quella pianta carnivora che punge la preda e la mangia viva. Si è messo a spolpare gli altri vecchi usurai dell’economia – e attacca il capitalismo italiano – finto, dove con l’1,33% controlli una società, produci debiti a non finire come la Telecom di Tronchetti”.

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Chavez: dalle minacce di morte ad un gesto di carità

29 AGOSTO 2005
Il Venezuela fa l’elemosina agli americani. Washington per ora tace


Il governo venezuelano ha deciso di aiutare i cittadini americani che vivono al di sotto della soglia di povertà.
Lo ha annunciato il presidente Hugo Chavez, il quale ha spiegato che sarà fornito gasolio scontato del 40% a tutti coloro che versano in precarie condizioni economiche.
“Anche negli Stati Uniti c’è gente molto povera – ha argomentato – tutti gli anni centinaia di persone muoiono di freddo, quindi offriremo loro combustibile per il riscaldamento a prezzi stracciati”.
Chavez, presidente di una nazione ricchissima di petrolio, incontrerà la settimana prossima il reverendo statunitense Jesse Jackson, numero uno di una delle più importanti associazioni umanitarie americane, per mettere a punto i dettagli dell’operazione. Chavez ha inoltre aggiunto che metterà le strutture ospedaliere del suo paese a disposizione dei cittadini americani che – sprovvisti di assicurazione – non possono permettersi di affrontare spese mediche elevate.

Le autorità americane, spiazzate dall’annuncio, al momento non hanno ancora fornito alcun commento ufficiale.

 

27 AGOSTO 2005
Chavez: “Se sarò ucciso è colpa di Bush

“Se mi succederà qualcosa, il responsabile sarà George W. Bush. Sarà lui l’assassino”.
Lo ha oggi affermato Hugo Chavez commentando le affermazioni del pastore americano Pat Robertson che, la scorsa settimana, si era detto certo fosse arrivato il momento di mandare gli agenti dei servizi segreti statunitensi ad uccidere il presidente venezuelano.
“Stava esprimendo i desideri della elite statunitense – ha affermato oggi Chavez – questo è puro terrorismo”.

Negli scorsi giorni il Governo di Caracas aveva bollato come “terroristiche e criminali” le dichiarazioni di Robertson. Anche l’Onu era intervenuto sulla vicenda, mettendo in chiaro che il Palazzo di Vetro è “contro qualsiasi affermazione che tenti di istigare la violenza o che minacci la vita di leader eletti”. Da parte sua, il Dipartimento di Stato americano aveva subito messo in chiaro che l’eliminazione fisica di Chavez non è un’opzione al vaglio dell’amministrazione Bush.
Polemiche che avevano costretto lo stesso Robertson – famoso negli Usa per le sue prediche estremamente radicali trasmesse dal canale “Christian Broadcast Network” – a scusarsi: “E’ giusto chiedere un assassinio? Certo che no – aveva scritto sul proprio sito internet – mi scuso per quella frase. Ho parlato in questo modo per un senso di frustrazione”.

Lo scorso febbraio il dittatore cubano Fidel Castro aveva parlato di un piano degli americani per assassinare il presidente venezuelano.
“Se gli Stati Uniti potranno, lo elimineranno – aveva chiarito – bisogna lottare per conservare un leader prima che lo uccida un impero che ha come metodo prediletto assassinare dirigenti. Lo dico a tutta l’opinione pubblica mondiale: se Chavez verrà assassinato, la responsabilità cadrà in pieno sul presidente Bush”.

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5 scheletrici passi di morte

Ameen Abu Khalil, 26 anni.                   Majdo Atteya ,20 anni.  Ismael Mahmoud Hudeib,18 anni
 Anas Abu Zeunna,16 anni  e un altro sedicenne rimasto anonimo morto all’ospedale per le ferite subite.

5 ulteriori passi verso la pace prospettata da ariel sharon.

Sì,

La pace dei sensi per ogni essere umano mescolato col sangue dei palestinesi.

povero illuso.

 


 

 

ABU MAZEN: STRAGE TULKAREM E’ “PROVOCAZIONE DELIBERATA”
25/08/2005 – 16:58

Roma 25 ago. (Apcom) – Il presidente palestinese Abu Mazen ha definito “una provocazione deliberata” l’incursione condotta la scorsa notte da militari israeliani a Tulkarem in Cisgiordania, nel corso della quale sono morti cinque palestinesi. Lo riferisce il quotidiano Haaretz nel sito on line.

Abu Mazen ha detto che il raid, attuato dai militari israeliani per arrestare sospetti militanti, è controproducente in vista della ripresa dei colloqui di pace dopo lo sgombero dei coloni da Gaza. Il presidente dell’Anp ha accusato Israele di voler “riaprire un ciclo di violenza” per allontanare la prospettiva di una ripresa della ‘road map’ verso la pace. Per questo, ha invitato i militanti palestinesi a “non rispondere alla provocazione” per non fornire a Israele “il pretesto per una escalation delle aggressioni”.

Qualche ora prima il governo di Parigi aveva manifestato la propria “inquietudine” per la ripresa della violenza in Medio Oriente. La Francia si è detta preoccupata anche per l’annuncio di Israele di confiscare 120 ettari di territori palestinesi, intorno a Maale Adoumim. Una decisione, quella israeliana, che il governo francese definisce “contraria al diritto internazionale”.

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scellerato-scelli

Non succederà niente.
In italia pare che archiviare anche il più scottante degli scandali sia attività oramai  consolidata.
Scelli che rivela  di aver agito all’insaputa delle forze occupanti,  addirittura  portando cure mediche ai guerriglieri,
dichiara al mondo di aver agito contro gli americani, ed è più che credibile.
Scelli che dichiara che il governo italiano fosse tenuto all’oscuro, mente, come ha sempre mentito sulle circostanze della  morte di Baldoni (arrivò a negare il coinvolgimento di Enzo
a qualsiasi missione della croce rossa, mentre proprio Baldoni aveva organizzato le più importante missioni),
i servizi segreti gravitano continuamente intorno alla croce rossa italiana, e proprio lo scomparso Calipari risultò determinante anche per la
liberazione delle due Simone, come  è trapelato da più fonti.
 Le ultime rivelazioni di Scelli (che sanno di voglia di togliersi sassolini dalle scarpe, lui, trombato da forza italia, lui che auspicava  a importanti cariche nel partito, come pegno per i servigi prestati)
confermano quello che non ci è sempre parsa mera dietrologia.
Calipari che agiva indipendetemnte dalle forze statunitensi, coraggiosamente, utilizzando ogni mezzo per riuscire a liberare suoi concittadini,
così come aveva giurato sul tricolore, è stato per questo giustiziato quel fatidico giorno dinnanzi all’aeroporto di Baghdad, come condanna per ogni
suo gesto eroico, e come monito per il governo italiano a richiamare i suoi servizi troppo autonomi.

Ma non succederà niente,
d’altronde, dal governo sono fioccate  le prime rassicurazione con i soliti inchini e  inni di fedeltà alla bandiera…
a stelle e strisce…
bandiera sempre più zuppa di sangue innocente.


guerrilla radio

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le rivelazioni di scelli

Iraq, l’alleato italiano: bugie e inganni

di red

 

 «Tacere agli americani i nostri tentativi fu una condizione irrinunciabile per garantire l’incolumità degli ostaggi e nostra, che trovò d’accordo anche il sottosegretario Gianni Letta. A Baghdad, quando si trattò di riportare in Italia le due Simone, Nicola Calipari, si raccomandò di non parlarne neppure al generale Mario Marioli, italiano, vicecomandante delle forze alleate in Iraq». E poi ancora: «Nel caso delle due Simone i mediatori ci chiesero di curare e salvare le vite di 4 presutni terroristi ricercati dagli americani. Li nascondemmo e li curammo insieme ai loro bambini malati di leucemia». 

Così Maurizio Scelli, ex commissario straordinario della Croce Rossa Italiana e poi illustre “trombato”di Forza Italia alle ultime elezioni del 2001, in un’intervista a La Stampa racconta nei minimi dettagli i retroscena del rapimento e della liberazione delle due Simone. Gli americani tenuti all’oscuro, lo “scambio umanitario” con i rapitori, le bugie delle dichiarazioni ufficiali, immediatamente fanno fioccare commenti e reazioni. Le opposizioni chiedono che Berlusconi riferisca immediatamente in Parlamento e puntano il dito contro le «bugie ufficiali».

Dopo un iniziale silenzio arriva la risposta di Palazzo Chigi: «Le autorità italiane non hanno mai condizionato l’attività della Croce Rossa durante le trattative per la liberazione di Simona Pari e Simona Torretta, le due operatrici umanitarie rapite in Iraq nel settembre 2004». E riguardo alle ripetute raccomandazioni di tenere all’oscuro gli Stati Uniti? «La collaborazione è sempre stata piena e reciproca, cooperando proficuamente per la stabilizzazione dell’area e per la sicurezza delle forze della Coalizione così come del popolo e del legittimo governo di quel Paese», dice la nota del governo.

A questo punto anche Scelli prova, in qualche modo a ritrattare, o meglio ad aggiustare il tiro e prendersi il merito della liberazione delle due Simone: «Palazzo Chigi – dice Scelli in un’intervista al Tg2 – smentisce il fatto di aver partecipato direttamente a questa trattativa, a questa operazione, ed è la verità. Questa è un’operazione che abbiamo sempre rivendicato come nostra. Riguardo, poi, al segreto da tenere nei confronti degli americani e della vicenda dell’uccisione di Nicola Calipari, Scelli afferma che «del sequestro della Sgrena non sappiamo nulla, posso solo dire che Nicola Calipari a me ha dato la certezza di essere un uomo di grande professionalità, di grande responsabilità in grado di assumere ogni qualsiasi decisione».

Ma le dichiarazioni non convincono le opposizioni. Tra i primi a commentare le parole di Scelli il coordinatore dei Verdi Paolo Cento: «Se la ricostruzione sulla liberazione dei nostri ostaggi rilasciata da Scelli corrisponde a verità – afferma Cento – si svela finalmente e si abbatte quel muro di ipocrisia con cui il governo ha affrontato quei terribili, drammatici momenti». «È del tutto evidente – spiega Cento – la contraddizione politica insostenibile di un Paese come l’Italia che, da una parte, partecipa alla guerra in Iraq, e dall’altra parte, cura i terroristi per liberare gli ostaggi. Chiediamo un ritiro immediato delle truppe italiane in Iraq».

«Dopo le dichiarazioni di Maurizio Scelli la magistratura e il Parlamento dovrebbero riaprire il capitolo della morte di Nicola Calipari, chiuso troppo frettolosamente per ragioni di Stato e di rapporti tra Berlusconi e Bush: potremmo trovarci di fronte a un omicidio volontario da parte delle forze Usa». Dichiara invece Giovanni Russo Spena, vicepresidente dei deputati di Prc. «Queste dichiarazioni -spiega Russo Spena- confermano che c’è stata, giustamente, una trattativa, di cui il Parlamento avrebbe dovuto essere informato, magari in maniera riservata cioè attraverso la commissione sui servizi segreti. E poi dimostrano che c’è stata una forte ostilità delle forze statunitensi verso le trattative gestite dai servizi italiani e che questo ha portato alla morte di Calipari, ritenuto responsabile delle operazioni per la liberazione dei nostri ostaggi».

Sulla stessa linea anche le dichiarazioni di Renzo Lusetti, vicepresidente dei deputati della Margherita: «Il ministro degli Esteri venga immediatamente in Parlamento per rispondere sulle dichiarazioni rese oggi dal delegato della Cri Maurizio Scelli a proposito dei sequestri degli italiani in Iraq». «Molti dei fatti raccontati da Scelli – osserva Lusetti – svelano particolari inediti su cui è bene che si faccia immediata chiarezza da parte del governo, anche in relazione ai rapporti con gli Stati Uniti».

In serata il Copaco – il Comitato Parlamentare di controllo sui
servizi di sicurezza – decide di convocare i rappresentanti del governo del Sismi e lo stesso Scelli per chiarimenti in merito alle dichiarazioni rilasciate da quest’ultimo alla stampa. «Dopo le dichiarazioni dell’ ex
commissario della Croce Rossa Maurizio Scelli – dice il presidente del Copaco Enzo Bianco – il Comitato da me presieduto ha intenzione di convocare nei prossimi giorni rappresentanti del governo, del Sismi e lo
stesso Scelli».

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beppe grillo: fazio go home!

appello di beppegrillo.it

 

Cari amici del blog,

ho deciso di raccogliere l’invito di molti di voi e di pubblicare con il vostro aiuto una pagina sul Corriere della Sera con un appello per mandare a casa Fazio.
Riporto il testo che verrà pubblicato.
Il costo della pagina mi deve essere ancora comunicato.
Chiunque voglia partecipare potrà, a partire dalla settimana prossima, fare un versamento su un conto corrente intestato a mio nome presso la Banca Etica, che sarà reso noto sul blog insieme alle modalità di versamento.

 

 

APPELLO DEL BLOG BEPPEGRILLO.IT

E’ trascorso un mese da quando i giornali hanno pubblicato le telefonate fra il governatore della Banca d’Italia e alcuni protagonisti italiani della scalata alla Banca Antonveneta. E’ trascorso un mese da quando la comunità internazionale ha avuto, dalla viva voce del governatore, la prova che in Italia il capitalismo, il mercato, la libera concorrenza sono finti.

L’”arbitro” Antonio Fazio gioca con una delle squadre in campo, la Banca Popolare Italiana di Lodi. L’altra, il Banco di Bilbao, non ha santi in paradiso, dunque ha perso la partita prima ancora di giocarla. L’”arbitro” Fazio (con la collaborazione della sua signora) coccola il lodigiano Gianpiero Fiorani, lo invita in Bankitalia (“passando dal retro”), cestina i rapporti negativi dei suoi stessi ispettori interni sul suo amichetto “lumbard”. Lo stesso sospetto aleggia su altre scalate, da quella dell’Unipol alla Bnl a quella dei “furbetti del quartierino” Ricucci & C. alla Rcs-Corriere della sera.

Dietro il paravento di un’anacronistica e sciovinistica difesa dell’”italianità” delle banche, Fazio ha reso ridicola e inaffidabile l’Italia agli occhi del mondo. Finchè resterà in servizio un “arbitro” così, nessuno verrà più a investire in Italia. Ma intanto un bel pezzo del governo difende Fazio & C. Un bel pezzo dell’opposizione balbetta e si barcamena. Centinaia di imprenditori e banchieri sempre pronti a spiegarci il libero mercato tacciono, con le lodevoli eccezioni del presidente di Confindustria Luca di Montezemolo e pochi altri.

Il premier Silvio Berlusconi annuncia una legge per impedire le intercettazioni per i reati finanziari e mandare in galera i giornalisti che pubblicano quelle già fatte. Fazio è ancora al suo posto e non ha alcuna intenzione di andarsene. Anzi, chiede un’ispezione interna contro gli ispettori di Bankitalia che han fatto il loro dovere, opponendosi alle sue manovre e dicendo la verità ai magistrati.

Il blog beppegrillo.it, a nome di migliaia di cittadini, con un atto di democrazia diretta autofinanziato, chiede al governatore Fazio di andarsene a casa. Un uomo così mediocre non può e non deve più ricoprire un incarico così cruciale. La smetta di screditare, con la sua presenza alla Banca d’Italia, l’Italia e gli italiani.

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Giustizia che chiama altra Giusta Giustizia

Giustizia per Tom Hurndall???
otto anni per omicidio volontario sono una pena lieve,
ma forse,
forse
qualcosa di positivo si sta muovendo in favore della pace,
e in difesa dei suoi martiri.
Attendiamo ansiosi  ora altre sentenze,
la giustizia che sembra ancora latere per l’efferato assassinio di Rachel Corrie,
amica e ispiritatrice
di chi come noi si reca in una terra arida guerra
a seminare difesa e soprattutto conforto, umano contatto caloroso.
 
Ma a quando la giustizia per l’intero popolo palestinese?
dio solo sa quando.

Tom, R.I.P.
forse oggi un pò di più.
.
guerrila radio

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uccise Tom Hurndall, otto anni di reclusione

Uccise un pacifista inglese, soldato israeliano condannato a 8 anni
 di red

 La Corte marziale di Ashkelon, nel sud di Israele, ha condannato a 8 anni di reclusione l’ex soldato israeliano che aprì il fuoco e uccise un attivista britannico nella Striscia di Gaza nell’aprile del 2003. Si tratta di Wahid Taysir, incriminato nel giugno scorso per l’omicidio di Tom Hurndall, 22 anni, del Movimento della solidarietà internazionale. Rischiava vent’anni di carcere.

 

È la prima condanna di un soldato israeliano per l’uccisione di un cittadino straniero da quando, circa 4 anni fa, sono ripresi gli scontri con i palestinesi.

Colpito mentre tentava di salvare un bambino palestinese dai tank, Hurndall è rimasto in coma per nove mesi prima di morire in un ospedale di Londra. Della stessa organizzazione di Hurndall faceva parte anche Rachel Corrie, la 23enne americana rimasta schiacciata da un blindato dell’esercito nel marzo 2003, mentre tentava di fermare i bulldozer in un campo profughi nella Striscia di Gaza. La sua morte fu giudicata accidentale e nessuno ne rispose. Altri due cittadini britannici sono rimasti uccisi nel tentativo di fare interposizione passiva tra gli israeliani e palestinesi dal 2000 a oggi, come ricorda il giornale israeliano Haaretz.

Tra l’altro Taysir ha avuto un atteggiamento poco collaborativo per tutto il processo, affermando che la sua confessione gli è stata estorta con la forza. La condanna pronunciata dalla Corte marziale contempla anche il reato di ostacolo alla giustizia e falsa testimonianza.

L’ex soldato, inoltre, ha sempre accusato le autorità di perseguirlo con tanta solerzia perchè è un arabo israeliano della minoranza beduina che ha ucciso un cittadino straniero.

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Tanzen macht frei!

Danzare rende liberi!!!

Liberi sì, di diventare imbecilli!

Abbiamo sempre pensato che una elevata concentrazione di musica tecno a tutto volume
rincretinisse alquanto,
ma mai tanto quanto hanno dimostrato alcuni “simpatici” dj olandesi
che per pubblicizzare il loro house-party,
hanno fatto girare un video che mostra una macabra paradio del campo di sterminio di Auschwitz,
che per l’occasione diviene “Housewitz” , con sette milioni di infuocati partecipanti al rave, dotato di docce gratis e servizio di treni no stop.
Al cinico Arbeit maicht frei, “lavorare rende liberi” posto dai nazisti all’entrata del campo di sterminio,

gli olandesi impasticcati ancor più cinici propongono Tanzen macht frei, “ballare rende liberi”

Ultima considerazione:
se passate per ferragosto in olanda vi prego andate a ballare il liscio.
guerrilla radio

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the show di sharon

colone israeliano di gush katif aspetta i soldati…
Liberare Gaza per imprigionare la West Bank
quale imbroglio sotto gli occhi del mondo…
Guerrilla Radio ha già espresso la sua opinione sul disimpegno (unilaterale, quindi sempre osteggiato dai palestinesi)
delle colonie Israeliane dalla striscia di Gaza.
Ma Sharon vuole dare spettacolo al mondo della sua genorosità di leader aperto al confronto,
e io mi siederò a vedere il suo show,
sperando bene che se ci sarà sangue versato,
non sarà del solito bambino palestinese assassinato senza scusa.
A gaza aspettano un esercito carnefice orde di coloni estremisti assai pericolosi,
e sebbene riteniamo che i fucili avranno da una parte all’altra la sicura ben inserita ( a differenza di quando gironzolano i bambini palestinesi fra le macerie delle loro case, sempre sotto il tiro dell’esercito israeliano)
nulla può esser sotto  controllo quando due parti abituate alle armi e alla violenza si trovano in competizione.
.
In ogni caso,
Sharon ne uscirà da  vincitore, e l’autorità palestinese verrà fuori più indebolita per questa finta gratuita  concessione.
.
I

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Cardinale Dionigi Tettamanzi al Santuario dei Morti dell’Avello

Egr. Sig, Direttore,
Le trasmetto il testo del messaggio con il quale ho accolto il Cardinale Dionigi Tettamanzi presso   
il Santuario dei Morti dell’Avello sabato 16 luglio e La prego di rileggere il titolo, anzi il titolone, che
è stato dato all’articolo del Suo giornalista sul quotidiano di domenica 17.
Laddove si dava ampio respiro al senso di una comunità civile integrata fra le sue diverse componenti
e si sottolineavano i valori condivisi e tanto spesso ripresi dall’Arcivescovo, valori ribaditi da Sua
Eminenza anche sabato dopo il mio saluto, ci si ritrova con un titolo che poco ha a che vedere con la
sostanza dell’articolo stesso.  
Una sottolineatura per attirare l’attenzione su quel nome: “musulmani” che tanto spesso ricorre e spesso
a sproposito in questi infelici tempi?
Un voler evidenziare la stranezza di un sindaco che, pubblicamente e di fronte a un Cardinale! riconosce
cittadinanza anche ai “fratelli musulmani” che abitano nel proprio paese e non ha timore ad affermarlo?
 
La ringrazio dell’attenzione e La saluto con cordialità.
Egidia Beretta sindaco di Bulciago

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