Chavez: dalle minacce di morte ad un gesto di carità

29 AGOSTO 2005
Il Venezuela fa l’elemosina agli americani. Washington per ora tace


Il governo venezuelano ha deciso di aiutare i cittadini americani che vivono al di sotto della soglia di povertà.
Lo ha annunciato il presidente Hugo Chavez, il quale ha spiegato che sarà fornito gasolio scontato del 40% a tutti coloro che versano in precarie condizioni economiche.
“Anche negli Stati Uniti c’è gente molto povera – ha argomentato – tutti gli anni centinaia di persone muoiono di freddo, quindi offriremo loro combustibile per il riscaldamento a prezzi stracciati”.
Chavez, presidente di una nazione ricchissima di petrolio, incontrerà la settimana prossima il reverendo statunitense Jesse Jackson, numero uno di una delle più importanti associazioni umanitarie americane, per mettere a punto i dettagli dell’operazione. Chavez ha inoltre aggiunto che metterà le strutture ospedaliere del suo paese a disposizione dei cittadini americani che – sprovvisti di assicurazione – non possono permettersi di affrontare spese mediche elevate.

Le autorità americane, spiazzate dall’annuncio, al momento non hanno ancora fornito alcun commento ufficiale.

 

27 AGOSTO 2005
Chavez: “Se sarò ucciso è colpa di Bush

“Se mi succederà qualcosa, il responsabile sarà George W. Bush. Sarà lui l’assassino”.
Lo ha oggi affermato Hugo Chavez commentando le affermazioni del pastore americano Pat Robertson che, la scorsa settimana, si era detto certo fosse arrivato il momento di mandare gli agenti dei servizi segreti statunitensi ad uccidere il presidente venezuelano.
“Stava esprimendo i desideri della elite statunitense – ha affermato oggi Chavez – questo è puro terrorismo”.

Negli scorsi giorni il Governo di Caracas aveva bollato come “terroristiche e criminali” le dichiarazioni di Robertson. Anche l’Onu era intervenuto sulla vicenda, mettendo in chiaro che il Palazzo di Vetro è “contro qualsiasi affermazione che tenti di istigare la violenza o che minacci la vita di leader eletti”. Da parte sua, il Dipartimento di Stato americano aveva subito messo in chiaro che l’eliminazione fisica di Chavez non è un’opzione al vaglio dell’amministrazione Bush.
Polemiche che avevano costretto lo stesso Robertson – famoso negli Usa per le sue prediche estremamente radicali trasmesse dal canale “Christian Broadcast Network” – a scusarsi: “E’ giusto chiedere un assassinio? Certo che no – aveva scritto sul proprio sito internet – mi scuso per quella frase. Ho parlato in questo modo per un senso di frustrazione”.

Lo scorso febbraio il dittatore cubano Fidel Castro aveva parlato di un piano degli americani per assassinare il presidente venezuelano.
“Se gli Stati Uniti potranno, lo elimineranno – aveva chiarito – bisogna lottare per conservare un leader prima che lo uccida un impero che ha come metodo prediletto assassinare dirigenti. Lo dico a tutta l’opinione pubblica mondiale: se Chavez verrà assassinato, la responsabilità cadrà in pieno sul presidente Bush”.

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