2004

alex zanotelli:chi sta con l’atomica non può stare con Dio

«Chi sta con l’atomica non sta con Dio»

Alex Zanotelli, missionario comboniano rientrato in Italia dopo 12 anni passati nelle baraccopoli alla periferia di Nairobi, ha ripercorso alcune tappe della Carovana

Alex Zanotelli invece ha aperto il suo intervento alla chiusura della Carovana della pace ricordando il dramma che vivono operai e familiari della Fincantieri di Monfalcone: «La lapide che li ricorda dice così: “Costruirono le stelle del mare, li trafisse la polvere, li uccise il profitto” – spiega Alex alle migliaia di persone di Pomigliano – Le stelle del mare sono le navi da crociera, la polvere è quella mortale dell’amianto. Il 5 ottobre le mogli delle vittime dell’amianto saranno in tribunale per il processo. Il loro scopo non è ottenere un risarcimento, ma giustizia per i loro mariti morti».

Il missionario comboniano, rientrato in Italia dopo 12 anni passati nelle baraccopoli alla periferia di Nairobi (che continua a sostenere anche dall’Italia), ha ripercorso alcune tappe della Carovana della pace: tre gruppi di giovani partiti rispettivamente da Nord-ovest, Nord-est e Puglia per incontrarsi nel napoletano nei giorni scorsi. «Abbiamo incontrato gente che lotta contro gli inceneritori anche ad Aragona, vicino Agrigento, e a Trento, la città della quale sono originario – ha detto dal palco – Farò per cinque giorni sciopero della fame a sostegno di queste comunità e di quella di Acerra».

Dopo gli inceneritori, le basi militari: «Dopo la fine della minaccia sovietica ci stanno “servendo” un nuovo nemico da combattere. Il Sud diventa sempre più massicciamente il nuovo fronte di militarizzazione contro i musulmani. E in Puglia come qui in Campania arrivano ogni giorno nuove armi, nuovi caccia e nuove basi. È ora che ognuno di noi dica da che parte sta: chi sta con l’atomica non può stare con Dio!».
20 settembre 2004
Raffaele Lupoli

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uno che ha sei figli o è un pazzo o è ottimista.

Giustizia in viaggio

Partita il 7 settembre l’iniziativa dei comboniani e di Giovani e missione si è conclusa a Pomigliano d’Arco, nel Napoletano, con gli interventi di Beppe Grillo, Luigi Ciotti e Alex Zanotelli. Ultima tappa di un incontro con la società civile «per raccogliere testimonianze e impegni concreti»

Ce n’era per tutti alla serata che ha celebrato l’arrivo a destinazione della Carovana della pace, ieri a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli. Per le parole di Fini, che ha paragonato i pacifisti a Ponzio Pilato («Non si possono accettare frasi del genere da un vicepremier» ha detto Alex Zanotelli) e per le rassicurazioni del ministro dell’Interno  
 
 
sul comfort dei centri di permanenza temporanea («I Cpt sono dei lager, checché ne dica Pisanu», ancora Zanotelli). E poi, dai pericoli di casa nostra agli squilibri globali, il no al Ponte sullo Stretto e alla guerra infinita, alla militarizzazione del Mezzogiorno e alla pratica dell’infibulazione. Senza dimenticare di ribadire l’appello per la liberazione delle due Simone e degli altri uomini e donne rapiti in Iraq.
Sul palco, oltre a una trenina di giovani “carovanieri” che dal 7 settembre hanno attraversato lo Stivale durante il “pellegrinaggio” organizzato da missionari comboniani e Giovani e missione, Luigi Ciotti, Beppe Grillo, Alex Zanotelli e il sindaco di Pomigliano Michele Caiazzo.

Ha aperto il dibattito Beppe Grillo, con un intervento come sempre a metà fra lo show e lo sfogo. Attraversando il palco da una parte all’altra, curvo sul microfono, il comico genovese ha tirato fuori dalla sua barba ormai bianca parole pesanti per politici, industriali e affaristi, di casa nostra e non solo. E trovandosi nel bel mezzo di una Campania in preda all’emergenza rifiuti, a pochi chilometri da Acerra, non poteva non dedicare una parte del suo intervento alla «munnezza». «Dobbiamo stare attenti a pesare bene le parole: è così che ci fregano – ha Esordito Grillo – Mi spiegate perché un forno, un inceneritore che produce sì energia, ma anche ceneri, un concentrato di veleni, si dovrebbe chiamare  
 
 
termovalorizzatore?» E poi la questione energetica: «La legge che regola lo stanziamento di fondi per le energie rinnovabili, quando è stata partorita era una buona legge. Poi qualcuno ha aggiunto una parolina, destinando quei soldi alle fonti rinnovabili e a quelle “assimilabili”. Così hanno finito per stornare migliaia di miliardi utilizzandoli per le centrali a cogenerazione, per il petrolio!».

Ma da Pomigliano non sono arrivate solo voci di denuncia e di sfiducia nei confronti di una politica dalla quale, si è detto più volte, la maggioranza dei cittadini non si sente più rappresentata. «Dobbiamo costruire percorsi di giustizia se vogliamo raggiungere il traguardo della pace – ha detto don Luigi Ciotti – Bosogna che ognuno di noi accetti di sporcarsi le mani. La participazione crea la pratica dell’eguaglianza». «Dobbiamo dar vita a comunità fondate su un’economia di giustizia – gli ha fatto eco Zanotelli – Buttare le nostre vite per una causa giusta e riprenderci la politica strappandola di mano all’economia». Il bilancio e il commento sull’intensità della serata lo lasciamo a Beppe Grillo: «Che posso dire dopo che hanno parlato questi due mostri qui. Ti senti una nullità… Ti viene voglia di prendere un kalashnikov e sparare a tutti. Ma io ho sei figli. E uno che ha sei figli o è un pazzo o è ottimista. Io sono un inguaribile ottimista…».

20 settembre 2004
Raffaele Lupoli

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io sono gilbert

Gilbert, sindrome di


La sindrome di Gilbert è un ittero ereditario dell’adulto con bilirubina esclusivamente non coniugata, secondaria al deficit parziale di glucuronil trasferasi epatico. La malattia di Gilbert colpisce il 3 – 10% della popolazione. E’ caratterizzata da iperbilirubinemia, soprattutto non coniugata (>90% della bilirubina totale). I valori epatici, esclusa la bilirubina, sono normali, come l’esame clinico. La malattia è legata alla diminuzione dell’attività della glucoronil-trasferasi. L’attività enzimatica è pari al 20-30% rispetto alla norma. La mutazione è stata recentemente caratterizzata e colpisce il promotore del gene che produce l’enzima, mentre la struttura del gene (che codifica per la proteina) è normale. La trasmissione è autosomica recessiva: i pazienti sono omozigoti per la mutazione. Il 40% della popolazione ha una mutazione genica. La frequenza degli omozigoti è del 16%: la maggior parte di loro ha una bilirubinemia normale. E’ necessario un fattore supplementare per indurre iperbilirubinemia, come una iperemolisi (la vita media delle emazie è spesso ridotta), una diseritropoiesi o una diminuzione della captazione della bilirubinemia da parte del fegato. La malattia è benigna e non necessita di alcun trattamento. *Autore: Prof. S Erlinger (Settembre 2002)*.

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birra!

Ricercatori canadesi sostengono che la birra dovrebbe
essere enumerata tra le bevande macrobiotiche. Uno
studio condotto dall’universita’ Western Ontario rivela che
la birra fa bene alla salute per le sue proprieta’
antiossidanti che sono benefiche contro il cancro, il
diabete e le malattie cardiache. Ma ci vuole moderazione:
tre birre al giorno potrebbero ottenere l’effetto contrario.
Anche sei.

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usa: diminuisco le condanne a morte

Le condanne a morte negli Stati Uniti sono crollate del
50% negli ultimi cinque anni e nel 2003 hanno raggiunto
il minimo storico. L’America e’ impegnata in una profonda
riflessione sulle esecuzioni alla luce di un numero sempre
crescente di casi di innocenti finiti nel braccio della morte.
Secondo il rapporto del Death Penalty Information Center
(Dpic), 116 persone in 25 stati sono state scarcerate dai
bracci della morte, delle quali 16 solo negli ultimi 20
mesi.

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ibrahim libero

Il 2 settembre scorso e’ finita l’odissea di Anwar Ibrahim, ex
vice primo ministro della Malaysia. Venne ingiustamente
arrestato nel 1998 dopo aver accusato il primo ministro
Mahatir bin Mohamad di corruzione, nepotismo e pessima
gestione dei fondi statali. Inizialmente la condanna era di 6
mesi, poi portata a 9 anni con un’inesistente accusa di
sodomia (lanciata dal suo autista) e infine a 13 anni per abuso
di potere.
E’ stato liberato, dopo 6 anni, grazie a Amnesty International
e alla corte Federale della Malaysia.

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pet therapy

Parte all’ospedale pediatrico “G. Di Cristina” di Palermo un
progetto di pet-therapy, assistenza ai malati con gli animali. Il
servizio e’ gestito dalla cooperativa sociale “Fenice” e
finanziato dall’Assessorato comunale alla Salute.

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non votate mio padre

Il 19 settembre a Belgrado si terranno le elezioni. Uno dei
candidati e’ Dragomir Antonic, del Serbian Radical party. La
sua campagna elettorale andava a gonfie vele finche’ il figlio
26enne, Lazar Antonic, ha lanciato la contro-campagna “Non
votate per mio padre”.
Lazar contesta al padre e al partito di avere una politica
sbagliata, troppo radicale.
Manifesti con la scritta Don’t vote for my dad sono stati
attaccati per tutta la citta’.
Secco il commento di Dragomir Antonic all’iniziativa del
figlio: “Ma non poteva drogarsi come tutti gli altri.”

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India Bhairon Singh

Campeggi gandhiani
Ideati da Subba Rao, allievo del Mahatma Gandhi, per i
bambini che vogliono trascorrere le vacanze a contatto con
altre culture e religioni, i campeggi gandhiani hanno vinto il
National Communal Harmony Award. Attraverso giochi e
prove fisiche si insegna la tolleranza, la non violenza e la
cooperazione.
“Certe malattie sociali – ha detto consegnando il
riconoscimento il vicepresidente dell’India Bhairon Singh
Shekhwat – non si possono curare solo con la legge, ma
attraverso la volonta’ e l’impegno delle persone

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Polio-free

In Pakistan i casi di poliomielite sono passati dai 50 del 2003
ai 23 del 2004. Questo grazie alla Global Polio Eradication
Iniziative, una campagna di vaccinazione di massa
organizzata dall’OMS, Unicef e Rotary Club.
Per essere dichiarati “Polio-free” non bisogna registrare casi
per almeno tre anni consecutivi. Gli Stati Uniti sono polio-
free dal 1994, l’Europa dal 2002.
Nonostante le buone notizie, la poliomielite rimane una
malattia diffusa in molti paesi.
(Fonte: www.Peacereporter.net )

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il massacro di un popolo innocente

Cecenia
Silenzio assordante

Index on Censorship festeggia i trent’anni di vita e ripropone alcuni articoli che hanno fatto la sua storia, accanto a testimonianze d’attualità firmate Vaclav Havel, Amartya Sen e Anna Politkovskaia. Quest’ultima aggiorna i lettori sul conflitto che sta sconvolgendo la Cecenia. Tra le macerie dei villaggi devastati, la giornalista russa continua a interrogarsi sulle ragioni di un massacro che si nasconde dietro la bandiera della lotta al terrorismo.

La storia di Mahomed Idigov, 16 anni, sottoposto senza motivo a terribili torture (comprese le scariche elettriche che gli hanno danneggiato irreparabimente i reni e i polmoni) fa da macabro accompagnamento al resoconto di una guerra incomprensibile. “Pensate davvero che l’esercito russo stia combattendo per migliorare le cose?”, chiede la Politkovskaia. Mentre i suoi concittadini vengono rassicurati sui “brillanti successi” riportati dai russi, la “sterilizzazione” del popolo ceceno prosegue, svelando la terribile indifferenza del mondo occidentale.

“Stiamo sputando fuori, dal profondo delle nostre anime, quanto di più vile e disgustoso avremmo mai potuto immaginare. Assistiamo senza fiatare al massacro di un popolo innocente”.

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mettete dei fiori nei vostri cannoni

CannoneWilliam Hainline, del Kentucky, e’ in arresto: avrebbe
trasformato la sua casa in un gigantesco spinello. La tecnica
usata e’ relativamente semplice: in giardino, vicino a una
finestra di casa, si accende un barbecue, ci si mette su un
mazzetto di marijuana e poi si piazza un ventilatore che
spinga il fumo all’interno dell’appartamento.
William aveva organizzato il “party” per festeggiare il suo
52.mo compleanno.
(Fonte: www.Internazionale.it )

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Sharq al Awsat

المخطوفتين: خطفوا مع «سيمونتي »آخر الآمال في أن أعيش حياتي سليمة

 

بغداد: هدى جاسم توحدتا بالاسم الأول وبروحهما الإنسانية.. انهما سيمونا تورييتا وسيمونا باري.. ايطاليتان من روما العاصمة ومن بولونيا في الشمال، جاءتا الى بغداد وعينا كل منهما تبحثان عن وجه طفل عراقي يصارع الألم ولا يجد دواء او رعاية تنقذه من الموت او من الخوف من الوقوف على مشارفه. ضمن منظمة «جسر الى بغداد» الإنسانية عملت تورييتا وباري. احداهما كانت تحمل الهوية الصحافية والأخرى أدارت بعض أعمال المنظمة منذ عام 1991 . عدنان البياتي المراسل العراقي لاحدى الوكالات الأجنبية الذي عرفهما عن قرب يروي لـ «الشرق الأوسط» بعض ما يعرفه عنهما، ويقول «انهما شخصيتان تحملان البساطة والانسانية وهمهما مساعدة الأطفال وعوائلهم.. لقد قدمتا الكثير من المساعدات التي حملتاها عبر القارات والبحار وقد وأقامتا في العراق في أصعب فترات حياته، فترة الحصار، وكانتا من المناهضين له وللحرب الأخيرة وقد شهد فندق الفنار نشاطهما في هذا الامر». سيمونا تورييتا قدمت الى العراق منذ تسع سنوات، اما سيمونا باري فهي متبرعة للعمل من اجل اطفال العراق. «لا ادري ان كان احد الخاطفين قد لمس فرحتي وانا اتطلع الى وجه سيمونا وهي تبلغني بوجود دواء جديد في ميلانو لولدي».. هكذا بدأت ايمان عزيز حديثها عن سيمونا تورستي وهي تجهش بالبكاء بضياع آخر أمل لها بعد اختطاف تورييتا وباري من قبل لناس لا يفهمون ماذا فعلت هاتان المرأتان من اجل أطفال العراق. وقالت «لقد أبلغتني تورستي قبل اختطافها بأيام ان هناك فرصة حقيقية لعلاج ابني البالغ من العمر 14 عاما في ميلانو عن طريق الليزر، فقد كانت فرحتنا كبيرة لكن سرعان ما ماتت الفرحة مع نبأ اختطافهما الذي أبكانا جميعا.. اعتقد ان الخبر أبكى كل طفل يعاني من الأمراض المستعصية العلاج هنا في العراق». اما الطفل سفيان محمد محمود البالغ من العمر 12 عاما والذي يعاني من احد الأمراض المستعصية، وكان قد التقى سيمونا تورييتا وسيمونا باري، فهو يبكيهما الان ويتساءل عمن سيعطيه الدواء بعد الان ومن سيمنحه الحب الذي لمسه على أيديهما وهما تعدانه بحياة جديدة على الرغم من الألم الذي يعانيه، وقال «أطالب عبر كل القنوات بان يطلق الخاطفون سراح باري وتورستي لانهما املنا الأخير». لم يقتصر عمل السيموناتان في مجال توفير الأدوية والرعاية الصحية بل تعداه الى التعليم.. فقد قامتا بزيارات كثيرة لمدارس ابتدائية داخل العراق وعلى وجه الخصوص في مدينة الصدر وقدمتا المساعدات الممكنة في إعادة إعمار مدرستين، وهذا ما اكده لنا طلاب ومعلمو المدارس في هذه المدينة. رئيسة جمعية امل العراقية الإنسانية هناء ادور عرفت باري وتورييتا عن كثب من خلال تعامل الجمعية مع منظمة «جسر الى بغداد».. تقول ادور لـ«الشرق الأوسط» ان منظمة جسر الى بغداد «منظمة انسانية همها كما هو هم جمعية امل رعاية الاطفال الذين يعانون من الامراض المستعصية مثل السكري والصرع والسرطانات والغدد. وقد عملت هذه المنظمة من خلال بعض العوائل الايطالية على مساعدة العوائل العراقية وأطفالهم الذين يعانون هذه الأمراض. وقد كانت سيمونا تورييتا وسيمونا باري ومنذ بدء الحصار على العراق من المعاديات لهذا المبدأ وجاءتا الى العراق من اجل انقاذ حياة العراقيين والدعوة لرفع المستوى الصحي فيه». وتضيف رئيسة الجمعية قائلة «هاتان الشخصيتان المخطوفتان الان تحملان من الشفافية والود للعراقيين ما جعلهما ترفضان مغادرته في احلك الظروف وكانتا تقولان دائما «ان العراقيين ودودون تجاهنا وسنبقى متضامنين معهم الى النهاية»، فهل من المعقول ان يقابل اي انسان هذا الفعل بفعل يسيء الى مفهوم الانسانية بهذا الشكل، واطلب السعي لاطلاق سراحهما من الخاطفين وان ينظر هؤلاء الخاطفون في ما اذا كان احد اطفالهم مريضا ولا تتوفر لديه الوسيلة لعلاجه الا على يد هذه المنظمة فهل سيجعل امله يذهب في مهب الريح ؟!». وتمنت ادور ان يستمر عمل المنظمة في العراق الذي، كما كانت باري و تورييتا تقولان، سيبقى وطنهما الثاني الذي احبتاه دائما وتأملان بالدفاع عن اطفاله المظلومين. وقبل ان نغادر في رحلتنا عبر انسانية هاتين الشخصيتين اللتين لم تتجاوزا الثلاثين من العمر، توقفنا في منطقة زيونة ببغداد لندخل بيت دخله الامل ساعة دخول سيمونا اليه من فتاة قد تغادرها الحياة ان لم تسمع بعودتهما اليها. مريم كاظم تعاني منذ سنوات من مرض الليثسيميا (فقر دم البحر الأبيض المتوسط) التقت بـ«سيمونتي»، كما يحلو لها تسميتها، حوالي اربع مرات وفي كل مرة كانت تزرع في قلب مريم املا في الشفاء. تقول مريم التي تدرس في الصف السادس الاعدادي وهي تشير ببطء نتيجة المرض الذي اصابها «التقيت بسيمونا تورييتا وكنت اسميها (سمونتي) في مستشفى (ابن البلدي) ببغداد وكانت تسأل عن حالتي وعمري والمرض الذي اعانيه واعراضه، وفي كل زيارة كانت تأتي لنا بالدواء والاجهزة الغالية الثمن التي لا تتوفر هنا في العراق.. وكنت على موعد معها للعلاج خارج العراق لعدم توفره هنا في بغداد، وكانت دائما تبتسم لي وتشجعني على الاستمرار في الدراسة لان الأمل دائما موجود.. وقالت لي ان طلب العلاج سيرسل الى ايطاليا لاجراء الفحوصات اللازمة والبدء برحلة العلاج، ولكن الخاطفين كانوا اسرع من احلام وامال (سيمونتي) التي فقدنا الامل بفقدانها واختطافها.. ان الذين قاموا بخطفها مع زميلتها انما خطفوا من قلبي اخر الامال في ان اعيش حياتي سليمة واحصل على الدواء الذي لم اتمكن من الحصول عليه لو لا (سيمونتي).. اتمنى لها السلامة وان تعود لنا فنحن بأمس الحاجة اليها. الان اتمنى من الخاطفين ان يسمعوا اصواتنا نحن الذين شاركنا في مظاهرة في ساحة الفردوس لكي نطالب بالإفراج عن المخطوفتين ونقول بأعلى اصواتنا: لا للإرهاب ولا للعنف.. دعوا أطفال العراق يعيشون بسلام». وتمنت مريم أن ترى «سيمونتها» قريبا لأنها في اشد الشوق إليها.

 

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ponte di solidarietà fra napoli e la palestina

Da Napoli ai bambini palestinesi
Spiega il dottor Felice Rosapepe, dell’Ospedale Maniardi di
Napoli: “A fronte di un’incidenza superiore alla media di
anomalie cardiache congenite nei bambini, nei territori
palestinesi a tutt’oggi non c’e’ nessuno specialista del ramo”.
Per questo motivo i medici dell’ospedale napoletano
provvederanno alla formazione di nuovo personale medico e
infermieristico palestinese, che verra’ utilizzato in due centri
specializzati in cardiochirurgia pediatrica.
Grazie al lavoro dell’equipe napoletana, nel 2004, 12 bambini
palestinesi sono stati curati e 30 sono stati trasferiti al
Mainardi.

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la mafia più difficile da combattere

CAROVANA DELLA PACE|
«Vivo l’inquietudine per la democrazia»

 

Inframmezzati dalle testimonianze dei giovani carovanieri, sul palco di Pomigliano d’Arco si sono succeduti gli interventi di Alex Zanotelli, Beppe Grillo e Luigi Ciotti. Una sintesi dell’intervento del fondatore di Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie

Don Luigi Ciotti ha invitato i numerosi giovani presenti a Pomigliano a guardare il mondo «con occhi strabici, uno rivolto a casa nostra e l’altro necessarimente orientato verso il mondo intero». Il fondatore di Libera ha ricordato i milioni di donne vittime, nel mondo, di mutilazioni genitali, portando a Pomigliano il grido di rabbia e dolore lanciato da una bambina di 12 anni alla conferenza di Nairobi, dove numerosi governi si sono incontrati per porre fine a questa pratica.

Ciotti ha voluto ricordare la storia di una giovane donna siciliana «vittima più volte della mafia»: Rita Atria, alla cui memoria il comune di Pomigliano d’Arco ha intitolato una strada. «Era una sedicenne quando per mano mafiosa furono uccisi suo padre e suo fratello. Lei contribui ad arrestare i loro assassini, ma quando anche il suo secondo padre, il giudice Borsellino, fu assassinato, si tolse la vita. Don Ciotti ha poi letto una frase dal diario di Rita: «La mafia più difficile da combattere è quella che sta dentro a ciascuno di noi».

Poi, il “marine dell’anima” come lo ha definito Beppe Grillo («Lui è il vero coraggioso»), ha lanciato un appello per la tutela dei diritti fondamentali. «Io vivo l’inquietudine per la democrazia – ha tuonato Ciotti – Oggi sono messi in discussione e calpestati diritti costituzionali fondamentali: l’articolo 3 che stabilisce il principio di uguaglianza, per qualcuno rappresenta un’intralcio all’iniziativa economica. Dell’articolo 11, “L’Italia ripudia la guerra”, è stata fatta carta straccia. Ci siamo messi in una condizione di illegalità, come avviene per la Fini Bossi, che nega ogni diritto ai migranti».

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un ponte per… quattro ostaggi

Appello del presidente di Un Ponte per…
Appeal of the President of “A Bridge to Baghdad” – Italian, English and Arabic

 

A tutti coloro che hanno espresso solidarietà e appelli per il rilascio degli ostaggi/To all those who expressed solidarity and appealed for the release of kidnapped
Noi tutti dell’Organizzazione umanitaria e contro la guerra “Un Ponte per…”, desideriamo ringraziare ogni singola persona e tutti i gruppi e le organizzazioni che, da tutte le parti del mondo, hanno espresso alla nostra Organizzazione e alle famiglie dei quattro operatori umanitari presi in ostaggio in Iraq una così calorosa solidarietà e che hanno fatto appello per il rilascio senza condizioni.

Abbiamo notato che alcuni degli appelli si riferiscono soltanto alle due ragazze italiane. Chiediamo ad ognuno e a tutti di esprimersi sempre in riferimento a quattro persone.
pubblicato 13 09 2004

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