uno che ha sei figli o è un pazzo o è ottimista.

Giustizia in viaggio

Partita il 7 settembre l’iniziativa dei comboniani e di Giovani e missione si è conclusa a Pomigliano d’Arco, nel Napoletano, con gli interventi di Beppe Grillo, Luigi Ciotti e Alex Zanotelli. Ultima tappa di un incontro con la società civile «per raccogliere testimonianze e impegni concreti»

Ce n’era per tutti alla serata che ha celebrato l’arrivo a destinazione della Carovana della pace, ieri a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli. Per le parole di Fini, che ha paragonato i pacifisti a Ponzio Pilato («Non si possono accettare frasi del genere da un vicepremier» ha detto Alex Zanotelli) e per le rassicurazioni del ministro dell’Interno  
 
 
sul comfort dei centri di permanenza temporanea («I Cpt sono dei lager, checché ne dica Pisanu», ancora Zanotelli). E poi, dai pericoli di casa nostra agli squilibri globali, il no al Ponte sullo Stretto e alla guerra infinita, alla militarizzazione del Mezzogiorno e alla pratica dell’infibulazione. Senza dimenticare di ribadire l’appello per la liberazione delle due Simone e degli altri uomini e donne rapiti in Iraq.
Sul palco, oltre a una trenina di giovani “carovanieri” che dal 7 settembre hanno attraversato lo Stivale durante il “pellegrinaggio” organizzato da missionari comboniani e Giovani e missione, Luigi Ciotti, Beppe Grillo, Alex Zanotelli e il sindaco di Pomigliano Michele Caiazzo.

Ha aperto il dibattito Beppe Grillo, con un intervento come sempre a metà fra lo show e lo sfogo. Attraversando il palco da una parte all’altra, curvo sul microfono, il comico genovese ha tirato fuori dalla sua barba ormai bianca parole pesanti per politici, industriali e affaristi, di casa nostra e non solo. E trovandosi nel bel mezzo di una Campania in preda all’emergenza rifiuti, a pochi chilometri da Acerra, non poteva non dedicare una parte del suo intervento alla «munnezza». «Dobbiamo stare attenti a pesare bene le parole: è così che ci fregano – ha Esordito Grillo – Mi spiegate perché un forno, un inceneritore che produce sì energia, ma anche ceneri, un concentrato di veleni, si dovrebbe chiamare  
 
 
termovalorizzatore?» E poi la questione energetica: «La legge che regola lo stanziamento di fondi per le energie rinnovabili, quando è stata partorita era una buona legge. Poi qualcuno ha aggiunto una parolina, destinando quei soldi alle fonti rinnovabili e a quelle “assimilabili”. Così hanno finito per stornare migliaia di miliardi utilizzandoli per le centrali a cogenerazione, per il petrolio!».

Ma da Pomigliano non sono arrivate solo voci di denuncia e di sfiducia nei confronti di una politica dalla quale, si è detto più volte, la maggioranza dei cittadini non si sente più rappresentata. «Dobbiamo costruire percorsi di giustizia se vogliamo raggiungere il traguardo della pace – ha detto don Luigi Ciotti – Bosogna che ognuno di noi accetti di sporcarsi le mani. La participazione crea la pratica dell’eguaglianza». «Dobbiamo dar vita a comunità fondate su un’economia di giustizia – gli ha fatto eco Zanotelli – Buttare le nostre vite per una causa giusta e riprenderci la politica strappandola di mano all’economia». Il bilancio e il commento sull’intensità della serata lo lasciamo a Beppe Grillo: «Che posso dire dopo che hanno parlato questi due mostri qui. Ti senti una nullità… Ti viene voglia di prendere un kalashnikov e sparare a tutti. Ma io ho sei figli. E uno che ha sei figli o è un pazzo o è ottimista. Io sono un inguaribile ottimista…».

20 settembre 2004
Raffaele Lupoli

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