CAROVANA DELLA PACE|
«Vivo l’inquietudine per la democrazia»
Inframmezzati dalle testimonianze dei giovani carovanieri, sul palco di Pomigliano d’Arco si sono succeduti gli interventi di Alex Zanotelli, Beppe Grillo e Luigi Ciotti. Una sintesi dell’intervento del fondatore di Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie
Don Luigi Ciotti ha invitato i numerosi giovani presenti a Pomigliano a guardare il mondo «con occhi strabici, uno rivolto a casa nostra e l’altro necessarimente orientato verso il mondo intero». Il fondatore di Libera ha ricordato i milioni di donne vittime, nel mondo, di mutilazioni genitali, portando a Pomigliano il grido di rabbia e dolore lanciato da una bambina di 12 anni alla conferenza di Nairobi, dove numerosi governi si sono incontrati per porre fine a questa pratica.
Ciotti ha voluto ricordare la storia di una giovane donna siciliana «vittima più volte della mafia»: Rita Atria, alla cui memoria il comune di Pomigliano d’Arco ha intitolato una strada. «Era una sedicenne quando per mano mafiosa furono uccisi suo padre e suo fratello. Lei contribui ad arrestare i loro assassini, ma quando anche il suo secondo padre, il giudice Borsellino, fu assassinato, si tolse la vita. Don Ciotti ha poi letto una frase dal diario di Rita: «La mafia più difficile da combattere è quella che sta dentro a ciascuno di noi».
Poi, il “marine dell’anima” come lo ha definito Beppe Grillo («Lui è il vero coraggioso»), ha lanciato un appello per la tutela dei diritti fondamentali. «Io vivo l’inquietudine per la democrazia – ha tuonato Ciotti – Oggi sono messi in discussione e calpestati diritti costituzionali fondamentali: l’articolo 3 che stabilisce il principio di uguaglianza, per qualcuno rappresenta un’intralcio all’iniziativa economica. Dell’articolo 11, “L’Italia ripudia la guerra”, è stata fatta carta straccia. Ci siamo messi in una condizione di illegalità, come avviene per la Fini Bossi, che nega ogni diritto ai migranti».