Novembre 2004

Paolo Rossi in Albania: Il signor Rossi contro l´impero del male

L´attore ha presentato il nuovo spettacolo in due serate a Tirana e Scutari

Paolo Rossi in Albania diventa comico multietnico

 da La Repubblica
di ANNA BANDETTINI

SCUTARI (Albania) – Ha il sapore della rivincita: cinquecento albanesi assiepati nel teatro Migjeni di Scutari applaudono entusiasti Paolo Rossi che mostra loro quanto siano sciocchi gli italiani coi loro sospetti verso gli stranieri, con le loro paure verso chi indossa un velo, tutti obnubilati dai discorsi di Bush e Berlusconi e quanto l´Italia sia uno strano paese, dove «la democrazia è gestita dagli sponsor e guidata dai presentatori».

 

Il signor Rossi contro l´impero del male, il divertente, caciarone, rumoroso e nuovo spettacolo del picaresco attore italiano ha avuto l´altra sera il suo strepitoso debutto nel paese meno vistoso d´Europa, l´Albania, dove manca tutto, compresa l´energia elettrica, e dove Rossi con la sua variopinta compagnia (una giapponese, Jun Ichikawa la regina guerriera di Olmi in Cantando dietro i paraventi, due tunisini, Aicha e Kais Boumaiza, Rufin Doh Zeyenquin della Costa d´Avorio, e tre italiani Alex Orciari, Stefano Bembi e il fido Emanuele Dell´Aquila) è praticamente stato adottato, tanto più che al seguito, come spettatore, c´era anche Giovanni di Aldo Giovanni e Giacomo, qui un´autentica celebrità. «Quasi non mi rendo conto di questo successo – commenta Rossi sorpreso – Qui la gente ha il problema di come tirare dalla mattina alla sera. Sono come nell´Italia degli anni ´50. I 60 anni di dittatura di Hoxha hanno fermato la storia, anni in cui se ascoltavi alla radio Lelio Luttazzi, cognome evidentemente sfigato con la censura, venivi arrestato? Non pensavo che ci fosse voglia di ridere». Invece domenica al Black Box di Tirana e sabato a Scutari, città considerata la più colta dell´Albania, e oggi la più antigovernativa, dove c´è una presenza italiana importante dice il console Roberto Orlando, nello storico Teatro Migjeni, costruito dai russi nel ´58 risistemato anche grazie a Emilia Romagna Teatro che ha qui un progetto di solidarietà e ha dato una mano all´Agidì di Paolo Guerra per la tournée, gli albanesi non hanno smesso di ridere un minuto e se sognano di avvicinare la loro vita alla nostra, Rossi li ha riportati a un mondo più reale. Il suo spettacolo è un «varietà preventivo»: «varietà perché più le cose vanno male, più il varietà funziona»; «preventivo» perché «siamo in tempi di guerra preventiva a cui si risponde col terrorismo preventivo, che causa quindi la guerra suppositiva?», dice Rossi dal palcoscenico in una surreale escalation di paradossi bellici. A Bush e Berlusconi, i signori della guerra, dell´«impero del male», vanno i siparietti più trascinanti, le pantomime e musiche più pungenti.

 

Tra Macario e Totò, dicevano i più anziani e colti spettatori albanesi; tra «Vianello e Bonolis», scherzava di sé Paolo Rossi. Sì, ma più dispettosi e ironici, mandati all´aria fin dal prologo (dedicato a un amico sudamericano, dice Rossi) che mette subito le carte in tavola: «un paese che proibisce la satira politica è governato da uomini che hanno paura perfino delle loro ombre. Anche quando va via la luce. Benvenuti in Italia».

www.repubblica.it

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Mathis Wackernagel e William E.Rees: Impronta ecologica

Impronta ecologica
www.Lifegate.it ha pubblicato un’interessante intervista a
Mathis Wackernagel, studioso che insieme a William E.
Rees ha sviluppato un sistema per quantificare la natura
che consuma una citta’ o un paese, l’Impronta Ecologica.
In Italia l’impronta ecologica di riferimento e’ 1,8. Cioe’
ogni italiano dovrebbe consumare, per non danneggiare
l’ecosistema, quanto possono produrre e assorbire 1,8
ettari di terreno. Consumiamo invece circa 3,8 ettari a
testa.
Come si abbassa l’impronta ecologica? In pratica
bisogna ridurre l’utilizzo di energie. Scegliere la bici
invece dell’auto, scegliere prodotti biologici e locali
invece di quelli importati. Si puo’ poi isolare la casa,
ridurre i consumi di acqua ed energia elettrica, installare
pannelli solari e caldaie ad alta efficienza. Anche
comprare pochi vestiti nuovi abbassa l’impronta
ecologica.

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“archeocondono”, cosa aspettano a fare una visita alle loro case

Il ministro dei Beni culturali Urbani ha bloccato
l’emendamento dell’ “archeocondono”, per chi si e’
impossessato illegalmente di opere d’arte. (Vedi Cacao
quotidiano di ieri)
La brillante idea dell’archeocondono, cosi’ e’ stato
battezzato, e’ di Gianfranco Conte e Gabriella Carlucci
di Forza Italia.
Fonte: www.Ansa.it

che quadri tiene appeso in salotto la Carlucci?

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Cannabis terapeutica

Cannabis terapeutica e altro Tra i quesiti referendari proposti durante le elezioni
presidenziali americane, gli elettori del Montana
hanno approvato la legalizzazione della marijuana
terapeutica. Permessa la coltivazione, il possesso e il
consumo a fini terapeutici.
Gli elettori di Oakland, in California, hanno invece
approvato la Measure Z, per decriminalizzare la
marijuana, solo per quanto riguarda gli adulti e per uso
personale. La Measure Z consente anche l’uso
terapeutico, acquistando la cannabis da societa’
autorizzate.
 www.Aduc.it

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Invasioni di cavallette: mangiatele!

Se non riuscite a combatterle, mangiatele. Il consiglio
arriva nientepopodimeno che dalla FAO (Food and
Agriculture Organisation), nel tentativo di vincere
l’invasione di cavallette che dall’Africa sono arrivate a
Cipro.
Le locuste sono ricche di proteine e possono essere fritte,
bollite o arrostite, spiega l’organizzazione. Sul sito e’
presente anche un ricettario.
(Fonte: Reuters)

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Il presidente dell’Honduras Ricardo Maduro ha chiesto scusa

Scuse
Il presidente dell’Honduras Ricardo Maduro ha chiesto
pubblicamente scusa per le sparizioni e le morti degli
oppositori di sinistra negli anni ’80.
Le Squadrone della Morte, formate da militari e
poliziotti, prelevavano i sospetti oppositori del regime,
da casa o per la strada e li rinchiudevano in prigioni
segrete.
I desaparecidos sono 184.
“Devo con dolore riconoscere la responsabilita’ dello
Stato e chiedere alle famiglie di perdonare queste azioni
deprecabili” ha dichiarato il presidente Maduro.
Fino a oggi una trentina di ufficiali honduregni sono stati
perseguiti per le violenze, ma solo uno e’ stato
condannato.
(Fonte: www.Osservatoriosullalegalita.it

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cani poliziotto in cerca di una nuova famiglia

AAA nuovo amico cercasi
Vanno in pensione e sono pronti a trovare un nuovo
padrone e una nuova casa dove trascorrere serenamente
il resto della vita. Sono i cani-poliziotto che, non piu’
adatti alle loro mansioni, sono messi a riposo e, se non
possono essere affidati al poliziotto con il quale hanno
condiviso il lavoro, sono dati in adozione. Sul sito della
Polizia di Stato (http://www.poliziadistato.it) ci sono gia’
le foto di sei cani appena ‘riformati’ e in cerca di una
nuova famiglia

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taciturni sposi e parruccate consorti

Altro che convivenza insostenibile!
Negli Emirati Arabi Uniti una donna ha ottenuto
l’annullamento del matrimonio dopo appena un giorno,
quando ha scoperto che il marito e’ sordomuto. Prima
delle nozze si erano incontrati solo una volta e in
presenza dei genitori di lui, che avevano giustificato il
silenzio dell’uomo con il fatto che era “timido”.
Un professore dell’universita’ del Cairo, invece, ha
ottenuto il divorzio dopo aver scoperto, durante la prima
notte di nozze, che la moglie e’ completamente calva. La
donna, ha dichiarato l’accademico, sarebbe riuscita ad
ingannarlo durante i sette mesi di fidanzamento con una
parrucca dalle “chiome fluenti e voluminose”.
(Fonte: www.Internazionale.it

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Congresso mondiale dell’energia: Guanajuato

Sono piu’ di 10.500 i piccoli produttori messicani che
utilizzano un sistema di generazione a energia
rinnovabile: lo ha annunciato il ministro
dell’Agricoltura, Javier Usabiaga, in occasione
dell’inaugurazione del Congresso mondiale dell’energia
rinnovabile, in corso di svolgimento a Guanajuato, citta’
a circa 370 km. a nord-est della capitale Citta’ del
Messico, spiegando che gran parte dell’energia elettrica
in questione proviene da impianti eolici e solari.
Attualmente, ha concluso Usabiaga, e’ sempre piu’
conveniente installare sistemi di generazione a energia
rinnovabile, il cui costo di produzione e’ sceso da 200 a
2 dollari a watt, dagli anni Sessanta a oggi.

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Coca Cola, Edgar Paez: funziona il boicottaggio

La Coca Cola si sgasa
Gli obiettivi di crescita della Coca Cola sono stati rivisti
a causa della persistente debolezza della domanda su
mercati importanti come quello americano e quello
europeo.
Certamente una concausa del minor consumo di Coca
Cola e’ data dalle sempre piu’ frequenti iniziative di
denuncia e di informazione sulle campagne di
boicottaggio: l’ultima nel tempo dal 1 al 13 novembre in
diverse citta’ italiane, con la presenza di Edgar Paez
rappresentante internazionale del sindacato colombiano
Sinaltrainal. Il ruolo attivo della Coca-Cola come
mandante di azioni repressive degli squadroni della
morte nei confronti di sindacalisti e’ stato confermato
non solo dal Tribunale della Florida, ma anche da
Amnesty International e dalla Commissione d’inchiesta
indipendente di New York.
A livello nazionale sono ormai piu’ di 10.000 le firme di
adesione al boicottaggio e diversi i comuni  e le regioni
che hanno deliberato per bandire la Coca-Cola dai
distributori automatici di uffici e scuole.
(Fonte: www.Tgcom.it e www.Indymedia.org )

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California, Maria Aquilar: seimila dollari di diozie

Livermore, California: a fronte di un compenso di
40mila dollari, l’artista Maria Aquilar ha realizzato un
grande affresco per la nuova biblioteca cittadina. Il
murale “Celebrazione dell’illuminismo” ritrae alcuni
geni del passato, ma ci sono ben 11 scritte sbagliate, tra
cui “Eistein”, “Shakespere”, “Van Gough” e
“Michaelangelo. Interpellata, l’artista le ha chiamate
“distrazioni”, e ha definito “idiozie” le polemiche che ne
sono seguite. Tuttavia ha accettato di correggere le
scritte. Ma vuole altri seimila dollari.www.Internazionale.it

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Falluja e la resistenza che resiste

Falluja resisti  

di Abdel Bari ‘Atwan  

Mentre le telecamere di Aljazeera vengono tenute fuori da Falluja, per il terzo mese consecutivo, dentro si consuma l’ennesima tragedia targata Usa. Il mondo tace, rassicurato dai “liberatori” che parlano di 1200 combattenti morti, mentre gli ospedali si affollano e le strade di Falluja diventano tappeti di cadaveri. Oramai non resta che una città fantasma…

L’esercito americano, rinforzato da carriarmati, aerei ed artiglieria pesante prosegue l’attacco contro Falluja, in mezzo ad un totale oscuramento mediatico e ad un sospetto silenzio degli arabi e del mondo intero. Gli abitanti di Falluja chiedono alla comunità internazionale di fermare i missili e le bombe che stanno distruggendo la loro città e uccidendo i loro bambini. Ma non c’è anima che li aiuti.

Le truppe statunitensi riusciranno, senza ombra di dubbio, a recuperare Falluja e a riportarla sotto l’autorità dell’esercito d’occupazione. Ma ciò non rappresenta una vittoria sulla resistenza irachena e sulla guerra che quest’ultima combatte per liberare il proprio paese.

La domanda che bisogna porsi non è se l’esercito Usa riuscirà o meno ad entrare in città, ma quanto sarà difficile questa operazione e a quanto ammonteranno le perdite degli abitanti di Falluja, in primo luogo, e poi dell’esercito Usa aggressore.

I difensori di Falluja cercheranno, con tutte le armi leggere a loro disposizione, di ritardare l’avanzata Usa per il maggior tempo possibile e di combattere strada per strada. Ma ciò non vuol dire che la città si inginocchierà ai piedi di Iyyad Allawi, del suo governo e delle forze d’occupazione che lo sostengono. Così come l’arresto del presidente iracheno Saddam Hussein non ha fermato la resistenza irachena, come vagheggiavano gli americani, allo stesso modo l’occupazione di Falluja non diminuirà gli attacchi contro le forze Usa, la polizia e la Guardia Nazionale che con essa collabora. Anzi forse ad accadere sarà proprio il contrario. Gli uomini della resistenza sanno bene che con questo attacco si vuole mettere fine alla loro resistenza. Perciò è da escludere che resteranno ad aspettare l’esercito Usa perché li arresti o li uccida. Probabilmente si sono divisi i ruoli: alcuni sono rimasti nel cuore della città per difenderla, altri sono andati all’esterno per attaccare o per ritornare in città ad attacco compiuto, proprio come è già successo a Baghdad, Samara e a Ramadi.

Una regola ferrea, rispettata dal mondo intero, consiste nel rifiuto dei popoli dell’occupazione straniera e dei governi collaborazionisti. Gli iracheni non possono rappresentare un’eccezione a questa regola e lo dimostra la resistenza che aumenta in un tempo record che neanche il più ottimista si sarebbe mai aspettato.

La resistenza in Iraq non è circoscritta ai volontari stranieri come afferma Allawi e come ripetono gli americani. Si tratta di una resistenza chiaramente irachena, i suoi uomini chiave sono figli di questa terra. Se esistono mujahidin arabi che combattono l’occupazione Usa, questi rappresentano una percentuale risibile e godono comunque della guida e della protezione degli iracheni. I mujahidin arabi in Iraq non sono né terroristi né stranieri: fanno parte di quegli arabi che ritengono loro dovere vincere per i loro fratelli e partecipare al loro jihad per liberare la propria terra dall’occupazione. Terroristi sono coloro che giungono dall’altro capo del mondo per occupare una terra che non è loro uccidendone decine di migliaia di abitanti in una guerra illegale che si fonda sulla menzogna.

La peggiore motivazione addotta a giustificazione della strage in corso a Falluja è che i bombardamenti e la distruzione della città renderanno possibili le elezioni. Ma che elezioni sono queste che si svolgeranno sui cadaveri di donne e bambini e sulle macerie di una città fiera del suo carattere arabo e islamico?

Gli abitanti di Falluja boicotteranno le elezioni. Se qualcuno titubava, ora spingerà per il boicottaggio dopo aver visto la sua città tramutata in un cumulo di macerie.

Gli americani non sanno imparare dalle occupazioni passate e così Iyyad Allawi, che fornisce loro le giustificazioni e la copertura necessarie a che proseguano le stragi contro i suoi concittadini. La lezione più importante che dovrebbero fare propria è che i movimenti di resistenza hanno sempre trionfato e gli eserciti occupanti si sono sempre ritirati sconfitti. E con essi i governi collaborazionisti.

tratto da: al-Quds al-Arabi, 10.11.04

tradotto da: M.H.

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simona pari e simona torretta abbavagliate

Le due Simone, nonostante tutto, restano pacifiste. E devono sparire dal video

Alla conferenza stampa solo la Cnn e Sky

Avvisati da più messaggi scandalizzati che giungono sui telefoni di redazione.  C’è una tv che, alle 22.00 di sera, sta mandando in onda un programma dal titolo “Aria Pulita”. Sullo sfondo campeggia una bandiera con un titolo: “Le due Simone libere, di fare politica”. C’è un conduttore che scorre e.mail, messaggi e titoli di giornali. Alcune affermazioni sono gravi: con il riscatto pagato per la liberazione delle due pacifiste ci compreranno un tot numero di kalashnicov. Una chiara trasmissione antipacifista. E fa il paio con la completa sparizione delle 2 Simone dal sistema mediatico di oggi. Alla loro conferenza stampa era presente solo Sky e la CNN. Vogliono tornare in Iraq, vogliono che le truppe italiane si ritirino dall’Irak. 

Insomma, Simona Torretta e Simona Pari dopo essere state utilizzate per poche ore a completo beneficio del governo, appena provano a dire quel che pensano vengono nascoste. Questo perchè erano e restano pacifiste, contro la guerra e contro ogni operazione che penalizza la popolazione irakena.  Diventano personaggi scomodi e, proprio per questo motivo, devono essere fatte sparire dal video. Non si può rischiare che  il loro parere possa condizionare l’opinione pubblica.  Ancora una volta si tratta di chi non la pensa come il governo e, quindi, bisogna far finta che non esistano.  Italia 7 GOLD fa ancora di peggio. Arriva a delegittimare le due Simone, creando di loro un’immagine che è antitaliana. E come se i messaggi avessero un unico filo conduttore. Noi le abbiamo liberati da quegli sporchi assassini, incivili, arabi infedeli e lor, al posto di essere grati al mondo civilizzato, stanno ancora dalla loro parte.  Ma che tornino in  Irak come vogliono. Sperando che la prossima volta nessuno pensi alla loro liberazione.
Nel momento in cui la trasmissione comincia alla redazione di Articolo 21 sono giunte tante segnalazioni. Comprese quelle di Franca Rame e Sabina Guzzanti. E’ Sabina che avvisa e, parlando con la redazione, dice di aver visto per pochi minuti la trasmissione e di aver scelto, poi, di cambiar canale perché scandalizzata dal tono della stessa.

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