simona pari e simona torretta: il tartufo della pace!

CRETE SENESI, IL «TARTUFO DELLA PACE» A SIMONA PARI E SIMONA TORRETTA

 

Andrà all’associazione “Un ponte per” il Tartufo per la pace di quest’anno. L’associazione di volontariato, nata dopo la fine della prima Guerra del Golfo per aiutare la popolazione irachena, riceverà domenica 21 novembre il riconoscimento della comunità di San Giovanni d’Asso (Siena). E’ qui, nella piccola “capitale” del tartufo Bianco delle Crete Senesi, che la comunità locale dedicherà ancora una volta il cumine dell’attività annuale ad una realtà distintasi nel tempo per un impegno genuino a favore della pace e della solidarietà.

Dopo don Luigi Ciotti, destinatario del 2003. e dopo le altre quindici personalità o organizzazioni che ne hanno beneficiato dal 1998 in poi, il “Tartufo per la Pace” porterà dunque in primo piano l’organizzazione presieduta da Fabio Alberti, ed animata tra gli altri da Simona Pari e Simona Torretta, le due volontarie rimaste ostaggio in Iraq per venti giorni lo scorso settembre. La cerimonia di consegna del Tartufo per la pace, nella sala grande del millenario Castello di San Giovanni, è prevista per le ore 16.30 di domenica prossima, alla presenza dell’Assessore Regionale al Commercio e Turismo Susanna Cenni.

“Un ponte per”, sostenuta da 500 aderenti e comitati locali in diverse città, è da tempo impegnata nel contrastare la dominazione dei paesi del Nord sul Sud del mondo, sostenendo progetti di crescita in campo sanitario ed educativo. Alla iniziativa originaria, “Un ponte per Baghdad”, ha affiancato nel corso degli anni altre intense iniziative in realtà disagiate del pianeta: da “un ponte per Belgrado”, lanciata in seguito all’aggravamento della crisi nei Balcani, a “un ponte per Chatila” verso i profughi in Libano ed a “un ponte per Dyarbakir”, per i diritti delle minoranze in Turchia.

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Il cdr del Tg4 e Gloria Buffo condanna duramente Emilio Fede

Il cdr del Tg4 «condanna duramente le affermazioni del direttore Emilio Fede riportate ieri da ‘Striscia la notizià» e giudica «inaccettabile e lesivo della dignità di tutta la redazione definire filoterroristi alcuni giornalisti del Tg4». Il comitato di redazione chiede l’intervento dell’azienda, si riserva di intraprendere le vie legali e convoca per domani un’assemblea di redazione. Giuseppe Giulietti: «Fede , per l’ennesima volta , ha usato il suo tg per aggredire un cittadino, in questo caso la parlamentare ds Gloria Buffo, che si era permessa di criticare l’altrettanto dura aggressione che Emilio Fede aveva condotto ieri sera in diretta contro la giornalista del medesimo tg4 Anna Migotto per il servizio trasmesso sulla situazione in Iraq”».

 

Fede minaccia Gloria Buffo

di WANDA MARRA
da “l’Unità”

«Scusate, scusate, non lo sapevo. È la seconda volta che questa giornalista fa questa cosa. Qualcuno dovrà risponderne, non è possibile una cosa del genere».
Sono le 19 di martedì, quando Emilio Fede, in diretta sul Tg 4, decide di tuonare pubblicamente contro una sua giornalista, l’inviata del Tg 4 in Iraq, Anna Mingotto.
Ma quale colpa giustifica un atto così grave nei confronti della giornalista?
Un servizio in cui vengono mostrate immagini che evidentemente il fedelissimo di Berlusconi non può tollerare: quelle dell’uccisione di un irakeno da parte di un soldato americano. Immagini, peraltro, anche epurate della parte più violenta. Si fermano infatti dentro la Moschea: si vede il fucile puntato contro l’irakeno, poi c’è un fermo immagine e si riparte dopo la raffica di mitra, mostrando il soldato che se ne va. Troppo per Fede, che dopo aver inveito contro l’autrice del servizio, si affretta a passare oltre e a dare la notizia dell’esecuzione di Margaret Hassan, affidando alla collega in studio il compito di leggere l’agenzia. La giornalista lo fa, informando, tra l’altro, che Al Jazeera ha il video dell’uccisione della donna, ma ha deciso di non trasmetterlo. Una facile sponda per il direttore del Tg 4, che a questo punto può fare il suo sermoncino: «Questo non è giornalismo – afferma – Non si capisce perché non mettono in rete le immagini dei terroristi che uccidono una donna e si fanno vedere le immagini di un soldato che uccide un terrorista». Detto per inciso, Fede in questa affermazione fa vari errori: l’uomo ucciso non era un terrorista, ma un irakeno, e il fatto era stato ripreso non dalla tv araba, ma da dalla Nbc, e mandato in onda per la prima volta dalla Cnn.
La vicenda finisce sul sito di Articolo 21. Poi, ieri la parlamentare diessina, Gloria Buffo, denuncia la gravità del fatto e si appella all’Autorità per le comunicazioni: «Che cosa fa l’Autorithy per la comunicazione, preposta a vigilare sulla libertà dell’informazione mentre una giornalista viene minacciata in diretta dal suo direttore per aver fatto seriamente il proprio lavoro?».
Per tutta risposta, Fede invita la deputata «a farsi i fatti suoi». Per poi ricordare che il suo Tg va in onda in fascia protetta e giustificare così la violenza della sua reazione: «Si trattava di immagini di violenza assolutamente non consentite». E si difende sottolineando come un’altra volta aveva contestato alla giornalista un servizio sugli ostaggi nepalesi uccisi per immagini troppo violente. Confessa poi di aver fatto «un cicchetto ai responsabili della line che avevano visionato il servizio per poi mandarlo in onda».
Ma non finisce qui. Non contento, infatti, Fede torna sulla vicenda ieri, sempre durante il suo telegiornale, mostrando una foto della Buffo, commentata da un consiglio esplicitamente macabro: andare in vacanza a Nassirya.
Immediata la risposta della parlamentare che invita il diretttore del Tg 4 a stare «sereno»: «Mi faccio i “fatti di tutti” e continuerò a difendere la libertà di informazione e la dignità dei giornalisti», dice segnalando che il «nervosismo» del giornalista, al pari di quello del suo “padrone” è forse indice di uno stato di crisi irreversibile». E annuncia che oggi, oltre all’intervento dell’ Authority per le Comunicazioni, chiederà all’ avv. D’Amati se esistono gli estremi per procedere legalmente Fede.
A fugare ogni dubbio sulle reali motivazioni del Direttore del Tg 4 ci pensa, poi, definitivamente ieri Striscia la notizia, che lo mostra mentre dà della «terrorista» alla Mingotto. E poi trasmette un altro lungo fuori onda, dove Fede si vede inveire violentemente contro «gli antiamericani, filopalestinesi, terroristi».
Nel pieno del suo stile la replica: «Che altri possano essere filopalestinesi o antimericani è un loro diritto. Ma è un mio diritto essere obiettivo».

www.unità.it

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Amnesty international denuncia la violazione da parte americana

Amnesty accusa Bush: a Falluja civili indifesi

da L’unità
di Marina Mastroluca

 L’ultima roccaforte è caduta. I comandi militari annunciano l’ennesima vittoria a Falluja, città ribelle addomesticata con la forza. Ormai non resterebbero che alcune «sacche» di resistenza nel quadrante meridionale della città, nel quartiere di Shuhada, dove sono stati trovati bunker, tunnel blindati e depositi di armi. I carri armati americani hanno raggiunto anche quest’ultimo bastione, percorrendo strade seminate di rovine: un reporter della Reuters al seguito delle truppe Usa descrive un paesaggio lunare, case sventrate, moschee rase al suolo, cadaveri abbandonati. Anche ieri mattina gli aerei si sono alzati in volo per colpire presunte postazioni di ribelli, mentre a terra ancora si combatteva. «Sono rimasti i più duri e quelli con il miglior equipaggiamento», spiegava ieri alla Bbc il generale Richard Natonski. Un convoglio della Mezzaluna rossa in attesa da giorni di portare viveri, acqua e medicinali è stato costretto a tornare indietro in assenza di via libera. Le forze Usa assicurano che intendono occuparsi direttamente dell’assistenza umanitaria, a bordo dei blindati drappelli di militari passano strada per strada spiegando con gli altoparlanti che chiunque abbia bisogno di aiuto può rivolgersi alle truppe americane. Con quale esito è difficile dire, la sola certezza per le organizzazioni umanitarie – dalla Mezzaluna rossa all’Ics, Consorzio italiano di solidarietà – è che a Falluja si sta consumando un disastro umanitario. Amnesty international denuncia la violazione da parte americana delle regole di condotta che impongono la tutela dei civili e degli stessi combattenti, citando espressamente il bombardamento di una clinica di Falluja e il fuoco aperto su un guerrigliero ferito, testimoniato da un filmato della tv britannica Channel 4. Sotto accusa anche i ribelli che si sarebbero fatti scudo della bandiera bianca per poi colpire i marines. Ma è la crisi umanitaria quella che in questo momento allarma di più. Da almeno una settimana a Falluja non c’è acqua né energia elettrica, minato il ponte sull’Eufrate è venuta meno anche la possibilità di raggiungere l’ospedale, i pochi posti medici – ambulatori privi di tutto – non sono in grado di fronteggiare l’emergenza. Servono medicinali, cibo, alimenti specifici per bambini, vestiario pesante. Intervenire finora non è stato possibile. Anche i villaggi intorno a Falluja, dove hanno trovato rifugio 200.000 sfollati, «non sono sempre accessibili, visto che spesso le Forze multinazionali respingono anche ambulanze e convogli umanitari», come denuncia l’Ics. Secondo la Mezzaluna rossa almeno 150 famiglie prive di tutto sarebbero intrappolate nella città, dove cadaveri insepolti sono finiti in pasto ai cani. Il bilancio ufficiale parla di 1200 ribelli, 38 americani e 5 soldati iracheni uccisi, nessun riferimento alle vittime civili, che secondo il premier Allawi semplicemente non ci sarebbero state, il governo iracheno è disposto ad ammettere il ferimento di una ventina di civili, non di più, mentre sbandiera lo smantellamento dell’«esercito di Maometto», legato ad Al Zarqawi. Le prime immagini che arrivano dalla città sembrano mostrare però una realtà diversa da quella descritta da Allawi. E su un sito internet un messaggio audio attribuito ad Al Zarqawi invita ad attaccare le linee di rifornimento dei militari Usa.Il vicepremier iracheno Barham Salih per la prima volta ha ammesso che lo svolgimento delle elezioni a gennaio prossimo potrebbe essere compromesso dal clima di violenza. «All’approssimarsi del voto il governo iracheno, le Nazioni Unite, la commissione elettorale e l’assemblea nazionale devono impegnarsi in un dialogo serio e concreto per verificare la situazione», ha detto il vicepremier al britannico Guardian, sottolineando la sua personale speranza di riuscire a «stabilizzare molte delle aree divenute sacche di resistenza». «Tenere le elezioni sarà una grande sfida».Violenti combattimenti si sono verificati ieri anche a Baquba, scoppiati – secondo la versione Usa – dopo l’arrivo nella città di un pullman con a bordo tra i 20 e i 40 ribelli, che avrebbero attaccato le forze americane «a partire da una moschea». La risposta Usa è stata un pesante raid aereo, sono state sganciate due bombe da 250 chili. Il bilancio ufficiale è di una ventina di guerriglieri uccisi. Scontri anche nella vicina cittadina di Buhriz, dove un manipolo di ribelli ha attaccato un commissariato, portando via le armi e incendiando tutti gli automezzi. Grave anche la situazione a Mosul: dopo cinque giorni di scontri le forze di sicurezza avrebbero ripreso la maggior parte dei posti di polizia occupati dai guerriglieri giovedì scorso, ma nei prossimi giorni ci si aspetta un intensificarsi delle violenze. Negli incidenti finora si contano sette poliziotti e 30 ribelli uccisi. Secondo il ministro dell’interno iracheno Falah al-Nakib un agente ferito sarebbe stato rapito in ospedale, poi mutilato e impiccato.Vittime anche nella capitale. Quattro bambini e due donne sono rimasti uccisi ieri in un quartiere alla periferia meridionale di Baghdad, colpiti da tiri di mortaio, mentre una quindicina di uomini armati ha attaccato l’ambasciata polacca, senza gravi conseguenze.

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Paolo Rossi in Albania: Il signor Rossi contro l´impero del male

L´attore ha presentato il nuovo spettacolo in due serate a Tirana e Scutari

Paolo Rossi in Albania diventa comico multietnico

 da La Repubblica
di ANNA BANDETTINI

SCUTARI (Albania) – Ha il sapore della rivincita: cinquecento albanesi assiepati nel teatro Migjeni di Scutari applaudono entusiasti Paolo Rossi che mostra loro quanto siano sciocchi gli italiani coi loro sospetti verso gli stranieri, con le loro paure verso chi indossa un velo, tutti obnubilati dai discorsi di Bush e Berlusconi e quanto l´Italia sia uno strano paese, dove «la democrazia è gestita dagli sponsor e guidata dai presentatori».

 

Il signor Rossi contro l´impero del male, il divertente, caciarone, rumoroso e nuovo spettacolo del picaresco attore italiano ha avuto l´altra sera il suo strepitoso debutto nel paese meno vistoso d´Europa, l´Albania, dove manca tutto, compresa l´energia elettrica, e dove Rossi con la sua variopinta compagnia (una giapponese, Jun Ichikawa la regina guerriera di Olmi in Cantando dietro i paraventi, due tunisini, Aicha e Kais Boumaiza, Rufin Doh Zeyenquin della Costa d´Avorio, e tre italiani Alex Orciari, Stefano Bembi e il fido Emanuele Dell´Aquila) è praticamente stato adottato, tanto più che al seguito, come spettatore, c´era anche Giovanni di Aldo Giovanni e Giacomo, qui un´autentica celebrità. «Quasi non mi rendo conto di questo successo – commenta Rossi sorpreso – Qui la gente ha il problema di come tirare dalla mattina alla sera. Sono come nell´Italia degli anni ´50. I 60 anni di dittatura di Hoxha hanno fermato la storia, anni in cui se ascoltavi alla radio Lelio Luttazzi, cognome evidentemente sfigato con la censura, venivi arrestato? Non pensavo che ci fosse voglia di ridere». Invece domenica al Black Box di Tirana e sabato a Scutari, città considerata la più colta dell´Albania, e oggi la più antigovernativa, dove c´è una presenza italiana importante dice il console Roberto Orlando, nello storico Teatro Migjeni, costruito dai russi nel ´58 risistemato anche grazie a Emilia Romagna Teatro che ha qui un progetto di solidarietà e ha dato una mano all´Agidì di Paolo Guerra per la tournée, gli albanesi non hanno smesso di ridere un minuto e se sognano di avvicinare la loro vita alla nostra, Rossi li ha riportati a un mondo più reale. Il suo spettacolo è un «varietà preventivo»: «varietà perché più le cose vanno male, più il varietà funziona»; «preventivo» perché «siamo in tempi di guerra preventiva a cui si risponde col terrorismo preventivo, che causa quindi la guerra suppositiva?», dice Rossi dal palcoscenico in una surreale escalation di paradossi bellici. A Bush e Berlusconi, i signori della guerra, dell´«impero del male», vanno i siparietti più trascinanti, le pantomime e musiche più pungenti.

 

Tra Macario e Totò, dicevano i più anziani e colti spettatori albanesi; tra «Vianello e Bonolis», scherzava di sé Paolo Rossi. Sì, ma più dispettosi e ironici, mandati all´aria fin dal prologo (dedicato a un amico sudamericano, dice Rossi) che mette subito le carte in tavola: «un paese che proibisce la satira politica è governato da uomini che hanno paura perfino delle loro ombre. Anche quando va via la luce. Benvenuti in Italia».

www.repubblica.it

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Mathis Wackernagel e William E.Rees: Impronta ecologica

Impronta ecologica
www.Lifegate.it ha pubblicato un’interessante intervista a
Mathis Wackernagel, studioso che insieme a William E.
Rees ha sviluppato un sistema per quantificare la natura
che consuma una citta’ o un paese, l’Impronta Ecologica.
In Italia l’impronta ecologica di riferimento e’ 1,8. Cioe’
ogni italiano dovrebbe consumare, per non danneggiare
l’ecosistema, quanto possono produrre e assorbire 1,8
ettari di terreno. Consumiamo invece circa 3,8 ettari a
testa.
Come si abbassa l’impronta ecologica? In pratica
bisogna ridurre l’utilizzo di energie. Scegliere la bici
invece dell’auto, scegliere prodotti biologici e locali
invece di quelli importati. Si puo’ poi isolare la casa,
ridurre i consumi di acqua ed energia elettrica, installare
pannelli solari e caldaie ad alta efficienza. Anche
comprare pochi vestiti nuovi abbassa l’impronta
ecologica.

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“archeocondono”, cosa aspettano a fare una visita alle loro case

Il ministro dei Beni culturali Urbani ha bloccato
l’emendamento dell’ “archeocondono”, per chi si e’
impossessato illegalmente di opere d’arte. (Vedi Cacao
quotidiano di ieri)
La brillante idea dell’archeocondono, cosi’ e’ stato
battezzato, e’ di Gianfranco Conte e Gabriella Carlucci
di Forza Italia.
Fonte: www.Ansa.it

che quadri tiene appeso in salotto la Carlucci?

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Cannabis terapeutica

Cannabis terapeutica e altro Tra i quesiti referendari proposti durante le elezioni
presidenziali americane, gli elettori del Montana
hanno approvato la legalizzazione della marijuana
terapeutica. Permessa la coltivazione, il possesso e il
consumo a fini terapeutici.
Gli elettori di Oakland, in California, hanno invece
approvato la Measure Z, per decriminalizzare la
marijuana, solo per quanto riguarda gli adulti e per uso
personale. La Measure Z consente anche l’uso
terapeutico, acquistando la cannabis da societa’
autorizzate.
 www.Aduc.it

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Invasioni di cavallette: mangiatele!

Se non riuscite a combatterle, mangiatele. Il consiglio
arriva nientepopodimeno che dalla FAO (Food and
Agriculture Organisation), nel tentativo di vincere
l’invasione di cavallette che dall’Africa sono arrivate a
Cipro.
Le locuste sono ricche di proteine e possono essere fritte,
bollite o arrostite, spiega l’organizzazione. Sul sito e’
presente anche un ricettario.
(Fonte: Reuters)

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Il presidente dell’Honduras Ricardo Maduro ha chiesto scusa

Scuse
Il presidente dell’Honduras Ricardo Maduro ha chiesto
pubblicamente scusa per le sparizioni e le morti degli
oppositori di sinistra negli anni ’80.
Le Squadrone della Morte, formate da militari e
poliziotti, prelevavano i sospetti oppositori del regime,
da casa o per la strada e li rinchiudevano in prigioni
segrete.
I desaparecidos sono 184.
“Devo con dolore riconoscere la responsabilita’ dello
Stato e chiedere alle famiglie di perdonare queste azioni
deprecabili” ha dichiarato il presidente Maduro.
Fino a oggi una trentina di ufficiali honduregni sono stati
perseguiti per le violenze, ma solo uno e’ stato
condannato.
(Fonte: www.Osservatoriosullalegalita.it

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cani poliziotto in cerca di una nuova famiglia

AAA nuovo amico cercasi
Vanno in pensione e sono pronti a trovare un nuovo
padrone e una nuova casa dove trascorrere serenamente
il resto della vita. Sono i cani-poliziotto che, non piu’
adatti alle loro mansioni, sono messi a riposo e, se non
possono essere affidati al poliziotto con il quale hanno
condiviso il lavoro, sono dati in adozione. Sul sito della
Polizia di Stato (http://www.poliziadistato.it) ci sono gia’
le foto di sei cani appena ‘riformati’ e in cerca di una
nuova famiglia

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taciturni sposi e parruccate consorti

Altro che convivenza insostenibile!
Negli Emirati Arabi Uniti una donna ha ottenuto
l’annullamento del matrimonio dopo appena un giorno,
quando ha scoperto che il marito e’ sordomuto. Prima
delle nozze si erano incontrati solo una volta e in
presenza dei genitori di lui, che avevano giustificato il
silenzio dell’uomo con il fatto che era “timido”.
Un professore dell’universita’ del Cairo, invece, ha
ottenuto il divorzio dopo aver scoperto, durante la prima
notte di nozze, che la moglie e’ completamente calva. La
donna, ha dichiarato l’accademico, sarebbe riuscita ad
ingannarlo durante i sette mesi di fidanzamento con una
parrucca dalle “chiome fluenti e voluminose”.
(Fonte: www.Internazionale.it

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Congresso mondiale dell’energia: Guanajuato

Sono piu’ di 10.500 i piccoli produttori messicani che
utilizzano un sistema di generazione a energia
rinnovabile: lo ha annunciato il ministro
dell’Agricoltura, Javier Usabiaga, in occasione
dell’inaugurazione del Congresso mondiale dell’energia
rinnovabile, in corso di svolgimento a Guanajuato, citta’
a circa 370 km. a nord-est della capitale Citta’ del
Messico, spiegando che gran parte dell’energia elettrica
in questione proviene da impianti eolici e solari.
Attualmente, ha concluso Usabiaga, e’ sempre piu’
conveniente installare sistemi di generazione a energia
rinnovabile, il cui costo di produzione e’ sceso da 200 a
2 dollari a watt, dagli anni Sessanta a oggi.

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Coca Cola, Edgar Paez: funziona il boicottaggio

La Coca Cola si sgasa
Gli obiettivi di crescita della Coca Cola sono stati rivisti
a causa della persistente debolezza della domanda su
mercati importanti come quello americano e quello
europeo.
Certamente una concausa del minor consumo di Coca
Cola e’ data dalle sempre piu’ frequenti iniziative di
denuncia e di informazione sulle campagne di
boicottaggio: l’ultima nel tempo dal 1 al 13 novembre in
diverse citta’ italiane, con la presenza di Edgar Paez
rappresentante internazionale del sindacato colombiano
Sinaltrainal. Il ruolo attivo della Coca-Cola come
mandante di azioni repressive degli squadroni della
morte nei confronti di sindacalisti e’ stato confermato
non solo dal Tribunale della Florida, ma anche da
Amnesty International e dalla Commissione d’inchiesta
indipendente di New York.
A livello nazionale sono ormai piu’ di 10.000 le firme di
adesione al boicottaggio e diversi i comuni  e le regioni
che hanno deliberato per bandire la Coca-Cola dai
distributori automatici di uffici e scuole.
(Fonte: www.Tgcom.it e www.Indymedia.org )

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California, Maria Aquilar: seimila dollari di diozie

Livermore, California: a fronte di un compenso di
40mila dollari, l’artista Maria Aquilar ha realizzato un
grande affresco per la nuova biblioteca cittadina. Il
murale “Celebrazione dell’illuminismo” ritrae alcuni
geni del passato, ma ci sono ben 11 scritte sbagliate, tra
cui “Eistein”, “Shakespere”, “Van Gough” e
“Michaelangelo. Interpellata, l’artista le ha chiamate
“distrazioni”, e ha definito “idiozie” le polemiche che ne
sono seguite. Tuttavia ha accettato di correggere le
scritte. Ma vuole altri seimila dollari.www.Internazionale.it

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