Uomini di Fede e Coraggio: Don Albino Bizzotto

un prete celebra il matrimonio civile di una divorziata

Un matrimonio civile celebrato da un sacerdote che, con il suo gesto, vuole invitare la Chiesa a mettere da parte l’“accanimento giuridico” per “ritrovare il Vangelo”. Il fatto è accaduto a Padova, lo scorso 13 gennaio, quando don Albino Bizzotto (presidente e fondatore dei Beati i costruttori di pace, associazione cattolica da più di vent’anni impegnata sui temi della pace e del disarmo), nella sala Paladin di Palazzo Moroni (sede del municipio), ha celebrato il matrimonio civile di Emma e Luigino.

I due coniugi si sarebbero volentieri sposati in chiesa, con rito religioso, ma la disciplina ecclesiastica non lo permetteva perché Emma è divorziata. E così don Bizzotto, d’accordo con la coppia che conosce e segue da tempo, ha chiesto la delega del sindaco per poter celebrare lui il matrimonio civile, visto che non poteva benedire le nozze secondo il rito cattolico. E nelle poche parole dette durante il matrimonio, che è durato un quarto d’ora, don Bizzotto ha implicitamente invitato la Chiesa ha rivedere le sue posizioni: “Carissimi Emma e Luigino – ha detto agli sposi – sono contento di essere vostro testimone qualificato. Lo sarei stato volentieri in chiesa con una eucaristia. Ancora non è possibile secondo la legge della chiesa; visto che ciò mi è consentito dalla legge civile, lo faccio volentieri. Per affermare che le persone vengono prima di ogni legge; non sono le persone per la legge, ma la legge per le persone”. Di seguito una nostra intervista a don Albino Bizzotto.

D: Don Albino, come le è venuto in mente di celebrare un matrimonio civile?

R: La situazione è nata quasi per caso. Sono venuti all’eucaristia in comunità sabato 6 gennaio e ci hanno annunciato che il sabato successivo, il 13, si sarebbero sposati in Comune, dal momento che non potevano sposarsi in chiesa visto che lei era divorziata. Poi, chiacchierando durante la cena, lui mi ha spiegato che qualsiasi cittadino può fare da pubblico ufficiale, e quindi celebrare il matrimonio civile, se ha la delega del sindaco. Io non sapevo che ci fosse questa possibilità, credevo che fosse permesso solo ai membri dell’amministrazione. Allora mi hanno proposto di officiare il rito – anche perché siamo amici, ci conosciamo e li seguo da tanto tempo – e io ho accettato, visto che non mi era possibile celebrare l’eucaristia, come invece avrei desiderato e come spero di poter fare presto.

D: Durante la celebrazione del matrimonio lei ha detto, riferendosi alla legge ecclesiastica che vieta alle persone divorziate di risposarsi in Chiesa, che “le persone vengono prima di ogni legge” e che “non sono le persone per la legge ma la legge per le persone”…

R: Sì, perché il sacramento consiste nell’amore che si vogliono le persone: dovunque ci sono due persone che si amano, il Dio di Gesù Cristo fa corpo con questa realtà. E noi sacerdoti non siamo quelli che possiedono il sacramento ma coloro che annunciano il Vangelo all’interno del sacramento. La Chiesa, per mantenere salde e assolutizzare tutte le sue leggi, rischia poi di perdere le persone, a vari livelli. Io avverto forte la necessità che la Chiesa ritrovi il Vangelo, mentre invece sta cadendo in una sorta di ‘accanimento giuridico’ che riduce le persone a categorie inquadrate e squadrate secondo i termini di legge.

D: Nelle sue parole e nel suo gesto non c’è intento polemico, ma sicuramente si tratta di una provocazione positiva…

R:Certamente. E proprio per questo ho scelto prima di farlo e poi di dirlo.

D: Si augura che qualche cosa cambi nella Chiesa?

R:Spero vivamente che anche nella Chiesa si cominci a fare una riflessione sulla scelta di tenere salde le leggi senza interrogarsi e confrontarsi sulle persone. Il Vangelo non può essere utilizzato come una ‘mazza’ contro le persone, ma va annunciato come la grande novità per cui le persone sono provocate ad essergli fedeli.

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Tempo di “Chiudere Guantánamo, ora!”

5 ANNI DI GUANTÁNAMO,
5 ANNI D’INGIUSTIZIA.

Partecipa alla campagna di
Amnesty International per  

“CHIUDERE GUANTÁNAMO,ORA!”

Dall’11 gennaio 2002, nel centro di detenzione gestito dagli Usa a Guantánamo Bay sono stati trasferiti 775 prigionieri provenienti da oltre 35 paesi. Circa 400 di essi sono tuttora detenuti senza accusa né processo. Guantánamo Bay è l’esempio più evidente delle violazioni dei diritti umani commesse nel contesto della “guerra al terrore” lanciata dagli Usa all”indomani degli attacchi dell’11 settembre 2001. Nell’ambito della campagna mondiale “Più diritti più sicurezza”  Amnesty International lancia un’azione per “Chiudere Guantánamo, ora!” [continua]
11.01.2002 – 11.01.2007: “Chiudere Guantánamo, ora!” Le iniziative in Italia

Firma l’appello per Sami Al-Hajj  e per Fawzi al-Odah

Firma l’appello all’Ambasciata degli Usa in Italia 

Unisciti a noi nel viaggio per la chiusura di Guantánamo

THE ROAD TO GUANTANAMO, UNA FEDELE RICOSTRUZIONE CINEMATOGRAFICA DI QUESTA REALTA’:

“Lesioni da scariche elettriche sulle piante dei piedi e sui genitali; il fatto che fosse stato evidentemente colpito a ripetizione sulla nuca da un corpo contundente; i segni delle frustate presenti su tutto il corpo”.

“Le luci accese tutta la notte, musica ad altissimo volume, insulti alla loro religione, alla loro cultura, alle loro credenze”.

“Il cappuccio serve al disorientamento sensoriale e le braccia sono stirate per provocare dolore autoinflitto. Si tratta di due semplici tecniche-base”.

“Ci defecano addosso, ci aizzano contro i cani, usano le scosse elettriche e ci fanno morire di fame”.

“Mi hanno rasato i capelli a strisce, come un indiano. Mi hanno tagliato i baffi, mi hanno messo in mano un piatto e mi hanno fatto andare dagli altri prigionieri a elemosinare, come fossi un barbone”.

“Mi spruzzarono del gas negli occhi, fui picchiato e gettato a terra. Uno di loro mi afferrò la testa e cominciò a sbatterla contro il pavimento di cemento. Un altro mi diede un calcio in faccia, causandomi un taglio da cui presto cominciò a uscire molto sangue. Tutto questo accadde mentre ero steso a terra, ammanettato e incatenato. Mi tagliarono capelli, baffi e barba e mi buttarono in una gabbia singola, ricoperto di sangue. Dopo un’ora un soldato venne a chiedermi se mi servivano le cure di un medico. Rifiutai l’offerta e mi raccomandai a Dio, mostrandogli l’ingiustizia dei miei carcerieri. A un certo punto mi accorsi che stavo svenendo, e allora chiesi di essere medicato. Mi misero tre punti di sutura, mi fasciarono la testa e mi diedero dei sonniferi, dicendo che erano degli antibiotici. Il tutto, attraverso un’apertura di pochi centimetri nella porta. Mi addormentai, oppresso dall’ingiustizia terribile di quegli uomini”.
 (TESTIMONIANZE DA CHI E’ STATO IN VACANZA A CUBA…)

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Ottavo Anniversario, ricordando un AMICO FRAGILE in prematuro viaggio.

«Benedetto Croce diceva che fino a diciotto anni tutti scrivono poesie e che, da quest’età in poi, ci sono due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini. Allora, io mi sono rifugiato prudentemente nella canzone che, in quanto forma d’arte mista, mi consente scappatoie non indifferenti, là dove manca l’esuberanza creativa»
 
“Ho sempre impostato la mia vita in modo da morire con trecentomila rimorsi e nemmeno un rimpianto”
 
“Io mi ritengo religioso, e la mia religiosità consiste nel sentirmi parte di un tutto, anello di una catena che comprende tutto il creato, e quindi nel rispettare tutti gli elementi, piante e minerali compresi, perché secondo me l’equilibrio è dato proprio dal benessere diffuso in tutto ciò che ci circonda. La mia religiosità non arriva a cercare di individuare il principio, che tu voglia chiamarlo creatore, regolatore o caos non fa differenza. Però penso che tutto quello che abbiamo intorno abbia una sua logica, e questo è un pensiero al quale mi rivolgo quando sono in difficoltà, magari anche dandogli i nomi che ho imparato da bambino, forse perché mi manca la fantasia per cercarne altri”
 
“Innanzitutto l’uomo deve superare i grandi disagi: il primo quando nasce e deve imparare a convivere con elementi a lui estranei; il secondo quando scopre la paura della morte e, infine, la solitudine per scelta. Accettandoli tutti e tre si arriva a una profonda maturazione spirituale. Soltanto chi è davvero solo è  davvero libero.”
 
“Aspetterò domani, dopodomani e magari cent’anni ancora finché la signora Libertà e la signorina Anarchia verranno considerate dalla maggioranza dei miei simili come la migliore forma possibile di convivenza civile, non dimenticando che in Europa, ancora verso la metà del Settecento, le istituzioni repubblicane erano considerate utopia”
(FABRIZIO DE ANDRE’)

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OIL FOR NOTHING: il furto infine legificato

 
 
“Le riserve di petrolio iracheno che qualcuno in maniera falsa sostiene che vorremmo acquisire  dovrebbero essere preservate per il popolo iracheno”
Tony Blair, 18 marzo 2003
 
 
“Il petrolio iracheno è degli iracheni”
George Bush, 14 giugno 2003
 
 
“Non invaderemo il paese per il petrolio”
Colin Powel, allora Segretario di Stato, luglio 2003
 
 
“Il petrolio iracheno può fruttare dai 50 ai 100 miliardi di dollari l’anno.
L’Iraq così può autofinanziarsi la ricostruzione”
Paul Wolfowitz ex sottosegretario della difesa e attuale presidente della Banca Mondiale, marzo 2003
 
“Io so  che anche in Italia ci sono persone che pensano che questa è un invasione per il petrolio,
e altre cretinate…
La gente che crede questo credevano anche in Stalin come salvatore dell’umanità.”
 Edward Luttwak, l’altro ieri
 
Il futuro dell’Iraq,
nel furto progettato e messo in atto dai SINCERAMENTE deprecabili predoni sopracitati.
 
La proposta di legge che sta approdando al parlamento di Baghdad infatti prevede la cessione
delle risorse petrolifere (che erano state statalizzate nel 1974) con contratti di gestione per almeno 30 anni,
alle grandi compagnie britanniche e americane (BP, Shell e Exxon).
Con diritti a profitti stratosferici se comparati con quelli che le stesse compagnie ottengono negli altri paesi produttori di petrolio del medioriente.
 
L’amico Younis Tawfik, ascoltato dai microfoni di radio24 ricorda che la guerra è stata la “logica” reazione statunitense verso un Iraq
che nonostante l’embargo aveva sottoscritto importanti accordi di fornitura con la Russia e la Francia, ma soprattutto con la temuta Cina,
accordi commerciali tra l’altro in moneta euro.
 
Younis  infine sottolinea il paradosso del paese più ricco di risorse energetiche del mondo,
che si ritrova oggi senza acqua potabile e con una disponibilità di energia elettrica di poche ore al giorno.
(altro regalo accessorio madeinbush ad una democrazia di cui mai si è avvistato l’orizzonte).
 
Vittorio alias
guerrillaradio
—————————————–
 
-the Independent: Blood and oil…

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THE ANGELS FACTORY (la fabbrica degli angeli)

La fabbrica degli Angeli
non chiude mai i battenti.
 
I suoi operai sono assassini israeliani
La materia prima è innocenza Palestinese.
 
guerrillaradio

 

 
 
see also my friend Faisal in THE CHILDREN OF THE INTIFADA
 
 
 
 
Look into my eyes
Tell me what you see
You don’t see a damn thing
‘cause you can’t relate to me
You’re blinded by our differences
My life makes no sense to you
I’m the persecuted one
You’re the red, white and blue

Each day you wake in tranquility
No fears to cross your eyes
Each day I wake in gratitude
Thanking God He let me rise
You worry about your education
And the bills you have to pay
I worry about my vulnerable life
And if I’ll survive another day
Your biggest fear is getting a ticket
As you cruise your Cadillac
My fear is that the tank that has just left
Will turn around and come back

Yet, do you know the truth of where your money goes?
Do you let your media deceive your mind?
Is this a truth nobody, nobody, nobody knows
Has our world gone all blind?

Do you know the truth of where your money goes?
Do you let your media deceive your mind?
Is this a truth nobody, nobody, nobody knows?
Someone tell me…

Ooohh, let’s not cry tonight
I promise you one day it’s through
Ohh my brothers, Ohh my sisters
Ooohh, shine a light for every soul that ain’t with us no more
Ohh my brothers, Ohh my sisters

See I’ve known terror for quite some time
57 years so cruel
Terror breathes the air I breathe
It’s the checkpoint on my way to school
Terror is the robbery of my land
And the torture of my mother
The imprisonment of my innocent father
The bullet in my baby brother
The bulldozers and the tanks
The gases and the guns
The bombs that fall outside my door
All due to your funds
You blame me for defending myself
Against the ways of my enemies
I’m terrorized in my own land
And I’m the terrorist?

Yet, do you know the truth of where your money goes?
Do you let your media deceive your mind?
Is this a truth nobody, nobody, nobody knows
Has our world gone all blind?

Do you know the truth of where your money goes?
Do you let your media deceive your mind?
Is this a truth nobody, nobody, nobody knows?
Someone tell me…

Ooohh, let’s not cry tonight, I promise you one day it’s through
Ohh my brothers, Ohh my sisters,
Ooohh, shine a light for every soul that ain’t with us no more
Ohh my brothers, Ohh my sisters,

America, do you realize that the taxes that you pay
Feed the forces that traumatize my every living day
So if I won’t be here tomorrow
It’s written in my fate
May the future bring a brighter day
The end of our wait

(pause)

Yet, do you know the truth of where your money goes?
Do you let your media deceive your mind?
Is this a truth nobody, nobody, nobody knows
Has our world gone all blind?

Do you know the truth of where your money goes?
Do you let your media deceive your mind?
Is this a truth nobody, nobody, nobody knows?
Someone tell me…

Ooohh, let’s not cry tonight, I promise you one day it’s through
Ohh my brothers, Ohh my sisters,
Ooohh, shine a light for every soul that ain’t with us no more
Ohh my brothers, Ohh my sisters,

Ohh let’s not cry tonight I promise you one day is through
Ohh my brothers! Ohh my sisters!
Ooh shine a light for every Soul that ain’t with us no more
Ohh my brothers! Ohh my sisters!
 
Gli OUTLANDISH
su una poesia del poeta palestinese Gihad Ali.

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Saddam, new dead man walking

saddam vicino all’esecuzione

 
Anno nuovo, Morte nuova,
entro 30 giorni appenderanno appeso per il collo l’ ex-rais Saddam Hussein.
 
Altra mossa strategica suicida per gli occupanti,
elevare al ruolo celebrativo di martire un dittatore assai poco popolare.
 
Mentre gli Usa gongolano, imbarazzo fra i governi europei che hanno sostenuto questa guerra illegale,
siamo andati immaginando di esportare democrazia,
e i metodi per applicare la giustizia sono tornati quelli del medioevo,
la pena di morte, come nel peggior regime di talebani mozzamani.
 
Qualcosa mi dice che in una Baghdad superblindata,
il momento dell’impiccagione sarà un evento mediatico mondiale,
mentre centinaia di volontari si offrono come boia,
George Bush tiene i popcorn e le birre pronte dinnanzi al televisore.
 
Sperando, sperando,
che questo death-show distogli un poco l’attenzione
dalla lunga fila di bandiere americane che tornano dall’Iraq avvolgendo bare,
siamo arrivati quasi a quota  3000
 
Sul processo, per noi farsa, abbiamo già detto la nostra.
image images saddam hussein dead
Oggi si è espresso Richard Dicker, direttore del programma Giustizia internazionale dell’organizzazione per la difesa dei diritti umani Human Rights Watch esortando il governo di Baghdad a non procedere all’esecuzione di Saddam Hussein:
dichiarazione contro la pena di morte
 “Imporre la pena di morte, indifendibile in ogni caso, è tanto più un errore dopo un processo così iniquo.
 Che la decisione della giuria sia annunciata dal consigliere per la sicurezza nazionale dell’Iraq sottolinea le interferenze politiche che hanno inficiato il processo di Saddam Hussein”.
 
Già il mese scorso, Hrw aveva pubblicato un rapporto in cui sosteneva che la condanna a Saddam doveva essere annullata per le irregolarità che avevano contraddistinto il processo; secondo Hrw la Corte d’appello avrebbe dovuto esaminare approfonditamente la sentenza emessa in prima istanza a novembre dall’alto tribunale penale iracheno, finanziato e consigliato dagli Stati Uniti.
 
Dall’Italia, l’organizzazione Nessuno tocchi Caino ha lanciato un appello, a cui hanno già aderito oltre 300 personalità della politica e della cultura, per scongiurare l’applicazione della pena capitale a Saddam, prevista entro 30 giorni: “Mentre la vicenda processuale di Saddam Hussein sta evolvendo inesorabilmente verso l’esecuzione dell’ex rais, sono cresciute le adesioni di parlamentari italiani ed europei di tutti gli schieramenti e di personalità del mondo arabo all’appello ‘Nessuno tocchi Saddam” si legge in un comunicato.
 

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NATALE PALESTINESE

Pensando all’anno scorso
quando esattamente in questo giorno
mi trovavo recluso prigioniero politico
nelle carceri israeliane.
 
Pensando a quest’anno,
io libero ma ancora prigioniero
 dall’apartheid imposta da Israele verso i Palestinesi
e verso chi per loro si mobilita solidalemente.
 
Vittorio
alias
guerrillaradio

Il muro colpisce ancora.

 

Vita dura per chi nasce a Betlemme

 

Patriarca Latino di Gerusalemme: Paura dell’avvenire in tutta la regione

 

se non capisci queste vignette corri a questo indirizzo:
 
http://www.stopthewall.org/

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Buon Natale Anticlericale

“Io voglio scrivere su tutti i muri ovunque siano muri […] Io chiamo il cristianesimo unica grande maledizione, unica grande intima perversione, unico grande istinto di vendetta […] Io lo chiamo unico imperituro marchio d’abbominio dell’umanità…”.
(F.W. Nietzsche, L’Anticristo)
 
anticlerico Nietzche
 
 

 
 
 
Il vicariato di Roma ha deciso di negare i funerali religiosi a Piergiorgio Welby.
 
(I funerali religiosi erano stati organizzati presso la parrocchia di Don Bosco a Roma per volontà di Mina Welby, la moglie di Piergiorgio. Mina è infatti cattolica praticante, e Welby aveva acconsentito che, alla sua morte, i funerali si svolgessero secondo la volontà e la sensibilità della sua compagna.)
 
Piergiorgio
crocifisso dallo stato su una macchina respiratoria per lunghi anni,
e ora da morto ancora lapidato dai sanpietrini della morale dei soliti corvacci ecclesiastici…
 
Ci hanno un messo solo un più di tempo rispetto alle loro protesi prestate alla politica,
 nel manifestare le loro convinzioni medioevali.
 
Prima si dovevano consultare,
far girar voce sull’esito dalla lettura delle interiore che l’aruspice in Prada che sta al Vaticano ha colto consultando le sue esegesi relegate in oro.
foto funerale pinochet
 

 
Funerali non negati al sanguinario dittatore Augusto Pinochet,
già a suo tempo venerato dal SUBITOSANTO KAROL WOJTYLA.
 
Fortuna che non sono più cattolico,
grazie al cielo sono guarito, 
non sarò mai  invitato ai loro party in paradiso,
fra i vari Peron e Pinochet, i cui regimi la chiesa appoggiava,
come in precedenza quelli di Mussolini,  Franco, Salazar ed Hitler, e il beatificato il cardinale jugoslavo Stepinac, criminale di guerra,
vorrà dire che mi accontenterò di un inferno a fianco del cattolicamente condannato Piergiorgio Welby.
 
 
ps.
Natale di guerra in Palestina,
Iraq,
Somalia,
Etiopia
etc etc
 
Il papa si dice molto preoccupato,
ha infatti appena notato dalla  finestra del suo loft su piazza S. Pietro due gay passare tenendosi per mano.

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Auguri di BUON TUMORE e FELICE CANCRO NUOVO

Piergiorgio Welby è morto in piedi.
 
Sollevato al cielo dall’immensa dignità di uomo
coerente sino alla sua fine nel suo credo laicista.
L’angelo in camice bianco che ha acconsentito al suo volere nel cessare le torture di stato
si chiama dottor Mario Riccio,
rischia ora fino a 15 anni di carcere per omicidio colposo.
Solo per aver fatto evadere Piergiorgio dalla prigione in cui la sua anima era reclusa,
 in un guscio inerme,
fra indicibili sofferenze,
che fino alla fine i suoi occhi hanno cercato di comunicare al mondo.
 
Lo so non è buona creanza,
augure il male a qualcuno
però oggi ad un Luca Volonté (Udc) che chiede l’arresto dei “colpevoli di questo omicidio”
ci sentiamo di augurare per sua figlia una fine terminale in un polmone d’acciaio,
alla moglie di  Alfredo Mantovano (An),
che  punta il dito contro i “criminali” che “uccidono per propaganda politica allo scopo di invocare una legge che generalizzi la morte”
una terribile distrofia muscolare progressiva,
e distruibiremo volentiere dei bei tumori cerebrali
ai familiari di La Russa e a Giovanardi,
a tutti quei Guardiani della Morale che sono arrivati addirittura a paragonare un atto di compassione ai forni crematori del nazismo.
 
 
Perchè è bene ricordare che solo vivendo sulla propria pelle
tutto il dramma della non-vita recente di Welby,
si può pensare di parlare con cognizione di causa.
 
Come il l’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani,
che  per anni si era opposto con forza all’assistenza sanitaria a spese della città  per i bambini malati e non coperti da assicurazione, e poi, dopo essersi ammalato di cancro, ci ha ripensato. O come la fervida antiabortista Nancy Reagan che, al capezzale del vecchio Ronald malato di Alzheimer, corse a chiedere all’antiabortista Bush di finanziare la ricerca sulle cellule staminali degli embrioni.
 
Allora forza,
uniamoci  in una preghiera laica affinché si sviluppino questi mali nei cuori
nei midolli e nei cervelli di questi esseri tanto superiori da credersi Guardiani di Dio,
solo la loro sofferenza e  malattia può cambiare in meglio le regole di una società dominata dalla superstizione.
 
 
 
Guerrilla Radio

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Unità nazionale contro la miseria imposta da Israele.

 Il discorso di Abu Mazen,
che fa richiesta di nuove elezioni potrebbe innescare nuovi scontri fra fazioni armate di Fatah e Hamas,
la scintilla di una possibile guerra civile.
 
Noi lo crediamo improbabile,
tanto è fortemente radicata l’identità palestinese,
e nonostante gli sforzi di Israele affiche sia guerra civile.
 
Non ho mai simpatizzato per Hamas,
tutt’altro, però ritengo che  delegittimare un governo democraticamente (aimè) eletto,
significhi solo una cosa:
colpo di stato.
 
Auspichiamo allora un nuovo governo di unità nazionale,
in cui i trattati precedentemente conquistati e riconosciuti dall ‘OLP siano ratificati anche dagli esponenti di Hamas.
 
Auspichiamo soprattutto che l’embargo voluto da Israele venga immediatamente cessato,
da nove mesi i dipendenti statali non ricevono lo stipendio,
in alcune aeree della Palestina la disoccupazione tocca il 70 per cento,
e i maggiormente colpiti da questa miseria assoluta sono i profughi palestinesi.
 
Anche perchè bene ricordare che Israele rapina
quotidianamente i pochi introiti della disastrata economia palestinese.
 
Secondo la Banca Mondiale, i palestinesi stanno attualmente subendo la peggiore depressione economica della storia moderna. L’oltraggiosa imposizione delle sanzioni internazionali ha avuto un impatto devastante su un’economia già gravemente compromessa, data la sua estrema dipendenza da risorse finanziarie esterne. Ad esempio, l’Autorità Palestinese dipende fortemente da due fonti di entrata. La prima sono gli aiuti annuali dei donatori occidentali con circa un miliardo di dollari a sostegno (nel 2005, secondala Banca Mondiale, i contributi sono stati di 1,3 miliardi fra umanitari e di emergenza [500 milioni / 38%], per lo sviluppo [450 milioni / 35%] e di bilancio [350 milioni / 27%]), gran parte dei quali ora sospesi. La seconda è un trasferimento mensile da Israele di 55 milioni di dollari in entrate doganali e fiscali raccolte per la AP, fonte di entrate assolutamente critica per il bilancio palestinese, completamente sospesa. Di fatto, Israele ora sta trattenendo quasi mezzo milione di dollari di entrate palestinesi di cui c’è disperato bisogno a Gaza.

 
Solo uno stolto non può comprendere che tutto ciò contribuisce al deterioramento della situazione israelopalestinese.
 
Vik alias guerrillaradio
 
 

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Muerto Pinochet: Victor y Salvodor viven siempre

Non avrei dovuto,
davvero,
domani mattina presto ho gli esami del sangue.
 
Ma in una città dell’Europa appena europizzata
non trovando nulla di italico in enoteca
 avendo sentore di quello che stava avvenendo,
due giorni fa mi sono tuffato nel vino cileno,
che ancora adesso non ho finito nell’accumulo di bottiglie vuote.
 
Nel brindare all’eclissi di un mostro,
nel commuoversi al ricordo di un lutto anche nostro.
 
Oltre a Salvador Allende vogliamo ricordare quest’oggi Victor Jara,
proponendo una delle sue ultime esibizioni pubbliche,
e un testo poetico che si scrisse quando venne arrestato ed internato nello stadio “Chile” (oggi stadio “Victor Jara”)
poco che prima che su ordine dello stesso Pinochet, fu ferocemente torturato e poi ucciso.
victor jara download, video di vicort jara scarica
 
 
 

poesia di victor jara
Siamo in cinquemila, qui,
In questa piccola parte della città.
Siamo in cinquemila.
Quanti siamo, in totale,
Nelle città di tutto il paese?
Solo qui
Diecimila mani che seminano
E fanno marciare le fabbriche.
Quanta umanità
In preda alla fame, al freddo, alla paura, al dolore,
Alla pressione morale, al terrore, alla pazzia.

Sei dei nostri si son perdi
Nello spazio stellare.
Uno morto, uno colpito come non avevo mai creduto
Si potesse colpire un essere umano.
Gli altri quattro hanno voluto togliersi
Tutte le paure
Uno saltando nel vuoto,
Un altro sbattendosi la testa contro un muro,
Ma tutti con lo sguardo fisso alla morte.
Che spavento fa il volto del fascismo!
Portano a termine i loro piani con precisione professionale
E non gl’importa di nulla.
Il sangue, per loro, son medaglie.
La strage è un atto di eroismo.
È questo il mondo che hai creato, mio Dio?
Per tutto questo i tuoi sette giorni di riposo e di lavoro?
Tra queste quattro mura c’è solo un numero
Che non aumenta.
Che, lentamente, vorrà ancor più la morte.

Ma all’improvviso mi colpisce la coscienza
E vedo questa marea muta
E vedo il pulsare delle macchine
E i militari che mostrano il loro volto di matrona
Pieno di dolcezza.
E il Messico, Cuba e il mondo?
Che urlino questa ignominia!
Siamo diecimila mani
In meno che producono.
Quanti saremo in tutta la patria?
Il sangue del Compagno Presidente
Colpisce più forte che le bombe e le mitraglia.
Così colpirà di nuovo il nostro pugno.

Canto, che cattivo sapore hai
Quando devo cantar la paura.
Paura come quella che vivo,
Come quella che muoio, paura.
Di vedermi fra tanti e tanti
momenti di infinito
in cui il silenzio e il grido
sono i fini di questo canto.
Ciò che ho sentito e che sento
Farà sbocciare il momento.
(Victor Jara,  trad. Riccardo Venturi)

————–

scarica mp3:

Cuando Voy al Trabajo — Victor Jara: Grandes de la Nueva Canción
Chanarcillo (Victor Jara) — Gonzalo Vargas: Inkuyo——————————————–

 

Approfondimenti cileni su guerrillaradio:

L’altro 11 settembre

il papa karol wojtyla subito santo???
 
lettera  delle Madri di Plaza de Mayo

Muerto Pinochet: Victor y Salvodor viven siempre Leggi l'articolo »

Fascist-Test (gesti fini alla manifestazione del 2 dicembre)

Cosa sta facendo il leader di An ed ex ministro degli esteri Gianfranco Fini?

1/ La giacca infeltrita gli impedisce di salutare piegando il braccio

2/ Dirige il traffico come ALberto Sordi ne “Il Vigile”

3/ Sta ordinando 5 manganelli modello Dux al chiosco in fondo alla piazza

4/ Si rimira la manicure appena fattagli dalla Prestigiacomo

5/ Dai la tua versione fra i commenti.

Fascist-Test (gesti fini alla manifestazione del 2 dicembre) Leggi l'articolo »

Nessuna tv a riprenderli, nessun giornale a sbatterli in prima pagina

”Noi rappresentiamo l’Italia vera giusta e profonda, l’Italia della sobrietà e della tolleranza e dell’amore.
Rappresentiamo, in una sola parola, l’Italia della libertà”
 
(Silvio Berlusconi, 2 dicembre 2006)
 
foto svastiche saluto romano fascisti manifestazione fiamma tricolore




legge apologia fascimo reato fini saluto romano
 
guerrillaradio ricorda la legge Scelba

Nessuna tv a riprenderli, nessun giornale a sbatterli in prima pagina Leggi l'articolo »

Il barzellettiere d’Italia

Il 23 marzo 2001 in difesa del’articolo 18,
Sergio Cofferati invitò ad una movimentazione collettiva
per una motivazione seria,
non certo per propagandare populismo spiccio.
manifestazione centrodestra scarica

 
Si presentarono più di 2 milioni di persone a Roma.
 
 
L’allora presidente del consiglio dichiarò all’indomani della più grande manifestazione
della storia della repubblica:
dichiarazioni silvio berlsusconi manifestazioen
«Erano non più di settecentomila. C´era tanta gente che ha fatto una scampagnata per il semplice motivo che gli è stato offerto il viaggio gratis, la colazione gratis e di visitare i musei la domenica pomeriggio»
(Silvio Berlusconi)
barzellette di berlusconi
 

ps.
ieri era la giornata mondiale per la lotta contro l’aids,
dal palco di piazza S. Giovanni ci si attende che Berlusconi
intrattenga con una delle sue divertenti storielle:
 
“Un malato di AIDS va dal medico e gli chiede: «Dottore, cosa posso fare per la mia malattia?».

Il medico risponde: «Faccia delle sabbiature.»

«Ma dottore, mi faranno veramente bene?»

«Bene no, ma sicuramente si abituerà a stare sotto terra»”.

(sempre Silvio Berlusconi, 3 aprile 2000)

Il barzellettiere d’Italia Leggi l'articolo »

Loro hanno ucciso Gesù e uccideranno te

“Noi abbiamo ucciso Gesù
  Noi uccideremo Voi”
 
 
Così cantavano un centinaio di coloni israeliani a Hebron,
(Palestina occupata)
prima di passare dalle parole ai fatti.
 
Alcuni internazionali dell’ISM,
in una classica azione che svolgevo pure io ogni mattina,
stavano accompagnando dei bambini palestinesi di ritorno da scuola
attraverso il check point di Tel Rumeida,
quando sono stati attaccati dai coloni.
 
 
Tove Johansson, operatrice di diritti umani svedese,
è stata colpita da una bottiglia al volto,
e ha rimediato una frattura allo zigomo e danni a un occhio.
 
Intorno allo stesso checkpoint,
altri 5 bambini sono rimasti feriti dagli estremisti israeliani,
compreso un bimbo di 3 anni.
 
Inutile dire che la polizia e i soldati israeliani non hanno mosso un dito per fermare i coloni.
 
Coloni israeliani che sono quanto di meno umano mi è capitato di incrociare in vita.
Fortunamente non direttamente.
 
Ma durante la mia permanenza palestinese un nostro coodinatore ISM,
è stato arrestato per una protesta non violenta contro il muro dell’apartheid,
e processato a Gerusalemme.
 
Ebbene fuori dal tribunale manifestavano proprio i coloni,
i padri coi figli piccoli sulle spalle,
 a cui facevano cantare a squarciagola:
 
“morte a mohammed!  morte a mohammed!”
 
no comment…
 
Non è mai stato condannato ad una giusta pena alcun colone per l’omicidio di un palestinese,
mai,
sebbene le cronache sono piene di questi eventi criminosi,
così come dello sport preferito di questi pazzi estremisti.
 
Vale a dire il tiro a segno coi fucili di precisione sui contadini arabi
mentre lavorano i campi confinanti alle colonie.
 
A qualcuno per caso ricorda una famosa scena di un film di Spielberg???
 
Vik alias guerrillaradio
 

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c’era una volta a gaza (la tragica conta continua)

-Mio padre mi ha detto che voi arabi siete dei malvagi animali terroristi!
 
             -Mio Padre non mi ha detto niente!
E’ stato ucciso dal tuo…

January 2006

No Israeli Deaths

January 2006

21
January 2006

Muamen Majed Khalil Washah, 15, of Nuseirat refugee camp, Gaza, killed by IDF gunfire while trying to cross into Israel.
23
January 2006

Munadel Muhammad Saleh abu-Elia, 13, of al-Mughayer, near Ramallah, killed by IDF gunfire to his back.
26
January 2006

Aya Muhammad Suleiman al-Astal, 9, of Khan Younis, Gaza, killed by IDF gunfire near the Kissufim crossing.

 
February 2006

No Israeli Deaths


February 2006

5
February 2006

Nasr Ramadan Said Marshud, 16, of Gaza City, killed by IDF helicopter fire while driving a wounded man to the hospital after an airstrike at the al-Shams sports club.
9
February 2006

Marwan Ahmad Salman Amar, 17, of Jabalya refugee camp, killed by IDF gunfire during clashes at Erez checkpoint.
15
February 2006

Mujahid al-Samadi, 15, of Qabatya, near Jenin, mentally disabled, killed by IDF gunfire to his chest while carrying a toy gun during an incursion.
19
February 2006

Ibrahim Muhammad Ahmad al-Shiekh Ali, 16, of Balata refugee camp, killed by IDF gunfire to his neck while standing on the roof of his home during an incursion.

Muhammad Ahmad Muhammad al-Natour, 16, of Balata refugee camp, killed by IDF gunfire to his neck while standing on the roof of his friend’s home during an incursion.

 
March 2006

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

28
March 2006

Khalid Salaam Ziadin, 16, of western Negev desert, killed by an unexploded IDF shell in a field near Nahal Oz used as a staging ground for Israeli artillery brigades to shell targets in the northern Gaza Strip.
30
March 2006

Shaked Lasker, 16, of Kedumim settlement, killed by a Palestinian suicide bomber near the settlement entrance.

 

March 2006

3
March 2006

Amr Hasan Hasan Basiouni, 16, of Ayn Beit al-Ma refugee camp, killed by IDF gunfire to his face while on the roof of his home during an incursion.
6
March 2006

Ahmad Nasr Muhammad al-Swaisi, 14, of Gaza City, killed by an IDF missile during a targeted assassination.

Mahmoud Ahmad Adel al-Batash, 16, of Gaza City, killed, with his brother, by an IDF missile during a targeted assassination.

Raed Ahmad Adel al-Batash, 11, of Gaza City, killed, with his brother, by an IDF missile during a targeted assassination.
17
March 2006

Akaber Abdul-Rahman Izzat Zayd, 9, of Yamoun, near Jenin, killed by IDF gunfire to her head while riding in her uncle’s car to get medical stitches removed during an incursion.
25
March 2006

Hamad Hamdan Mahmoud Musleh, 16, of Nuseirat refugee camp, Gaza, killed by IDF gunfire near the Gaza perimeter fence.
April 2006

No Israeli Deaths


April 2006

3
April 2006

Muhammad Farid Hasan Zayed, 15, of Kalandya refugee camp, killed by IDF gunfire to his abdomen while running away from an army jeep.
7
April 2006

Bilal Iyad Muhammad abul-Einein, 5, of Rafah, Gaza, killed by an IDF missile during the targeted assassination of his father.
9
April 2006

Sameh Nizar Adel al-Shafi, 17, of Nablus, died of wounds sustained April 6 from IDF gunfire while throwing stones on his way to school during an incursion.
10
April 2006

Hadeel Muhammad Rabih Abdullah Ghaben, 8, of Beit Lahya, Gaza, killed by IDF shelling to her head while doing homework in her home.
11
April 2006

Amir Maher Muhammad Shawahna, 15, of Silat al-Harthiya, near Jenin, died of head wounds sustained April 8 from an IDF rubber-coated bullet while throwing stones during an incursion.
17
April 2006

Mamdouh Muhammad Khalil Obaid, 15, of Sheikh Zayed, Gaza, killed by IDF shelling while playing soccer near his home.

 
May 2006

No Israeli Deaths


May 2006

20
May 2006

Muhanad Hamdi Farouq Aman, 6, of Gaza City, killed, with his mother and aunt, by an IDF missile during a targeted assassination.
26
May 2006

Arafa Bashir Zindah, 17, of Fadous, near Beit Hanoun, Gaza, killed by an unexploded IDF shell.

 
June 2006

No Israeli Deaths


June 2006

9
June 2006

Haithem Ali Eisa Ghalya, 5 months, of Beit Lahya, Gaza, killed, with his mother, father and four sisters, by IDF shelling from an offshore warship while having a family picnic at Waha beach.

Hanadi Ali Eisa Ghalya, 18 months, of Beit Lahya, Gaza, killed, with her mother, father, brother and three sisters, by IDF shelling from an offshore warship while having a family picnic at Waha beach.

Sabrin Ali Eisa Ghalya, 4, of Beit Lahya, Gaza, killed, with her mother, father, brother and three sisters, by IDF shelling from an offshore warship while having a family picnic at Waha beach.

Ilham Ali Eisa Ghalya, 15, of Beit Lahya, Gaza, killed, with her mother, father, brother and three sisters, by IDF shelling from an offshore warship while having a family picnic at Waha beach.

Alia Ali Eisa Ghalya, 17, of Beit Lahya, Gaza, killed, with her mother, father, brother and three sisters, by IDF shelling from an offshore warship while having a family picnic at Waha beach.
13
June 2006

Hisham Ashraf Farouq al-Mughrabi, 14, of Gaza City, killed, with his brother and father, by an IDF missile while gathered at the site of a targeted assassination.

Maher Ashraf Farouq al-Mughrabi, 8, of Gaza City, killed, with his brother and father, by an IDF missile while gathered at the site of a targeted assassination.

Rafiq Muhammad Faraj al-Mubayed, 17, of Gaza City, killed by an IDF missile while at the site of a targeted assassination.
20
June 2006

Samia Mahmoud Ziad al-Sharif, 5, of Gaza City, killed by an IDF missile while going to her local grocery store during a targeted assassination attempt.

Muhammad Jamal Shukri Ruqa, 6, of Gaza City, killed by an IDF missile while going to his local grocery store during a targeted assassination attempt.

Bilal Jaser al-Hisi, 16, of Gaza City, killed by an IDF missile while at work during a targeted assassination attempt.
21
June 2006

Majzarah Shaban Abdul-Qader Ahmad, 12 hours, of Khan Younis, Gaza, killed, with her mother and uncle, by an IDF missile during a targeted assassination attempt.

 
July 2006

No Israeli Deaths


July 2006

4
July 2006

Fidah Nimer Muhammad abu-Kandil, 16, of Jenin, killed by IDF gunfire.
6
July 2006

Ahmad Eid Ibrahim Naghnagheya, 16, of Jenin refugee camp, killed by IDF gunfire after he was arrested during a funeral.
7
July 2006

Anwar Ismael Abdul-Ghani Atallah, 12, of Beit Hanoun, Gaza, died of head wounds sustained July 5 from IDF gunfire.

Amr Mustafa Abdul-Rahman Hanoun, 16, of Jenin refugee camp, died of wounds sustained July 6 from IDF gunfire while at a funeral.
8
July 2006

Rawan Farid Shaban Hajaj, 6, of Gaza City, killed, with her older brother, while in their home when the IDF bombed their neighborhood gas station.
10
July 2006

Mahfouz Farid Saber Nusir, 15, of Beit Hanoun, Gaza, killed by an IDF missile outside Hayel Abdul-Hamid secondary school.

Ahmad Ghalib Nimer abu-Amsha, 16, of Beit Hanoun, Gaza, killed by an IDF missile outside Hayel Abdul-Hamid secondary school.

Ahmad Fathi Odeh Shabat, 16, of Beit Hanoun, Gaza, killed by an IDF missile outside Hayel Abdul-Hamid secondary school.

Khaled Nidal Abdul-Karim Wahbah, 15 months, of Salah al-Din, near Khan Younis, Gaza, died of wounds sustained June 21 in an IDF missile strike during a targeted assassination attempt.
11
July 2006

Walid Mahmoud Ahmad El-Zeinati, 12, of Gaza City, died of wounds sustained July 6 in an IDF missile strike.
12
July 2006

Somaya Nabil Abdul-Latif abu-Salmeya, 17, of Gaza City, disabled, killed, with her parents, two brothers and four sisters, in IDF airstrikes on their family home.

Basma Nabil Abdul-Latif abu-Salmeya, 16, of Gaza City, killed, with her parents, two brothers and four sisters, in IDF airstrikes on their family home.

Huda Nabil Abdul-Latif abu-Salmeya, 13, of Gaza City, killed, with her parents, two brothers and four sisters, in IDF airstrikes on their family home.

Iman Nabil Abdul-Latif abu-Salmeya, 12, of Gaza City, killed, with her parents, two brothers and four sisters, in IDF airstrikes on their family home.

Yehya Nabil Abdel-Latif abu-Salmeya, 10, of Gaza City, killed, with his parents, brother and five sisters, in IDF airstrikes on their family home.

Aya Nabil Abdel-Latif abu-Salmeya, 9, of Gaza City, killed, with her parents, two brothers and four sisters, in IDF airstrikes on their family home.

Nasrallah Nabil Abdul-Latif abu-Salmeya, 7, of Gaza City, killed, with his parents, brother and five sisters, in IDF airstrikes on their family home.

Mahmoud Muhammad Khalil al-Asar, 15, of Nuseirat refugee camp, Gaza, killed by IDF helicopter fire near the abu-Holi checkpoint.

Ibrahim Ali Mustafa Qatush, 15, of Deir al-Balah, Gaza, killed by IDF helicopter fire near the abu-Holi checkpoint.

Ahmad Abdul-Menem Muhammad abu-Hajaj, 16, of Bureij refugee camp, Gaza, killed by IDF helicopter fire near the abu-Holi checkpoint.

Ibrahim Ali Ibrahim al-Nabahin, 15, of Bureij refugee camp, Gaza, killed by IDF helicopter fire near the abu-Holi checkpoint.

Salah Hassan Hammad abu-Maktomah, 17, of Bureij refugee camp, Gaza, killed by IDF helicopter fire near the abu-Holi checkpoint.
13
July 2006

Raji Omar Jaber Daifallah, 16, of Beit Hanoun, Gaza, died of wounds sustained July 10 in an IDF missile strike outside Hayel Abdul-Hamid secondary school.
15
July 2006

Khalil Ibrahim Abed abu-Maghseeb, 17, of Wadi al-Salqa, near Deir al-Balah, Gaza, killed by IDF gunfire near the Kissufim checkpoint.
17
July 2006

Muhanad Saad Ahmad Musleh, 16, of Beit Hanoun, Gaza, killed by IDF gunfire while in his bedroom.
19
July 2006

Ali Kamal Muhammad al-Najar, 13, of Maghazi refugee camp, Gaza, killed by IDF shelling.

Ahmad Rohi Hassan Abdu, 13, of Nuseirat refugee camp, Gaza, killed by an IDF missile fired from a drone.
20
July 2006

Fadwa Faysal Suleiman al-Arrouqi, 13, of Maghazi refugee camp, Gaza, died of wounds sustained July 19 from IDF shelling which also killed her mother.

Muhammad Awad Muhammad Muhra, 14, of Jabalya, Gaza, killed by IDF sniper fire to his chest.
21
July 2006

Muamen Jaber Hamdi Harara, 16, of Gaza City, killed, with his older brother and cousin, by IDF shelling while on his roof during an incursion.
24
July 2006

Saleh Ibrahim Abdul-Rauf Nasr, 14, of Beit Hanoun, Gaza, killed by IDF shelling while at home in building 10 of the al-Nada towers.

Nadi Habib Abdullah al-Attar, 10, of Atatra, near Beit Lahya, Gaza, killed, with his grandmother, by IDF shelling while riding on an animal-drawn cart.

Khitam Muhammad Rebhi Tayeh, 11, of Beit Hanoun, Gaza, killed by IDF shelling while on her way to the grocery store.
25
July 2006

Ashraf Abdullah Awad abu-Zaher, 14, of al-Qarara, near Khan Younis, Gaza, killed by IDF gunfire to his back while tending his family’s agricultural land.
26
July 2006

Bara Ahmad Hussein Habib, 2, of Gaza City, killed by an IDF missile fired from a drone to his head and abdomen during a targeted assassination.

Shahid Samir Ata Oukal, 8 months, of Jabalya, Gaza, killed, with her sister and mother, by IDF shelling.

Maria Samir Ata Oukal, 5, of Jabalya, Gaza, killed, with her sister and mother, by IDF shelling.

Malek Mahyoub Shaban al-Masharawi, 17, of Gaza City, killed by IDF gunfire while walking armed during an incursion.
27
July 2006

Mahmoud Muhammad Hamdi Omar abu-Qadama, 16, of Askar refugee camp, died of abdominal wounds sustained July 19 from IDF gunfire.

Ahmad Ismael Saber abu-Amsha, 15, of Beit Hanoun, Gaza, killed by IDF shelling while at home.

Anas Khaled Abdul-Salam Zamlat, 11, of Jabalya refugee camp, Gaza, died of wounds sustained July 26 from IDF tank fire.
31
July 2006

Nahid Muhammad Fawzi al-Shanbari, 16, of Beit Hanoun, Gaza, killed by IDF shelling near his home.

 
August 2006

No Israeli Deaths


August 2006

1
August 2006

Aref Ahmad Eid abu-Qaida, 14, of Beit Hanoun, Gaza, killed by IDF shelling while in his grandfather’s house.

Somaya Samir Ata Oukal, 13, of Jabalya, Gaza, died of wounds sustained July 26 from IDF shelling which also killed her mother and two sisters.
3
August 2006

Anis Salem Jadua abu-Awad, 11, of Rafah, Gaza, killed in an IDF airstrike.
4
August 2006

Shahed Saleh Omar al-Sheikh Eid, 3 days, of Rafah, Gaza, killed by IDF shelling.
5
August 2006

Ammar Raja al-Natour, 17, of Rafah, Gaza, killed, with his sister, by an IDF missile fired from a drone while fleeing shelling.

Kifah Raja al-Natour, 15, of Rafah, Gaza, killed, with her brother, by an IDF missile fired from a drone while fleeing shelling.

Ibrahim Suleiman al-Rumailat, 13, of Rafah, Gaza, killed by an IDF missile fired from a drone to his back and shoulder.
9
August 2006

Raja Salam abu-Shaban, 3, of Gaza City, killed by an IDF missile.

Ahmad Hussein Muhammad al-Mishal, 16, of Shati refugee camp, Gaza, killed by IDF helicopter fire while working in an orchard.
14
August 2006

Ahmad Yousef Abed Ashour, 13, of Beit Hanoun, Gaza, killed by an IDF missile while in a crowd that gathered near the site of an abandoned Palestinian homemade rocket launcher.
23
August 2006

Mustafa Hassan Ahmad Monsur, 17, of Rafah, Gaza, killed by IDF gunfire during clashes at the Gaza perimeter fence.
26
August 2006

Muntasser Suleiman Muhammad Akka, 15, of Askar refugee camp, killed by IDF gunfire to his back while throwing stones at IDF bulldozers destroying a building in Nablus.
29
August 2006

Muhammad Abdullah Suleiman al-Ziq, 14, of Gaza City, killed by an IDF missile fired from a drone.
30
August 2006

Nidal Abdul Aziz al-Dahdouh, 14, of Gaza City, killed by IDF sniper fire.

Hussam Ahmad Muhammad al-Sarsawi, 12, of Gaza City, died of wounds sustained Aug. 27 from IDF tank fire.

 
September 2006

No Israeli Deaths


September 2006

6
September 2006

Ismael Majed Hamdan abu-Ruk, 15, of Khuzah, near Khan Younis, Gaza, killed by IDF sniper fire to his chest while on his roof during an incursion.
10
September 2006

Jihad Suleiman Selmi abu-Snaima, 14, of Rafah, Gaza, killed by IDF shelling while at home near the Gaza airport.
12
September 2006

Muhammad Omar Awad Shoriya, 13, of Rakhma, near Bethlehem, killed by IDF gunfire to his back while throwing stones at soldiers demolishing a Bethlehem home.
14
September 2006

Hanan Muhammad Ismael abu-Odeh, 16, of Beit Hanoun, Gaza, died of wounds sustained Sept. 2 from IDF gunfire while trying to help her father and older brother, who were also killed, in front of their home during an incursion.
21
September 2006

Ala Saqer Dahrouj abu-Dahrouj, 15, of Jabalya, Gaza, killed by an IDF missile while herding sheep.

Zidan Rafiq Muhammad abu-Rashid, 16, of Jabalya, Gaza, killed by an IDF missile while herding sheep.

Muhammad Selmi Muhammad Masalha, 17, of Jabalya, Gaza, killed by an IDF missile while herding sheep.
27
September 2006

Damaliz Ahmad Muhammad Hamad, 14, of Rafah refugee camp, Gaza, killed in an IDF airstrike on a neighbor’s house.
29
September 2006

Anwar Abdul-Ghani Muhammad Hamdan, 16, of Jabalya refugee camp, Gaza, killed, with his brother, by an IDF missile while riding their bicycles past an abandoned Palestinian rocket launching site.

Hamam Abdul-Ghani Muhammad Hamdan, 13, of Jabalya refugee camp, Gaza, killed, with his brother, by an IDF missile while riding their bicycles past an abandoned Palestinian rocket launching site.

 
October 2006

No Israeli Deaths


October 2006

3
October 2006

Naji Khaled Ismael al-Bardawil, 15, of Khan Younis, Gaza, killed in an IDF missile strike on a neighboring building.
9
October 2006

Mahmoud Jamal Ahmad abu-Nasr, 14, of Beit Lahya, Gaza, killed by an IDF missile while salvaging an abandoned homemade rocket launcher.
12
October 2006

Iman Usama Fadel al-Harazin, 2, of Gaza City, killed in an IDF airstrike while walking with her father.

Suhaib Adel Zerei Mahmoud Qudaih, 13, of Abasan al-Kabira, near Khan Younis, Gaza, killed by an IDF missile while in his home.
23
October 2006

Ibrahim Fuad Abdul-Latif al-Shanbari, 17, of Beit Hanoun, Gaza, killed by IDF gunfire while involved in an inter-family dispute during an incursion.
26
October 2006

Ahmad Kamal Muhammad al-Barim, 17, of Bani Suhaila, near Khan Younis, Gaza, killed by IDF gunfire.
27
October 2006

Mustafa Mustafa Jaber Jaber, 16, of Fara refugee camp, killed by IDF gunfire during an incursion.

 
November 2006

No Israeli Deaths


November 2006

2
November 2006

Muhammad Samir Husseini Mahmoud, 17, of Jabalya refugee camp, Gaza, killed by an IDF missile while administering first aid to a victim at the scene of a targeted assassination.

Bara Riyad Muhammad Fayyad, 4, of Beit Hanoun, Gaza, died of wounds sustained Nov. 1 from IDF shelling of his home.
3
November 2006

Ahmad Ismael Sahweel, 15, of Beit Hanoun, Gaza, killed by IDF gunfire to his chest during a demonstration.

Hamza Muhammad Ayub Karsua, 17, of Beit Lahya, Gaza, killed by IDF gunfire to his chest during a demonstration.

Hamdi Ramadan Muhammad Abdul-Dayem, 16, of Beit Hanoun, Gaza, killed by IDF gunfire to his chest near his home during a demonstration.

Raed Ali al-Majid Yasin, 15, of Jabalya refugee camp, Gaza, killed in an IDF airstrike while at the scene of a targeted assassination.

Ibrahim Muhammad Ibrahim Sanakra, 15, of Balata refugee camp, killed by IDF gunfire while trying to help his wounded brother, the target of an assassination attempt.

Abdul-Karim Khalil Ayyad Subih, 16, of al-Saf, near Bethlehem, killed by IDF gunfire to his head while throwing stones at bulldozers destroying a neighborhood home.
4
November 2006

Ibrahim Jamal Hasan al-Bassiuni, 17, of Beit Hanoun, Gaza, died of wounds sustained Nov. 3 from IDF helicopter fire during an incursion.

Muhammad Ibrahim Abed Balousha, 15, of Gaza City, killed by IDF gunfire to his head.

Walah Talal Abdul-Karim Nasr, 13, of Beit Hanoun, Gaza, killed by IDF gunfire to her head while trying to escape bulldozers destroying her home.
6
November 2006

Ramzi Mowafaq al-Shrafi, 16, of Jabalya refugee camp, Gaza, killed by an IDF missile while on his way to school.
8
November 2006

Fatima Masoud Abdullah al-Athamna, 16, of Beit Hanoun, Gaza, killed, with 16 family members, by IDF shelling while asleep at home.

Mahdi Said Abdullah al-Athamna, 13, of Beit Hanoun, Gaza, killed, with 16 family members, by IDF shelling while asleep at home.

Muhammad Said Abdullah al-Athamna, 14, of Beit Hanoun, Gaza, killed, with 16 family members, by IDF shelling while asleep at home.

Saad Majdi Said al-Athamna, 8, of Beit Hanoun, Gaza, killed, with 16 family members, by IDF shelling while asleep at home.

Mahmoud Amjad al-Athamna, 12, of Beit Hanoun, Gaza, killed, with 16 family members, by IDF shelling while asleep at home.

Maram Ramez Masoud al-Athamna, 2, of Beit Hanoun, Gaza, killed, with 16 family members, by IDF shelling while asleep at home.

Maisa Ramez Masoud al-Athamna, 6 months, of Beit Hanoun, Gaza, killed, with 16 family members, by IDF shelling while asleep at home.

Nimer Muhammad Ali abu-Nadia, 17, of Jabalya, Gaza, killed by IDF gunfire to his chest.
12
November 2006

Musa Ahmad Musleh Zuhod, 14, of Beit Lahya, Gaza, killed by an IDF missile while standing near a homemade Palestinian rocket launcher.

Mahmoud Hussein Mustafa abu-Hamada, 17, of Jabalya, Gaza, died of wounds sustained Nov. 6 from an IDF missile strike at the Jabalya Youth Club.
18
November 2006

Thaer Hasan Abed al-Masri, 17, of Bedouin village, near Beit Layha, Gaza, killed by IDF gunfire to his neck and chest while farming near his home during an incursion.
20
November 2006

Rakan Abed Kayed Nuseirat, 16, of al-Auja, near Jericho, killed by the IDF at the al-Dyouk checkpoint while holding a toy gun on his way home.
22
November 2006

Adham Khaled al-Sahabani, 17, of Gaza City, killed by IDF gunfire to his head while riding in a car.
24
November 2006

Abdul-Aziz Salman Muhammad Salman, 10, of Beit Lahya, Gaza, killed by IDF tank fire to his abdomen while playing by al-Zawia mosque.
30
November 2006

Shadi Isam Nayef Bani-Shams, 17, of Beita, near Nablus, killed by IDF gunfire to his abdomen while throwing stones during an incursion.

 
December 2006

No Israeli Deaths


December 2006

2
December 2006

Ayman Abdul Qader abu-Mahdi, 10, of Jabalya refugee camp, Gaza, died of head wounds sustained Nov. 25 from IDF gunfire while playing near his home.
3
December 2006

Jamil Abdul-Karim Jamil Jabji, 5, of Askar refugee camp, killed by IDF gunfire from a jeep to his head while throwing stones.
13
December 2006

Ala Ahmad Muhammad Makawi, 17, of Gaza City, killed by IDF gunfire while trying to cross the Gaza perimeter fence.
19
December 2006

Doa Nasr Saleh Abdul-Qader, 13, of Faroun, near Tulkarm, killed by IDF gunfire from a jeep to her chest and hand while going to visit her friend’s grandmother near the annexation wall.

c’era una volta a gaza (la tragica conta continua) Leggi l'articolo »

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