Ottobre 2004

Era solo una bambina di 13 anni.

Sotto accusa il Terminator israeliano

 

(trad. mi spiace che non abbiamo potuto sparare più di venti colpi, ma il suo corpo era troppo piccolo)

 Inchiesta per l’ufficiale che sparò sul cadavere di una 13enne palestinese

di MICHELE GIORGIO

L’ufficiale israeliano della Brigata Ghivati che la scorsa settimana a Rafah ha crivellato di colpi a distanza ravvicinata la tredicenne palestinese Iman Al-Hams, è una «mela marcia» o la punta dell’iceberg? Visto ciò che sta accadendo a Gaza – 115 palestinesi uccisi (tra cui una trentina di minorenni) in 12 giorni di offensiva militare israeliana nel zona nord-est della Striscia – la risposta sembrerebbe scontata. Ma ormai nulla è ovvio, palese, quando si parla di palestinesi che, anche se muoiono da innocenti, finiscono ugualmente per essere chiamati in causa come colpevoli.

Di fronte alle proteste di alcuni soldati contro il comportamento dell’ufficiale «Terminator» e allo sdegno suscitato dalla vicenda di Ayman anche in Israele, il capo di stato maggiore, generale Moshe Yaalon, ha prontamente affermato che la bambina, la mattina in cui venne uccisa con ben venti colpi di mitra, si trovava molto distante dal tragitto che avrebbe dovuto percorrere per andare da casa a scuola, forse era stata indotta da militanti dell’Intifada ad avvicinarsi al fortino per distrarre i soldati ed esporli al tiro di cecchini palestinesi. Nel timore di un «attentato incombente», da tre postazioni diverse venne fatto fuoco sulla «figura sospetta», distante ben 70 metri. L’esercito ora sta svolgendo un’inchiesta sull’ufficiale che ha svuotato un intero caricatore sul corpo, già esanime, di Ayman. Ai microfoni della radio delle forze armate, alcuni militari hanno riferito che dopo i primi spari, la bambina giaceva immobile a terra. Il comandante della compagnia si è avvicinato al corpo e «ha sparato altri due colpi» per accertarsi che fosse morta. «È tornato verso la nostra unità, quindi si è voltato di nuovo verso di lei, ha messo il fucile in posizione automatica e ha svuotato il caricatore. L’ha sforacchiata». «Eravamo sotto shock – ha aggiunto un soldato – ci tenevamo la testa nelle mani. Provavamo grande dolore per lei.

Era solo una bambina di 13 anni. Come si fa a crivellarla, a bruciapelo? Lui moriva dalla voglia di abbattere qualche terrorista, ha sparato alla bambina per liberare la grande pressione». L’ufficiale sotto inchiesta, da parte sua sostiene che la maggior parte dei proiettili sono stati sparati nella prima fase dell’incidente e non da lui. Intanto mentre tutti puntano l’indice contro «la pecora nera» di turno, nessuno appare turbato dal fatto che tra i 115 morti palestinesi dell’operazione israeliana «Giorni di Pentimento» in corso a Gaza, ci siano numerosi bambini e ragazzini. Ieri peraltro un palestinese è stato ucciso nel corso di una nuova incursione di reparti corazzati israeliani. Altri due, feriti domenica, sono deceduti in ospedale. Un dirigente del Jihad islami, Mohammed Sheikh Khalil, ha riferito di essere sfuggito ad un tentativo di assassinio mirato (un razzo ha colpito la sua abitazione nel campo profughi di Rafah). Israele ha negato ogni coinvolgimento nell’accaduto. Sempre ieri è divampata la protesta di migliaia di dipendenti palestinesi dell’Unrwa, l’Agenzia dell’Onu che assiste i profughi, che ricevono stipendi almeno dieci volte inferiori rispetto a quelli del personale internazionale. L’Unrwa, che svolge una attività di grande valore per i profughi palestinesi, tuttavia non ha mai curato la sua cronica malattia: i mega salari dei dipendenti stranieri (quasi sempre anglosassoni), peraltro in una situazione di cronica mancanza di fondi per lo svolgimento delle operazioni.

Ad accrescere il disagio dei palestinesi – che non ricevono aumenti salariali da alcuni anni – è stata anche la decisione dei vertici della agenzia di spostare in zone più tranquille – Gerusalemme e Amman – decine di funzionari internazionali, a causa della situazione a Gaza. Intanto ieri, all’apertura dei lavori della Knesset, il premier israeliano Ariel Sharon ha comunicato che il voto del parlamento sul progetto di ritiro da Gaza avrà luogo il 25 ottobre. Sharon ha ribadito di essere determinato a realizzare il ritiro da Gaza nei tempi previsti (2005). Il primo ministro ha anche confermato che l’operazione «Giorni di Pentimento» andrà avanti (nonostante i forti dubbi dei comandi militari).

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Greenpeace alla battaglia contro tutti

Il mondo è meraviglioso! Se una multinazionale qualsiasi, diciamo la Monsanto,
brevetta il grano utilizzato da centinaia d’anni per fare il
pane indiano, subito arriva una nave di Greenpeace a
rompere i coglioni.
E così l’Ufficio europeo dei brevetti (EPO) ha revocato il
brevetto EP 445929, sul pane indiano.
Una vittoria per i contadini di tutto il mondo, ma
Greenpeace continua a rompere. Brevetti sul pane
indiano sono stati autorizzati anche in Australia, Stati
Uniti, Canada e Giappone. Inoltre chiede all’Unione
europea di rivedere al più presto la normativa
comunitaria sui brevetti

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Carlo Petrini

Carlo Petrini, padre di Slow Food e attivista per la
produzione eco-sostenibile del cibo, è stato eletto “eroe
europeo dell’anno”, dal Time.
Petrini porta avanti una serie di progetti “impossibili”.
Come ad esempio la Laurea in Scienze gastronomiche e
infatti i primi corsi di studio iniziano proprio in questi
giorni.
La sua nuova sfida è Terra Madre (a Torino dal 20 al 23
ottobre), un incontro fra 5000 contadini, provenienti da
132 paesi di tutto il mondo, per parlare di biodiversità e
agricoltura compatibile con l’ambiente.

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george carlin

GEORGE CARLIN – DOPO L’11 SETTEMBRE

 

Il paradosso del nostro tempo nella storia e’ che abbiamo edifici
sempre piu’ alti, ma moralita’ piu’ basse, autostrade sempre
piu’ larghe, ma orizzonti piu’ ristretti.
Spendiamo di piu’, ma abbiamo meno, comperiamo di piu’, ma
godiamo meno.
Abbiamo case piu’ grandi e famiglie piu’ piccole, piu’
comodita’, ma meno tempo.
Abbiamo piu’ istruzione, ma meno buon senso, piu’
conoscenza, ma meno giudizio, piu’ esperti, e ancor piu’
problemi, piu’ medicine, ma meno benessere.
Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo senza ritegno,
ridiamo troppo poco, guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo
troppo, facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi, vediamo
troppa TV, e preghiamo di rado.
Abbiamo moltiplicato le nostre proprieta’, ma ridotto i nostri
valori.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.
Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere, ma non come
vivere.
Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.
Siamo andati e tornati dalla Luna, ma non riusciamo ad
attraversare il pianerottolo per incontrare un nuovo vicino di
casa.
Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio
interno.
Abbiamo creato cose piu’ grandi, ma non migliori.
Abbiamo pulito l’aria, ma inquinato l’anima.
Abbiamo dominato l’atomo, ma non i pregiudizi.
Scriviamo di piu’, ma impariamo meno.
Pianifichiamo di piu’, ma realizziamo meno.
Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare.
Costruiamo computers piu’ grandi per contenere piu’
informazioni, per produrre piu’ copie che mai, ma
comunichiamo sempre meno.
Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta, grandi
uomini e piccoli caratteri, ricchi profitti e povere relazioni.
Questi sono i tempi di due redditi e piu’ divorzi, case piu’ belle
ma famiglie distrutte.
Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta,
della moralita’ a perdere, delle relazioni di una notte,dei corpi
sovrappeso, e delle pillole che possono farti fare di tutto, dal
rallegrarti al calmarti, all’ucciderti.
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in
magazzino.
Un tempo in cui la tecnologia puo’ farti arrivare questa lettera, e
in cui puoi scegliere di condividere queste considerazioni con
altri, o di cancellarle.
Ricordati di spendere del tempo con i tuoi cari ora, perche’ non
saranno con te per sempre.
Ricordati di dire una parola gentile a qualcuno che ti guarda dal
basso in soggezione, perche’ quella piccola persona presto
crescera’, e lascera’ il tuo fianco.
Ricordati di dare un caloroso abbraccio alla persona che ti sta a
fianco, perche’ e’ l’unico tesoro che puoi dare con il cuore, e
non costa nulla.
Ricordati di dire “vi amo” ai tuoi cari, ma soprattutto pensalo.
Un bacio e un abbraccio possono curare ferite che vengono dal
profondo dell’anima.
Ricordati di tenerle le mani e godi di questi momenti, perche’
un giorno quella persona non sara’ piu’ li’.
Dedica tempo all’amore, dedica tempo alla conversazione, e
dedica tempo per condividere i pensieri preziosi della tua
mente.
E RICORDA SEMPRE: la vita non si misura da quanti respiri
facciamo, ma dai momenti che ci tolgono il respiro.

             George Carlin.

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masturbazione ai porci

Masturbate i maiali!
Rebecca Loos, gran bella donna, molto giovane, ex fidanzata di Beckham (il calciatore) ed ex sua pr, ha masturbato in diretta un maiale davanti a milioni di telespettatori. Il tutto e’ avvenuto durante un reality show andato in onda alle 10 di sera. Lo show e’ ambientato in una fattoria (si intitola appunto “Farm”) e i concorrenti vivono esperienze bucoliche come procurarsi sperma di maiale per l’inseminazione artificiale. Quindi la Loos ha indossato un paio di guanti di lattice e ha preso in mano il membro a cavaturacciolo dell’animale e ha iniziato a far scorrere la mano in su e in giu’ fino a quando il quadrupede, grugnendo, ha raggiunto l’estasi sessuale in diretta, versando il suo prezioso liquido seminale in un contenitore apposito ed entrando di prepotenza nella storia della tv.
Possiamo certamente dire che siamo di fronte a una certa corruzione dei sentimenti, dell’etica, dell’estetica e anche della vita spirituale.
Possiamo chiederci quanti si siano, a loro volta, masturbati davanti al televisore eccitati dalla performance digitale della Loos.
Possiamo pensare tante…

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a scuola di coltivazione cannabis?

Marijuana nella serra della scuola, ed è tutto legale.
L’esperimento, autorizzato e finanziato dal Ministero
della Salute, si terrà presso l’istituto tecnico statale J. F.
Kennedy di Monselice (PD). Lo scopo è duplice:
studiare la crescita delle piante (20 varietà diverse) e
fornire “sostanze” per la sperimentazione dell’uso
terapeutico, un settore su cui siamo in forte ritardo.
Mentre in Olanda la cannabis terapeutica è in vendita
nelle farmacie e in Spagna sono in corso sperimentazioni
cliniche del Thc nella cura dei tumori cerebrali infantili,
l’Italia non stanzia fondi per la ricerca e sta per
approvare una legge che parifica e condanna tutte le
droghe, leggere e pesanti indistintamente.

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gaffe presidenziali

Sgambetto di Bush e autogol di Kerry
Durante il dibattito pre-elettorale nel Missuori George
W. Bush ha chiamato gli internauti, gli “internets”.
Qualcuno lo riavvii.
Durante un’intervista al NY Times il candidato Kerry
avrebbe invece dichiarato che il terrorismo è una
“nuisance”, un fastidio.
(Fonte: www.ansa.it e www.TgCom.it )

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Alex Zanotelli e Wangari Maathai

Nobel per la Pace: ne parla Alex Zanotelli

“Per la prima volta viene riconosciuto il legame tra pace e ecologia, nel senso di rispetto dell’ambiente e distribuzione delle risorse, e a dimostrarlo al mondo è una donna africana”: così padre Alex Zanotelli, religioso comboniano per molti anni missionario in Kenya, e tutt’oggi impegnato contro le disuguaglianze e le violazioni nel sud del Mondo, commenta alla MISNA il riconoscimento del Premio Nobel a Wangari Maathai, l’ecologista kenyana.

“Quando vivevo a Nairobi ho avuto modo di incontrare spesso Wangari e di lavorare insieme a dei progetti per la popolazione” racconta padre Zanotelli, ricordando che la neolaureata al Nobel ha partecipato alla protesta avviata dai missionari comboniani e dagli abitanti delle bidonville per il diritto alla proprietà della terra dove sorgono le baraccopoli; e nel 1999, il movimento ‘Green Belt’ di Wangari fu tra le prime organizzazioni kenyane ad aderire alla campagna internazionale di boicottaggio e pressioni lanciata da Zanotelli contro la ‘Del Monte’, che spinse la multinazionale agrolimentare a migliorare le condizioni dei lavoratori nelle piantagioni in Kenya.

“Wangari è una donna che ha pagato in prima persona il suo impegno contro l’oligarchia politica, in particolare per i suoi attacchi all’ex-presidente kenyano Daniel Arap Moi” continua Zanotelli. “Ricordo la sua acerrima battaglia per impedire la costruzione di un grattacielo di 60 piani in un parco nel cuore di Nairobi, che Moi voleva destinare a sede di televisioni e giornali a lui vicini. Nella società kenyana, contraddistinta dal maschilismo, fu emozionante vedere una donna sfidare il capo dello Stato e vincere”.

La Maathai è, secondo Zanotelli “un esempio e un incoraggiamento per tutte le donne africane” che ella stessa ha contribuito con il suo movimento a rendere coscienti dei loro diritti, affidando a loro il compito di curare le ferite della terra del Kenya, in gran parte desertificata. “Collegare donne e ambiente è stata una grande intuizione” ribadisce Zanotelli, che ha solo un appunto da rivolgere all’amica, l’essersi data alla politica istituzionale.

Maathai è infatti sottosegretario al ministero dell’Ambiente nel nuovo governo kenyota, guidato dal presidente Mwai Kibaki della Narc (Coalizione nazionale dell’Arcobaleno), che al voto del 2002 ha sbaragliato il Kanu dell’allora presidente Moi. Secondo Zanotelli, Maathai e altri importanti attivisti kenyani non avrebbero dovuto candidarsi e entrare nella politica di Palazzo: “Certe persone è importante che restino nella Società Civile e che combattano dal basso” sostiene il religioso, che non per questo ha smesso di stimare la compagna di molte battaglie.[BF]

Misna, 11/10/2004

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Luca Coscioni: addio superman

Dichiarazione di Luca Coscioni

Christopher  Reeve, l’attore che al cinema ha dato vita a Superman, rimasto  paralizzato dopo una brutta caduta da cavallo, è morto ieri a 52 anni. Voglio ricordare di lui “i poteri speciali” della forza della non disperazione e rassegnazione indossati per la battaglia per la libertà di ricerca scientifica e queste sue parole: “concentrandosi solo sulle cellule staminali provenienti da adulti gli scienziati potrebbero spendere magari cinque anni cercando di farle comportare come cellulare staminali embrionali e fallire. E avremmo perso del tempo prezioso e molte persone saranno morte nel frattempo”.

Così si esprimeva ed era fortissimo il suo desiderio di non accettare le limitazioni della malattia nel vivere la vita. Questo desiderio lo manifestava anche pubblicamente denunciando la predisposizione del Presidente Bush di bloccare, per principi religiosi, gli studi sulle cellule staminali embrionali.

Dunque un lungo, intenso e drammatico  percorso di vita in cui la sua mente lucida ed il suo corpo tetraplegico, immobile hanno dato forza e voce ad una fondazione, per raccogliere fondi in favore della ricerca sulle lesioni al midollo spinale. Penso a quanti Christopher Reeve, in Italia,  misconosciuti ed anonimi vivono il dolore e la sofferenza, la speranza negata dal proibizionismo scientifico, subiscono una legge dello Stato che vieta la ricerca sulle cellule staminali embrionali e una classe politica dirigente asservita e genuflessa alle gerarchie vaticane.

Intervista a Christopher Reeve: «Una vittoria per la scienza, una speranza per i malati come me»

Il suo intervento alle Nazioni Unite contro il bando internazionale contro la clonazione terapeutica

Per proseguire la sua battaglia, sostieni l’Associazione Luca Coscioni

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cellulari rendono maniaci di nuovi usi

Dite addio a.
Secondo uno studio condotto in Australia, il telefono
cellulare sta letteralmente mandando in pensione una
serie di oggetti. Si va dalle cartoline d’auguri, sostituite
dagli sms, alle calcolatrici portatili, la sveglia e
addirittura il campanello di casa.
Pare infatti che nessuno usi più il campanello per farsi
aprire. Basta inviare un sms a qualcuno in casa prima di
arrivare e si trova la porta già aperta.
La buona notizia è che si può guarire

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prostitute in protesta

Un calcio alle violazioni dei diritti
Una partita di calcio molto speciale si è svolta qualche
giorno fa in El Salvador. In campo, giuro, una selezione
di prostitute dell’El Salvador contro una selezione di
prostitute del Guatemala.
Schiacciante la vittoria del Guatemala per 8 a 1, ma il
risultato contava poco. La partita è servita a protestare
contro gli abusi della polizia, la violenza a cui
giornalmente sono sottoposte queste donne e contro
la discriminazione

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Bob Geldof: italia tirchia nei confronti dell’Africa

“L’Italia, pur essendo la settima potenza economica
mondiale, e’ al 21esimo posto tra i paesi donatori, tra i piu’
tirchi, peggio fanno solo gli Usa. Di recente ha avuto la
possibilita’ di azzerare il debito con i paesi africani e non
lo ha fatto, si era impegnata in un finanziamento di cento
milioni di euro e non li ha versati, doveva portare il suo
stanziamento annuo allo 0,7% del Pil e non lo ha fatto,
rimanendo allo 0,176, nemmeno lo 0,2%.”
Lo ha dichiarato Bob Geldof, ex cantante, ideatore dei due
concerti Live Aid in Africa, da sempre impegnato nella
lotta contro la povertà.

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Campagna internazionale per una moratoria delle bombe cluster

No alle cluster bombs


In vista della prima conferenza di revisione del Trattato di Ottawa – a Nairobi, in Kenya a fine novembre 2004 – la Campagna italiana contro le mine, lancia ufficialmente anche in Italia la Campagna internazionale per una moratoria su uso, commercio e produzione delle bombe cluster nel mondo.


2mila persone ogni mese, 26mila l’anno (dati della Campagna italiana contro le mine), sono vittime delle mine antiuomo disperse nel terreno, dove restano attive fino a 50 anni.

Non è un caso che il 90% delle vittime siano civili, il 20% bambini, soprattutto nei paesi più poveri, dove necessità di approvvigionarsi di cibo, legna, o di coltivare un pezzo di terra, spinge le popolazioni a vivere, in molti casi, in un vero e proprio campo minato.

Attualmente sono 152 i paesi che hanno aderito o sono firmatari del Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine e 143 quelli che hanno ratificato, che hanno cioè approvato una specifica legge nazionale in materia.

Tra i 42 paesi che non hanno ancora aderito al Trattato “nomi illustri” come Stati Uniti, Russia e Cina, membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu con diritto di veto. 

Ci sono poi paesi produttori e utilizzatori come India, Pakistan, Nepal e Birmania, e tre membri dell’Unione europea: Finlandia, Lettonia e Polonia (questi ultimi due paesi si sono di recente impegnati ad avviare l’iter di ratifica).La Convenzione sulla proibizione dell’uso, stoccaggio e trasferimento di mine antipersona e per la loro distruzione (Trattato per la messa al bando delle mine – Ottawa 1997, in vigore dal marzo 1999), si ferisce a produzione e utilizzo di mine antipersona, ma non fa riferimento alle munizioni cluster, ordigni d’alta tecnologia, perfettamente legali, utilizzati per bombardamenti “ad ampio spettro”. Una volta lanciate le moderne bombe “a grappolo” spargono nel raggio di un chilometro quadrato centinaia di sub-munizioni parte delle quali restano inesplose, disseminate nel terreno.

«Mentre le mine antiuomo sono ideate per esplodere a contatto con la persona – spiega Simona Beltrami, coordinatrice della Campagna italiana contro le mine – nel caso delle cluster bombs quello di trasformarsi in mine antipersona di fatto è un effetto del loro mancato funzionamento. Si tratta, infatti, di ordigni che dovrebbero esplodere al contatto con il suolo, ma che quando, per diverse cause, ciò non avviene, si trasformano in potenziali mine antiuomo con effetti ancora più pericolosi, in quanto sono armati con cariche molto superiori a quelle delle normali mine antipersona».

 

Secondo quanto denunciato dall’organizzazione Human Rights Watch le forze armate della coalizione anglo-statunitense in Iraq, hanno utilizzato almeno 13mila munizioni cluster, contenenti circa 2milioni di sub-munizioni uccidendo o mutilando più di mille civili.

In Afghanistan le cluster erano addirittura dello stesso colore dei pacchi umanitari contenenti viveri, lanciati sulla popolazione. In Africa i territori più contaminati sono concentrati in Mozambico, Angola e Rwanda.

«L’equazione è molto semplice – prosegue Simona Beltrami – se l’impatto umanitario delle mine ha fatto si che queste venissero messe al bando, lo stesso discorso deve valere per questi ordigni che disseminano interi territori di trappole mortali».

In vista della prima conferenza di revisione del trattato – summit internazionale che si terrà proprio a Nairobi, in Kenya, a fine novembre 2004 –

 

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la Campagna italiana contro le mine, lancia ufficialmente anche in Italia la Campagna internazionale per una moratoria su uso, commercio e produzione delle bombe cluster nel mondo.

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il ministro tremonti e quei culattoni dei village people

Povera Italia
“Purtroppo Buttiglione ha perso, povera Europa: i culattoni sono maggioranza”. Parola del ministro degli Italiani all’estero, Mirko Tremaglia qui ritratto tra i Village people
di Diario

 
Scopri l’intruso… Il ministro Mirko Tremaglia con i Village people
 
Il ministro degli Italiani all’estero, onorevole Mirko Tremaglia, si è ieri distinto per questa affermazione:
“Purtroppo Buttiglione ha perso, povera Europa: i culattoni sono maggioranza”.

Quale sgarbo peggiore, per il nerboruto Tremaglia, di vedersi ritratto insieme al gruppo dei Village People?

Per il ministro ex repubblichino la compagnia di un negro, un indiano, un cowboy, un marine, un sadomaso baffuto… tutti, incontrovertibilmente, yankee e tutti, incontrovertibilmente, omosessuali… si rivelerà un incubo insopportabile.

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Marco pannella contro la riconferma di Buttiglione

Lettera aperta di Marco Pannella a Durao Barroso

Roma, 10 ottobre 2004

Nel corso della consueta conversazione settimanale, Marco Pannella ha annunciato di aver inviato al al Presidente designato della Commissione europea Durao Barroso, una lettera aperta per chiedere di “immediatamente considerare o riconsiderare, se confermata, la candidatura di Rocco Buttiglione”.

Quello che segue è il testo della lettera aperta

Signor Presidente,

in particolare nelle ultime settimane da parte di massimi esponenti dello Stato della Città del Vaticano e dei vertici della Chiesa italiana si è fortemente aggravata la ormai tradizionale criminalizzazione dell’operato di quanti, Governi, Parlamenti, e dei loro rappresentanti, adottino leggi e misure di regolamentazione e non di proibizione della libertà di coscienza e di scienza, della libertà di ricerca scientifica, civile e morale, più particolarmente nel settore biologico, procreativo, e di terapia di importanti disagi, disfunzioni, malattie che colpiscono il nostro tempo e la nostra società, di libertà umane e politiche fondamentali specie relative agli orientamenti morali e sessuali.

Questa opera di intollerante denigrazione e messa sotto accusa si sta oggi svolgendo a difesa della legge n. 40 adottata il 19 febbraio dal Parlamento italiano contro la quale si è già mossa sia in sede internazionale, sia in Italia, gran parte della comunità scientifica mentre secondo sondaggi convergenti, la stessa opinione pubblica italiana, con maggioranze di oltre i due terzi dei credenti e dei non credenti, dei cattolici e dei laici, ne auspicano la abrogazione. Oltre un milione di cittadini hanno sottoscritto dinanzi a pubblici ufficiali la richiesta di referendum abrogativo totale di questa legge e con altre 750000 sottoscrizioni 4 richieste di referendum abrogativi di parti caratterizzanti la legge nel suo insieme.

Contro queste reazioni si è risposto, anche da parte di esponenti del Governo italiano appartenenti allo stesso partito dell’onorevole Buttiglione, accuse di promozione di soluzioni eugenetiche di stampo anche nazista. Il Ministro Buttiglione può essere considerato come il più autorevole esponente politico incondizionatamente sostenitore di questa posizione e azione politiche. Da liberali, laici e democratici, non tolleriamo alcuna criminalizzazione delle opinioni, politiche o religiose che siano: in difesa delle quali riteniamo invece necessario agire secondo il principio volteriano di difesa assoluto del diritto di chiunque a manifestare liberamente, in primo luogo quelle diverse o contrarie alle nostre.

Non crediamo quindi che si debba anche solamente discutere, anche solo per un attimo, della legittimità delle posizioni di quelle parti politiche italiane delle quali è esponente stimato e significativo l’on. Buttiglione.

E’ sul piano dell’opportunità, e su quello del merito, di queste posizioni politiche, che noi le chiediamo (speriamo con l’aiuto dello stesso on. Buttiglione) di proporre al Parlamento europeo sia per la Vice-Presidenza che per lo specifico portafoglio, un altro (o un’altra) candidato.

Affidare – infatti – la Vice-Presidenza della Commissione europea per di più con il portafoglio relativo a libertà, giustizia e sicurezza proprio al Ministro Buttiglione ci sembra onestamente non ragionevole e in forte contraddizione con molte posizioni del Parlamento europeo e di numerosi Stati dell’Unione.

A questa considerazione di ordine generale e di grave valenza politico istituzionale si aggiunge ora un fatto che rende comunque inaccettabile, a mio avviso, tale incarico.
Un documentatissimo dossier dimostra che il Ministro Buttiglione – Suo candidato alla Vice-Presidenza ed al portafoglio relativo a libertà, giustizia e sicurezza – ha avuto per anni ed ha tuttora come suo principale collaboratore, Capo della Segreteria particolare e tecnica del Ministro, nonché incaricato con decreti ministeriali e governativi di straordinaria responsabilità di governo in materie oltretutto attinenti ai rapporti con l’Unione europea, il Professore Giampiero Catone. Il quale è oggetto da parte della Magistratura italiana di denunce, imputazioni e arresti (e anche una condanna di primo grado) per una serie di reati, quali associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali, bancarotta fraudolenta pluriaggravata.

Il fatto che il candidato Buttiglione abbia non solamente tollerato ma reiteratamente difeso, mantenendolo in tutti i suoi incarichi e aggiungendone di politicamente rilevanti, non rappresenta a nostro avviso una garanzia sia pur minima di senso dello Stato, del diritto, e di un corretto costume istituzionale in uso, a dir poco, nella grande maggioranza degli Stati membri e nella prassi della Commissione, del Parlamento e del Consiglio europei.

Ci auguriamo, signor Presidente, che Lei voglia dare sollecito e tempestivo riscontro a questa lettera aperta, mentre contemporaneamente chiederò al Parlamento, al suo Presidente, alle Commissioni interessate – in primo luogo la commissione per le libertà pubbliche, la commissione giuridica, la commissione ricerca – di immediatamente considerare o riconsiderare, se confermata, la candidatura di Rocco Buttiglione.

Marco Pannella

www.radioradicale.it

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Usa danno mano libera al macellaio sharon

Criminale veto di Washington nel Consiglio di Sicurezza


• Complice astensione della Gran Bretagna, Germania e Romania

Nazioni Unite, 5 ottobre – Il veto numero 29 degli Stati Uniti contro un progetto di risoluzione a favore dei diritti del popolo palestinese nel Consiglio di Sicurezza della ONU ha mostrato di nuovo l’incapacità di questo organo, ha reso noto PL.

Nove degli 11 membri lo hanno riconosciuto dopo aver votato a favore della richiesta dell’interruzione immediata delle operazioni militari di Israele nel nord di Gaza con il trasferimento delle forze di occupazione.

Il rappresentante algerino Adallah Baali ha avvisato, dopo la votazione, che il Consiglio ha emesso un messaggio sbagliato che fomenta l’impunità di Israele.

La proposta è stata sostenuta anche da Cina, Francia, Spagna, Cile, Brasile, Angola, Benin e Filippine, mentre il Regno Unito, la Germania e la Romania si sono astenute.

L’osservatore permanente della Palestina, Nasser al – Kidwa, ha definito la giornata “molto triste” perchè il Consiglio di sicurezza non ha potuto chiedere che si interrompa questo spargimento di sangue del suo popolo e nemmeno adottare una posizione…

Egli ha segnalato che l’ambasciatore nordamericano John Danforth ha fatto riferimento in un intervento precedente ai bambini israeliani morti, ma non ha mai nominato quelli palestinesi.

“Anche oggi 20 pallottole hanno attraversato il corpo di una bambina palestinese che andava a scuola, ma questo non conta! ha sottolineato.

Il pretesto di Danforth è che il progetto di risoluzione non era bilanciato; egli ha stabilito la differenza tra coloro che lottano per il diritto a uno stato e quelli che attaccano dal terrorismo di stato.

È evidente che Israele ha il diritto di difendere i suoi cittadini, ma continua ad essere una potenza occupante e non è accettabile che venga sostenuto.

Il veto di martedì 5 ottobre è il settimo dell’attuale amministrazione di Washington e secondo Al – Kidwa ha impedito che il Consiglio di Sicurezza eserciti le proprie responsabilità.

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queste due bimbe (nel democratico stato di israele)

Aseel Al Hendi

Majd Al Kokhen

 

Queste due belle bambine
sono due bimbe palestinesi originarie di nablous
detenute illegalmente nelle carceri israeliane,
senza possibilità di vedere i parenti
di avere un uqualche processo
 ne di sapere semplicemente perchè sono ridotte  in catene…
 
esse insieme ad altri centinai di bambini palestinesi
subiscono ogni giorno terrificanti torture.
 
nel riconosciuto stato democratico di Israele
.
 
 
www.savethechildren.org

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Wangari Maathai Nobel per la pace

L’ecologista keniana Wangari Maathai, 64 anni, riceverà il 10 dicembre ad Oslo il Premio Nobel per la pace. Il riconoscimento – consegnato per la prima volta ad una donna africana – le è stato assegnato per “il suo contributo allo sviluppo sostenibile, alla democrazia e alla pace”.

Il nome della Maathai è stato scelto tra quelli di 194 candidati. Attuale sottosegretario all’Ambiente e alle risorse naturali del Kenya, la Maathai fondò nel 1977 il Movimento ‘Green Belt’ (cintura verde), composto per lo più da donne, che finora ha contribuito a piantare decine di milioni di nuovi alberi in tutta l’Africa per fermare la deforestazione.

Vi proponiamo l’intervista realizzata con lei nel 1999 e un approfondimento sul Green Belt Moviment, contenute in “Africa vieni fuori”, lo Speciale 2000 di Nigrizia

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