Michael Moore, lettera

I Repubblicani, a corto di idee, vogliono arrestare Michael Moore

di Michael Moore

“E’ possibile che ultimamente abbiate sentito dire che il Partito Repubblicano del Michigan ha chiesto che mi arrestino. Così è stato. Hanno intenzione di lanciare una serie di accuse e sperano che questo basti per mettemi in galera. Il crimine? Corrompere gli studenti con biancheria intima pulita e tagliolini in busta. Affinchè, il prossimo 2 novembre, vadano a votare”.

Cari amici,
è possibile che ultimamente abbiate sentito dire che il Partito Repubblicano del Michigan ha chiesto che mi arrestino. Così è stato. Hanno intenzione di lanciare una serie di accuse e sperano che questo basti per mettemi in galera.

No, non sto scherzando. Ieri il Partito Repubblicano ha presentato una domanda di incarcerazione di fronte ai pubblici ministeri di tutte le contee del Michigan, dove sono stato la settimana scorsa.

Il mio crimine? Pulire la biancheria intima di quelli che, nelle prossime elezioni, voteranno.

Ogni notte, nel nostro “Tour di Mobilitazione degli Scansafatiche”, per sessanta città negli stati che si trovano sul campo di battaglia, ho registrato centinaia (e alcue notti migliaia) di elettori, nel corso delle manifestazioni che organizzavo negli stadi e nei palazzetti. Lì ho chiesto a quelli che avevano più di 23 anni e che non avevano mai votato (o che non avevano votato nelle ultime elezioni) di alzarsi in piedi. Ho detto a tutti questi scandafatiche che capisco e rispetto le ragioni per cui pensano che i politici non si meritano nulla. Ho detto loro che io potevo essere il più ingenuo dei fannulloni, e che non volevo cambiare il loro modo di vita. Continuate a dormire fino a mezzogiorno! Continuate a bere birra! Statevene in poltrona e guardate più televisione possibile! Ma, per favore, fatelo per me, il 2 novembre voglio che usciate di casa e che andiate a votare solo per questa volta. In questa occasione stiamo rischiando troppo.

Se mi promettete di farlo, darò ai ragazzi tre pacchi di biancheria intima nuova Fruit of the Loom, e le ragazze otterranno una razione quotidiana di tagliolini Ramen, il cibo preferito dagli scansafatiche di tutto il mondo.

Allora mi metto la spilla e ripeto il Giuramento degli Scansafatiche del 2004: “Scegli naso! Scegli culo! Scegli Kerry!”.

Questo sembra aver funzionato, visto che, ogni notte, i tavoli con i volontari sono inondati da centinaia di nuovi giovani registrati alle liste elettorali per fare campagna, nelle prossime quattro settimane, per il cambio di regime.

Sembra che i repubblicani non abbiano colto il lato ironico di tutto questo. O forse no. Lo stato del Michigan (dove siamo stati la maggior parte della settimana scorsa) ha informato che circa 100.000 giovani si erano recentemente registrati per votare, un numero che non era certo immaginabile. Il Tour degli Scansafatiche si è convertito in un’ immensa forza travolgente.

Per questo, il Partito Repubblicano, per mostrare la sua gratidudine nel vedere tanti giovani che entrano a far parte del nostro sistema, ha chiesto che mi mettano in galera, accusandomi di “corrompere” gli studenti affinchè votino.

Ovviamente, tutto questo sarebbe molto divertente se le accuse non fossero tanto serie. E lo sono. Mi posso convertire immediatamente nell’uomo ricercato nel Michigan – semplicemente per il fatto che ho convinto alcuni scansafatiche a cambiarsi la biancheria intima e a mangiare tagliolini con sapore artificiale.

Ho pensato a quello che ho visto quest’anno: Disney che ha rifiutato di distribure il film che aveva sovvenzionato, i conservatori che hanno accusato i proprietari delle sale perchè hanno proiettato “Fahrenheit 9/11, altri gruppi conservatori che hanno invitato la FEC (Federal Election Commission) a eliminare le locandine del film, l’inutile classificazione restrittiva (R) che obbliga gli adolescenti a entrare di nascosto per vedere il mio film e tutti gli stupidi, assurdi, attacchi a me e al mio film nelle sale di proiezione che ho dovuto sentire, ho visto che il pubblico li ignora e porta comunque a casa il film per vederlo. E visto che tutto questo non è servito a nulla, cinque gruppi repubblicani differenti, per sei settimane, fanno cinque diversi attacchi attravero dei nastri (ops, documentari!). Erano tanto cattivi, annoiati e “destroidi” che nessuno voleva vederli e hanno dovuto andarsene… che perdita assurda di tanta buona pellicola…

Ora, dopo aver raggiunto tutto questo, quando non rimane loro nessuna strategia, hanno deciso: “mettiamo dietro le sbarre questo asino ridicolo – lui e suoi tagliolini e i suoi regali di biancheria intima pulita”.

Amici miei, non mi fermeranno. Sebbene debba scappare e sebbene non possa tornare a casa nel mio amato Michigan, vi faccio, a te e ai tuoi amici, questa promessa solenne: agli scansafatiche americani non mancheranno tagliolini, potrete portare orgogliosamente la vostra biancheria intima pulita come americani liberi che, il prossimo 2 novembre, toglieranno potere a Bush (anche se so che non vi alzerete prma di mezzogiorno per andare a votare).

Mantenetevi forti, continuate a essere scansafatiche e, per favore, ricordatevi di cambiare la biancheria intima ogni tre giorni. In quanto ai tagliolini, aggiungete acqua bollente e mescolate.

Vostro,

Michael Moore

p.s. Il mio momento preferito nel dibattito tra i vicepresidenti è stato quando Cheney ha detto al moderatore che quella era la prima volta in cui sentiva che molte donne nere americane avevano l’Aids. Senza commento. Cheney, in 90 minuti, ha menzionato il nome di Bush – il compagno di governo, “il Presidente”! – una sola volta. Avrebbero dovuto chiamarlo: ” il dibattito tra il Presidente (Cheney) e il Vicepresidente (Edwards)”.

Fonte: www.michaelmoore.com

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il nuovo miracolo italiano!!!

 

 
13/10/04 20.25.00 – Economia- Nazionale
 
COMPETITIVITA’ – Italia al 47° posto nel mondo: peggio del Botswana
 
L’Italia occupa il 47° posto al mondo nella classifica della competitivita’ del World Economic Forum, dietro anche al Botswana. Nel 2003 era 41esima. La classifica, redatta in base a un sondaggio tra 8.700 business leader, indica anche i fattori di ‘svantaggio’: per l’Italia pesano tasse (100° posto), burocrazia (103° posto), criminalita’ organizzata (90°) e spesa in ricerca (70° posto). Guida la classifica la Finlandia, davanti a Usa e Svezia. Precedono l’Italia quasi tutti i Paesi dell’Unione europea

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Era solo una bambina di 13 anni.

Sotto accusa il Terminator israeliano

 

(trad. mi spiace che non abbiamo potuto sparare più di venti colpi, ma il suo corpo era troppo piccolo)

 Inchiesta per l’ufficiale che sparò sul cadavere di una 13enne palestinese

di MICHELE GIORGIO

L’ufficiale israeliano della Brigata Ghivati che la scorsa settimana a Rafah ha crivellato di colpi a distanza ravvicinata la tredicenne palestinese Iman Al-Hams, è una «mela marcia» o la punta dell’iceberg? Visto ciò che sta accadendo a Gaza – 115 palestinesi uccisi (tra cui una trentina di minorenni) in 12 giorni di offensiva militare israeliana nel zona nord-est della Striscia – la risposta sembrerebbe scontata. Ma ormai nulla è ovvio, palese, quando si parla di palestinesi che, anche se muoiono da innocenti, finiscono ugualmente per essere chiamati in causa come colpevoli.

Di fronte alle proteste di alcuni soldati contro il comportamento dell’ufficiale «Terminator» e allo sdegno suscitato dalla vicenda di Ayman anche in Israele, il capo di stato maggiore, generale Moshe Yaalon, ha prontamente affermato che la bambina, la mattina in cui venne uccisa con ben venti colpi di mitra, si trovava molto distante dal tragitto che avrebbe dovuto percorrere per andare da casa a scuola, forse era stata indotta da militanti dell’Intifada ad avvicinarsi al fortino per distrarre i soldati ed esporli al tiro di cecchini palestinesi. Nel timore di un «attentato incombente», da tre postazioni diverse venne fatto fuoco sulla «figura sospetta», distante ben 70 metri. L’esercito ora sta svolgendo un’inchiesta sull’ufficiale che ha svuotato un intero caricatore sul corpo, già esanime, di Ayman. Ai microfoni della radio delle forze armate, alcuni militari hanno riferito che dopo i primi spari, la bambina giaceva immobile a terra. Il comandante della compagnia si è avvicinato al corpo e «ha sparato altri due colpi» per accertarsi che fosse morta. «È tornato verso la nostra unità, quindi si è voltato di nuovo verso di lei, ha messo il fucile in posizione automatica e ha svuotato il caricatore. L’ha sforacchiata». «Eravamo sotto shock – ha aggiunto un soldato – ci tenevamo la testa nelle mani. Provavamo grande dolore per lei.

Era solo una bambina di 13 anni. Come si fa a crivellarla, a bruciapelo? Lui moriva dalla voglia di abbattere qualche terrorista, ha sparato alla bambina per liberare la grande pressione». L’ufficiale sotto inchiesta, da parte sua sostiene che la maggior parte dei proiettili sono stati sparati nella prima fase dell’incidente e non da lui. Intanto mentre tutti puntano l’indice contro «la pecora nera» di turno, nessuno appare turbato dal fatto che tra i 115 morti palestinesi dell’operazione israeliana «Giorni di Pentimento» in corso a Gaza, ci siano numerosi bambini e ragazzini. Ieri peraltro un palestinese è stato ucciso nel corso di una nuova incursione di reparti corazzati israeliani. Altri due, feriti domenica, sono deceduti in ospedale. Un dirigente del Jihad islami, Mohammed Sheikh Khalil, ha riferito di essere sfuggito ad un tentativo di assassinio mirato (un razzo ha colpito la sua abitazione nel campo profughi di Rafah). Israele ha negato ogni coinvolgimento nell’accaduto. Sempre ieri è divampata la protesta di migliaia di dipendenti palestinesi dell’Unrwa, l’Agenzia dell’Onu che assiste i profughi, che ricevono stipendi almeno dieci volte inferiori rispetto a quelli del personale internazionale. L’Unrwa, che svolge una attività di grande valore per i profughi palestinesi, tuttavia non ha mai curato la sua cronica malattia: i mega salari dei dipendenti stranieri (quasi sempre anglosassoni), peraltro in una situazione di cronica mancanza di fondi per lo svolgimento delle operazioni.

Ad accrescere il disagio dei palestinesi – che non ricevono aumenti salariali da alcuni anni – è stata anche la decisione dei vertici della agenzia di spostare in zone più tranquille – Gerusalemme e Amman – decine di funzionari internazionali, a causa della situazione a Gaza. Intanto ieri, all’apertura dei lavori della Knesset, il premier israeliano Ariel Sharon ha comunicato che il voto del parlamento sul progetto di ritiro da Gaza avrà luogo il 25 ottobre. Sharon ha ribadito di essere determinato a realizzare il ritiro da Gaza nei tempi previsti (2005). Il primo ministro ha anche confermato che l’operazione «Giorni di Pentimento» andrà avanti (nonostante i forti dubbi dei comandi militari).

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Greenpeace alla battaglia contro tutti

Il mondo è meraviglioso! Se una multinazionale qualsiasi, diciamo la Monsanto,
brevetta il grano utilizzato da centinaia d’anni per fare il
pane indiano, subito arriva una nave di Greenpeace a
rompere i coglioni.
E così l’Ufficio europeo dei brevetti (EPO) ha revocato il
brevetto EP 445929, sul pane indiano.
Una vittoria per i contadini di tutto il mondo, ma
Greenpeace continua a rompere. Brevetti sul pane
indiano sono stati autorizzati anche in Australia, Stati
Uniti, Canada e Giappone. Inoltre chiede all’Unione
europea di rivedere al più presto la normativa
comunitaria sui brevetti

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Carlo Petrini

Carlo Petrini, padre di Slow Food e attivista per la
produzione eco-sostenibile del cibo, è stato eletto “eroe
europeo dell’anno”, dal Time.
Petrini porta avanti una serie di progetti “impossibili”.
Come ad esempio la Laurea in Scienze gastronomiche e
infatti i primi corsi di studio iniziano proprio in questi
giorni.
La sua nuova sfida è Terra Madre (a Torino dal 20 al 23
ottobre), un incontro fra 5000 contadini, provenienti da
132 paesi di tutto il mondo, per parlare di biodiversità e
agricoltura compatibile con l’ambiente.

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george carlin

GEORGE CARLIN – DOPO L’11 SETTEMBRE

 

Il paradosso del nostro tempo nella storia e’ che abbiamo edifici
sempre piu’ alti, ma moralita’ piu’ basse, autostrade sempre
piu’ larghe, ma orizzonti piu’ ristretti.
Spendiamo di piu’, ma abbiamo meno, comperiamo di piu’, ma
godiamo meno.
Abbiamo case piu’ grandi e famiglie piu’ piccole, piu’
comodita’, ma meno tempo.
Abbiamo piu’ istruzione, ma meno buon senso, piu’
conoscenza, ma meno giudizio, piu’ esperti, e ancor piu’
problemi, piu’ medicine, ma meno benessere.
Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo senza ritegno,
ridiamo troppo poco, guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo
troppo, facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi, vediamo
troppa TV, e preghiamo di rado.
Abbiamo moltiplicato le nostre proprieta’, ma ridotto i nostri
valori.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.
Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere, ma non come
vivere.
Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.
Siamo andati e tornati dalla Luna, ma non riusciamo ad
attraversare il pianerottolo per incontrare un nuovo vicino di
casa.
Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio
interno.
Abbiamo creato cose piu’ grandi, ma non migliori.
Abbiamo pulito l’aria, ma inquinato l’anima.
Abbiamo dominato l’atomo, ma non i pregiudizi.
Scriviamo di piu’, ma impariamo meno.
Pianifichiamo di piu’, ma realizziamo meno.
Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare.
Costruiamo computers piu’ grandi per contenere piu’
informazioni, per produrre piu’ copie che mai, ma
comunichiamo sempre meno.
Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta, grandi
uomini e piccoli caratteri, ricchi profitti e povere relazioni.
Questi sono i tempi di due redditi e piu’ divorzi, case piu’ belle
ma famiglie distrutte.
Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta,
della moralita’ a perdere, delle relazioni di una notte,dei corpi
sovrappeso, e delle pillole che possono farti fare di tutto, dal
rallegrarti al calmarti, all’ucciderti.
E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in
magazzino.
Un tempo in cui la tecnologia puo’ farti arrivare questa lettera, e
in cui puoi scegliere di condividere queste considerazioni con
altri, o di cancellarle.
Ricordati di spendere del tempo con i tuoi cari ora, perche’ non
saranno con te per sempre.
Ricordati di dire una parola gentile a qualcuno che ti guarda dal
basso in soggezione, perche’ quella piccola persona presto
crescera’, e lascera’ il tuo fianco.
Ricordati di dare un caloroso abbraccio alla persona che ti sta a
fianco, perche’ e’ l’unico tesoro che puoi dare con il cuore, e
non costa nulla.
Ricordati di dire “vi amo” ai tuoi cari, ma soprattutto pensalo.
Un bacio e un abbraccio possono curare ferite che vengono dal
profondo dell’anima.
Ricordati di tenerle le mani e godi di questi momenti, perche’
un giorno quella persona non sara’ piu’ li’.
Dedica tempo all’amore, dedica tempo alla conversazione, e
dedica tempo per condividere i pensieri preziosi della tua
mente.
E RICORDA SEMPRE: la vita non si misura da quanti respiri
facciamo, ma dai momenti che ci tolgono il respiro.

             George Carlin.

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masturbazione ai porci

Masturbate i maiali!
Rebecca Loos, gran bella donna, molto giovane, ex fidanzata di Beckham (il calciatore) ed ex sua pr, ha masturbato in diretta un maiale davanti a milioni di telespettatori. Il tutto e’ avvenuto durante un reality show andato in onda alle 10 di sera. Lo show e’ ambientato in una fattoria (si intitola appunto “Farm”) e i concorrenti vivono esperienze bucoliche come procurarsi sperma di maiale per l’inseminazione artificiale. Quindi la Loos ha indossato un paio di guanti di lattice e ha preso in mano il membro a cavaturacciolo dell’animale e ha iniziato a far scorrere la mano in su e in giu’ fino a quando il quadrupede, grugnendo, ha raggiunto l’estasi sessuale in diretta, versando il suo prezioso liquido seminale in un contenitore apposito ed entrando di prepotenza nella storia della tv.
Possiamo certamente dire che siamo di fronte a una certa corruzione dei sentimenti, dell’etica, dell’estetica e anche della vita spirituale.
Possiamo chiederci quanti si siano, a loro volta, masturbati davanti al televisore eccitati dalla performance digitale della Loos.
Possiamo pensare tante…

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a scuola di coltivazione cannabis?

Marijuana nella serra della scuola, ed è tutto legale.
L’esperimento, autorizzato e finanziato dal Ministero
della Salute, si terrà presso l’istituto tecnico statale J. F.
Kennedy di Monselice (PD). Lo scopo è duplice:
studiare la crescita delle piante (20 varietà diverse) e
fornire “sostanze” per la sperimentazione dell’uso
terapeutico, un settore su cui siamo in forte ritardo.
Mentre in Olanda la cannabis terapeutica è in vendita
nelle farmacie e in Spagna sono in corso sperimentazioni
cliniche del Thc nella cura dei tumori cerebrali infantili,
l’Italia non stanzia fondi per la ricerca e sta per
approvare una legge che parifica e condanna tutte le
droghe, leggere e pesanti indistintamente.

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gaffe presidenziali

Sgambetto di Bush e autogol di Kerry
Durante il dibattito pre-elettorale nel Missuori George
W. Bush ha chiamato gli internauti, gli “internets”.
Qualcuno lo riavvii.
Durante un’intervista al NY Times il candidato Kerry
avrebbe invece dichiarato che il terrorismo è una
“nuisance”, un fastidio.
(Fonte: www.ansa.it e www.TgCom.it )

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Alex Zanotelli e Wangari Maathai

Nobel per la Pace: ne parla Alex Zanotelli

“Per la prima volta viene riconosciuto il legame tra pace e ecologia, nel senso di rispetto dell’ambiente e distribuzione delle risorse, e a dimostrarlo al mondo è una donna africana”: così padre Alex Zanotelli, religioso comboniano per molti anni missionario in Kenya, e tutt’oggi impegnato contro le disuguaglianze e le violazioni nel sud del Mondo, commenta alla MISNA il riconoscimento del Premio Nobel a Wangari Maathai, l’ecologista kenyana.

“Quando vivevo a Nairobi ho avuto modo di incontrare spesso Wangari e di lavorare insieme a dei progetti per la popolazione” racconta padre Zanotelli, ricordando che la neolaureata al Nobel ha partecipato alla protesta avviata dai missionari comboniani e dagli abitanti delle bidonville per il diritto alla proprietà della terra dove sorgono le baraccopoli; e nel 1999, il movimento ‘Green Belt’ di Wangari fu tra le prime organizzazioni kenyane ad aderire alla campagna internazionale di boicottaggio e pressioni lanciata da Zanotelli contro la ‘Del Monte’, che spinse la multinazionale agrolimentare a migliorare le condizioni dei lavoratori nelle piantagioni in Kenya.

“Wangari è una donna che ha pagato in prima persona il suo impegno contro l’oligarchia politica, in particolare per i suoi attacchi all’ex-presidente kenyano Daniel Arap Moi” continua Zanotelli. “Ricordo la sua acerrima battaglia per impedire la costruzione di un grattacielo di 60 piani in un parco nel cuore di Nairobi, che Moi voleva destinare a sede di televisioni e giornali a lui vicini. Nella società kenyana, contraddistinta dal maschilismo, fu emozionante vedere una donna sfidare il capo dello Stato e vincere”.

La Maathai è, secondo Zanotelli “un esempio e un incoraggiamento per tutte le donne africane” che ella stessa ha contribuito con il suo movimento a rendere coscienti dei loro diritti, affidando a loro il compito di curare le ferite della terra del Kenya, in gran parte desertificata. “Collegare donne e ambiente è stata una grande intuizione” ribadisce Zanotelli, che ha solo un appunto da rivolgere all’amica, l’essersi data alla politica istituzionale.

Maathai è infatti sottosegretario al ministero dell’Ambiente nel nuovo governo kenyota, guidato dal presidente Mwai Kibaki della Narc (Coalizione nazionale dell’Arcobaleno), che al voto del 2002 ha sbaragliato il Kanu dell’allora presidente Moi. Secondo Zanotelli, Maathai e altri importanti attivisti kenyani non avrebbero dovuto candidarsi e entrare nella politica di Palazzo: “Certe persone è importante che restino nella Società Civile e che combattano dal basso” sostiene il religioso, che non per questo ha smesso di stimare la compagna di molte battaglie.[BF]

Misna, 11/10/2004

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Luca Coscioni: addio superman

Dichiarazione di Luca Coscioni

Christopher  Reeve, l’attore che al cinema ha dato vita a Superman, rimasto  paralizzato dopo una brutta caduta da cavallo, è morto ieri a 52 anni. Voglio ricordare di lui “i poteri speciali” della forza della non disperazione e rassegnazione indossati per la battaglia per la libertà di ricerca scientifica e queste sue parole: “concentrandosi solo sulle cellule staminali provenienti da adulti gli scienziati potrebbero spendere magari cinque anni cercando di farle comportare come cellulare staminali embrionali e fallire. E avremmo perso del tempo prezioso e molte persone saranno morte nel frattempo”.

Così si esprimeva ed era fortissimo il suo desiderio di non accettare le limitazioni della malattia nel vivere la vita. Questo desiderio lo manifestava anche pubblicamente denunciando la predisposizione del Presidente Bush di bloccare, per principi religiosi, gli studi sulle cellule staminali embrionali.

Dunque un lungo, intenso e drammatico  percorso di vita in cui la sua mente lucida ed il suo corpo tetraplegico, immobile hanno dato forza e voce ad una fondazione, per raccogliere fondi in favore della ricerca sulle lesioni al midollo spinale. Penso a quanti Christopher Reeve, in Italia,  misconosciuti ed anonimi vivono il dolore e la sofferenza, la speranza negata dal proibizionismo scientifico, subiscono una legge dello Stato che vieta la ricerca sulle cellule staminali embrionali e una classe politica dirigente asservita e genuflessa alle gerarchie vaticane.

Intervista a Christopher Reeve: «Una vittoria per la scienza, una speranza per i malati come me»

Il suo intervento alle Nazioni Unite contro il bando internazionale contro la clonazione terapeutica

Per proseguire la sua battaglia, sostieni l’Associazione Luca Coscioni

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cellulari rendono maniaci di nuovi usi

Dite addio a.
Secondo uno studio condotto in Australia, il telefono
cellulare sta letteralmente mandando in pensione una
serie di oggetti. Si va dalle cartoline d’auguri, sostituite
dagli sms, alle calcolatrici portatili, la sveglia e
addirittura il campanello di casa.
Pare infatti che nessuno usi più il campanello per farsi
aprire. Basta inviare un sms a qualcuno in casa prima di
arrivare e si trova la porta già aperta.
La buona notizia è che si può guarire

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prostitute in protesta

Un calcio alle violazioni dei diritti
Una partita di calcio molto speciale si è svolta qualche
giorno fa in El Salvador. In campo, giuro, una selezione
di prostitute dell’El Salvador contro una selezione di
prostitute del Guatemala.
Schiacciante la vittoria del Guatemala per 8 a 1, ma il
risultato contava poco. La partita è servita a protestare
contro gli abusi della polizia, la violenza a cui
giornalmente sono sottoposte queste donne e contro
la discriminazione

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Bob Geldof: italia tirchia nei confronti dell’Africa

“L’Italia, pur essendo la settima potenza economica
mondiale, e’ al 21esimo posto tra i paesi donatori, tra i piu’
tirchi, peggio fanno solo gli Usa. Di recente ha avuto la
possibilita’ di azzerare il debito con i paesi africani e non
lo ha fatto, si era impegnata in un finanziamento di cento
milioni di euro e non li ha versati, doveva portare il suo
stanziamento annuo allo 0,7% del Pil e non lo ha fatto,
rimanendo allo 0,176, nemmeno lo 0,2%.”
Lo ha dichiarato Bob Geldof, ex cantante, ideatore dei due
concerti Live Aid in Africa, da sempre impegnato nella
lotta contro la povertà.

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Campagna internazionale per una moratoria delle bombe cluster

No alle cluster bombs


In vista della prima conferenza di revisione del Trattato di Ottawa – a Nairobi, in Kenya a fine novembre 2004 – la Campagna italiana contro le mine, lancia ufficialmente anche in Italia la Campagna internazionale per una moratoria su uso, commercio e produzione delle bombe cluster nel mondo.


2mila persone ogni mese, 26mila l’anno (dati della Campagna italiana contro le mine), sono vittime delle mine antiuomo disperse nel terreno, dove restano attive fino a 50 anni.

Non è un caso che il 90% delle vittime siano civili, il 20% bambini, soprattutto nei paesi più poveri, dove necessità di approvvigionarsi di cibo, legna, o di coltivare un pezzo di terra, spinge le popolazioni a vivere, in molti casi, in un vero e proprio campo minato.

Attualmente sono 152 i paesi che hanno aderito o sono firmatari del Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine e 143 quelli che hanno ratificato, che hanno cioè approvato una specifica legge nazionale in materia.

Tra i 42 paesi che non hanno ancora aderito al Trattato “nomi illustri” come Stati Uniti, Russia e Cina, membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu con diritto di veto. 

Ci sono poi paesi produttori e utilizzatori come India, Pakistan, Nepal e Birmania, e tre membri dell’Unione europea: Finlandia, Lettonia e Polonia (questi ultimi due paesi si sono di recente impegnati ad avviare l’iter di ratifica).La Convenzione sulla proibizione dell’uso, stoccaggio e trasferimento di mine antipersona e per la loro distruzione (Trattato per la messa al bando delle mine – Ottawa 1997, in vigore dal marzo 1999), si ferisce a produzione e utilizzo di mine antipersona, ma non fa riferimento alle munizioni cluster, ordigni d’alta tecnologia, perfettamente legali, utilizzati per bombardamenti “ad ampio spettro”. Una volta lanciate le moderne bombe “a grappolo” spargono nel raggio di un chilometro quadrato centinaia di sub-munizioni parte delle quali restano inesplose, disseminate nel terreno.

«Mentre le mine antiuomo sono ideate per esplodere a contatto con la persona – spiega Simona Beltrami, coordinatrice della Campagna italiana contro le mine – nel caso delle cluster bombs quello di trasformarsi in mine antipersona di fatto è un effetto del loro mancato funzionamento. Si tratta, infatti, di ordigni che dovrebbero esplodere al contatto con il suolo, ma che quando, per diverse cause, ciò non avviene, si trasformano in potenziali mine antiuomo con effetti ancora più pericolosi, in quanto sono armati con cariche molto superiori a quelle delle normali mine antipersona».

 

Secondo quanto denunciato dall’organizzazione Human Rights Watch le forze armate della coalizione anglo-statunitense in Iraq, hanno utilizzato almeno 13mila munizioni cluster, contenenti circa 2milioni di sub-munizioni uccidendo o mutilando più di mille civili.

In Afghanistan le cluster erano addirittura dello stesso colore dei pacchi umanitari contenenti viveri, lanciati sulla popolazione. In Africa i territori più contaminati sono concentrati in Mozambico, Angola e Rwanda.

«L’equazione è molto semplice – prosegue Simona Beltrami – se l’impatto umanitario delle mine ha fatto si che queste venissero messe al bando, lo stesso discorso deve valere per questi ordigni che disseminano interi territori di trappole mortali».

In vista della prima conferenza di revisione del trattato – summit internazionale che si terrà proprio a Nairobi, in Kenya, a fine novembre 2004 –

 

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la Campagna italiana contro le mine, lancia ufficialmente anche in Italia la Campagna internazionale per una moratoria su uso, commercio e produzione delle bombe cluster nel mondo.

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