Torino 2006 per i bimbi??? ALTAMENTE DISEDUCATIVO

RETROSCENA

Vietato portare i panini

STEFANO BERTONE
LUCA DEGIORGIS*
La disponibilità di biglietti a prezzi ridotti per le scuole delle vallate «olimpiche» è stata offerta in ritardo, forse in attesa di valutare l’andamento delle prevendite, poi in effetti rivelatesi clamorosamente inferiori al previsto (-50% rispetto al milione e mezzo di biglietti sperati a settembre 2005). Ora che sugli spalti, per certe gare, si prefigurano spazi vasti come praterie, si chiamano a raccolta le masse dei più piccoli. Dunque in fretta e furia, e con poco tempo per inserire la gita in un contesto di programmazione, si parte per lo stadio. Pur con qualche dubbio, superato dalla considerazione di quella che sembra un’opportunità irripetibile offerta ai figli, i genitori accettano. Pagheranno 3 o 5 euro il biglietto e 7 o 10 per il pullman. Ma insieme alla richiesta di autorizzazione ricevono il seguente foglio A4 fotocopiato: «OGGETTI PROIBITI ALL’INTERNO DELL’IMPIANTO: per motivi di sicurezza non è consentito introdurre nei siti Olimpici: Ombrelli rigidi, sono consentiti sono quelli richiudibili che dovranno essere esaminati tramite macchina X-Ray, zaini di qualsiasi genere anche quelli scolastici … bottiglie, lattine, accendini, contenitori idonei all’offesa della persona (un thermos?), aerosol, aste, bastoni, bombolette spray, fumogeni, artifici pirotecnici, utensili, monete, grosse fibbie di cinture e moschettoni, strumenti chimici o incendiari, sostanze stupefacenti, armi, coltelli o qualsiasi altro oggetto atto a turbare l’ordinato svolgimento della manifestazione […] Si rimanda all’attenzione degli Insegnanti che gli studenti non lancino oggetti verso il campo di gara o in altre direzioni». Segue poi il paragrafo «ABBIGLIAMENTO: non è consentito l’utilizzo di abbigliamento recante loghi e marchi di sponsor non Olimpici, come indicato nella guida dello spettatore che ogni Scuola riceverà insieme ai biglietti. E’ espressamente vietato introdurre e veicolare nelle sedi di gara materiali promozionali di qualunque tipo, messaggi commerciali, striscioni o bandiere non autorizzati». Viene precisato il «COMPORTAMENTO: nessun tipo di dimostrazione o propaganda politica, religiosa o razzista è permessa in alcun sito Olimpico». Si passa all’alimentazione: «CIBO: non è consentita l’introduzione di cibo e bottiglie di qualsiasi genere nelle sedi di gara. Saranno presenti snack point, dislocati in diverse zone dell’impianto». Tutto ciò non senza dimenticare il «RISPETTO DELLE REGOLE: il mancato rispetto delle regole comporta l’espulsione dal luogo di gara senza rimborso del biglietto». Drastico. Questo foglio, ci viene detto, lascia di stucco i genitori: dove sarebbe il famoso «spirito olimpico»? E poi il costo della gita aumenta, visto che non si possono portare i panini da casa e bisognerà comprare il cibo sul posto. McDonalds, lo sponsor? Così raccontano le cronache di Torino 2006. Ancora: molte scuole negli anni hanno attuato faticosi progetti di educazione alimentare, ma ora saranno vanificati in una giornata? E soprattutto, ci dice un papà: devo vestire mio figlio con i marchi degli sponsor? Ma se non so neanche quali sono! E poi se non li ho, se lo trovo diseducativo, violento e in contrasto con molti insegnamenti scolastici? Niente paura: gira voce che solerti volontari applicheranno pezzi di scotch sui marchi non graditi. In alternativa, il bimbo può stare a casa…

*Autori del Libro nero delle Olimpiadi 2006

DA iL MANIFESTO

segnalato dai POLLI D’ASSALTO

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