Beppe Grillo ha pubblicato una mia foto
sul suo blog per il V-day:
guerrillaradiobloggo è vittorio arrigoni
Ibrahim e Mamadou,
come il fuori-inquadratura Baba,
sono i miei fratelli senegalesi.
E il loro vaffanculo day in Italia si protrae da anni,
più o meno da quando una legge partorita da un bicefalo razzista chiamato Bossi-Fini
ha disumanizzato gli esseri umani rendendoli una merce.
I miei fratelli sono uomini dotati di grande spiritualità,
e sopprafine intelligenza (come tutti i senegalesi che conosco qui in Italia),
parlano minimo 5 lingue, Ibra ha una sorella che studia alla Sorbonne,
Baba una laurea in scienze della comunicazione.
Hanno lasciato a Dakar un impiego sicuro,
ma troppo male renumerato per le loro numerose famiglie,
e hanno rischiato la venuta in Europa quasi certi di trovare uno spazio se non per le loro capacità umane ed intellettuali,
quantomeno per le loro operose mani.
E spazio per lavorare ci sarebbe eccome, confindustria conferma,
se non fosse intervenuta una politica che fa del bieco razzismo la sua principale arma di propaganda.
I miei fratelli senegalesi vivono ammassati in un appartamento affittato all’unico africano in regola, che non ci pensa due volte a concedere ospitalità ai suoi più sfortunati connazionali.
Oltre alla bancarella per riuscire giusto a metter qualcosa in fondo allo stomaco,
ottengono un lavoro vero, ma nero, nerissimo
al massimo per due-tre mesi l’anno,
12 ore minimo di sfacchinata quotidiana,
stipendio ipotetico.
Baba recentemente mi ha fatto parlare al cellulare con sua moglie, è deliziosa, l’ho vista in foto,
non si incontrano da tre anni.
Si sono sposati per telefono.
Spesso mi raccontano dei furti che subiscono,
(e rubare a chi non ha niente ce ne vuole vero?)
delle intimidazioni, delle violenze verbali.
Sarebbe facile optare per la via più semplice,
e vendere le loro vite al narcotraffico in cambio di soldi facili e una vita decente.
Ma li ritrovo sempre lì il lunedì pomeriggio fuori dal centro commerciale
a vendere la loro paccotaglia e i cd pirata per sopravvivere,
degni di una dignità e un umiltà che noi ormai abbiamo perduto.
E proprio questo richiedono: dignità,
non carità.
E magari amicizia, un sorriso,
cinque minuti per ascoltare le loro storie,
la loro antica tribale proverbiale saggezza.
Il loro vaffanculo day è quotidiano,
etnico e musulmano, appena appena sussurrato,
contro le avversità della vita,
la disuguaglianza, il razzismo strisciante.
L’Italia è un paese di migranti,
più di 30 milioni nel secolo scorso sono andati altrove a cercar fortuna,
dalla Germania sino agli Usa
hanno avuto vita dura, hanno arricchito le economie che hanno servito
ma in compenso hanno elevato le condizioni dei loro cari.
Mai nessuno di questi si è trovato di fronte ad un Bossi o un Fini…
C’è da dire che anche questo governo,
da me votato su mandato di questi miei fratelli di madrelingua wolof,
latita, è in incredibilmente in ritardo sulla più grande ingiustizia del nostro Paese.
Zanotelli invitava la chiesa italiana a farsi carico di questi soggetti a rischio,
ma come sempre, questa chiesa cattolica è tutta presa fra moduli di 730
e l’inviolabilità di una famiglia che non esiste dai tempi della Maddalena.
Io allora invito tutte le donne e gli uomini sensibili ad accorgersi di questa enorme ingiustizia,
che va ben oltre i problemi di una finanziaria e i richiami di Bruxell sul debito pubblico.
Ne va della estinzione della nostra intera società
intesa come come un punto d’incontro di valori umani condivisi e assurti a bene collettivo.
Vi lascio meditare coi Barbari di Kavafis:
http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1163
Vik alias
guerrillaradio