REFERENDUM, SCIENZIATI IN SCIOPERO DELLA FAME
Il Corriere della Sera – 24 maggio 2005
di Mariolina Iossa
ROMA. Come i dodici professori universitari che si rifiutarono di giurare al regime fascista. E’ il paragone che fa Marco Pannella quando parla dei dieci ricercatori e scienziati italiani che dalla mezzanotte di ieri hanno cominciato uno sciopero della fame contro la mancata informazione sui referendum sulla legge 40, quella che disciplina la procreazione assistita.
Il leader radicale appoggia la “protesta nonviolenta” e s’arrabbia perché nel centrosinistra non emergono posizioni “forti”. “Ha fatto più parlare Gianfranco Fini con i suoi tre sì e un solo no…”. Intanto gli accademici, tra i quali Gilberto Corbellini e Luigi Montevecchi, Maurizio Mori e Adolfo Allegra, che presto saranno davvero dodici perché ad essi si aggiungeranno Carlo Flamigni e Antonino Forabosco, chiedono che venga restituito “ai cittadini Italiani un loro diritto”, “un diritto politico”.
LA PROTESTA — Si faccia subito qualcosa, dicono i professori, “per evitare di accettare a priori che il risultato referendario sia fondato su una gara falsata, antidemocratica”. I dieci si stupiscono perché “di solito siamo abituati a parlare e a dire la nostra. Ma evidentemente l’Italia è il malato d’Europa non solo per l’economia, ma anche per alcune elementari garanzie democratiche”. I radicali applaudono. E fanno da eco ad un sondaggio telefonico commissionato dal Liberaldemocratici-comitato per il si. A tre settimane dal voto solo il 53% degli italiani sarebbe a conoscenza del referendum, mentre il 44,7% ha dichiarato che andrà sicuramente a votare.
IL QUORUM — Sulla questione del quorum interviene Emma Bonino. “Come presidente del comitato Donneperilsì yahoo.com, del quale fanno parte anche Prestigiacomo e Boniver, ho chiesto un incontro al presidente del Consiglio. Per far si che il referendum sia valido il quorum è diventato del 53-54%. Questo perché dagli elenchi degli italiani all’estero, tre milioni di persone, non sono stati tolti i “morti e i fantasmi” che contribuirono a far fallire l’ultimo referendum”.
Anche Pannelia e tornato più volte sugli appelli all’astensione e ha lasciato a Daniele Capezzone il compito di raccontare quanto sta avvenendo in questi giorni sul sito della Margherita. A differenza di molti parlamentari della Dl, la maggior parte dei “navigatori” del partito di Rutelli sarebbe schierata per 4 si (45,09%). E anche se c’è un 36 per cento che dice di non andare alle urne, trionfano quelli che giudicano l’astensione “una furbata”.
Come fa Rosa Romano, fautrice della “linea Bindi”: «Suggerire l’astensione è altamente pericoloso” scrive la tesserata di Legnano.
Una posizione condivisa dal leader dello Sdi, Enrico Boselli: “Mi auguro che la Margherita non si pronunci per l’astensione, lo considererei un errore”.
Pronta e dura la replica del deputato dl Enzo Carra, che parla di «ragionamenti violenti» da parte di Boselli e chiede l’intervento di Romano Prodi.
L’ASTENSIONE – Per l’astensione si schiera senza dubbio il professor Bruno Dallapiccola. direttore dell’istituto Mendel di Roma, per il quale non ci sono prove certe “che le staminali dell’ embrione servono a curare le malattie”. S’indigna Rita Levi Montalcini: “Sono stupita e irritata — ha detto il premio Nobel -. Io voterò 4 si ma bisogna andare assolutamente a votare, anche se si decidesse liberamente per il no. Votare è un obbligo, un dovere”.