La Mafia quotidiana nel ricatto del datore di lavoro

Ho pensato molto a cosa voglia dire oggi mafia, in questo mese di spine, fiorito nel sangue di tragici fatti che puntualmente ci si presentano in veste di anniversari da commemorare.
Un solo giorno l’anno per alcuni, tutto l’anno per altri.

La mafia, quella che esplodeva bombe e lupare non esiste più.
Ha smesso i colori sanguinosi delle stragi e si è dedicata a nuovi affari, vestendosi in doppiopetto e frequentando locali alla moda, fiore all’occhiello di quella rinascita culturale che molti auspicavano come segno tangibile di rinascita.

La mafia, quella violenta dei morti ammazzati e delle sirene che strepitano giorno e notte non esiste più.
Ma una cosa non è venuta meno, il poter essere ricattabili.
Al Sud come al Nord.
Essere costretti al ricatto, da padrini e datori di lavoro.
Io non ci vedo differenza.
Se cosa nostra è definita sui libri un’associazione contro lo stato, penso che non lo siano da meno certe nuove realtà del mondo del lavoro, che pur legittimate dallo stato finiscono per minare alla base i diritti leciti di un’altro stato, più piccolo ma ugualmente dignitoso: lo stato dei lavoratori.

Solo che oggi di lavoratori veri non ce ne sono più.
Mascherati sotto mille diciture, precari nei diritti come nel lavoro.
Il concetto non cambia, resti ricattabile.

Oggi sono andata al sindacato, ho chiesto se è legittimo il fatto che la mia agenzia interinale si permetta di dirmi che le ferie che maturo non me le retribuisca.
Se è Legittimo il fatto che eventuali giorni di ferie mi vengono tolti dalla busta paga e pagati poi alla fine, al termine del rapporto.
Mi è stato detto di no.
Non è.
Ma mi è anche stato detto che non c’è molto da fare.
Perchè se il sindacato interviene mi “brucio”.
In altre parole perdo la possibilità di poter trovare ancora lavoro.

Ecco, io oggi mi sono sentita ricattabile.
Non da un’organizzazione sovversiva e illegale di stampo mafioso, ma da un mercato del lavoro che pur non essendo illegale usa metodi mafiosi per controllare a suo piacimento i lavoratori e i loro diritti.


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Marte   pro-guerrillaradio

 

–commenti_fine–

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