Arrivederci a Enzo Biagi, IL giornalista italiano, perseguitato per la sua incorruttibilità da un piccolo duce da Arcore.

“Mi sento come le foglie su un albero in autunno…ma tira un forte vento” (così Biagi due giorni fa alle figlie)

 

Il vento alla fine se l’è portato in cielo
e Guerrilla radio tutta piange il vuoto che ha lasciato Enzo Biagi,
“IL” giornalista italiano.
 
Partigiano per tutta la vita, uno per cui la Resistenza non è mai finita,
è sempre stato l’uomo sbagliato al posto sbagliato: non sapeva tenere gli equilibri politici, anzi proprio non gli interessavano e non amava stare al telefono con onorevoli e sottosegretari.
“Biagi parlava all’uomo comune. La sua dote migliore era essere all’unisono con la gente”. Ha detto oggi di lui un altro grande vecchio,
Giorgio Bocca, ci associamo.
 
Nella sua irripetibile carriera ha intervistato tutti i grandi protagonisti della storia della politica, della letteratura, dell’attualità e dello spettacolo, fra i quali:
Woody Allen, Margareth Thatcher, Federico Fellini, Primo Levi, Pertini, Pier Paolo Pasolini, Yasser Arafat, il Dalai Lama, Edward e Robert Kennedy.
 
Ma una ultima intervista a cui teneva molto gli è sempre stata negata,
questa:
enzo biagi intervista impossibile silvio berlusconi
 
Da lì a poco l’editto bulgaro del nuovo duce venuto da Arcore travestito da liberale che amputò un pezzo dell’anima di Enzo Biagi,
quel contatto col suo pubblico che rispettava come fosse la sua famiglia, le sue origini umili.
video benigni enzo biagi
 
 
 
Una vetta di intelligenza Biagi,
da far apparire tutti i “capi” politici dei nani al suo cospetto,
il più nano di tutti inane.
 
Ciao Enzo, ci mancherai
la tua ironia e la tua leale, assoluta e costante ricerca di verità sono stampi ormai fuori regime.
 
Vik.
 
“Sto dall’altra parte, quella che simpaticamente il premier ha definito «coglioni». Credo che tutti i giovani, figli di ricchi o di poveri, debbano avere gli stessi diritti allo studio e uguali possibilità nell’affrontare la vita; credo nella magistratura, nella sua indipendenza, e che tutti possano difendersi qualunque sia il conto in banca, quindi non credo alle trame; credo nella libertà di espressione, cioè giornali e televisioni liberi di criticare il potere; credo che non debbano esserci prevaricazioni né leggi ad personam, per sé, familiari o amici; credo che la pace debba sempre vincere sulla guerra; infine credo che non si debbano imbarcare fascisti e neonazisti per un pugno di voti. Non mi fido di chi ha avuto cinque anni e li ha spesi male. E non ho mai sopportato quelli che fanno promesse e non le mantengono.” (Enzo Biagi dal Corriere della Sera, 9 aprile 2006)
ultima intervista enzo biagi
 

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