“Israele dovrebbe spiegare al mondo come provvede alla sua sicurezza interna
sparando alla testa di una bambina che sta andando a comprare dei dolci”
La bambina si chiamava Abeer Aramin,
aveva 10 anni ed è morta dopo due giorni di agonia in ospedale.
Colpita appena uscita dall’ Anata School for Girls,
scuola nei pressi di Gerusalemme tristemente nota perchè a due passi dal Muro dell’Apartheid in costruzione,
e perchè costante meta delle continue incursioni dei militari israealiani,
che lasciano dietro di sè bimbi feriti, o come Abeer ferocemente assassinati.
Bassam Aramin è suo padre,
non chiede vendetta, ma solo che:
“Israele rinunci alla sua politica di sistematica oppressione e ponga fine all’occupazione dicendo sì alla pace”
e ancora:
“Le vittime palestinesi non sono meno importanti di quelle israeliane. Siamo tutti esseri umani.
Chiedo alle madri israeliane di smettere di essere strumenti dell’occupazione,
spedendo i propri figli in una battaglia senza ragione”
Bassam è un uomo di pace,
membro e fondatore dei Combatants for Peace,
un gruppo pacifista israelo-palestinese che raccoglie ex soldati israeliani e ex militanti palestinesi (molti dei quali reclusi e torturati nelle illegali prigioni israeliane).
Guerrilla radio gli ha inviato un messaggio di cordoglio e di forte sostegno.
Una ultimativa riflessione,
se le colombe sono sempre più bersagli degli omicidi volontari israeliani
non lamentiamoci se anche in Palestina si levano in cielo i corvi.
Israel stop to kill children!