Secondo l’Onu,
nel 2006 sono stati uccisi 34.452 civili iracheni, mentre altri 36mila sono rimasti feriti.
6.376 civili sono stati uccisi solo negli ultimi due mesi. Dei 4.731 morti registrati a Baghdad tra novembre e dicembre, la maggior parte sono deceduti a causa di colpi da arma da fuoco, per opera degli squadroni della morte e non in seguito ad attentati.
Oltre 470mila iracheni hanno abbandonato le proprie abitazioni per sfuggire agli attacchi delle milizie.
Il primo responsabile di questa mattanza,
George Bush decide di inviare altri ventimila soldati,
per strangolare ancora di più la popolazione civile,
stretta fra i nemici occupanti e le milizie sempre più ferocemente agguerrite.
E per nulla paghi di questo sterminio di massa d’innocenti,
gli Stati Uniti a caccia del fantasma di al Qaida,
massacrano pure i poveri pastori della Somalia.
La necessità di cambiare governo in Italia,
era anche fortemente sentita come la necessità di voltare pagina
nelle politiche internazionali.
Il comune sentimento di ripulsa verso un’alleanza
che era più una sudditanza senza dignità
correlata dalle strette di mano fra Silvio e il suo amicone George.
Strette di mano intrise di sangue, sia chiaro.
La decisione presa dal governo Prodi di concedere la trasformazione dell’aeroporto di Vicenza in una base di guerra USA
fa della continuità con quella sudditanza di Berlusconi che era nostra gogna e vergogna.
Tanto più che questa ampliamento della base non sarà sotto l’egida NATO,
ma funzionale alle mire imperialistiche di Bush & Co.,
in contraddizione con quanto essere promosso e promesso fino a oggi
il mutare della nuova politica estera italiana.
Personalmente considero deturpare i valori della Pace sanciti nella nostra Costituzione,
molti più grave e offensivo di una tassa in più o in meno nella finanziaria.
Quindi non posso che iniziare a vomitare da queste pagine
il mio disgusto per la scelta di questo “mio” governo “amico”.
Si parla di continuo di un antiamericanismo diffuso nel nostro paese;
io ci terrei a evidenziare qualcos’altro.
Un filoamericanismo a priori,
da anni,
che tutto ciò che incontra e non vi trova sostegno indica essere antiamericanismo.
Ebbene il mio antiamericanismo si chiama dignità nazionale,
desiderio di piena sovranità nel mio paese,
e amore infinito per la pace.
Ci eravamo illusi di poterci lavare quelle mani sporche di sangue,
(iracheno, afgano, libanese, palestinese, somalo, domani iraniano? siriano?…)
ma dai nostri rubinetti scende solo sangue.
Vittorio alias guerrillaradio