Invito al digiuno.
al raccoglimento,
a partecipare in prima persona all’inizio del Ramadan.
domani.
Invito diretto ai non musulmani, agli agnostici, ai non credenti soprattutto.
Innanzitutto come momento di purifcazione,
Tutte le grandi religioni prevedono un periodo di digiuno, dall’induismo al cristianesimo,
Ed io lo avverto,
soprattutto come uno stimolo alla meditazione,
alla mediazione fra anima e carne.
Alla riappropiazioni delle nostre poderose facoltà spirituali.
al controllo del nostro corrotto corpo,
una possibilità per prendere distanza dal mondo materiale in cui ci ” costringiamo” a far parte.
L’autodisciplina
e la determinazione del sè come essenza spirituale e mentale
prima ancora che carne e pulsione sessuale o ingordigia affamata.
Un rituale di sacrificio che costringendoci alla rinuncia di cibo,
ci induce però forza interiore.
Infine,
incluso nell’iniziale invito,
c’è la voluta intenzione a partecipare al digiuno
insieme a quel miliardo di persone devote all’Islam per cui questo momento è così solenne,
individui dipinti da sempre più parti come barbari a noi ostili ma che in realtà non sono altro che nostri fratelli la cui differenza è aspirare ad una mezza luna
piuttosto che ad una croce.
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