Il governo israeliano dimostra semre più di essere caposcuola
nell’incentivare e perpetrare ogni forma di tortura (psicologica e fisica)
nei confronti dei prigionieri palestinesi, per lo più detenuti per reati di opinione.
Mentre si attiva la protesta in tutte le carceri in Israele, da parte dei prigionieri politici palestinesi,
iniziano ad affiorare realtà così scioccanti da far passare in secondo piano le improssionanti carneficine
del carcere iracheno gestito dagli statunintensi di Abu Ghraib.
Mentre i prigionieri palestinesi dimostrano di aver imparato la lezione di Ghandi
sulla lotta non violenta,
ecco che i loro carcerieri, le guardie israeliane, mosse dall’esercito dipendente direttamente dal governo israeliano,
mostrano al mondo intero come i metodi del nazismo posso essere una fonte di ispirazione per uno stato che si autodefinisce “democratico”.