Contaminati dal Congo non abbiamo distolto l’attenzione
dall’attrazione verso le dinamiche
che hanno portato alla sbarco dei nostri soldati in Libano sotto l’egida delle Nazioni Unite.
Chiarito l’ossimoro di una missione militare definita di “pace”,
ma che in realtà prevede regole d’ingaggio per cui riteniamo inevitabile la battaglia,
guerrilla radio si dice soddisfatta per la pronta azione intrapresa dal nostro governo,
specialmente in un momento in cui l’Onu sembrava ancora imbarrazzatamente congelata nel suo stallo da veto.
La neutrale interposizione di soldati rappresentanti della comunità internazionale,
è la miglior premessa per la costruzione di un reale accordo di pace.
Proprio per questo,
è a meraviglia l’ha compreso perfino D’alema,
se la missione avrà successo i soldati dell’Onu dovranno essere mandati anche a Gaza,
e non solo, in tutta la Cisgiordania,
come da più di quarant’anni Arafat e i palestinesi richiedevano a gran voce,
soffocati dai continui veti statunitensi.
Proprio per questo,
temo che la missione non avrà successo,
in quanto Israele è contraria ad un accordo di pace giusto ed equo,
e vuole imporre con la forza la sua politica unilaterale di occupazione e confisca.
Prevediamo quindi purtroppo giorni incandescenti,
e forse conditi dai soliti attentati cui la matrice è oscura,
sebbene è noto chi è il primo mandante di attentati e “omicidi mirati” in medioriente…
Fra qualche giorno è l’undici settembre,
consoliamoci con il fatto che da questa missione l’Italia ricava soprattutto una ripulita della sua immagine a livello internazionale,
non più con le mani sporche di sangue iracheno,
ma con le maniche levate a lavorare affinché altro sangue non scorra per il martoriato popolo arabo,
da sempre nostro referente dall’altro lato del mediterraneo.
inshallah.
guerrilla radio