Londra, un brasiliano l’uomo ucciso per errore dalla polizia
LONDRA (Reuters) – La polizia britannica che dà la caccia agli attentatori ha ammesso di aver ucciso per errore un elettricista brasiliano, un episodio che mette in discussione il modo in cui si intende dar la caccia ai militanti nel timore che colpiscano ancora.
Nel corso della gigantesca caccia all’uomo, la polizia ritiene anche di aver individuato un collegamento tra i due gruppi di attentatori che hanno colpito due volte Londra. La polizia sulle tracce degli uomini che avevano tentato di colpire il sistema di trasporti di Londra venerdì scorso hanno inseguito ed ucciso a colpi d’arma da fuoco un uomo che uscito da uno degli edifici sotto sorveglianza non si era fermato all’alt intimatogli.
La polizia, esprimendo rincrescimento per la tragedia, ha detto che la vittima innocente si chiamava Jean Charles de Menezes, ed era un elettricista di 27 anni che viveva a Londra da tre anni.
Il ministro degli Esteri brasiliano Celso Amorim ha chiesto chiarimenti alla Gran Bretagna riguardo l’uccisione.
La cugina della vittima, Lady Menezes, ha detto: “E’ un’ingiustizia, occorre fare qualcosa”.
Gli esperti di sicurezza affermano che la polizia ha chiaramente adottato una strategia “spara per uccidere” nei confronti dei sospetti attentatori.
L’esperto di antiterrorismo Robert Ayers del Royal Institute of International Affairs sostiene che la polizia ha “dimostrato di agire da ora in base al principio che se sospettano che qualcuno sia un attentatore, e che minacciare la gente, hanno l’ordine di sparare per uccidere”.
Massoud Shadjareh della Commissione Islamica per i Diritti Umani ha detto che l’uccisione è una diretta conseguenza del fatto di aver inviato funzionari di polizia in Israele per essere addestrati su come prevenire gli attentati suicidi.
“Dare alle persone licenza di uccidere così, sulla base di un sospetto, fa paura”, ha detto Azzam Tamimi dell’Associazione musulmana della GRan Bretagna.
Ma l’ex capo della polizia di Londra John Stevens difende la tattica.
“Ho mandato squadre in Israele ed altri Paesi colpiti dagli attentati suicidi dove abbiamo imparato una terribile verità. C’è un solo modo per fermare un attentatore suicida deciso a portare a termine la sua missione: distruggere all’istante il suo cervello. Il che vuol dire colpirlo alla testa in modo devastante uccidendolo all’istante”, ha scritto su News of the World.
Peccato che Israele insegni a devastare i cervelli dei sospetti, e non dei terroristi,
per cui anche la testa brasiliano vestito fuori stagione diviene bersaglio di uno nuovo sport mondiale,
il tiro al sospettato.
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