bulciago grande festa per l’arrivo dell’arcivescovo che saluta con entusiasmo gli animatori dell’oratorio «benvenuto, a nome dei musulmani» il sindaco beretta ha accolto il cardinale tettamanzi con una curiosa sottolineatura
bulciago (p.zuc.) è stato un nuovo bagno di folla quello di ieri per l’arcivescovo dionigi tettamanzi, in visita al santuario dei morti dell’avello nel suo centenario e al nuovo oratorio, fatto realizzare dal parroco don celeste delle donne a completamento del centro giovanile. al santuario il cardinale è stato ricevuto dal sindaco egidia beretta e da numerose altre autorità, oltre che da molti fedeli. «quello che ci fa incontrare è un evento – ha detto la beretta – condivisibile dall’intera società civile di bulciago, che rappresento: i credenti, i non credenti, i cristiani, i laici e i numerosi fratelli musulmani che vi abitano, perché un sindaco non distingue, lavora per tutti e, se una preferenza deve fare, è per i deboli, i poveri, quelli senza voce». il sindaco ha concluso invocando l’aiuto della madonna nella «ricerca costante del bene comune». l’intervento più atteso dell’arcivescovo è stato, però, all’oratorio davanti a tanti bambini. l’arcivescovo è stato salutato dal messaggio letto dal piccolo matteo fumagalli: «grazie che ci sei venuto a trovare in quella che per noi è una seconda casa, resa ancora più grande, bella e accogliente da don celeste. ti vogliamo bene». hanno fatto eco gli adolescenti, animatori dell’oratorio estivo: «i tuoi suggerimenti, cardinale, sono una guida sicura nel nostro cammino di fede». e don celeste: «all’oratorio feriale che si è appena concluso abbiamo avuto 40 animatori e 180 ragazzi tutti i giorni per quattro settimane: non poco, per un paesino. il signore ci ha dato la buona volontà; noi ci abbiamo messo il cuore, le mani e le gambe». don celeste ha scherzato con l’arcivescovo. uno spunto è stato offerto dai palloncini che scoppiavano durante i discorsi: il parroco ha esortato il cardinale a non spaventarsi e i carabinieri a non «sparare agli attentatori». l’arcivescovo lo ha bonariamente canzonato per essersi ripetutamente commosso nel corso del pomeriggio, poi ha parlato ai ragazzi, che ha chiamato «il presente più prezioso e il futuro di bulciago». ha detto: «è straordinario che chiamiate l’oratorio “casa”, cioè il luogo dell’incontro, della protezione, della crescita». e agli animatori: «spesso diciamo che i giovani sono disimpegnati e superficiali: grazie a dio voi, e tanti altri ragazzi che ho incontrato nella diocesi, siete la prova che non è vero. certo – ha detto agli adulti – non dobbiamo mai smettere di essere educatori, ricordando che i giovani si stancano delle prediche: a loro si deve parlare con l’esempio».