gli Ignavi vincitori del referendum

INFERNO

canto III
“Quivi sospiri, pianti e alti guai
risonavan per l’aere sanza stelle,
per ch’io al cominciar ne lagrimai.

  Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d’ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle

  facevano un tumulto, il qual s’aggira
sempre in quell’aura sanza tempo tinta,
come la rena quando turbo spira.

  E io ch’avea d’error la testa cinta,
dissi: «Maestro, che è quel ch’i’ odo?
e che gent’è che par nel duol sì vinta?».

  Ed elli a me: «Questo misero modo
tegnon l’anime triste di coloro
che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo.”
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In momenti come questi ti viene voglia di cercare se affittano dalle parti di Bologna…
Prende piede infatti lo sconforto,
sconforto di chi si rende conto giorno per giorno di esser circondato dall’indifferenza più omologata,
gli apatici di ogni ideale,
Sono i vincitore reali  di questo referendum,
Quelli che io definisco appartenere al partito degli Ignavi.
Gli Ignavi
Sempre disinteressati verso qualsiasi cosa
valga la pena discutere, attivarsi, mobilitarsi,
in altre parole
vivere.
Menefreghisti che diresti catatonici
senonchè vederli improvvisamente ri-animarsi
quandunque qualcosa possa favorire il loro personale tornaconto,
non rendendosi conto
che lo sviluppo di una coscienza civile globale migliora ogni condizione di vita.
Ci fossero stati fra gli ignavi,
più malati-Ignavi
probabilmente ora la ricerca scientifica sarebbe stata votata per essere più libera, qui in Italia.
Il declino sociale
Il declino culturale
pure il decline ecomonico
del nostro paese,
ce lo meritiamo appieno.
Una unica avvertenza per gli Ignavi,
che vadano a ricontrollare
il destino che Dante ha previsto per loro nel terzo canto nell’Inferno della Divina Commedia.
Non si sorprendano quindi  questa estate,
quando verranno divorati come non mai dalle zanzare,
non è un’ondata  di voraci insetti africani,
ma  solo la logica attuazione  del loro contrappasso.


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